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Discussione: Lista europea

  1. #1
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    Predefinito Lista europea

    finalmente, rifondazione e pdci tornano insieme dopo 10 anni di separazione.ovviamente non è la panacea ad ogni male, ma permettetemi di dire che in tempi di continue scissioni, un'unione(seppur per il momento elettorale) ci voleva.

    il simbolo quindi:



    Poi qualche intervento:

    Abbiamo dato vita a una lista unitaria della sinistra anticapitalista in Europa contro le politiche di Maastricht e di Lisbona. Obiettivo: uscire a sinistra dalla crisi
    sabato 28 marzo 2009


    Dichiarazione di Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc-Se.

    Abbiamo presentato il simbolo e dato vita a una lista di sinistra, anticapitalista che unisce quattro forze politiche (Prc, Pdci, Socialismo 2000, Consumatori uniti) in una comune proposta politica per l'Europa.
    Lo abbiamo fatto e continuereremo a farlo anche attraverso il contributo e le candidature di molti esponenti della sinistra, del mondo del lavoro e sindacale, del movimento femministra e ambientalista, del movimento lgbtq e pacifista. Questa lista, che lavora per un'uscita dalla crisi fondata sulla democrazia economia, sulla giustizia sociale e sulla solidarietà, rappresenterà un importante raggruppamento anticapitalista, comunista, socialista di sinistra, ambientalista in Italia e in Europa, e si ritrova intorno ai valori e ai simboli storici del movimento operaio italiano.


    Chi vota la nostra lista saprà da subito dove andranno a sedere i nostri eletti e rappresentanti: nel gruppo del Gue/Ngl e nella Sinistra Europea, e cioè all'opposizione delle politiche liberiste di Maastricht e di Lisbona che hanno prodotto l'attuale devastante crisi economica europea e mondiale, politiche che vengono da molti anni votate e sostenute da tutti gli altri gruppi politici eletti in Europa, dai popolari ai socialisti passando per i liberali. Una vera "grande coalizione" liberista e antipopolare che vede e vedrà unite tutte quelle forze politiche che oggi fanno finta di contrapporsi in Italia, dalla Pdl di Fini e Berlusconi al Pd di Franceschini, passando per Di Pietro e Casini.

    Chi vota la nostra lista invece vuole uscire da sinistra dalla crisi in Italia come in Europa da sinistra, tenendo assieme diritti sociali e diritti civili, chiedendo il pieno rispetto delle libertà dell'individuo nel campo sessuale come in quello etico insieme a un forte intervento pubblico in economia e alla nazionalizzazione delle banche, lottando per un'Europa libera, giusta e socialmente avanzata, ma anche per un'Europa neutrale e pacifista in politica estera, non asservita alle politiche della Nato, per una politica di pace e di democrazia.

    Il nostro dunque non è un cartello elettorale ma una proposta politica precisa: riteniamo che si possa uscire dalla crisi, in Italia e in Europa, promuovendo più libertà e più eguaglianza, contro le politiche di un governo di destra che invece punta al totale e sfrenato liberismo e deregulation in economia ma che promuove politiche anti-liberali e totalitarie nel campo dei diritti civili.

    A tal fine le quattro forze politiche che hanno dato vita a questa lista hanno deciso di riunirsi in un coordinamento che proseguirà anche dopo le elezioni.


    Pietro Ingrao: «Voterò per Rifondazione» (da L'Unità del 28 marzo)

    Pietro Ingrao ha dichiarato all' Unità : «Non condivido numerose delle posizioni di Ferrero. Tuttavia ritengo che nell'attuale lotta politica sia essenziale la presenza a sinistra di un soggetto politico organizzato. Faccio qualche esempio: in Sinistra e Libertà ci sono tanti compagni che stimo e che mi hanno dato speranza. Penso però che quello che hanno da dire persone come Bertinotti, Vendola, Mussi e la Bandoli è meglio che lo dicano e facciano vivere operando dentro la struttura di un partito, di un soggetto politico "formato"».
    http://home.rifondazione.it/xisttest...view/5385/314/

