Sulla scia delle dichiarazioni di Ferrando che hanno provocato l'esclusione dello stesso dalle liste di rifondazione comunsita, vorrei capire cosa pensano veramente i forumisti riguardo alla questione dell'attacco ai soldati italiani a nassirya.
I presupposti sono stati l'attacco da parte di forze anglo-americane allo stato sovrano iracheno, dopo che l'organo internazionale deputato a legittimare l'intervento ne aveva negato la legittimità. La motivazione dell'attacco era che l'iraq nascondeva armi di distruzione di massa, nonostante gli stessi ispettori dell'onu avessero giudicato le "prove" portate da Colin Powell, l'allora segretario di stato statunitense, tutt'altro che rilevanti. La comunità internazionale pensava si trattasse di un attacco "per il petrolio", come spesso accade in questa maledetta coincidenza che vede i maggiori giacimenti di petrolio e le maggiori instabilità politiche nelle stesse aree geografiche. A questo punto l'unica fonte di legittimazione che potevano ottenere gli americani poteva venire solo dal popolo iracheno: Gli statunitensi entrati a Baghdad però si trovarno di fronte a una popolazione tutt'altro che festante. Così ci spiegarono che gli iracheni avrebbero tanto voluto manifetare la loro gioia, ma temevano che le truppe angloamericane mollassero l'osso come nella guerra del golfo, e che i "Festanti" sarebbero stati oggetto di ritorsioni da parte della ditattura sunnita. Così dstribuirono volantini con suscritto "non vi abbandoneremo". A diversi anni di distanza, il paese continua ad essere sconvolto dalla violenza di un popolo tutt'altro che felice, e gli americani non si sognano di certo di proporre al popolo iracheno qualcosa come un referendum sulla permanenza dei propri soldati. Dunque anche la legittimazione popolare sembra lontana. Anche le recenti elezioni, svolto sotto patrocinio militare e politico USA, non si possono dire elezioni democratiche, e la questione delle truppe non è stata certo toccata, men che meno coinvolgendo il popolo iracheno. Fin qui, quindi, la questione della legittimità: nessuna legittimazione internazionale, nessuna legittimazione locale, menzogne addotte a motivo della guerra, e pozzi petroliferi che pompano giorno e notte petrolio agli enti nazionali che hanno partecipato alla guerra (tra i quali il famoso pozzo eni) senza ovviamente che la popolazione irachena veda un centesimo.
Stabilita la posizione delle truppe militari sul suolo iracheno come esercito invasore ed occupante passiamo alle modalità di attacco che la guerriglia delle forze di "restitenza" irachene ha messo in atto: un automezzo pieno di esplosivo lanciato all'entrata della base italiana, guidata da un iracheno che si è immolato per compiere il gesto. Questo atto è stato subito bollato come "atto terroristico". Dove vivo io però, terrorismo significa colpire la popolazione civile oppure militare in un contesto di pace, oppure ancora, di legittimazione. Nessuno di questi elementi è necessario a definire il terrorismo, ma la mancanza di qualsivoglia di questi punti è molto indicativo. Di fatti, nessuno ha mai chiamato "terroristi" i kamikaze giapponesi, perchè si era in una guerra, e vi era un gruppo armato militare contro un altro gruppo armato militare. Un gruppo armato organizzato, in una situazione di paesi invasori occupanti, è ciò che il diritto internazionale chiama "resistenza" e la definisce legittima. I soldati italiani, al soldo dell'esercito invasore, erano, al pari di esso, esercito occupante e non legittimo. Al pari di esso imponevano le "loro" regole (decise dagli USA) e succhiavano petrolio (ma questo è un elemento secondario).
Dunque mi chiedo: secondo quale criterio giuridico, le affermazioni di Ferrando sulla "legittimità" dell'attacco, sono qualcosa di diverso da elementari, scontate, ovvie, inappuntabili?




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