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    Predefinito Rif: Craxi, a 10 anni dalla morte

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    Bettino Craxi nella storia anche con i suoi errori
    di Stefano Folli
    Bettino Craxi nella storia anche con i suoi errori - Il Sole 24 ORE
    I dieci anni dalla morte di Bettino Craxi sono serviti - e non è poco - a collocare il leader socialista nella storia politica della Prima Repubblica. Se ne sentiva il bisogno, tant'è che nel torrente di parole spese in occasione dell'anniversario molte sono apparse opportune e qualcuna necessaria. Del resto, chi potrebbe negare che la stagione craxiana sia essenziale per comporre il mosaico storico del dopoguerra? Non si tratta di «riabilitare» e tanto meno di santificare, ma di valutare senza pregiudizi un protagonista della sua epoca: non l'unico, certo, ma uno dei principali.

    La rimozione non ha senso, visto che nella storia nulla può essere messo tra parentesi. Renzo De Felice lo ha dimostrato con lucida saggezza, affrontando a suo tempo altre figure controverse e altri drammi del Novecento italiano. Anche allora si trattava di rompere gli schemi e le rigidità delle passioni politiche al fine di dare un senso compiuto agli eventi. E se in quel caso la frattura nazionale si era consumata sullo sfondo di un conflitto armato distruttivo, oggi, parlando di Craxi, non si può non evocare Tangentopoli.

    Ossia una lacerazione netta e irrisolta, da cui è derivato il collasso di una classe dirigente e l'avvio della lunga era berlusconiana, con un il paese diviso ora più o meno come sedici anni fa. Liquidare la questione ricordando che Craxi era un «latitante» e chiudendo lì il discorso è del tutto insoddisfacente. Ha ragione Francesco Cossiga, quando ricorda che sarebbe assurdo giudicare Giovanni Giolitti limitandosi a citare lo scandalo della Banca Romana. Craxi non era Giolitti, ma il paradosso regge. E in fondo la valutazione più esatta è forse quella di Ciriaco De Mita, suo avversario di un tempo, che ha riconosciuto la verità: «Bettino aveva un disegno».

    Si potrebbe aggiungere che tale disegno nasceva dal fatto che Craxi era figlio di un'epoca in cui esistevano ancora le culture politiche e in cui il passato aveva un peso sulle azioni degli uomini. L'idea craxiana del socialismo riformista e modernizzatore - di cui ha parlato su queste colonne Andrea Romano - deriva da una conoscenza attenta della storia d'Italia, all'interno di una visione socialdemocratica in cui Nenni e Saragat si ricongiungono a Turati, ma con in più una notevole dose di spregiudicatezza «decisionista».

    Qualcuno ha scritto in questi giorni che a Craxi sono stati fatti pagare i suoi meriti molto più che i suoi demeriti. È probabile che sia così. Egli è stato in primo luogo un uomo della sinistra italiana che ha consumato buona parte della sua vita politica nel tentativo di saldare i conti con il partito comunista: ovvero, per usare un linguaggio meno brusco, di riequilibrare i rapporti sottraendo il Psi all'egemonia delle Botteghe Oscure. Però Craxi non ha avuto la forza, l'abilità o la fortuna di Mitterrand e non è riuscito nell'impresa. Anzi, sotto le macerie del muro di Berlino - per quanto la cosa possa sembrare singolare - è rimasto lui, mentre il Pci è stato lesto a cambiare ragione sociale e ad avviarsi lungo un altro sentiero, peraltro non troppo fortunato.

    Ciò non toglie che Craxi, nel confronto a sinistra, abbia colto un'evidente vittoria culturale che oggi - e solo oggi - viene ampiamente ammessa (Fassino e altri). Purtroppo, a questa sua funzione di modernizzatore della sinistra non ha corrisposto un'analoga capacità di rinnovare lo Stato. La spinta alla «grande riforma» che aveva caratterizzato il primo Craxi si spense via via in nome di un principio di «governabilità» in sé positivo, ma che finì per imprigionare il leader socialista in una «routine» stagnante. E all'interno della stagnazione si perdeva la trasparenza, mentre emergevano i lati oscuri del sistema.

