
Originariamente Scritto da
nuvolarossa
Maledetti sondaggi
Quello che è certo è il calo di consensi dell'Unione di Prodi.
Sono a dir poco spropositate le reazioni del centrosinistra al sondaggio commissionato dal premier. Anche perché una società di rilevazione statunitense dovrebbe essere più credibile, in base all'esperienza ed alle tradizioni di cui dispone, delle omologhe società italiane che hanno seguito nelle rilevazioni demoscopiche proprio gli studi americani. Tanto che alla fine, nello sdegnoso rifiuto di ritenere il sondaggio attendibile, un tarlo scava comunque nelle granitiche certezze di Prodi e compagnia cantante per porre l'orribile domanda: e se invece fosse vero? E guarda caso risulta vero, proprio ad Ezio Mauro il quale sostiene - dopo averci spiegato nel suo editoriale per "la Repubblica" che il premier manipola la realtà a suo uso e consumo - che il controsinistra "comunque perde pericolosamente terreno".
Dal nostro punto vista non riusciamo ad appassionarci a quest'arte. Per noi i sondaggi sono ciò che sono, hanno un margine di errore tale, fra l'altro, che il vantaggio annunciato, quello favorevole al premier, potrebbe anche rilevarsi errato. Ma è chiaro per ragioni politiche, come è chiaro al direttore del quotidiano fondato da Scalfari, che il centrodestra non ha affatto perso la partita di aprile e che Berlusconi - lo ha ammesso anche Fassino in un recente dibattito televisivo - è un signor combattente. Ed ha tutte le ragioni per esserlo. Guardiamo ad esempio lo studio di Luca Ricolfi sulla cosiddetta "fiera delle promesse" del Cavalier Berlusconi ai tempi del suo contratto con gli italiani, che ha fatto molto discutere in questi giorni. Ricolfi ha tirato le somme: le promesse di Berlusconi "alla fine potrebbero risultare mantenute in una misura molto vicina al 60 per cento. La nostra migliore stima finale è il 61,1%". Questo basta a Ricolfi per dire che il premier non ha mantenuto l'impegno del contratto con gli italiani e dunque non deve ricandidarsi.
Noi che viviamo la vita politica italiana da tanti anni, aspetteremmo un attimo prima di arrivare a tale conclusione, sapendo che questo risultato è maturato in condizioni di crisi internazionale e di depressione continentale. Detto in parole semplici: non di-sprezziamo affatto quanto ottenuto su pensioni, posti di lavoro, tasse. Soprattutto - e Ricolfi lo nota - dovendo risalire la china di un buco di bilancio di 30 miliardi di euro, 2,4 punti del pil, eredità del governo di centrosinistra.
In questi giorni gli esponenti dell'opposizione girano per gli studi televisivi attrezzati di foglietti e chini spiegano agli italiani che almeno il 40% degli impegni di Berlusconi non è stato realizzato. Sarebbe interessante far sapere cosa realizzarono invece i governi Prodi, i due di D'Alema e l'ultimo di Amato nel corso della scorsa legislatura. Un paragone del genere sarebbe però subito penalizzante per il centrosinistra, proprio a causa della prima condizione indispensabile per governare: quella della stabilità. Il centrosinistra incominciò a far venir meno financo quella dopo solo due anni. Gli italiani pensano forse che qualcosa sia cambiato in quello schieramento? E perché mai dovrebbe esserlo, dal momento che ritorna a candidare il professor Prodi, il più illustre delle sue vittime sacrificali? Prodi non riuscì a garantire la stabilità nel 1996, se non per due soli anni, perché mai dovrebbe ora fare tutta la legislatura? Forse perché Rifondazione comunista entra nel governo? O perché c'è un programma comune sottoscritto? Ma si è già visto in queste settimane che sono proprio queste le ragioni di conflittualità e fraintendimento maggiore nel centrosinistra: il programma di 270 pagine che ognuno tira dalla parte che vuole, e Rifondazione che numericamente è troppo forte e determinante per obbedire tacendo, come si vorrebbe. Questa semplice ricognizione dello stato del centrosinistra, che ogni italiano può compiere, è sufficiente per capire le ragioni della perdita di terreno dell'opposizione annunciata da tutti i sondaggi, indistintamente. E considerando le condizioni di difficoltà che il paese dovrà affrontare nei prossimi anni c'è da chiedersi seriamente se una tale variopinta e confusa compagnia dia maggiori garanzie sui risultati di quanto abbia fatto l'attuale maggioranza. Se gli italiani si porranno questa domanda e avranno il coraggio di dare una risposta, sarà difficile, ma davvero, che il centrosinistra possa vincere le prossime elezioni.
Roma, 17 febbraio 2006
...........
tratto da "Il Portale di Nuvola Rossa"
http://www.nuvolarossa.org/modules/n...p?storyid=2124