Prodi ed il programma di Luigi XIV
di Arturo Diaconale

Silvio Berlusconi avrà anche esagerato nel definirsi Napoleone o Gesù Cristo. Ma anche Romano Prodi non scherza. A chi gli chiedeva conto dell’assenza di un qualsiasi riferimento alla Tav sul programma del centro sinistra ha risposto stizzito che non c’è affatto da stupirsi. “ Il programma – ha spiegato – è la cornice. I contenuti li decido io. E poiché sono dell’avviso che la Tav deve essere fatta, l’Alta Velocità fa parte del programma anche se formalmente non figura”. Il discorso non fa una grinza. Il “ professore” si crede Luigi XIV. Il “re sole” diceva che lo stato era lui, Prodi lo imita e sostiene “il programma sono io”. Se l’orgogliosa affernazione del leader dell’Unione rispondesse al vero nessuno avrebbe granchè da ridire. In una campagna elettorale dominata dai personaggi affetti da mania di grandezza, ci può anche stare che l’avversario di Napoleone si vesta da Luigi. Purtroppo per l’aspirante Borbone di Francia, però, il discorso è fasullo. Il programma del centro sinistra non è quello di Prodi ma quello di Fausto Bertinotti. E se al posto del tema della Tav presenta un incredibile buco nero non è perché nella cornice va ancora inserito il quadro con tutte le figure ed i loro dettagli. Ma, più semplicemente, perché i movimenti no-Tav e Bertinotti che li rappresenta non vogliono l’Alta Velocità. E come i bravi di Don Rodrigo hanno preteso ed ottenuto che la questione non figuri “né ora, né mai” nel programma del centro sinistra.

La riprova non viene dalle parole del segretario di Rifondazione Comunista, che pure ci sono e risultano forti e chiarissime . Viene dai fatti. In particolare da quel governo della Regione Lazio dove le componenti estremiste dei verdi e di Rifondazione Comunista hanno preteso ed ottenuto dal Governatore Piero Marrazzo, prodiano di ferro, di bloccare i lavori di ristrutturazione della centrale di Civitavecchia. I “no-coke” hanno fornito la prova del nove del peso decisivo e condizionante dell’ultra sinistra all’interno del centro sinistra. Se mai Prodi dovesse tornare al governo sappiamo fin da ora che non potrà realizzare il proprio programma ma solo quello di Fausto Bertinotti e dei luddisti ambientalisti contrari a qualsiasi progetto di modernizzazione del paese.
Sarà per questo che il neo Luigi XIV rassomiglia a Luigi XVI e si appresta a perdere metaforicamente la testa e concretamente le elezioni?