Ristoranti addio, ora il cuoco entra in casa. Per la felicità di Willy di Montecarlo che sta trsascorrendo qualche giorno nella City. Perchè uscire a cena? Il traffico è snervante; trovare un parcheggio è una impresa impossibile; il ristorante à la page, come se non bastasse, bisogna averlo prenotato almeno con due mesi di anticipo. Ma il Principe ha trovato la soluzione: ingaggiare lo chef di grido perchè vada a domicilio con pentole e mestoli a cucinare. La moda chez-moi è iniziata quando si è compreso che qualsiasi star era disposta a partecipare in qualità di ospite a pranzi e feste di compleanno previo lauto sgancio di valuta. Ora la tendenza è affittare lo chef televisivo del momento che, per un giusto compenso, replicherà la performance del piccolo schermo nella cucina di casa. I più ambiti restano Jamie Oliver e Gordon Ramsay, l'uno per lo charme, l'altro per la sua fama di "cattivone". Chi non riesce ad accaparrarsi nessuno dei due ripiega su Anthony Worrall Thompson, che anni fa diede inavvertitamente fuoco allo studio televisivo della versione originale inglese della “Prova del cuoco” con un azzardato flambè e che giudica la cucina italiana "sopravvalutata". Chi si aspetta che da tali performance risultino pranzi entusiasmanti resterà deluso: Jamie Oliver è stato visto spremere il succo di un intero limone su un risotto.
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Baci a tutti dal vostro W d M




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