  2. #2
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    Predefinito Riferimento: Lista europea

    Anticapitalisti? Ebbene sì
    martedì 31 marzo 2009
    di Claudio Grassi
    (Liberazione 31 marzo 2009)

    Il dado è tratto. Finalmente, nella delicata contesa elettorale europea, abbiamo un simbolo elettorale attorno al quale raccogliere consenso per la lista comunista e anticapitalista. Qualcuno (che non ci ama) ha sottolineato la presenza grafica della falce e del martello, così come le espressioni “comunista” e “anticapitalista” nella definizione della lista medesima, per lasciar intendere che tutto ciò rinvia a vecchi e ormai vuoti slogan, a obsolete simbologie. Sono gli stessi che hanno mimetizzato o addirittura censurato l’importante dichiarazione di Pietro Ingrao il quale, nel contesto di un’intervista a L’Unità, ha annunciato il suo voto a Rifondazione Comunista.


    Eppure, dovrebbe far riflettere – anche e soprattutto a sinistra – non semplicemente l’autorevolezza di tale presa di posizione, ma anche la sintetica argomentazione con cui essa è stata motivata. Non si tratta – sostiene Ingrao – di essere d’accordo su tutto: e, in effetti, egli non condivide parte di ciò che noi diciamo. Ma il punto per lui dirimente è che oggi è “essenziale la presenza a sinistra di un soggetto politico organizzato”; e che, se c’è da discutere, è bene che lo si faccia “dentro la struttura di un partito, di un soggetto politico ben ‘formato’ “. Le forze organizzate – aggiungiamo noi – non si inventano; né possono essere costituite confidando in imprevedibili (e improbabili) sviluppi del quadro politico. Tanto meno è ragionevole predicare l’unità spaccando quel che c’è di già “formato” e aggregando ciò che c’è di eterogeneo.
    A tali considerazioni dovrebbero certamente indurre la logica e il buon senso. Ma, soprattutto, esse dovrebbero essere imposte dalla gravità dell’attuale congiuntura e dall’urgenza delle risposte che questa richiede. La lista comunista e anticapitalista ed il suo simbolo nascono precisamente per tentare di metterci all’altezza della suddetta urgenza, per far balenare un’alternativa concreta e possibile all’ordine (o, se si vuole, al disordine) costituito, per offrire una sponda e una speranza a quanti oggi – e purtroppo, sempre di più, domani – subiscono i colpi della crisi.
    Lo diciamo con nettezza ai nostri malevoli critici, a coloro che vogliono strumentalmente descrivere la nostra impresa politica come una sorta di residuo del passato. “Anticapitalismo”, lungi dall’essere un’espressione logora, una giaculatoria ripetitiva e ormai priva di contenuto reale, rappresenta al meglio il condensato di un programma politico che, sulla scia di un’analisi della crisi intesa come strutturale disfunzione del modo di produzione vigente, riesce anche ad indicare non degli esangui palliativi ma delle concrete misure di tutela della nostra gente. Tutto sta ad avere o meno la forza e il coraggio di toccare privilegi e interessi potenti. E’ in tal senso che, ad esempio, la suddetta espressione si collega oggettivamente alle parole d’ordine dell’Onda, a quel prodigio di sintesi che studenti e insegnanti rovesciano sul governo quando urlano: “Noi non vogliamo pagare la vostra crisi”.
    E’ appunto questa cornice generale - analitica e programmatica - entro cui si riconoscono le forze promotrici della lista comunista e anticapitalista, che distingue quest’ultima da cartelli raccogliticci e approntati in tutta fretta per tentare il superamento della soglia elettorale del 4%. Non a caso, chi sarà candidato con la nostra lista, quale che sia la sua matrice di provenienza – che militi nel Prc o nel Pdci, che faccia parte di Socialismo 2000 o dei Consumatori Uniti, che operi in strutture associative o di movimento, oppure sia esponente di vertenze territoriali o di lavoro – farà riferimento alle opzioni ideali e agli obiettivi programmatici che hanno contraddistinto in questi anni le battaglie politiche del Gue, acronimo che sta per Gauche Unitaire Européenne (Sinistra Unitaria Europea): ossia del gruppo parlamentare entro cui confluiscono, a livello europeo, i partiti comunisti e le forze anticapitaliste e progressiste. Tale raggruppamento ha condotto un duro corpo a corpo con la maggioranza liberista di Bruxelles: misurandosi con le forze del centro-destra, ma anche con quelle interne al Pse, al gruppo socialista. Collocati in termini inequivoci alla sinistra del Pse, i deputati del Gue hanno contrastato, direttiva dopo direttiva, gli accordi bipartisan che sin qui hanno contribuito a costruire l’impianto politico e istituzionale di questa Europa liberista e antipopolare. In modo altrettanto netto, la nostra lista si propone di rafforzare la sinistra anticapitalista del Gue, all’interno del Parlamento europeo e, in questo modo, offrire la prospettiva di un’altra Europa, un’alternativa di giustizia sociale e di pace a quanti ritengono che non sia questo l’unico mondo possibile.
    La coerenza non è un optional; e nella coerenza di tale impostazione sta la nostra forza, la forza di una lista che comunque vogliamo concepire aperta al contributo di tanti compagni di strada. Essa non esprime la chiusura compatta di un partito, ma non è neanche espressione di un mero cartello elettorale. Ci rivolgiamo con serietà agli elettori proponendo un’unità d’azione a partire da un comune denominatore, da una comune progettualità politica: comunista e anticapitalista.

