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Risultati da 31 a 40 di 312
  1. #31
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    Citazione Originariamente Scritto da Mantide
    Il Forumista Buttero deve prendere atto che la Superiorita' Morale della Sinistra non c'è mai stata,è una bufala,peggio delle Promesse o i Sondaggi di Berlusconi...e adesso lo sanno tutti...parlare di Programmi o di Valori sarebbe piu' opportuno,anche se sappiamo che a Sinistra significa parlare proprio di cio' che non si ha...quindi è naturale tutto questo nervosismo e la tentazione del rifugiarsi nell'insulto,come fanno del resto, Prodi,D'Alema ecc.
    Vedi se questo fosse un forum democratico e civile avresti potuto leggere le mie articolate e puntuali risposte ai tuoi post. Ma il vostro moderatore (SIC!) cancella sistematicamente i post che non gli garbano, cioè quelli che non gli danno ragione. Dimostra, è chiaro, un'intelligenza da minus e un'apertura mentale che un moscerino ci starebbe stretto, ma così fa e così gli permettono di fare i gestori del sito.
    Quindi scrivetevi tra di voi come fanno in Cina, a Cuba e in Iran.

  2. #32
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    Citazione Originariamente Scritto da il buttero
    ...Quindi scrivetevi tra di voi come fanno in Cina, a Cuba e in Iran...
    Chi,quelli che vi piacciono tanto?No,ve li lasciamo volentieri,noi siamo solo dei filoamericani cattivoni...

    Per quanto riguarda le risposte ai miei post hai ben due 3d a cui rispondere in questo Forum sempre se hai il coraggio di accettare le opinioni altrui.(La Fine della Superiorita' Morale della Sinistra e La Campania dell'Unione solo per citarne alcuni)
    Inoltre devo ricordare a tutti che venire fare la parte del Povero Censurato di Sinistra è davvero patetico oltre che fuori moda...cambiate disco...

  3. #33
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    La faccia tosta dei filofrancesi del centro sinistra
    di Arturo Diaconale

    Certo che ci vuole una bella faccia tosta a prendersela con il governo italiano se quello francese fa strame dello spirito europeo e della libertà di mercato ed innalza cortine protezionistiche ai propri confini! Soprattutto se chi se la prende con il governo di centro destra non ha fatto altro in tutti questi anni che contestare lo stesso governo per la sua scelta contraria al “modello francese”. E, in particolare, se il capofila dei critici dell’esecutivo guidato da Silvio Berlusconi ha caratterizzato la propria attività di presidente della Commissione Ue, cioè del governo europeo, con una politica di piena e totale passività alla pretesa della Francia di subordinare sempre e comunque gli interessi europei a quelli di Parigi. Ora Oliviero Diliberto ripete a pappagallo la favola secondo cui l’Italia non conta nulla a livello internazionale a causa della mancata politica europeistica di Berlusconi. Francesco Rutelli si accoda rimproverando all’esecutivo del Cavaliere di non aver saputo prevenire il protezionismo francese. E Prodi conclude il giro inneggiando alla difesa della italianità di banche ed aziende e contestando al presidente del Consiglio di non aver ancora applicato la logica della reciprocità varando una serie di provvedimenti ritorsivi nei confronti della Francia e delle sue aziende.

    Ma, anche se è vero che a carnevale ed in campagna elettorale, ogni scherzo vale, la scelta del centro sinistra di aggredire il governo sul “caso francese”, indica con estrema chiarezza che i dirigenti dell’Unione hanno perso la testa. Da campioni dell’europeismo filofrancese si sono trasformati in campioni dell’italianità ad ogni costo e del protezionismo ritorsivo. E, se non bastasse questa ennesima dimostrazione della loro inguaribile tendenza al “contrordine compagni”, hanno anche offerto una dimostrazione lampante della loro totale inaffidabilità come eventuali futuri governanti. Invece di dare una dimostrazione di responsabilità manifestando la disponibilità ad una linea comune con l’esecutivo in difesa dell’interesse nazionale, hanno scelto la strada dello scontro e della bassa strumentalizzazione elettorale. Puntano solo al 9 aprile. Senza pensare che dall’indomani dei risultati elettorali, qualunque sia l’esito della consultazione popolare, si apre una fase politica in cui sempre più spesso le strumentalizzazioni di parte dovranno lasciare il posto alle intese di largo respiro.

