Quasi due terzi del petrolio iracheno sono finiti, o stanno per finire, nei depositi delle multinazionali petrolifere: una "truffa a mano armata" che garantisce enormi profitti alle grandi compagnie occidentali, fra cui l'italiana Eni, e dimostra ancora una volta la strumentalità della guerra all'Iraq, evidenziando il suo diretto legame con gli interessi economici legati allo sfruttamento delle riserve petrolifere del Paese.
E Truffa a mano armata. I numeri degli interessi petroliferi occidentali e italiani in Iraq è infatti il titolo del dossier realizzato dalle associazioni "Un ponte per...", Arci, Lunaria e Campagna per la riforma della Banca Mondiale e presentato a Roma, in un incontro pubblico, lo scorso 13 febbraio (curato da Michele Paolini, Paola Gasparoli e Antonio Tricarico; può essere richiesto contattando l'associazione "Un ponte per…", tel. 06/44702906, e-mail: posta@unponteper.it, sito internet: www.unponteper.it).




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