Le elezioni non sono decise da un gruppo di scommettitori d'oltralpe...Originariamente Scritto da Paul Z.
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le partite di calcio non dipendono dalle volontà e dal comportamento dei popoli.
Credo che Rudy stia usando il seguente concetto familiare in economia (che poi si può discutere):
io credo che vince Prodi, scommetto per Prodi. Molti fanno lo stesso; ma se lo fanno quasi tutti io bookmaker ho ragione di pensare che Prodi vinca davvero in quanto il numero di puntate è una proxy del sentire comune, che è una proxy dei possibili risultati elettorali, e quindi ci perdo un sacco. Quindi riallineo le quote dando un premio per puntata ancora maggiore a Berlusconi e uno inferiore a Prodi.
Poi il passaggio non è chiaro, provo a farlo io: nell'ipotesi in cui tutti gli agenti (elettori e scommettitori) osservino le quote dei bookmaker, e che essi le considerino una proxy del sentire comune in merito alle elezioni e quindi dei risultati post-elettorali: 1) gli scommettitori saranno, nel breve, periodo (cioé prima che siano ancora ri-allineate le quote) incentivati a scommettere per Prodi con un circolo virtuoso-vizioso anche del tipo euforia collettiva, come accade in borsa; 2) gli elettori si convinceranno ancora di più del fatto che vincerà Prodi e questo crea gli stessi effetti dei sondaggi, quando discutiamo sul perchè e percome i politici siano interessati a diffonderne di a sé favorevoli: a) effetto band-wagon per quelli dati vincitori (Prodi), b) effetto scoramento e astensionismo per quelli dati perdenti (Berlusconi).




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