    http://home.rifondazione.it/xisttest...view/5404/314/

  3. #3
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    Predefinito Riferimento: Lista europea

    EUROPEE: DILIBERTO, SOTTO FALCE E MARTELLO DI NUOVO UNITI


    ROMA, 28 MAR - 'Dopo tanti anni sotto la stessa falce e martello c'e' un ricongiungimento familiare. Noi del Pdci ci abbiamo creduto molto: e' un coronamento politico': Cosi' Oliviero Diliberto ha espresso il suo compiacimento alla conferenza stampa di presentazione del simbolo unitario che riunisce per le europee Prc, Pdci, Socialismo 2000 e consumatori.(ANSA).

    http://www.comunisti-italiani.it/mod...ticle&sid=5408

  4. #4
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    Predefinito Riferimento: Lista europea

    CPN APPROVA SIMBOLO E MODALITA’ LISTA PER LE ELEZIONI EUROPEE. NO A CANDIDATURA DEI SEGRETARI DI PARTITO.
    29 Marzo 2009


    Il Comitato politico nazionale (Cpn, cioè il “parlamentino”) del Prc-Se riunitosi a Roma il 28 e 29 marzo 2009 dà mandato alla Direzione nazionale di definire le liste per le prossime elezioni europee nel quadro dell’accordo politico unitario raggiunto con le altre forze politiche che ieri hanno presentato un simbolo e un nome comune per le elezioni (Prc. Pdci, Socialismo 2000, Consumatori uniti). I criteri per l’individuazione delle candidature dovranno - oltre che far riferimento all’autorevolezza e rappresentatività delle stesse, tenendo conto delle proposte avanzate dai comitati regionali - corrispondere inderogabilmente ai criteri statutari in particolare per quanto attiene l’incanddidabilità oltre i due mandati e la rappresentanza di genere, scegliendo l’alternanza nelle liste secondo il principio uomo-donna.

    Il Cpn dà mandato alla Direzione nazionale di lavorare alla composizione di una lista fortemente caratterizzata dalla presenza di realtà operaie, di lotta, di movimento, rappresentative dei conflitti che attraversano il nostro Paese, dalle mobiltazioni contro le crisi industriali e per la sicurezza nei luoghi di lavoro al movimento in difesa della scuola e dell’università pubbliche, alla lotta in difesa dell’ambiente, della laicità, dei diritti delle donne, a partire dalla battaglia contro l’aumento dell’età pensionabile.