  4. #34
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    Citazione Originariamente Scritto da Mantide
    Chi,quelli che vi piacciono tanto?No,ve li lasciamo volentieri,noi siamo solo dei filoamericani cattivoni...

    Per quanto riguarda le risposte ai miei post hai ben due 3d a cui rispondere in questo Forum sempre se hai il coraggio di accettare le opinioni altrui.(La Fine della Superiorita' Morale della Sinistra e La Campania dell'Unione solo per citarne alcuni)
    Inoltre devo ricordare a tutti che venire fare la parte del Povero Censurato di Sinistra è davvero patetico oltre che fuori moda...cambiate disco...
    La parte del povero censurato? Ma sei normale o ci fai?
    Il tuo amichetto De Payens che poi forse è il tuo clone ha cancellato 3 post all'istante. Post in cui dicevo qualche sgradevole verità sulle malefatte del CDX. Potrai notare in rosso le sue parole RIDICOLE!!
    Il coraggio di accettare le opinioni altrui evidentissimamente manca a voi.

  5. #35
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    Citazione Originariamente Scritto da il buttero
    La parte del povero censurato? Ma sei normale o ci fai?
    Il tuo amichetto De Payens che poi forse è il tuo clone ha cancellato 3 post all'istante. Post in cui dicevo qualche sgradevole verità sulle malefatte del CDX. Potrai notare in rosso le sue parole RIDICOLE!!
    Il coraggio di accettare le opinioni altrui evidentissimamente manca a voi.
    Questa poi...sono anni che qui si puo' dire quello che noi non possiamo fare sul Principale e sugli altri Forum del POL...e per quanto riguarda le "sgradevoli verita'" dell'Unione...ci sono tanto 3d aperti,anche qui,dove la vostra presenza è stranamente rara...non potete dare piu' lezioni di Moralita' a nessuno,quindi inutile fare la parte del povero censurato o accusare di essere un clone...è tutto il solito repertorio,gia' visto e stravisto ed oramai non è nemmeno piu' divertente prendervi in giro...

  6. #36
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    Citazione Originariamente Scritto da Mantide
    Questa poi...sono anni che qui si puo' dire quello che noi non possiamo fare sul Principale e sugli altri Forum del POL...e per quanto riguarda le "sgradevoli verita'" dell'Unione...ci sono tanto 3d aperti,anche qui,dove la vostra presenza è stranamente rara...non potete dare piu' lezioni di Moralita' a nessuno,quindi inutile fare la parte del povero censurato o accusare di essere un clone...è tutto il solito repertorio,gia' visto e stravisto ed oramai non è nemmeno piu' divertente prendervi in giro...
    Veramente sei una macchietta!
    Nemmeno l'italiano semplice riesci a capire.
    Ma vai a cacare!

  7. #37
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    Citazione Originariamente Scritto da il buttero
    Veramente sei una macchietta!
    Nemmeno l'italiano semplice riesci a capire.
    Ma vai a cacare!
    Sei nervosetto?...stai facendo una magra figura...sei il classico abituato a sfottere che pero' non tollera di essere sfottuto...il classico esempio di sinistretta presuntuosetta ed un po' ingnorantella...su con la vita!


  8. #38
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    Citazione Originariamente Scritto da Mantide
    Sei nervosetto?...stai facendo una magra figura...sei il classico abituato a sfottere che pero' non tollera di essere sfottuto...il classico esempio di sinistretta presuntuosetta ed un po' ingnorantella...su con la vita!


    Senti destrorso, ma non sai dire altro che "sinistretta"? Sei un pò povero di vocaboli, non ti pare?
    Tu saresti quello che sfotte? A me pare che tu parli sul serio, dimostrando di non aver capito una parola di quello che ho scritto io. E di non aver capito che se c'è ignoranza e mancanza totale della coscienza democratica (vedere Zingarelli) e civile questo forum è il posto più rifornito.
    Nervosetto? Beh sì, quando impatto in povertà umane del genere mi incazzo, così, in modo epidermico (vedere Zingarelli). Ho sempre sopportato poco i minus (vedere Zingarelli).