    Craxi aveva la tempra politica per essere un riformatore, ma non ebbe il coraggio, il vigore e soprattutto i numeri per esserlo davvero, se non a tratti. Tentò di piegare i grandi partiti, irritando sia la Dc sia soprattutto il Pci, ma non riuscì a metterli con le spalle al muro. Il che gli costò caro. Sviluppò una politica estera in parte eccellente: il «sì» agli euromissili, il sostegno ai dissidenti dell'Europa dell'Est e ai movimenti antifascisti latino-americani; e in parte velleitaria: il legame con l'Olp che portò al pasticcio dell'Achille Lauro, la sfida all'America, il paragone in Parlamento tra Arafat e Mazzini, una romantica vocazione mediorientale e africana.

    E' vero che i finanziamenti illeciti ai partiti erano una pratica diffusa e del tutto normale in quegli anni. Ed è altrettanto vero che Craxi si levò alla Camera, a metà del '92, per parlare chiaro e fotografare la situazione. Con il risultato di accentuare il proprio isolamento e accelerare una caduta rovinosa, tipica del capro espiatorio. Tuttavia per tutti gli anni Ottanta il Psi aveva accettato quel sistema e con cinismo ne aveva persino esasperato le peggiori caratteristiche. Collocare Craxi nella storia significa anche riconoscere questa realtà. Se avesse concentrato i suoi sforzi sulla «grande riforma», forse il leader socialista avrebbe aperto la porta a una Seconda Repubblica meno confusa e approssimativa dell'attuale. E magari, rendendo più moderno ed efficiente il sistema, lo avrebbe di fatto moralizzato. Ma non è avvenuto. La stagnazione ha ucciso la Prima Repubblica e ci ha condannati a un'infinita, litigiosa transizione.

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    Predefinito Rif: Craxi, a 10 anni dalla morte

    Dieci anni fa moriva Bettino Craxi

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    Ministri, familiari, amici e compagni di partito ad Hammamet per la cerimonia in occasione dei dieci anni della scomparsa dell'ex leader del Psi. "E' stato un grande uomo di Stato ed è ancora nel cuore e nelle menti degli italiani", ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini.


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    La tomba di Craxi ad Hammamet

    La tomba di Craxi ad Hammamet

    Hammamet (Tunisia), 17-01-2010

    "La mia liberta' equivale alla mia vita". C'e' scritto cosi' nell'epitaffio della tomba di Bettino Craxi, nel piccolo cimitero di Hammamet, a due passi dal mare. Oggi per ricordarlo, a 10 anni dalla sua morte si e' tenuta una cerimonia commossa ad Hammamet, in Tunisia.

    Tanti, in silenzio, davanti alla tomba: gli amici, i compagni di partito, la moglie Anna, la figlia Stefania e il figlio Bobo. Ma dall'Italia a ricordare il leader del Psi anche molti esponenti del governo, il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, quello della Funzione Pubblica Renato Brunetta e il titolare della Farnesina Franco Frattini, arrivato nella cittadina tunisina al termine della sua missione africana.

    Presente anche il capogruppo alla Camera del Pdl Fabrizio Cicchitto. Molte le corone di fiori e le bandiere. Il presidente tunisino Ben Ali' ha mandato un cuscino di garofani bianchi e rossi. Nel silenzio, una voce "Bettino, Bettino, qui c'e' tutta l'Italia" e un applauso.





    Frattini: un grande uomo
    "E' un momento di raccoglimento sulla politica che Bettino Craxi ha costruito. Sulle tombe non si rilasciano dichiarazioni ma posso solo dire che e' stato un grande uomo di Stato ed e' ancora nel cuore e nelle menti degli italiani". Lo ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini che ha partecipato alla commemorazione per il decennale della morte di Bettino Craxi, oggi nel piccolo cimitero di Hammamet.



    Rainews24.it
    Bersani: riflessione storica
    "Non e' il momento di gesti ma di consentire una riflessione storica o un giudizio piu' equilibrato su quella figura e quella vicenda. Spero che questa non sia l'occasione per accendere gli animi ma sia un'occasione per questo tipo di riflessione che riesca a vedere gli elementi di novita' che questa figura ha introdotto nella discussione politica parlando delle grandi riforme come quella istituzionale o dei meriti e dei bisogni. Temi certamente notevoli e attuali". Lo ha detto il segretario del Pd, Pierluigi Bersani.