    Il Cpn si è anche espresso a favore di una lista che sia caratterizzata non come mera unione di gruppi dirigenti, ma che possa rappresentare il conflitto sociale in tutte le sue articolazioni e propone che tale impostazione venga assunta da tutte le forze che concorreranno alla formazione della lista. Coerentemente con questa impostazione, il Cpn propone che la lista non debba vedere la candidatura dei segretari nazionali di partito.
    http://www.paoloferrero.it/?p=1311

  5. #5
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    letto ora sul sito pdci che le nuove bandiere ci saranno al circo massimo

  6. #6
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    Predefinito Riferimento: Lista europea

    molto bello il simbolo interno, nonostante sia proprio un collage dei due simboli di partito... di solito ste cose non vengono bene...
    la corona rossa con le scritte invece è un obbrobrio

  7. #7
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    Predefinito Riferimento: Lista europea

    concordo dodo..purtroppo bisognava fare dei compromessi sul simbolo, e questo credo sia comunque il miglior risultato possibile..





    e ora qualche news sulle liste

    Strasburgo, si "affilano" le liste
    Ida Rotano, 01 aprile 2009, 23:00

    Europee Gran lavorio in tutti i partiti sulle liste elettorali per Strasburgo. Le polemiche (non sopite) sulla candidatura "di bandiera" di Berlusconi, e di alcuni ministri. Il Pd mira a "puntellare i territori" e se possibile "intrecciare ovunque amministrative ed europee". Il lavoro sulle liste per Bruxelles è in corso d'opera. Le scelte definitive arriveranno il 7 aprile. Con le sinistre divise, l'IdV va a caccia dei voti di protesta. Infine, non mancano le curiosità e "i ritorni"



    Partiti al lavoro sulle liste elettorali in vista del voto del 6 e 7 giugno prossimo per la conquista dei 78 seggi del Parlamento europeo che spettano al nostro Paese. Il premier Silvio Berlusconi ha già annunciato che si candiderà, attirandosi le critiche dell'opposizione. Con il presidente del Consiglio dovrebbero essere in corsa anche alcuni ministri, come il titolare della Difesa Ignazio La Russa, probabilmente capolista nella circoscrizione Nord Ovest (Piemonte, Valle d'Aosta, Liguria e Lombardia), Maria Stella Gelmini, ministro dell'Istruzione, e il Guardasigilli Angelino Alfano. Tra i possibili candidati anche il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola.

    Contro l'ipotesi della candidatura al Parlamento di Strasburgo di alcuni tra gli esponenti dell'esecutivo si è scagliato il segretario del Pd Dario Franceschini, che contestualmente ha annunciato che non si candiderà: "Berlusconi -ha detto- metterà in lista i ministri, ineleggibili per legge. E' un imbroglio".La replica del centrodestra non si è fatta attendere: "Splendida idea quella di candidare alle prossime europee tutti i ministri sarà un vero bagno di democrazia", ha risposto il Governatore della Lombardia Roberto Formigoni, anch'egli tra i possibili candidati per un seggio a Strasburgo.

    In corsa per i Democratici. Il Pd ha deciso di sbarrare le porte di Strasburgo per presidenti di Regione e sindaci in carica. Questo significa che il Governatore della Campania Antonio Bassolino e il sindaco di Padova Flavio Zanonato dovrebbero rinunciare, mentre Sergio Cofferati e Leonardo Domenici potranno essere della partita: sia il primo cittadino di Bologna che il sindaco di Firenze, infatti, sono a fine mandato e non si ricandideranno. Cofferati potrebbe essere il capolista nella circoscrizione Nord Ovest, in una sfida serrata con Ignazio La Russa. Su Cofferati non c'è ancora una decisione ufficiale. Franceschini lo vorrebbe e glielo ha confermato anche questa sera durante un colloquio telefonico, ma deve affrontare i dubbi di chi (il Piemonte in testa) pensa che sarebbe meglio lasciare perdere visto che Cofferati aveva detto di voler stare vicino alla famiglia.

