Lavoro - Il ministro del Welfare interviene sul caso della multinazionale dei cosmetici di Olgiate Comasco, dove ha lavorato per nove anni
Maroni: «Non dimentico il mio primo lavoro. Aiuterò Avon»
«Per me l'Avon è stata una straordinaria palestra di formazione. Mi ha dato una visione internazionale e mi ha spalancato le porte dell'Europa». Il ministro del Welfare, Roberto Maroni, nella famosa multinazionale regina della cosmetica, ci ha lavorato nove anni. Stava all'ufficio vertenze legali della filiale di Olgiate Comasco, una delle più importanti in Europa.
La casa madre ha deciso che 115 lavoratori del reparto marketing di quella filiale non servono più. D'ora in poi grafica, brochure, stampa e strategie d'immagine saranno decise dalla filiale spagnola, dove è stato accorpato il reparto. «Ecco - continua il ministro - questo è l'aspetto negativo di chi lavora per una multinazionale. Quando questa decide di riorganizzare, lo fa su base continentale e non nazionale, come è avvenuto ad Olgiate. Comunque questa non è la prima volta. Ricordo che in passato c'era già stata una pesante ristrutturazione del reparto shipping (spedizioni ndr)».
Il 90 per cento dei 115 lavoratori in esubero sono donne, che in genere hanno più difficoltà ad essere ricollocate sul mercato del lavoro. Un particolare che non preoccupa, però, il ministro Maroni: «Non siamo negli Usa dove ti possono lasciare a casa dall'oggi al domani senza tutele. Gli ammortizzatori sociali da noi funzionano bene e il ricorso alla cassa integrazione è più efficace rispetto al passato. Come abbiamo fatto per Fiat bisogna attuare un piano di formazione. Poi non dimentichiamo la legge Biagi che ha strumenti interessanti. È di questi giorni la notizia che aumenta il tasso di occupazione femminile, grazie anche al nuovo contratto part-time».
Nel frattempo sindacati e azienda stanno lavorando per trovare una soluzione. Il 22 febbraio prossimo ci sarà un incontro all'Unione industriali di Como. «Sono in costante contatto con Anna Segatti (presidente di Avon Italia ndr) e conosco la situazione. Ma l'intervento del Governo, come già è avvenuto nei casi Whirlpool e De Longhi, ci sarà solo quando le parti hanno trovato un accordo. Comunque continuerò a seguire la vicenda da vicino. Una cosa è certa, l'Avon non se ne va».
Venerdi 17 Febbraio 2006
Michele Mancino




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