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    Predefinito Rif: Craxi, a 10 anni dalla morte

    24ore - POLITICA
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    Roma, 147
    CRAXI: BONIVER, SUO RICORDO PAGINA MOLTO BELLA

    "Di ritorno da Hammamet desidero ringraziare quelle centinaia e centinaia di socialisti che da tutta Italia hanno voluto ricordare Bettino Craxi, un grande italiano". Lo ha detto Margherita Boniver. "La loro commossa testimonianza e' una pagina molto bella della storia socialista interrotta violentemente dalla campagna medidiatico-giudiziaria che ha costretto Bettino Craxi all'esilio", ha aggiunto.CRAXI: BONIVER, SUO RICORDO PAGINA MOLTO BELLA | News Politica | La Repubblica.it

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    Predefinito Rif: Craxi, a 10 anni dalla morte

    18-01-10
    CRAXI:AD HAMMAMET MINISTRI E NOSTALGICI.FRATTINI, QUI CONTRO INGIUSTIZIA


    (ASCA) - Roma, 18 gen - Garofani rossi, vecchie bandiere del Psi e qualche centinaia di persone hanno accompagnato ieri la cerimonia, nel decimo anniversario della morte di Bettino Craxi, al cimitero cristiano di Hammamet.

    ''La mia liberta' equivale alla mia vita'', recita l'epitaffio inciso sulla tomba bianca del leader politico e primo presidente del Consiglio socialista.

    A ricordare Craxi, morto il 19 gennaio del 2000 nella citta' tunisina, la figlia Stefania e il figlio Bobo, la vedova Anna e una delegazione di ministri italiani, Maurizio Sacconi e Renato Brunetta, guidata dal capo della diplomazia Franco Frattini, reduce da una visita di Stato in numerosi paesi del continente africano.

    Significativa la presenza dei tre omologhi tunisini, in rappresentanza del governo di Ben Ali', che ha voluto esprimere l'affetto del Paese nei confronti della famiglia con una corona di garofani rossi e bianchi che la stessa Stefania ha aiutato a deporre sulla lapide del padre.

    Presenti anche il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, Gianni De Michelis e Rino Formica, tutti ex dirigenti del Psi craxiano.

    Un minuto di raccoglimento e poi un lungo applauso ha interrotto il silenzio commosso dei presenti. Subito dopo qualcuno ha esclamato: ''C'e' tutta l'Italia, in onore di Bettino Craxi...dalle isole al nord...c'e' tutta l'Italia''.

    Ai giornalisti che gli chiedevano un commento, il titolare della Farnesina ha risposto seccamente: ''In questo momento non voglio parlare. Voglio dire solo che e' stato un grande politico, un grande uomo di Stato''. E ha spiegato: ''Sulle tombe non si rilasciano dichiarazioni''. Per il capo della diplomazia, infatti, si trattava di una ''visita personale e non istituzionale''. Dal canto suo, al termine della cerimonia, il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ha sottolineato come il ''clima sia mutato in Italia'', idea condivisa dalla figlia di Craxi, Stefania, sottosegretario agli Esteri che, all'aeroporto di Tunisi dove aveva accolto il giorno precedente il ministro Frattini, si e' detta convinta che ''nessuno sciagurato provocatore potra' impedire che Craxi torni a far parte della storia positiva della Repubblica italiana''.

    Sacconi ha poi precisato che oggi ''finalmente si sono create le condizioni per una rilettura intellettualmente onesta della fine della Prima Repubblica e in particolare della vicenda umana e politica di Bettino Craxi''. Il ministro del Lavoro ha anche detto di aspettarsi dal messaggio del capo di Stato Giorgio Napolitano un invito al Paese a riparare ''quel buco nero, quella rottura non ancora risolta che si trascina da allora e della quale Bettino Craxi e' la piu' emblematica delle figure''.

    Colpiscono le parole della gente accorsa per l'evento: ''Era diventato uno di noi - ha esclamato una donna tunisina di 45 anni -. Era amico di tutti. Parlava con tutti e passeggiava nella citta' liberamente, senza bisogno di sicurezza e senza troppe arie''. ''Ha trovato la sua patria qui'', ha ricordato la donna che ora vive in Italia e che per l'occasione ha raggiunto Hammamet cosi' come i membri della Fondazione Craxi che ogni anno seguono sempre con molto trasporto la commemorazione dell'ex leader del Psi.

    C'e' chi mostra fiero la propria tessera d'iscrizione al partito: ''Sono iscritto dal '63. E' una vita che siamo socialisti. E ora? Siamo ancora socialisti dentro'', ha raccontato un nostalgico giunto dall'Italia con la moglie e con un gruppo di sostenitori di Stefania Craxi. L'uomo, mostrando il libretto ingiallito dal tempo, ha ammesso che il partito qualche errore l'ha fatto e che la personalita' dell'ex presidente del Consiglio era vicina a quella di un ''despota'. ''Ma era un mito'', ha concluso.

