Ma mettiamo per u attimo che i soldi dati al PSI fosserro soltanto dei prestiti; un prestito on lo si può considerare un furto.
Mi pare che la magistratura abbia assolto uno che chiedeva....in prestito.


Ma mettiamo per u attimo che i soldi dati al PSI fosserro soltanto dei prestiti; un prestito on lo si può considerare un furto.
Mi pare che la magistratura abbia assolto uno che chiedeva....in prestito.






Politica
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Craxi: la moglie, mi ha scritto l'Italia
Vedova ex leader Psi commenta lettera di Napolitano
21 gennaio, 175
Craxi: la moglie, mi ha scritto l'Italia (ANSA) - ROMA, 21 GEN - 'Per me e' arrivata la lettera degli italiani, perche' il presidente li rappresenta tutti', dice Anna Craxi sulla lettera di Napolitano. La vedova dell'ex leader Psi commenta cosi' la missiva del capo dello Stato per il decennale della morte di Bettino Craxi. 'Mi ha fatto immenso piacere.
Parole cosi' nette e precise non credo le abbia mai pronunciate nessuno'. Se lo aspettava? 'Io - risponde - me lo aspettavo dagli italiani. E mi ha scritto il presidente degli italiani'.


Craxi/ Napolitano: Donadi si legga sentenza Corte Stasburgo
19:21 - POLITICA- 20 GEN 2010
Craxi/ Napolitano: Donadi si legga sentenza Corte Stasburgo
Prendo atto dissenso, si confonde con Corte giustizia europea
Roma, 20 gen. (Apcom) - Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha risposto alla 'lettera aperta' ricevuta dall'on. Massimo Donadi, presidente del Gruppo Italia dei Valori della Camera dei deputati, in merito alle considerazioni fatte su Bettino Craxi. "Ho letto la sua lettera - afferma il capo dello Stato - e prendo atto del 'totale dissenso' da lei liberamente espresso. Desidero solo farle presente, avendo lei voluto contestare anche il mio riferimento a una sentenza della Corte dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo (che lei confonde con la Corte di Giustizia europea, che è cosa diversa), che ho l'abitudine di documentarmi e di fare affermazioni precise". "Lei - conclude Napolitano - non ha evidentemente letto la sentenza a cui mi riferisco, che sul punto da me indicato così recita: 'Non è possibile ritenere che il ricorrente abbia beneficiato di un'occasione adeguata e sufficiente per contestare le dichiarazioni che hanno costituito la base legale della sua condanna'".


Berlusconi: Craxi un mio amico, protagonista storia Italia
mercoledì 20 gennaio 2010 16:02
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ROMA (Reuters) - Silvio Berlusconi interrompe il silenzio osservato in occasione delle recenti commemorazioni per i 10 anni dalla scomparsa del leader socialista e presidente del Consiglio Bettino Craxi, morto latitante in Tunisia dopo essere stato condannato a 10 anni di carcere nell'ambito dei processi di Tangentopoli.
"Bettino Craxi era un mio amico. Tutti hanno detto quello che lui ha portato alla politica italiana. Credo che sia da annoverare tra i protagonisti della storia repubblicana. Ho molto apprezzato la lettera di [Giorgio] Napolitano", ha detto Berlusconi uscendo dalla residenza dell'ex presidente della Cei Camillo Ruini dove si è recato con il sottosegretario Gianni Letta.
Sul sito Reuters.com altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su Reuters Italia (reuters_italia) on Twitter