    Insieme a Cofferati in lista ci dovrebbero essere tra gli altri anche gli europarlamentari uscenti l'ex sindacalista della Cgil Antonio Panzeri, ex sindacalista della Cgil, Patrizia Toia, Gianluca Susta, Francesco Ferreri. Una delle new entry è invece l'ex sottosegretario alla Difesa Lorenzo Forcieri. Nel collegio Nord Est il capolista sarà l'europarlamentare uscente Vittorio Prodi. Insieme al fratello del 'Professore' dovrebbero essere confermati Luciano Vecchi, già europarlamentare e coordinatore del dipartimento esteri dei democratici, Salvatore Caronna, ex segretario del Pd emiliano, Roberto Gualtieri dell'Istituto Gramsci, Paolo Costa, ex sindaco di Venezia ed ex ministro dei Lavori pubblici.
    Nella circoscrizione di Centro dovrebbero correre sotto le insegne del Pd l'ex coordinatore, il veltroniano Goffredo Bettini, il sindaco uscente di Firenze Leonardo Domenici, Silvia Costa (tre legislature alla Camera, Beatrice Magnolfi, già parlamentare e ministro ombra per la Semplificazione, Catiuscia Marini, europarlamentare uscente.

    Quanto al Sud, mentre si affievoliscono le possibilità di avere Roberto Saviano in lista con il Pd, un "ragionamento" è in piedi per quanto riguarda Raffaele Cantone, ex pm della Dda di Napoli, magistrato anticamorra in prima linea nella guerra al clan dei Casalesi.
    In lista probabilmente Umberto Ranieri, rimasto fuori alle ultime politiche, e gli europarlamentari uscenti Enzo Lavarra, Maria Grazia Pagano, Donato Veraldi, Andrea Losco, l'ex segretario generale della Cisl e oggi deputato Sergio D'Antoni.

    Il Pd mira a "puntellare i territori" e se possibile "intrecciare ovunque amministrative ed europee". Il lavoro sulle liste per Bruxelles è in corso d'opera. Le scelte definitive arriveranno al termine di un calendario di riunioni che porterà i segretari a Roma il 7 aprile per "consegnare" le liste con i candidati del territorio.
    La prossima settimana, ed entro il 7, Franceschini inaugura i tavoli "circoscrizione per circoscrizione": i segretari regionali di ognuno dei cinque collegi discuteranno di liste direttamente e separatamente con la segreteria nazionale. Il 21 aprile sarà la direzione a dare il visto definitivo.

    Nella circoscrizione isole il capolista del Pd dovrebbe essere Enzo Bianco, ex ministro, ex sindaco e oggi senatore.
    Insieme a lui, l'europarlamentare uscente Luigi Cocilovo, Rosario Crocetta, sindaco di Gela (ma anche per lui dovrebbe valere l'incompatibilità), e Italo Tripi, segretario regionale della Cgil in attesa di ricollocazione. Secondo alcune indiscrezioni, Franceschini starebbe cercando di convincere Rita Borsellino, che potrebbe essere candidata in Sicilia.

    La sinistra va alla sfida di Strasburgo divisa. Da una parte c'è la lista della neonata Sinistra e libertà, che riunisce Verdi, socialisti, Sinistra democratica e il Movimento per la sinistra del Governatore della Puglia Nichi Vendola. Dall'altra, la lista Pdci-Prc.
    Lo stesso Vendola, il coordinatore del Partito socialista Marco Di Lello, l'ex presidente della Provincia di Napoli Dino Di Palma, i consiglieri regionali Antonella Cammardella (area vendoliana), Michele Ragosta (Verdi) e Angelo Giusto (Sd) dovrebbero essere in lista, insieme ai deputati europei uscenti: Monica Frassoni dei Verdi, Roberto Musacchio (area vendoliana), Claudio Fava (Sd), Umberto Guidoni, l'astronauta ex Pdci, i socialisti Alessandro Battilocchio e Pia Locatelli. Tra i candidati, forse, anche Achille Occhetto, l'uomo della svolta della Bolognina.