    Sul libro delle presenze molti i messaggi di stima e di affetto: ''La tua sofferenza e' oggi la sofferenza dei socialisti italiani''; ''Oggi - 17 gennaio - traghettero' in Calabria l'aria di liberta' che ho respirato nella citta' di Hammamet'' e ''Al mio caro presidente per sempre''.

    Poco prima di lasciare la Tunisia, settima tappa della sua missione africana, il titolare della Farnesina ha voluto rendere omaggio alla figura di Craxi: ''Sulla strada delle riforme nazionali immaginata da Craxi 25 anni fa, ancora oggi stiamo riflettendo''. ''Abbiamo potuto riflettere anche sull'ingiustizia umana sofferta da lui'', ha aggiunto Frattini che la sera precedente alla celebrazione ha presenziato alla proiezione di un docu-film sulla vita del leader socialista e ad una trasmissione della tv tunisina interamente dedicata allo statista. ''Abbiamo riflettuto sul dolore personale di chi si e' sentito privato di una liberta' che era sostanzialmente la sua vita, come e' scritto sull'iscrizione della sua tomba''.

    Nel corso della trasmissione il ministro aveva ribadito l'importanza di partecipare alla commemorazione: ''E' un dovere morale, un gesto di ribellione contro l'ingiustizia di certa giustizia italiana. C'e' un partito italiano che pratica ancora il giustizialismo''. Frattini ha infine ricordato quei momenti del passato in cui ''da giovanissimo collaboratore del suo ufficio legislativo mi chiedeva qualche spiegazione su leggi, anche complesse. Devo dire che avevo sempre l'impressione, quando uscivo dalla stanza, che non fosse convinto, ma poi vedevo che le norme arrivavano in Consiglio dei ministri. Quindi capii che lui sapeva ascoltare e riflettere. E questo era rassicurante''.

    ghi/cam/rob

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    Predefinito Rif: Craxi, a 10 anni dalla morte

    ROMA (Reuters) - I ministri Franco Frattini, Renato Brunetta e Maurizio Sacconi sono stati oggi tra le centinaia di ex militanti socialisti che hanno ricordato ad Hammamet la figura di Bettino Craxi, di cui ricorrono i 10 anni dalla morte.

    I tre ministri, che si sono recati a titolo personale nel piccolo cimitero tunisino dove riposa l'ex presidente del Consiglio e leader socialista, hanno deposto una corona e si sono fermati in raccoglimento davanti alla lapide, in presenza dei familiari di Craxi, la moglie Anna, e i figli Bobo e Stefania.

    Tutta Hammamet si è fermata per mezz'ora durante la cerimonia per rispettare il rigido protocollo di sicurezza data la presenza dei ministri italiani e di alcuni esponenti del governo tunisino.

    Il presidente Ben Alì ha inviato un cuscino di rose rosse e bianche che sovrasta il sepolcro del controverso leader socialista che dopo i successi di governo -- in economia come in politica estera -- fu travolto da Tangentopoli e ha finito la sua vita in Tunisia, senza mai tornare in Italia ed affrontare i mandati d'arresto spiccati nei suoi confronti per finanziamento illecito ai partiti.

    Nell'ambito dei processi di Tangentopoli -- il complesso delle inchieste sugli intrecci illegali tra affari e politici che portò nei primi anni 90 alla caduta della prima Repubblica con lo scioglimento di Dc e Psi -- Craxi ha riportato due condanne definitive (Eni-Sai e Metropolitana Milanese) per un totale di dieci anni di detenzione.

    "Ora è necessaria una riflessione 'a freddo' e pacata sul ruolo e la figura di un uomo politico che ha fatto tanto per questo Paese. Probabilmente riflettendone anche i difetti", ha commentato Brunetta, ripreso dalle telecamere di Sky.

    Presenti tra gli altri alla commemorazione, il capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto e i fedelissimi di Craxi ai tempi d'oro: Paolo Pillitteri, Gianni De Michelis e Rino Formica, speranzosi che la forte partecipazione ad Hammamet sia una spinta in più per la riabilitazione del leader socialista.

    Nei giorni scorsi -- a riaccendere le polemiche mai sopite fra chi vorrebbe ricordare soprattutto la figura di Craxi statista e chi invece ritiene che la sua storia giudiziaria non ne consenta una riabilitazione -- la proposta del sindaco di Milano Letizia Moratti di intestare una via milanese all'ex leader socialista.

