che schifo i fascisti![]()


che schifo i fascisti![]()


Ah eccoOriginariamente Scritto da benelos
uno dopo l'altro i neo DoRotei neopoltronisti e fascisti rinnegati


Sinceramente ritenere un grosso problema l'offerta di 5-6 seggi all'ultra-destra mi sembra un buffonata.
Hanno accettato senza riserve il programma della Cdl e una volta in parlamento non potranno neppure costituire un gruppo parlamentare autonomo.
I veri problemi potrebbero sorgere quando i vetero comunisti ottenessero più di 60 seggi e la terza carica dello Stato (come prodi ha promesso a Bertinotti in caso di vittoria cattocomunista) , oltre a 4 o 5 ministeri...


Quando i «fascisti» facevano comodo a Ds e Margherita
di Pietro Mancini da Il Giornale
La «Casa del fascio» che l’Unità accusa Silvio Berlusconi di aver aperto con l’accordo tra il centrodestra e la Mussolini, sdoganando i «peggiori fascisti», non doveva apparire così squallida e inospitale ai capi e ai luogotenenti del centrosinistra, nella primavera del 2005, alla vigilia delle regionali del Lazio. Tilgher e Fiore, che stavolta non saranno in lista, allora erano in campo, con tutti i loro detestati simboli nazifascisti. Eppure furono aiutati proprio dagli esponenti dell’Unione a raccogliere e a convalidare centinaia di firme, molte poi rivelatesi false e appartenenti a defunti. Sul quotidiano della Quercia, lo storico Tranfaglia ha tuonato contro il Cavaliere, ricordandogli che «gli italiani hanno da tempo ripudiato ogni rapporto con gruppi e persone che si richiamano ancora alle idee, ai metodi e agli obiettivi delle dittature fasciste del secolo scorso». Eppure, Massimo D’Alema non fu accusato, come oggi Berlusconi dall’Unità, di «assoluta disinvoltura nei rapporti con i peggiori residui dell’estremismo fascista», allorché si pronunciò a favore della riammissione della lista della nipote del Duce alle regionali: «Impedire a un avversario scomodo di presentarsi alle elezioni - tuonò l’ex premier - è una cosa che nei Paesi democratici non si deve fare!».
E mentre oggi Tranfaglia mitraglia il Cavaliere per l’alleanza con la Mussolini - applaudita spesso dalle donne prodiane sulle questioni sociali - soprattutto perché l’europarlamentare di Alternativa sociale considera (a differenza di Fini) suo nonno Benito il più grande statista del Novecento, meno di un anno fa, l’ex ministra dalemiana Livia Turco proclamava: «In democrazia, il diritto di partecipare alle elezioni non si può negare a nessuno, neppure se si chiama Mussolini!». E ancor più avanti negli elogi all’ex deputata finiana si spinse l’antagonista di Storace alla presidenza del Lazio, il veltroniano Piero Marrazzo, che la paragonò addirittura a Gandhi, esaltandone lo sciopero della fame intrapreso dopo l’esclusione della sua lista, poi riammessa e risultata decisiva per la sconfitta dell’esponente di Alleanza nazionale.
Sulla focosa pasionaria nera la pensava così anche Francesco Rutelli, che definì «legittima e rispettabile» la battaglia di Alternativa sociale. Guardandosi bene però, come Fassino, dal negare che sindaci e assessori comunali della Margherita e dei Ds avessero autenticato quelle firme.
In realtà, la grancassa mediatica grondante antifascismo (di maniera e molto datato) sugli impresentabili di destra è stata scatenata soprattutto per far dimenticare all’elettorato moderato il caso, ben più allarmante, del no-global Francesco Caruso, aspirante deputato, che non rinnega il passamontagna e le violente sprangate rifilate agli agenti e ai carabinieri. E soprattutto l’aberrante esternazione dell’ex candidato Marco Ferrando sul «sacrosanto diritto» degli indomiti resistenti iracheni di ammazzare i nostri soldati. Anche se non è molto chic, né politically correct accostare a Ferrando i neri Saya e Tilgher, avverte Liberazione, il giornale di Rifondazione comunista. E meno male che Prodi ha indicato proprio in Bertinotti la più forte garanzia di stabilità per il governo dell’Unione, provocando il commento sarcastico, molto centrato, di un commentatore amico di Fassino, Giampaolo Pansa: «Il “parolaio rosso” sarà una garanzia per l’esecutivo prodiano? Certo, ma come il lupo messo a far la guardia alle pecore».


NON SI ACCETTANO CRITICHE DA CHI HA IMBARCATO NELLA COSIDDETTA UNIONE COMUNISTI A NON FINIRE.
Mariano


Non si accettano diktat dai bananas.Originariamente Scritto da Mariano 68
SMAMMARE. NOI ITALIANI CRITICHIAMO CHI E QUANDO VOGLIAMO.


Sopra un prototipo di missile tedesco
con sei gallette cadauno come desco
i nostri eroi van dritti al cuor della marziana
le verdi antenne al nostro duce piegherai
Fascisti su Marte
rosso pianeta bolscevico e traditor
fascisti su Marte
con un moschetto e un menefrego dentro al cuor
siamo incredibili
siam sommergibili
siamo gli ignifughi
gli irrevocabili conquistator
del sangue e con l’odor
ed anche a questi alieni ora le reni spezzerem
Fascisti su Marte
pianeta rosso aspetta che veniam da te
fascisti su Marte
noi ti daremo al nostro duce e al nostro re
siamo incredibili
siam sommergibili
siamo gli ignifughi
gli irrevocabili conquistator
il mondo ha il nostro odor
ed anche a questi alieni ora le reni spezzerem
Fascisti, fascisti, su Marte
fascisti…
http://www.guzzanti.altervista.org/fascisti.html