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Discussione: Pericolo No-Global

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    Predefinito Pericolo No-Global

    http://gabrieleparadisi.splinder.com/

    Il Ministro dell’Interno Beppe Pisanu almeno un centinaio di volte al giorno mette in guardia dal pericolo dei “no-global” e degli “anarco-insurrezionalisti”.
    ''I no global sono una forza eversiva, anzi un movimento eversivo'' urlò Silvio Berlusconi alla vigilia dell’apertura dei giochi olimpici invernali di Torino, e aggiunse con grevità: "Avvertite questi signori e i loro fiancheggiatori che l'esecutivo assumerà misure drastiche contro coloro che facessero atti eversivi”… e a Genova, nel luglio 2001, cos’era capace quest’esecutivo l’hanno visto tutti e in tutto il mondo…
    Le nostre città, in questi giorni di campagna elettorale, sono tappezzate di manifesti 6x3 con slogan molto semplici per menti semplici. Essenziali: “No-Global al governo? No grazie!”.
    Sono molti anni che questa campagna diffamatoria al “movimento dei movimenti”, impropriamente detto anche “no-global”, va avanti.
    Alla vigilia del Forum Sociale Europeo di Firenze nel Novembre 2002, ad esempio, altri cantori nèoconnard del liberismo e della razza, alzarono il loro grido disperato per mobilitare le coscienze contro questi nuovi barbari.
    Indimenticata la rabbiosa e orgogliosa Oriana Fallaci. Una che sa parlare come pochi alle viscere delle persone povere di spirito.
    Lei e tanti altri, sanno parlare benissimo alle masse “di persone impaurite per la crisi in corso ma incapaci di spiegarsela”.
    Lei e tanti altri sanno parlare alle “persone che si lasciano scippare il posto di lavoro, che si lasciano avvelenare l’aria che respirano e il cibo che mangiano, in nome di un’imprecisata crescita del PIL, ma temono solo la zingara che chiede l'elemosina all’incrocio”.
    A Firenze, quella volta, migliaia di persone, di studiosi, di economisti, di politici e filosofi si incontrarono e parlarono serenamente dei problemi del mondo. Prospettarono soluzioni sostenibili e progetti che per una volta vedessero l’uomo al centro di tutto e non il profitto.
    Prima di Firenze e dopo, a Porto Alegre come a Mumbai il movimento dei movimenti, impropriamente detto “no-global”, ha continuato a parlare di pace e di equità sociale. Ha continuato a denunciare le storture e le ingiustizie di questo sistema. Ha continuato a prodigarsi con le sue tante anime nel sociale e nelle attività umanitarie in giro per il mondo.
    Ma sempre, alto, impietoso, si è levato il grido di allarme. Si è messo in guardia la gente dal pericolo “no-global”.
    Normalmente ad ogni giornata del campionato di calcio italiano (il campionato più bello del mondo), avvengono più incidenti e devastazioni di quanto non sia mai accaduto durante un qualsiasi corteo o una manifestazione del movimento. Talvolta sono centinaia di migliaia le persone che partecipano a quegli eventi e i facinorosi o più spesso gli “infiltrati” risultano essere sempre al disotto della stessa naturale fisiologica percentuale statistica.
    Eppure tutti, sempre, a gridare immancabilmente al pericolo “no-global” e agli “anarco-insurrezionalisti” (!?).
    Ma, ditemi, chi di voi ha mai conosciuto un “anarco-insurrezionalista”? Me lo descriva per favore…
    Pericolo “no-global” dunque…
    Ma poi, qualche sera fa un cosiddetto ministro di questa Repubblica ha indossato in TV una maglietta con le vignette blasfeme che tanto hanno infiammato nelle scorse settimane le popolazioni islamiche in tutto il mondo. In Libia, ieri, per via di questa sceneggiata squallida, sono scoppiati disordini che hanno fatto non meno di 11 vittime.
    La provocazione ignobile è stata talmente vergognosa che persino il governo, questo governo, quello di Bossi e di Fini, quello di Berlusconi che si apparenta con i fascisti di Forza Nuova e con gli sgrammaticati organizzatori di polizie parallele ma che non vuole candidati i loro leader perché impresentabili al popolo dei “moderati-benpensanti-liberali alle vongole-cattolici”, insomma agli “anticomunisti”, ecco, questo governo, persino questo governo ha provato disgusto per l’operato di quel ministro e l’ha dimissionato.
    Calderoli Roberto, nato a Bergamo nel 1956. Un dentista coi denti guasti che ha persino fatto parte della nuova costituente. Ebbene sì, a Lorenzago davanti a un piatto di cotechino e polenta, costui, insieme ed altri tre o quattro cosiddetti “saggi” pensarono di riscrivere la Costituzione Italiana … Buon Dio…
    Dunque il pericolo sono i “no-global” e le loro parole di PACE e GIUSTIZIA. Non un governo che ha seguito Bush nell’avventura di una guerra illegale e cruenta, non un governo i cui esponenti incitano o fomentano la “guerra di civiltà”. Il pericolo, ci raccontano, è sempre e solo quello dei “no-global”… I no-global sono diversi.
    E in effetti il “mondo migliore” che essi ritengono “possibile” (inguaribili ottimisti) è molto ma molto differente da quello immaginato e voluto da queste persone…
    "Attraverso strumenti affinati di geo-economia il mondo industrializzato riesce ad avere i vantaggi delle ex colonie senza occuparne i territori: attraverso manovre economiche, finanziarie, alimentari e influenzamenti politici dell'informazione" Gen. Carlo Jean. ("Le sfide per affrontare il cambiamento", dall'ufficio relazioni interne Fininvest, 1991).

    http://gabrieleparadisi.splinder.com/

  2. #2
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    Predefinito

    tutto giusto.

    ma mo mi sono rotto il CAZZO di leggere riferimenti ironici ma STUPIDI che riguardano il fatto che calderoli SIA bergamasco.

    BRUNIIIIIIIIIIIIIIK!!!!!!!!!!!!!!!!

 

 

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