    Dall'altra parte l'accoppiata Pdci-Prc, insieme all'Associazione Socialismo 2000 di Cesare Salvi e a Consumatori uniti), potrebbe far scendere in campo i leader Oliviero Diliberto e Paolo Ferrero, insieme a Cesare Salvi, l'europarlamentare uscente Vittorio Agnoletto e l'astrofisica Margherita Hack.

    Smentite le voci di una candidatura di Sabrina Ferilli in una delle due liste della sinistra. "Credo ancora alla sinistra perché senza la sinistra il mondo sarebbe più ingiusto. Ma non mi candiderei mai. Con me farebbero strike, ma stanno freschi", ha detto l'attrice romana in una recente intervista.

    Arriva la "lista pirata". Mentre Marco Ferrando avrebbe raccolto le firme necessarie per presentare la lista del PcL, ma ancora non trapelano nomi, a far parlare di sé ci pensa l'eurodeputato uscente Giulietto Chiesa, oggi nelle file del Pse come indipendente e che si candiderà in Lettonia con il partito "Per la difesa dei diritti umani in una Lettonia unita": vuole battersi per le minoranze, prevalentemente di lingua russa, che non hanno ancora ottenuto pieno diritto di cittadinanza, spiega.
    Nella corsa ad un seggio ci sarà con ogni probabilità anche il "Partito Pirata", il "braccio armato" di The Pirate Bay. Il programma politico è presto detto: limite di 5 anni per lo sfruttamento commerciale dei diritti d'autore, l'abolizione dei brevetti e una maggiore protezione della privacy online. Insomma, a Strasburgo per scaricare gratis su internet.

    Di Pietro fa "manbassa". L'ex pm di Catanzaro Luigi De Magistris, il filosofo Gianni Vattimo, l'esperto di droga e mafia Pino Arlacchi, Sonia Alfano, figlia del giornalista ucciso dalla mafia, il giornalista Carlo Vulpio, l'ex hostess Alitalia Maruska Piredda, nota per la sua battaglia contro Cai e Berlusconi, saranno tra i candidati dell'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. In lista anche Maurizio Zipponi, per molti anni segretario della Fiom di Brescia ed ex deputato del Prc.

    Pdl, ritorna Mastella. In Sicilia dovrebbe essere candidato per il Pdl l'ex senatore Nino Strano, che nell'aula di palazzo Madama fu ripreso da fotografi e cameraman nell'atto di "papparsi" platealmente una corposa fetta di mortadella proprio mentre cadeva il governo guidato da Romano Prodi.
    Potrebbero entrare in lista, sempre per il centrodestra, anche il deputato palermitano Pippo Fallica e Giovanni Mauto, ex presidente della Provincia di Ragusa. Anche questa volta, come accadde cinque anni fa, torna a circolare il nome del direttore del Tg4 Emilio Fede come possibile candidato del Pdl nella circoscrizione Isole. Tra le new entry sicure, o quasi, c'è invece quella della showgirl pugliese Barbara Matera.
    Nella circoscrizione di Centro il Pdl dovrebbe riconfermare i tre europarlamentari del Lazio uscenti: Alfredo Antoniozzi, Paolo Bartolozzi e Stefano Zappalà. Tra le new entry, Alfredo Pallone, già coordinatore regionale di Forza Italia.
    Prepara le valigie per Strasburgo l'ex ministro Guardasigilli Clemente Mastella, che spera di sancire il suo ritorno sulla scena politica con il voto del 6 e 7 giugno prossimi. "Sono più motivato che mai", dice l'ex alleato del centrosinistra che auspica una campagna elettorale "senza veleni e cattiverie, come quelle successe nel recente passato dalle parti di Catanzaro", riferendosi all'inchiesta a causa della quale diede le dimissioni da ministro, aprendo di fatto la crisi del governo Prodi.