Anche al Senato il riscatto di Bettino Schifani: «Pagò le colpe del sistema»
di Francesca Angeli
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RomaBettino Craxi «vittima sacrificale». Un uomo abbandonato al suo destino di esule per permettere al resto del sistema di sopravvivere ad «una crisi morale ed istituzionale» che in realtà riguardava tutti. Renato Schifani ricorda così il leader socialista, durante una cerimonia di commemorazione molto affollata, tenutasi ieri a Palazzo Madama.
Sono passati dieci anni dalla morte e molti di più dal quel giorno di luglio del ’92 durante il quale Craxi chiese all’assemblea di Montecitorio di condividere la responsabilità del sistema di finanziamento illecito dei partiti.
Il contributo più importante per svelenire il clima ed affrontare le questioni rimaste in sospeso, però, è appena di ieri. Con la lettera del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, indirizzata alla moglie Anna, si apre un nuovo capitolo per la storia dell’era del garofano. Quella lettera, dice la figlia Stefania, «è importante perché apre la via ad una pacificazione nazionale» o almeno lei lo spera.
Certamente c’è sempre Antonio Di Pietro che tuona per la «vergognosa beatificazione di un pregiudicato in una sede istituzionale» mentre un gruppo di manifestanti rinnova il rito del lancio delle monetine davanti all’Hotel Raphael a due passi da piazza Navona.
Silvio Berlusconi, che pure assiste a tutta la cerimonia seduto in prima fila, preferisce non parlare, respingendo l’invito del moderatore Michel Martone con un cenno della mano. Un silenzio che comunque non dispiace alla figlia di Craxi. «Berlusconi con la sua presenza ha voluto onorare un suo amico - dice Stefania -: non parla per rispetto e sensibilità. Non vuole coprire la commemorazione e non vuole essere tirato dentro polemiche strumentali». Il premier scambia soltanto un paio di battute con Ottaviano Del Turco (arrestato un anno e mezzo fa quando era governatore per un’inchiesta su tangenti nella sanità abruzzese). «Ho sofferto per te», dice Berlusconi a Del Turco, abbracciandolo.
Nel suo discorso il presidente del Senato ripercorre tappe importanti di quegli anni di governo. Come, ricorda Schifani, «il famoso decreto di San Valentino, del 14 febbraio del 1984, che corresse il rigido meccanismo della scala mobile aprendo la via all’affermazione di una vera politica dei redditi». E poi anche «la complessa negoziazione della revisione dei Patti Lateranensi con un accordo che aprì una nuova fase nei rapporti tra lo Stato e Chiesa».
Dunque il presidente del Senato assegna a tutti «il compito di riflettere su Craxi e una stagione drammatica che non ha consentito di valutare con serena obiettività comportamenti diffusi». Solo per Craxi, conclude Schifani, «non ci furono sconti, ha pagato più di ogni altro colpe che erano di un intero sistema politico».
Anche il figlio di Craxi, Bobo, sottolinea l’importanza del gesto di Napolitano. Quella lettera, dice, «è come se l’avesse scritta alle Camere», aprendo così «una riflessione politica che vale per il futuro».
Quello che non vuole sentire Bobo Craxi è il termine “riabilitazione”: «Nessuno deve usarlo: è un termine che si usava nei regimi totalitari». E di riabilitazione non vuol sentir parlare neppure il ministro degli Esteri, Franco Frattini: «È sbagliato - dice - non dobbiamo commettere questo errore». Un rimprovero al capo dello Stato invece arriva da parte di Sonia Alfano, Italia dei valori, figlia del giornalista ucciso dalla mafia. «Napolitano commemora Craxi», dice la Alfano, «ma dimentica l’anniversario della morte di mio padre».Anche al Senato il riscatto di Bettino Schifani: «Pagò le colpe del sistema» - Interni - ilGiornale.it del 20-01-2010


Craxi: politica gli rende onori
Schifani: vittima sacrificale. Stefania: riforme in suo nome
19 gennaio, 14:22
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Craxi: politica gli rende onori (ANSA) - ROMA, 19 GEN - A dieci anni dalla morte, Bettino Craxi e' stato ricordato al Senato, in una manifestazione organizzata dalla Fondazione che ha il suo nome.Il presidente del Senato Schifani, ascoltato in prima fila da Berlusconi, ha indicato in Craxi la 'vittima sacrificale' di Tangentopoli, abbandonato al suo destino da 'un ceto politico intimorito ed esausto'. Per Stefania Craxi, 'se la stagione delle riforme 'portera' i suoi frutti vorra' dire che vedremo germogliare molti semi sparsi da Craxi anni fa'.


"Da premier atto grande rispetto"
Stefania Craxi: lasciato spazio a papà
"Un atto di grande rispetto e di grande sensibilità". Queste le parole di Stefania Craxi per definire la scelta del premier Silvio Berlusconi di non prendere la parola alla commemorazione di Bettino Craxi avvenuta oggi nella Biblioteca del Senato. "Lo ha fatto per non coprire una commemorazione il cui protagonista era Craxi e - ha spiegato - per non essere tirato dentro in polemiche strumentali".
"Da premier atto grande rispetto". Stefania Craxi: lasciato spazio a papà - politica -Tgcom - pagina 1


CRAXI: PER IL DECENNALE PRESENTI BERLUSCONI, LETTA E SCHIFANI
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(AGI) - Roma, 19 gen. - Manifestazione in pompa magna alla biblioteca del Senato per il decennale della morte di Bettino Craxi. Fra i presenti il Presidente del Senato, Renato Schifani, il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, i sottosegretari alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta e Paolo Bonaiuti, i ministri Franco Frattini, Maurizio Sacconi Ferruccio Fazio, Sandro Bondi, Raffaele Fitto e Renato Brunetta, i figli Bobo e Stefania, i direttori di Tg1 e Tg5 Augusto Minzolini e Clemente Mimun, il possibile candidato del Pdl per la Regione Campania, Stefano Caldoro.
Per il Pd presente il capo della segreteria politica Filippo Penati ed il capogruppo dei senatori Pd, Anna Finocchiaro.
Hanno partecipato alla manifestazione anche Enzo Scotti, Ottaviano Del Turco, Assunta Almirante, Vittorio Sgarbi, Carlo Tognoli, Eugenia Roccella, Maurizio Gasparri, Luigi Angeletti, Gaetano Quagliariello, Gianni De Michelis, Paolo Pillitteri.