Chib glie lo dice ai Laicisti oh, chi glie lo dice che tutto questo putiferio è stato scatenato proprio da laici con la pubblicaziopne di vignette antitreligiose, chi glie lo dice che hanno attaccato gli Islamici fondamentalisti non i laici, ma i Cristiani; chui glie lo dice a gente come Bertinotti Diliberto Pannella Capezzone D'alema Fassino Veltroni, Vendola e cosi via
Nigeria: un prete tra i cristiani massacrati Manifestazioni violente con incidenti. Coprifuoco dopo il rogo delle chiese di sabato. L'arcivescovo di Abuja: «Opera di provocatori»
Il coprifuoco imposto a Maiduguri, la capitale dello Stato del Borno, in Nigeria, ha calmato gli animi dei manifestanti per il momento. In questa città, sabato la violenza delle dimostrazioni di protesta contro le vignette che i musulmani considerano blasfeme hanno causato 15 morti (un sedicesimo c'è stato più a ovest). Quasi tutte le vittime sono cristiane e tra di loro, si è avuta ieri la conferma, c'è anche un prete: «Negli scontri abbiamo perso il reverendo padre Michel Ejere — ha detto ieri alla France Presse padre Peter Maidugu — che è stato ucciso e bruciato». Nei tumulti sono state infatti date alle fiamme una dozzina di chiese cristiane. La polizia, aiutata da reparti dell'esercito, ha pattugliato ieri per tutto il giorno la città e la gente è rimasta sbarrata in casa.
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Per l'arcivescovo di Abuja, John Olorunfemi Onaiyekan, «i leader islamici, quelli veri, non sapevano che le manifestazioni sarebbero degenerate. Con loro abbiamo buoni rapporti e non rimestano nel torbido — ci dice al telefono —. Sono preoccupati come noi degli scontri interreligiosi che stanno sconvolgendo la Nigeria negli ultimi anni. Credo che la guerriglia urbana di sabato abbia sorpreso anche loro». Nel nord del Paese le due comunità sono vissute in armonia fino al 2000, quando alcuni Stati federali a maggioranza musulmana hanno imposto la sharia, la legge coranica. A quel punto l'equilibrio è saltato e sono cominciati gli scontri, che secondo le autorità federali avrebbero già causato diverse migliaia di morti.
Nella lotta interreligiosa si sono inoltre inseriti elementi islamici legati ad Al Qaeda e alle fazioni che la fiancheggiano, come il Gruppo Salafita per la Predicazione e il Combattimento (Gspc). In Nigeria, probabilmente, nessuno sapeva delle vignette e nessuno, sicuramente, le ha viste. Ma la protesta è scattata. La gente è scesa in strada al grido di Allah Akbar (Dio è grande), inizialmente senza violenze. Poi un gruppo di estremisti ha superato i cordoni di polizia a difesa di chiese, hotel e negozi cristiani, ha estratto coltelli e machete. La polizia ha sparato ad altezza d'uomo causando quei morti, non sia sa ancora quanti tra gli assalitori e quanti tra gli assaliti. Certo è che 11 chiese sono state bruciate completamente, una a metà e sono stati bruciati auto, alberghi e negozi cristiani. La polizia ha arrestato 115 persone. Nel Borno, uno dei 12 Stati che nel 2000 hanno scelto la sharia, la maggioranza è musulmana, ma vive anche una consistente minoranza cristiana e animista. Bagnato dal lago Ciad, lo Stato è oggetto di particolare attenzione da parte di Washington che lo ritiene una delle due culle del radicalismo islamico dell'area (l'altra è in Somalia) il cui compito è di infiltrarsi in Africa Occidentale e Centrale.
La Nigeria con i suoi 130 milioni di abitanti è il più popoloso del continente ed è uno di quelli dove le contraddizioni appaiono più evidenti. Ricchissimo di petrolio (è l'ottavo produttore del mondo) potrebbe garantire alla sua popolazione un tenore di vita a livelli europei. Invece le multinazionali versano le royalties nelle tasche di poche famiglie che lasciano le masse in una situazione di indigenza disumana. La povertà spinge la gente nelle braccia delle sette che fioriscono in quantità inimmaginabile. Tutti sperano di trovare dopo la morte una condizione migliore di quella che hanno in vita. E così mentre i cristiani frequentano chiese dalla dubbia reputazione e guidate da ministri ricchissimi, i musulmani entrano in gruppi fondamentalisti che predicano la violenza, sperando nel paradiso. Sabato anche un'altra persona è morta durante una dimostrazione a Katsina. Iniziata per protestare contro le vignette, è degenerata quando si è sparsa la voce che il presidente della Nigeria, il cristiano Olusegun Obasanjo, vorrebbe cambiare la Costituzione per poter correre per la terza volta alla presidenza.
Massimo Alberizzi
malberizzi@corriere.it
20 febbraio 2006
Corriere




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