Io ho riportato la fonte, faccia un pò lei...Originariamente Scritto da pedro67
CHE COS'È LA PADANIA?
Secondo la stragrande maggioranza degli studiosi, all'interno del territorio in cui si parlano lingue derivate dal latino, detto "Romània", il confine linguistico più rilevante e netto, precedente quindi ogni altra distinzione tra una lingua e l'altra, è la cosiddetta linea La Spezia-Rimini (che in realtà ha i due capi uno a Massa e l'altro approssimativamente a metà della costa marchigiana), che lo divide in due parti: una, quella occidentale, va dal Portogallo al Norditalia e all'Istria, l'altra, quella orientale, comprende grossomodo l'Italia propriamente peninsulare, la Sicilia, la Corsica, la Romanìa e la Moldavia. La Sardegna, per le sue particolari caratteristiche, costituisce un'area a parte. La rilevanza di tale confine implica ovviamente l'impossibilità che le parlate presenti da una parte di questa linea siano incluse in uno stesso sistema linguistico* di altre che si trovano dall'altra parte.
La Romània.
Nel 1969, Heinrich Lausberg, riconosciuto come uno dei più grandi linguisti del XX secolo, nella sua opera Romanische Sprachwissenschaft, classificando le lingue neolatine secondo uno schema che è rimasto quello più accettato dai linguisti, contava all'interno della Romània orientale due lingue vive, cioè l'italiano centro-meridionale, articolato nelle diverse varietà locali dal toscano al siciliano, ed il romeno, mentre ne individuava otto nella Romània occidentale: il francese, il francoprovenzale, l'occitano, lo spagnolo, il catalano, il portoghese, il retoromanzo, con le sue varianti friulana, ladina centrale e romancia, e quello che chiamava, in mancanza di un termine più inequivocabile, "italiano settentrionale", lingua costituita dalle varianti locali emiliana, istriota, ligure, lombarda, piemontese, romagnola e veneta, parlate a Monaco e dai confini del Principato a quelli della Repubblica italiana, in Liguria, Piemonte, Ticino, Lombardia, Emilia-Romagna, Lunigiana, nella Romagna Toscana ed in altri comuni della regione amministrativa toscana vicini ai confini regionali settentrionali, a San Marino, nelle Marche settentrionali, in Veneto, Trentino, nei Grigioni meridionali, nel Friuli-Venezia Giulia meridionale e nell'Istria appartenente alle Repubbliche di Slovenia e di Croazia, inoltre ad alcune colonie linguistiche fuori da questo territorio (alcune enclaves in Dalmazia, Corsica ecc.). Linguisti come Angelo Monteverdi avevano già identificato l'individualità di questa lingua, che manterrà a lungo la denominazione di "alto italiano" (come in A. Monteverdi, Manuale di Avviamento agli Studi di Linguistica, Milano 1952) o "italiano settentrionale", nella consapevolezza comunque che essa non è parte del sistema linguistico del toscano, che è la base dell'italiano standard.
Negli anni 70 la sezione della Lombardia, del Ticino e dei Grigioni lombardi dell'AIDLCM (Associazione Internazionale per la Difesa delle Lingue e delle Culture Minacciate) inizia a parlare di comunità linguistica "padana" o "galloitalica", usando una parola un po' ambigua, ma meno di "italiano settentrionale", coniata nel 1853 da Bernardino Biondelli, e riferendosi per ora solo alle popolazioni di idioma emiliano, ligure, lombardo, piemontese e romagnolo, e nel 1982 il glottologo Geoffrey Hull dell'Università Macarthur di Sidney Ovest scriverà una tesi, intitolata The Linguistic Unity of Northern Italy and Rhaetia, sulla lingua detta "Padanian" -e vi unirà tra l'altro il friulano, il ladino parlato nel Trentino-Alto Adige e nel Veneto settentrionale estremo e il romancio dei Grigioni"a margine"-, chiamando "Padania" la terra dov'è parlata, utilizzando dei termini senza ovviamente alcuna valenza politica. L'illustre linguista australiano ha tra l'altro elaborato una grafia unificata adatta a tutte le parlate padane.
Alcuni linguisti, vedasi quelli dell'Osservatorio Linguasphere, tendono però a considerare il veneto e l'istrioto distinti dalla lingua galloitalica.
Padania e aree confinanti (mappa approssimativa).
Il padano ha una ricca letteratura che dà i suoi primi frutti con delle opere come i Sermon Subalpin, probabilmente del secolo XII e contemporanei di una delle prime opere venete, il ritmo belumat del 1193, e quelle dei grandi poeti del secolo XIII, come il lombardo Bonvesin dra Riva e Lucheto, conosciuto anche comme "anonimo genovese", e ha pure il suo premio Nobel, conferito nel 1997 a Dario Fo, autore della commedia, scritta in un misto di diversi idiomi della Padania, fatto un po' imitando la koiné padana medievale, Johan Padan a la Descoverta de le Americhe.
Se siete interessati a partecipare ad un'associazione per la difesa dei nostri idiomi, sia che li consideriate lingue separate, sia che li consideriate varianti di una lingua unica, scrivete all'autore di quest'articolo:
Dàvide Sivèro, Via Santuario N.S. Guardia, 39A - I-16162 Zena (GE)
*Cioè una lingua, con tutte le sue varianti locali. Per es. una variante locale del francese è il normanno, che è una parte della lingua francese esattamente come la variante francese standard dell'Île de France, che è quella insegnata nelle scuole. Allo stesso modo la parlata del Lancashire è una variante della lingua inglese come la variante standard della Received Pronunciation. Un sinonimo di "variante locale" di una lingua è "dialetto", ma questo termine, molte volte, viene usato con il significato di "lingua non ufficiale", sicché taluni sogliono dire "il dialetto del Lancashire", che è una variante dell'inglese, ma anche "il dialetto gallese", quando il gallese è una lingua a tutti gli effetti che non è una variante di nessun'altra lingua.


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