  9. #39
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    Predefinito tratto dal sito del P.R.I. http://www.pri.it

    Programmi a confronto/Con Prodi i no global; centrodestra su salutari posizioni atlantiste
    Si trovano nell'Unione i veri conservatori del Paese

    di Gianni Ravaglia

    Una lettura comparata delle piattaforme programmatiche presentate dai due poli in lizza per le prossime elezioni politiche, induce a credere che la vittoria dell'una o dell'altra coalizione inciderà nel profondo sulle prospettive della nazione. Cominciamo dai valori e dalla politica estera: "multiculturalismo e Onu" sono le parole d'ordine dell'Unione a fronte della riaffermazione dei "valori identitari" della nostra storia e dell'"Atlantismo" della CdL. Per chiarire: l'Unione sostiene il multilateralismo, il multipolarismo, l'esigenza di far perno sull'Onu per la definizione delle controversie internazionali, perseguendo di fatto il disarmo dell'Occidente. Il tutto è completato dal concetto no global, bertinottiano, che "non si esce dalla crisi della cooperazione internazionale senza interagire con i grandi movimenti di solidarietà e di critica alle politiche neoliberiste, emersi a Seattle e Porto Alegre". Nel campo opposto, la CdL, più asciutta e incisiva, afferma: "In un mondo sfidato dal terrorismo e attraversato dal rischio dello scontro tra civiltà, noi poniamo la costruzione della pace e il dialogo tra i popoli come fondamentale dovere della nostra politica internazionale. In questo contesto resta cruciale la scelta europeista e atlantica. Il centro strategico del nostro disegno è la difesa delle radici giudaico-cristiane dell'Europa e il contrasto di ogni fondamentalismo". Come conseguenza delle scelte di fondo, l'Unione accoglie e stimola l'immigrazione come risposta sociale, per cui l'Italia diverrebbe terra di conquista; invece, la CdL vede accessi programmati, compatibili con le nostre esigenze e con il dovere di una necessaria integrazione. Sul tema dell'energia, l'Unione crede di poter risolvere il problema con il risparmio energetico, il raddoppio della produzione di energia da fonti alternative, senza peraltro indicare i costi, che sono ingenti, e con l'utilizzo del gas; laddove la CdL, per ridurre la dipendenza dell'Italia dalle nazioni a rischio, intende introdurre anche l'utilizzo del carbone pulito e riapre la prospettiva del nucleare.

    Contrastanti sono le proposte su debito pubblico, federalismo, ruolo dello Stato. Burocratismo, statalismo dirigista, egualitarismo segnano le tesi dell'Unione; fantasia, spirito di libertà e premio al merito caratterizzano le scelte dalla CdL. Infatti, per quanto riguarda il rapporto tra debito pubblico e federalismo fiscale, l'Unione si pone semplicemente l'obiettivo di pianificare normativamente il "bilanciamento tra autonomia, flessibilità e responsabilità tra centro e periferia", mentre la CdL propone un innovativo "patto tra stato, regioni, enti locali, cittadini e investitori" per trasformare il patrimonio pubblico in una risorsa, ridurre il debito pubblico e quindi il suo costo del 30-35%, offrire ai risparmiatori occasioni non rischiose di investimento. Sul ruolo dello stato, poi, mentre l'Unione opta per ipotesi collettiviste quali un'anacronistica programmazione dello sviluppo che presume di poter dettare alle imprese il compito su cosa fare e dove investire, la CdL punta a snellire la legislazione, fornire incentivi fiscali e facilitazioni normative allo sviluppo. Sulla scuola e l'università, l'Unione vuole azzerare le riforme Moratti che, seppure ancora timidamente, hanno introdotto premi al merito dei professori e una migliore qualità degli studi. Su lavoro, fisco, imprese, il conflitto tra due filosofie della crescita è marcato. Ambedue i programmi prevedono iniziative per la ricerca e la liberalizzazione dei servizi, ma esse sono inserite all'interno di obiettivi di governo estremamente contrastanti. Da un lato, l'Unione si prefigge di bloccare le grandi opere infrastrutturali, irrigidire il mercato del lavoro, ipotizzando addirittura un ritorno alla scala mobile, di imprimere un dirigismo alla politica industriale, fino a prevedere un codice etico per le imprese che sottoscrivano accordi commerciali con l'estero, di aumentare le imposte sulla casa, sui risparmi, sui redditi personali con l'introduzione di una nuova progressività delle aliquote. In sostanza si vuole appiattire la crescita oltre che, naturalmente, ridistribuire a chi meno ha. La CdL si propone, invece, innanzitutto di abbreviare i tempi di costruzione delle reti infrastrutturali che, assieme alle liberalizzazioni, possono rendere l'Italia più competitiva; punta, anche con la flessibilità, alla piena occupazione, alla riduzione di imposte e contributi per le imprese e le famiglie, al drastico calo della mano morta del debito pubblico, liberando nuove risorse per la crescita. In sostanza si vuole stimolare una libera crescita dello sviluppo e della ricchezza nazionale pur prevedendo specifici interventi di sostegno solidale per coloro che non ce la fanno: i giovani disoccupati, le famiglie a basso reddito, gli anziani. A ben vedere siamo di fronte allo scontro tra due modelli di sviluppo, tra una ricetta conservatrice, statal - collettivista e un progetto di graduale ma decisa innovazione, liberale. In sintesi gli italiani sono chiamati ad esprimere, se vogliono, con l'Unione, un'Italia disarmata, neutralista, multiculturale e senza identità, con il ritorno di marcate forme di statalismo collettivista. Oppure, con la CdL, un'Italia liberale, euroatlantica, che sa farsi carico delle proprie responsabilità internazionali a difesa dei propri valori e della propria identità, che vuole un'economia in crescita, uno stato snello, capace di sostenere i più deboli senza appiattire o frenare lo sviluppo. In conclusione, dall'approfondimento dei due programmi, ho tratto la convinzione che il mattatore del programma dell'Unione sia stato Bertinotti, mentre in quello della CdL sono presenti gran parte delle indicazioni emerse dalla conferenza programmatica del Pri. Considerata la posta in gioco, con i pericoli incombenti connessi al terrorismo islamico, alla dipendenza energetica che pone a rischio la stessa indipendenza nazionale, il 9 aprile, non è il caso di starsene a casa. La mia personale opinione è che, con una leadership meno contestabile di quella di Berlusconi, la CdL avrebbe avuto vita facile. Ciononostante, ai cittadini ancora indecisi consiglierei il gioco della torre: buttereste giù il comunista, no global, Bertinotti, oppure il contraddittorio, quanto volete, ma liberale, euroatlantico Berlusconi?

