
Originariamente Scritto da
Il Pretoriano
dal sito della Mussola
IL PROGRAMMA PROPOSTO DA ALTERNATIVA SOCIALE ALLA CDL
Alternativa Sociale, considerando proprio dovere morale e politico contribuire alla soluzione dei gravi problemi pratici che affliggono l’Italia, pur ribadendo la propria visione più radicale delle soluzioni politiche necessarie in vista di una profonda e duratura rinascita nazionale, individua le seguenti misure concrete per la soluzione delle emergenze più gravi:
MEZZOGIORNO:
Incentivare la politica economica del Sud Italia, ripristinando un sistema di finanziamento che consenta lo sviluppo economico, tecnologico e commerciale attraverso l’istituzione di una Banca Statale per lo Sviluppo del Meridione che emetta credito solo per fini produttivi, per riequilibrare l’asse politico economico italiano. Il tutto con uno sviluppo delle infrastrutture che portino il Sud d’Italia allo stesso livello del Nord. Queste misure costituiranno l’ occasione per la creazione di centinaia di migliaia di posti di lavoro nel Sud d’Italia e per un nuovo Patto fra Stato Italiano e popolo meridionale non in forma assistenzialista ma organica, sociale e solidale.
SOSTEGNO ALLA FAMIGLIA:
E’ assolutamente necessario approntare soluzioni organiche alla devastante crisi demografica che colpisce l’Italia e pertanto, seguendo l’esempio di molte Nazioni Europee, chiediamo che lo Stato aiuti la maternità con un contributo di almeno 400 euro mensili da destinarsi alle donne dal momento del concepimento fino al compimento del terzo anno di età della prole. Istituzione del Ministero dell’Infanzia.
SANITA':
Costituzione sul territorio dei Centri della Salute, nei quali i pazienti possano, in totale esenzione del “ticket”, effettuare controlli di medicina preventiva sul modello dei centri antidiabetici, che potrebbero diventare le prime strutture.
LAVORO:
Il Lavoro deve essere al centro del programma economico, con una politica di forte protezione del prodotto e del lavoro italiano. L’invasione dei prodotti cinesi, in particolare, ed extracomunitari in generale, ha già fortemente minato la tradizionale solidità delle piccole e medie imprese italiane. Pertanto, si richiedono misure volte a bloccare l’ importazione di tutte le merci la cui produzione non sia avvenuta all’interno di un quadro di regole certe e controlli accurati nel campo dei diritti umani e sindacali dei lavoratori come già denunciato da Alternativa Sociale in sede di Parlamento Europeo. Per quanto riguarda le imprese serve una riduzione del gravame fiscale ed una politica di incentivazione all’assunzione della manodopera nazionale e una modifica della Legge Biagi, per ridurre gli effetti del precariato, principale causa di disagio tra giovani lavoratori.
SISTEMA CREDITIZIO:
Facilitazione nell'accesso al credito da parte delle famiglie monoreddito, dei giovani al primo impiego, dei lavoratori in stato di mobilità, e di altre categorie sociali in difficoltà.
In tale contesto, devono essere ampliate le regole di trasparenza del sistema bancario e creditizio e la drastica riduzione dei costi per i servizi bancari e l'intermediazione finanziaria.
SICUREZZA E IMMIGRAZIONE:
Necessità di stipulare accordi bilaterali che permettano all'Italia di restituire al Paese d'appartenenza detenuti extra-comunitari affinché scontino la pena, con la possibilità di essere espulsi fin dal primo grado di giudizio se condannati con prove di flagranza di reato. Si otterrebbe un enorme risparmio per le casse dello Stato e si allevierebbe la “crisi carceraria”. Allo stesso tempo, pretendiamo, anche in linea con la legislazione in materia di droga, il ritiro automatico dei permessi di soggiorno a tutti gli extracomunitari sorpresi a delinquere. Comunque, consapevoli che il grande dramma della povertà nel mondo non può essere risolto solo con provvedimenti di polizia internazionale e di frontiera, chiediamo che l’Italia rafforzi la propria presenza istituzionale e caritativa in Africa e nel terzo mondo e che contribuisca fattivamente alla creazione di infrastrutture e climi culturali ed educativi forieri di sviluppo.
DEMOCRAZIA PARITARIA:
Rilevata la assoluta incapacità del legislatore di costruire sinora un quadro normativo capace di garantire le pari opportunità di accesso alla vita politica e sociale per le donne, la prossima legislatura deve essere dedicata a costruire un vero e proprio testo unico dei diritti delle donne.
Beh se questo è un programma rivoluzionario e radicale... io sono Longino!
Mamma mia quanto di più scontato e politicamente corretto si possa presentare.
E il mutuo sociale?
E l'economia corporativa?
Il concordato?
L'usura, le banche, la politica estera, la scuola, l'università ecc. ecc.
Vabbè tanto sono accordi tecnico-tattici-pseudoprogrammatici quindi... sticaz..!