Luciana Sbarbati: “La Malfa aveva ragione”.
La leader dei Repubblicani europei Luciana Sbarbati è intervenuta nel notiziario mattutino di Radio Radicale criticando la gestione monolitica nell’Ulivo della Margherita e dei Ds. A sorpresa la Sbarbati ha ammesso che il Presidente del Pri La Malfa aveva ragione nel criticare centrosinistra.
Testo dell’intervento della Sbarbati
“Noi non abbiamo partecipato al vertice dei segretari sul programma di ieri. In precedenza avevamo lavorato in tutte le Commissioni per il programma. Ieri non abbiamo partecipato perché riteniamo che non sia stato risolto, cosa assolutamente grave, il problema della presenza, della componente della cultura laica, riformista e repubblicana all’interno dell’Ulivo. Noi siamo stati, insieme agli altri, la più piccola forza politica. Ma siamo stati i costruttori dell’Ulivo sin dal lontano 1995; siamo sempre stati partecipi; abbiamo costruito la federazione; siamo contitolari del simbolo Uniti nell’Ulivo; siamo sempre stati presenti. Quindi la nostra storia era stata assunta tra le storie democratiche che dovevano fondare questo Ulivo, questo percorso nuovo che doveva portare al partito democratico. Fino al giorno delle elezioni primarie è andato tutto come doveva andare anche se i segnali di crepe profonde c’erano. Infatti, Boselli ha deciso di prendere un’altra strada. La sottoscritta ha pensato che si potesse andare avanti e confidare negli alleati. Il giorno dopo le primarie abbiamo scoperto che l’Ulivo era diventato Ds-Dl. I Repubblicani europei non c’erano più. A quel punto non eravamo più co-fondatori, ma ospiti. Credo che non sia tollerabile, né giusto. In politica il cinismo è un dato di fatto. Ma quando diventa sprezzante di una storia, di valori che appartengono alla mia tradizione democratica e repubblicana, io credo che non sia possibile tollerarli o tacere. Questo Ulivo che cos’è?! E’ un organismo geneticamente modificato. Dal modo in cui era nato, oggi è diventato un’altra cosa. Ed è un patto di potere in cui non c’è più un disegno politico, viene esclusa la società civile, vengono fatti filtrare pochi personaggi che vengono caricati sulle spalle di Romano Prodi a cui viene lasciata la responsabilità della realtà legata ad altri soggetti che non siano i Ds o Dl. Questo è il diktat per Prodi. Credo che a queste condizioni non ci sia possibile accettare nessun tipo di posto, né due, né tre. Fino a quando non è chiarita qual è la nostra funzione, il nostro ruolo. I nostri valori devono essere accettati come fondanti. Se i repubblicani devono restare nel centrosinistra a patto di morire con la propria identità, non lo accettiamo. Se scelgo di morire, sarò io a deciderlo. Non lo può decidere Piero Fassino, Romano Prodi o Francesco Rutelli. Mi dispiace. Se la situazione è cambiata, noi ci ritroveremo a prendere le nostre determinazioni con la Direzione nazionale, il consiglio nazionale. Certo, sarebbe duro dire dopo sei o sette anni di lavoro, seppur con considerazioni diverse, dire che in qualche misura La Malfa aveva ragione”.




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