  10. #40
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    Citazione Originariamente Scritto da nuvolarossa
    Programmi a confronto/Con Prodi i no global; centrodestra su salutari posizioni atlantiste
    Si trovano nell'Unione i veri conservatori del Paese

    di Gianni Ravaglia

    Una lettura comparata delle piattaforme programmatiche presentate dai due poli in lizza per le prossime elezioni politiche, induce a credere che la vittoria dell'una o dell'altra coalizione inciderà nel profondo sulle prospettive della nazione. Cominciamo dai valori e dalla politica estera: "multiculturalismo e Onu" sono le parole d'ordine dell'Unione a fronte della riaffermazione dei "valori identitari" della nostra storia e dell'"Atlantismo" della CdL. Per chiarire: l'Unione sostiene il multilateralismo, il multipolarismo, l'esigenza di far perno sull'Onu per la definizione delle controversie internazionali, perseguendo di fatto il disarmo dell'Occidente. Il tutto è completato dal concetto no global, bertinottiano, che "non si esce dalla crisi della cooperazione internazionale senza interagire con i grandi movimenti di solidarietà e di critica alle politiche neoliberiste, emersi a Seattle e Porto Alegre". Nel campo opposto, la CdL, più asciutta e incisiva, afferma: "In un mondo sfidato dal terrorismo e attraversato dal rischio dello scontro tra civiltà, noi poniamo la costruzione della pace e il dialogo tra i popoli come fondamentale dovere della nostra politica internazionale. In questo contesto resta cruciale la scelta europeista e atlantica. Il centro strategico del nostro disegno è la difesa delle radici giudaico-cristiane dell'Europa e il contrasto di ogni fondamentalismo". Come conseguenza delle scelte di fondo, l'Unione accoglie e stimola l'immigrazione come risposta sociale, per cui l'Italia diverrebbe terra di conquista; invece, la CdL vede accessi programmati, compatibili con le nostre esigenze e con il dovere di una necessaria integrazione. Sul tema dell'energia, l'Unione crede di poter risolvere il problema con il risparmio energetico, il raddoppio della produzione di energia da fonti alternative, senza peraltro indicare i costi, che sono ingenti, e con l'utilizzo del gas; laddove la CdL, per ridurre la dipendenza dell'Italia dalle nazioni a rischio, intende introdurre anche l'utilizzo del carbone pulito e riapre la prospettiva del nucleare.

