
Originariamente Scritto da
Nebbia
A chi appartenevano - a quale razza, sotto quale cielo - le prime mani che annodarono il filo sull'ordito di un telaio primitivo, lo strapparono e lo tagliarono invece di proseguire la tessitura della semplice trama e crearono un tappeto annodato? Domanda assurda eppure strettamente reale. Ci fu certamente infatti il giorno in cui un uomo o una donna inventarono il primo tappeto annodato; ed il fatto che dopo tanti secoli altri uomini interroghino un passato che non può più rispondere fa pur sempre parte del medesimo discorso. Di nessuna conquista artigianale esiste la data di nascita ma si può delineare a poco a poco l'epoca stringendole attorno un cerchio di documentazioni comprovate. Una di queste è la ricerca delle prime documentazioni scritte, nelle quali si testimonia l'uso e l'esistenza dei tappeti nell' epoca alla quale gli scritti si riferiscono.
Un esempio potrebbero essere "Il Milione" di Marco Polo o i testi classici greci di Senofonte nella Ciropedia.
Un'importante testimonianza ce la forniscono i Vangeli, dove l'uso dei tappeti orientali viene ampiamente descritto nelle ricorrenti citazioni; una ad esempio di tutte è quella relativa alla "Preparazione dell'ultima cena" Marco 14 .
Essa dice: 12Il primo giorno degli Azzimi, quando si immolava la Pasqua, i suoi discepoli gli dissero: «Dove vuoi che andiamo a preparare perché tu possa mangiare la Pasqua?». 13Allora mandò due dei suoi discepoli dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d'acqua; seguitelo 14e là dove entrerà dite al padrone di casa: Il Maestro dice: Dov'è la mia stanza, perché io vi possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli? 15Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala con i tappeti, gia pronta; là preparate per noi». 16I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono per la Pasqua.