    -- Sul sito Reuters.com le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su Reuters Italia (reuters_italia) on Twitter

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    Predefinito Rif: Craxi, a 10 anni dalla morte

    24ore - POLITICA
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    CRAXI: FRATTINI, 25 ANNI FA IMMAGINO' RIFORME DI OGGI | News Politica | La Repubblica.it
    Hammamet, 14:22
    CRAXI: FRATTINI, 25 ANNI FA IMMAGINO' RIFORME DI OGGI

    Un uomo delle riforme, un uomo dello stato. Cosi' il ministro degli esteri, Franco Frattini ha voluto ricordare Bettino Craxi dopo avere partecipato alla cerimonia per il decennale della morte dell'ex presidente del consiglio. "Sulla strada di riforme nazionali immaginata da Craxi 25 anni fa ancora oggi stiamo riflettendo". Dopo un momento di raccoglimento di fronte alla tomba nel piccolo cimitero cristiano di Hammamet al fianco di Stefania Craxi e i ministri Renato Brunetta e Maurizio Sacconi, Frattini ha voluto esprimere un ricordo politico ed uno personale sulla figura dell'ex leader del Psi.

    (17 gennaio 2010)

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    Predefinito Rif: Craxi, a 10 anni dalla morte

    SOCIALISTI: SACCONI, POSSIBILE RILEGGERE VICENDA CRAXI E FINE PRIMA REPUBBLICA
    ultimo aggiornamento: 17 gennaio, ore 12:00
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    Hammamet, 17 gen. (Adnkronos) - "Ormai in Italia il clima e' mutato, credo che finalmente si siano create le condizioni per una rilettura intellettualmente onesta della fine della prima Repubblica e in particolare della vicenda umana e politica di Bettino Craxi. Questa e' una condizione per l'Italia intera per uscire dal male oscuro che da allora avvince il nostro percorso democratico. Se riusciremo a realizzare questa rilettura riusciremo anche a trovare la via di una democrazia dell'alternanza serena e su una base solidamente condivisa". Lo ha detto il ministro del Welfare Maurizio Sacconi che ha partecipato alla cerimonia di commemorazione per il decennale della morte di Bettino Craxi, nel cimitero di Hammamet.SOCIALISTI: SACCONI, POSSIBILE RILEGGERE VICENDA CRAXI E FINE PRIMA REPUBBLICA - Adnkronos Politica

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    Predefinito Rif: Craxi, a 10 anni dalla morte

    Percorso:ANSA.it > Politica > News
    Da Hammamet diceva: 'Traditori verranno sulla tomba'
    Le serate alla 'Scala', gli artisti, poi dopo '92 in pochi vicino
    17 gennaio, 111

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    dell'inviata Cristina Ferrulli

    HAMMAMET - C'era un tempo, negli anni ruggenti, dove in tanti si ritrovavano, ad Hammamet, intorno al pianoforte del ristorante 'La Scala' e al leone Bettino Craxi: i fedelissimi, da Claudio Martelli a Gianni De Michelis, amici come Marta Marzotto e Carlo Ripa di Meana, una volta arrivarono pure Toni Renis e Christian De Sica. Poi Tangentopoli si abbatté sul leone e in tanti sparirono come a fuggire da un passato finito male.

    "Molti l'hanno tradito e quando noi gli chiedevamo perché, lui ripeteva: 'Verranno quando saro' morto", ricordano gli amici tunisini, Hamid, il custode della casa 'adottato' a vent'anni dal leader socialista, e Eddie 'Milano', come in paese chiamano il proprietario della 'Scala'. La profezia di Craxi sui 'traditori', come lui chiamava quelli che dopo il '92 gli avevano girato le spalle, si avvero' al funerale, quando, nel 2000, vennero tutti ad omaggiarlo. Ma chi, negli anni dopo la caduta, è rimasto al fianco di Craxi non dimentica. Hamid, che viveva con lui nel rifugio tunisino insieme a Nicola Masi, autista per 40 anni e sua 'ombra', non vuole fare i nomi. Ne fa solo uno, il più doloroso: "Martelli non è mai più venuto dopo che Craxi lasciò l'Italia. Chiamò quando seppe che non stava più bene, disse: 'Voglio venire a trovare Bettino' ma non si è mai visto. Ai funerali venne ma lasciò l'albergo senza pagare, il conto lo pagai io". Il leader socialista non ci mise molto a capire che l'aria intorno a sé era cambiata. "Ne soffriva - continuano gli amici tunisini - ma si mostrava combattivo. A volte, quando riceveva una telefonata non gradita, rispondeva in francese: 'No, monsieur Craxi n'est pas la" o blaterava parole inesistenti in arabo".

