Ma si aggira una voce, potremmo dire una leggenda metropolitana, che se non empiricamente fondata, quantomeno è intuizionisticamente accettabile: I PUFFI SONO COMUNISTI.
I puffi sono degli esseri blu vestiti tutti indistintamente con una divisa bianca e con in testa un berretto dello stesso colore. Abitano tutti in casette uguali dai coloro sgargianti. Solo uno di loro si distingue: il Grande Puffo, con cappello rosso e folta barba bianca. Egli è il capo della comunità, unico responsabile delle decisioni intorno ad ogni attività di Puffilandia, siano esse di ordine economico, di difesa o di divertimento. E’ lui che dispensa ai puffi ordini, direttive e consigli. E’ lui che individua per ogni puffo un compito che ha da eseguire. Se si aggiunge il fatto che il grande vecchio è venerato e ascoltato come un dio, abbiamo un fumettistico ritratto del buon vecchio Carlo Marx in versione pianificata e stalinista!
C’è solo un elemento all’interno del villaggio che perennemente contesta l’autorità incontrastata del Grande vecchio: puffo Quattocchi. E’ il pedante rompiballe della situazione, ha sempre qualcosa da ridire, da ribadire e da ribattere: è l’opposizione politica contestataria di Puffilandia. Lo scontro tra Grande Puffo e Quattocchi cosa non è se non la trasposizione scanzonata del rapporto tra Stalin e l’altrettanto occhialuto Trockij, fatto assasinare dal primo a Città del Messico nel 1940?
Proseguendo nella rassegna dei personaggi di questa comunità centralizzata e egualitarista, un altro importante elemento è rappresentato dall’unica donna, per di più bionda: Puffetta. Ah! Puffetta, in mezzo ad un mondo di esseri difficilmente definibili dal punto di vista sessuale, tu sei l’unica certezza! E in una società di comunione di beni e di cose sei anche la valvola di sfogo sessuale di una intera collettività. Grazie.
Inoltre, nelle ultime versioni, il cartone ideato dal belga Pierre Cuillford introduce due nuovi personaggi: puffo Poeta e puffo Pittore. Un esempio di apertura ai dissidenti operata proprio negli anni della glasnot e della perestrojka di Gorbaciev.
Lo stesso termine “puffo” ha una funzione del tutto peculiare nell’identificazione degli elementi del villaggio: puffo Inventore, puffo Forzuto, puffo Quattrocchi, ecc. Una parola che viene quindi posta prima del ruolo di ogni membro all’interno della società. Non ricorda compagno artista, compagno intendente, compagno segretario?
E infine, sarebbe interessante passare in rassegna i nemici per antonomasia dei socialissimi puffi. Gargamella è un mago umano, cattivissimo che ha come unico scopo quello di catturare puffi per buttarli nel suo pentolone da alchimista. Per ottenere che cosa? Oro. E’ il danaro darling, Gargamella è un orribile yankee simbolo del capitalismo: avidità, crudeltà, malvagità, e chi più ne ha più ne metta. Il mago ha anche un assistente: Birba, nella versione italiana. Ma nella traduzione anglofona (e questo era il principale target della serie) il suo nome era Azreal, un nome di chiara origine ebraica. Dopo il capitalismo, il nemico pubblico numero due è l’ebreo.