    Contrastanti sono le proposte su debito pubblico, federalismo, ruolo dello Stato. Burocratismo, statalismo dirigista, egualitarismo segnano le tesi dell'Unione; fantasia, spirito di libertà e premio al merito caratterizzano le scelte dalla CdL. Infatti, per quanto riguarda il rapporto tra debito pubblico e federalismo fiscale, l'Unione si pone semplicemente l'obiettivo di pianificare normativamente il "bilanciamento tra autonomia, flessibilità e responsabilità tra centro e periferia", mentre la CdL propone un innovativo "patto tra stato, regioni, enti locali, cittadini e investitori" per trasformare il patrimonio pubblico in una risorsa, ridurre il debito pubblico e quindi il suo costo del 30-35%, offrire ai risparmiatori occasioni non rischiose di investimento. Sul ruolo dello stato, poi, mentre l'Unione opta per ipotesi collettiviste quali un'anacronistica programmazione dello sviluppo che presume di poter dettare alle imprese il compito su cosa fare e dove investire, la CdL punta a snellire la legislazione, fornire incentivi fiscali e facilitazioni normative allo sviluppo. Sulla scuola e l'università, l'Unione vuole azzerare le riforme Moratti che, seppure ancora timidamente, hanno introdotto premi al merito dei professori e una migliore qualità degli studi. Su lavoro, fisco, imprese, il conflitto tra due filosofie della crescita è marcato. Ambedue i programmi prevedono iniziative per la ricerca e la liberalizzazione dei servizi, ma esse sono inserite all'interno di obiettivi di governo estremamente contrastanti. Da un lato, l'Unione si prefigge di bloccare le grandi opere infrastrutturali, irrigidire il mercato del lavoro, ipotizzando addirittura un ritorno alla scala mobile, di imprimere un dirigismo alla politica industriale, fino a prevedere un codice etico per le imprese che sottoscrivano accordi commerciali con l'estero, di aumentare le imposte sulla casa, sui risparmi, sui redditi personali con l'introduzione di una nuova progressività delle aliquote. In sostanza si vuole appiattire la crescita oltre che, naturalmente, ridistribuire a chi meno ha. La CdL si propone, invece, innanzitutto di abbreviare i tempi di costruzione delle reti infrastrutturali che, assieme alle liberalizzazioni, possono rendere l'Italia più competitiva; punta, anche con la flessibilità, alla piena occupazione, alla riduzione di imposte e contributi per le imprese e le famiglie, al drastico calo della mano morta del debito pubblico, liberando nuove risorse per la crescita. In sostanza si vuole stimolare una libera crescita dello sviluppo e della ricchezza nazionale pur prevedendo specifici interventi di sostegno solidale per coloro che non ce la fanno: i giovani disoccupati, le famiglie a basso reddito, gli anziani. A ben vedere siamo di fronte allo scontro tra due modelli di sviluppo, tra una ricetta conservatrice, statal - collettivista e un progetto di graduale ma decisa innovazione, liberale. In sintesi gli italiani sono chiamati ad esprimere, se vogliono, con l'Unione, un'Italia disarmata, neutralista, multiculturale e senza identità, con il ritorno di marcate forme di statalismo collettivista. Oppure, con la CdL, un'Italia liberale, euroatlantica, che sa farsi carico delle proprie responsabilità internazionali a difesa dei propri valori e della propria identità, che vuole un'economia in crescita, uno stato snello, capace di sostenere i più deboli senza appiattire o frenare lo sviluppo. In conclusione, dall'approfondimento dei due programmi, ho tratto la convinzione che il mattatore del programma dell'Unione sia stato Bertinotti, mentre in quello della CdL sono presenti gran parte delle indicazioni emerse dalla conferenza programmatica del Pri. Considerata la posta in gioco, con i pericoli incombenti connessi al terrorismo islamico, alla dipendenza energetica che pone a rischio la stessa indipendenza nazionale, il 9 aprile, non è il caso di starsene a casa. La mia personale opinione è che, con una leadership meno contestabile di quella di Berlusconi, la CdL avrebbe avuto vita facile. Ciononostante, ai cittadini ancora indecisi consiglierei il gioco della torre: buttereste giù il comunista, no global, Bertinotti, oppure il contraddittorio, quanto volete, ma liberale, euroatlantico Berlusconi?
    Sparerei Bertinotti da un cannone!

 

 
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