    Il simbolo di un'epoca che finisce sembra rappresentato, a dieci anni dalla morte dell'ex presidente del consiglio, dalla chiusura, un mese fa, del ristorante 'La Scala'. Eddie, che con Craxi andava pure all'ippodromo di Milano a vedere le corse dei cavalli, ha scritto al premier Silvio Berlusconi perché, spiega, "quel posto è legato alla memoria storica di Bettino e non è giusto che finisca così". Ma la vita del leader socialista in Tunisia, soprattutto negli ultimi anni, non era fatta tanto di serate goliardiche alla 'Scala'. Craxi viveva soprattutto di notte: con il buio e la tranquillità prendeva carta e penna e scriveva articoli per l'Avanti o fax che poi spediva in Italia, pagine e pagine che poi la Fondazione ha raccolto in 275 scatole tra carte private e discorsi ufficiali.

    "Andava a dormire verso le tre - ricorda Hamid - poi si svegliava tardi, noi gli preparavamo la rassegna stampa e, dopo che la moglie gli faceva l'insulina, andavamo ad Hammamet. Amava vivere all'aria aperta, dentro casa stava pochissimo. Diceva: 'Mi manca l'arià". Ogni tanto, dall'Italia arrivavano artisti, la maggior parte semisconosciuti, con i quali Craxi si divertiva a coltivare la sua vena artistica. Anche nell'arte, come nella scrittura, riversava i suoi strali polemici: in casa è esposto il vaso con i colori della bandiera dell'Italia che diventano lacrime. Titolo 'L'Italia che piangé.

    Poi finirono anche gli artisti e venne il calvario della malattia e dei ricoveri fino al 19 gennaio. "Non mi scorderò mai - confessa il custode - le ultime parole che mi disse: 'Accompagna Anna all'aeroporto, mi raccomando mia moglie, stai con lei finché l'aereo non parte". Poi l'ultima telefonata a Walter De Nino, storico compagno socialista in questi giorni ad Hammamet sempre al fianco di Stefania Craxi: "Mi chiese: 'Ma e' morto Guido Quaranta?'. No, gli spiegai che era Quaranta il senatore. 'Buon per lui', mi rispose". Poche ore dopo la figlia lo ritrovò ormai in fin di vita.
    Da Hammamet diceva: 'Traditori verranno sulla tomba' - Politica - ANSA.it

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    Predefinito Rif: Craxi, a 10 anni dalla morte

    Percorso:ANSA.it > Politica > News
    Brunetta: 'E' tempo di riflessione pacata su sua figura'
    17 gennaio, 11:46

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    ROMA - "Ora è necessaria una riflessione 'a freddo' e pacata sul ruolo e la figura di un uomo politico che ha fatto tanto per questo Paese. Probabilmente riflettendone anche i difetti". Il ministro della Pa, Renato Brunetta, parla così della figura di Bettino Craxi da Hammamet, dové è andato per il decennale della sua morte. "Io ho voglia di chiarezza. Sono un socialista che in quel periodo non aveva ruoli nel partito ma sento ugualmente la responsabilità di un chiarimento, perché ne va del nostro futuro e non si può costruire un futuro su basi fragili" ha sostenuto il Ministro, ricordando di essere ad Hammamet "pr ricordare e dare onore alla fiugura di un uomo come Craxi, a dieci anni dalla sua scomparsa".

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    CRAXI: FRATTINI, FU UN UOMO DI STATO

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    CRAXI: FRATTINI, FU UN UOMO DI STATO

    (AGI) - Hammamet, 17 gen. - "Bettino Craxi fu certamente un uomo di stato che ha rappresentato un pezzo della storia politica italiana. Ha immaginato le riforme 25 anni prima. Ha dato alla politica estera sul Mediterraneo uno straordinario impulso. Ha rappresentato un faro per chi lotto' per la liberta' nell'Est Europa". Lo afferma il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ad Hammamet per le celebrazioni del decennale della morte di Craxi. Frattini, come Sacconi, precisa che la sua presenza ad Hammamet e' "personale, non istituzionale".
    (AGI) Mal/Mom

 

 
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