    L'Udc con Magdi Allam. Nella Circoscrizione Centro l'Udc ha "ingaggiato" Magdi Cristiano Allam, fondatore del movimento "Protagonisti per l'Europa cristiana", convertitosi al cristianesimo un anno fa. L'ex vice direttore del Corriere della Sera sarà capolista nel Nord Ovest per il partito di Pier Ferdinando Casini e Lorenzo Cesa.
    In corsa per un seggio a Strasburgo, sempre con l'Udc, anche l'ex ragazzo d'oro del calcio italiano Gianni Rivera, che sarà capolista, oltre al deputato Pierluigi Mantini e al senatore Luca Marconi, vice sindaco di Recanati.
    Nelle isole potrebbero essere candidati l'assessore regionale ai Beni culturali Antonello Antinoro, che nel collegio di Palermo alle regionali ha superato la soglia dei 30mila consensi, il coordinatore regionale Saverio Romano, il presidente della Provincia Giovanni Avanti, o il presidente della Provincia di Trapani Girolamo Turano, l'ex presidente della Regione Giuseppe Drago e l'assessore all'Industria di Siracusa Pippo Gianni. Forse in lista anche Silvio Cuffaro, fratello dell'ex presidente della Regione, oggi senatore.

    Leghisti nordici e non. Nella Sicilia e leader del Mpa Raffaele Lombardo sarà capolista in tutte le circoscrizioni, seguito dai big del partito. "Dobbiamo ancora decidere la nostra alleanza per le elezioni europee ma dico con molta franchezza -spiega Lombardo- che siamo in fase avanzata in un discorso di alleanza con La Destra e con altri piccoli e grandi movimenti che si uniscono per cercare di superare questo iniquo e assurdo sbarramento del 4%".
    "Non credo - aggiunge il presidente della Regione Sicilia- che la Lega oggi possa allearsi con nessuno, mentre il federalismo attende ancora l'ultimo passaggio al Senato. Un'alleanza rischierebbe di nuocere alla causa del federalismo stesso. Al posto loro non mi alleerei con nessuno e per questo abbiamo deciso di non percorrere questa strada".

    Per ora, il Carroccio non esce allo scoperto. Le prime decisioni sui nomi in lista dovrebbero essere adottate dal Consiglio federale che si riunirà nei prossimi giorni. L'unica cosa certa, al momento, è la riconferma degli uscenti: Mario Borghezio, Francesco Speroni ed il gigantesco Erminio Boso, a suo tempo ribattezzato Obelix proprio in ragione della sua mole.
    Nei giorni scorsi erano circolati anche i nomi del ministro delle Politiche agricole Luca Zaia, del sindaco di Verona Flavio Tosi e della deputata del Carroccio Manuela Dal Lago. Che però smentisce: "Non ci penso proprio, io resto alla Camera".
    La Lega, secondo alcune indiscrezioni, potrebbe candidare in Campania l'ex presidente di Confindustria Antonio D'Amato e nella circoscrizione di Centro il docente ed esperto di strategie e politiche internazionali Enrico Jacchia.
    http://www.aprileonline.info/notizia.php?id=11675

  8. #8
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  9. #9
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    Toglietemi una curiosità: ma questa lsita PRC-PdCI-altri ha un nome unitario ufficiale? Oppure il nome "Lista Comunista e Anticapitalista" è solo ufficioso?

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da MaRcO88 Visualizza Messaggio

    finalmente, rifondazione e pdci tornano insieme dopo 10 anni di separazione.ovviamente non è la panacea ad ogni male, ma permettetemi di dire che in tempi di continue scissioni, un'unione(seppur per il momento elettorale) ci voleva.

    il simbolo quindi:



    Poi qualche intervento:

    Abbiamo dato vita a una lista unitaria della sinistra anticapitalista in Europa contro le politiche di Maastricht e di Lisbona. Obiettivo: uscire a sinistra dalla crisi
    sabato 28 marzo 2009
    Auguri per la ritrovata unità.
    Però svecchiamento, largo ai giovani. Ai reduci fategli il cavallo a dondolo e fuori dai ball.

 

 
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