
Originariamente Scritto da
Polemiko
Fatti biologici
Non è possibile definire precisamente il momento quando comincia la "vita umana" poiché si tratta di un processo. Infatti, la vita non comincia a un certo momento, ma viene passata da una generazione alla prossima. Ogni ovulo fecondabile, ogni spermatozoo vive, è una "vita umana". Ciascuno di loro contiene la metà dei cromosomi e del patrimonio genetico dell'embrione futuro. Ciascuna di queste cellule è unica nel suo genere, si distingue geneticamente da tutti gli altri ovuli e spermatozoi.
Durante la fecondazione quindi fondono due gameti geneticamente unici. Il processo di fusione dura 24 ore. Successivamente l'ovulo fecondato comincia a dividersi.
All'inizio, le cellule della blastula (blastocisti, embrione nel primo stadio dello sviluppo) non sono ancora differenziate, sono "totipotenti". Non si può ancora accertare quali fra loro formeranno l'embrione proprio e quali si trasformeranno in placenta. Fino al 5o giorno, il 60% dei blastocisti si consumano spontaneamente e vengono espulsi colla mestruazione... nessuno piangerà in questo caso la "morte di una persona"!
A partire dal 6o giorno l'ovulo fecondato comincia a impiantarsi nella mucosa uterina (annidamento). Il processo è terminato dopo 14 giorni. Fino a questo momento è possibile la formazione di gemelli. Infatti, due e anche più individui possono svilupparsi a partire da un solo materiale genetico.
Gli organi cominciano a formarsi a partire dalla 3a settimana dopo la fecondazione. Una circolazione sanguigna rudimentale comincia a funzionare. Dopo 23 giorni circa, appaiono le prime contrazioni del sistema cardiaco primitivo che si sviluppa. Dopo otto settimane (10 settimane a partire dall'ultima mestruazione), l'embrione presenta gli abbozzi di tutti gli organi. A partire da questa fase viene detto feto. Però, ci vuole ancora molto prima che gli organi siano funzionanti. I polmoni in particolare non possono funzionare prima della 21a settimana. Fino là un prematuro non può dunque sopravvivere, neanche con l'aiuto della respirazione artificiale.
A partire da 22 settimane di gravidanza (20 settimane dopo la fecondazione), un prematuro ha una minima speranza di sopravvivere fuori del corpo della donna, con l'aiuto delle tecniche mediche le più avanzate. Però, prima della 28a settimana il rischio di lesioni gravi e irreversibili del bambino è del 25%.
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