A seguito del fallito attentato nell'aereo Amsterdam-Detroit, i governi occidentali si sono prodigati ad inventare fastidiose ed irritanti misure per "aumentare" la sicurezza.
Tra le più ridicole, abbiamo quella secondo cui nell'ultima ora di volo, non ci si può alzare o tenere coperte in grembo. Immagino già Al-quaeda che afferma: "uffi, visto che non possiamo far saltare in aria l'aereo durante l'ultima ora di volo, non lo facciamo saltare proprio".
Il vero scopo di queste misure non è dissuadere i terroristi, ma infastidire i passeggeri. Più le procedure sono complesse ed invadenti, più la gente si sente sicura.
Israele affronta il problema del terrorismo da circa 50 anni. Diversamente da quanto ci si possa aspettare, non vi sono code chilometriche e controlli invadenti da parte delle autorità.
Il punto fondamentale dei controlli in Israele è concentrarsi non solo sui bagagli, ma soprattutto sulle persone.
Negli aeroporti vi sono 6 livelli di controllo:
1) guardie all'ingresso del parcheggio ti salutano e ti chiedono domande semplici, tipo: "come sta?" o "dove è diretto?" o "di che nazione è?". Intanto controllano la tua reazione. Se sei nervoso o evasivo.
2) delle guardie all'ingresso fanno controlli random su persone e bagagli con dei magnetometri per assicurarsi che non si sia in possesso di armi da fuoco o cose simili.
3)Altre guardie osservano le persone in arrivo in cerca di comportamenti sospetti. In seguito, si può entrare nel terminal.
4) al check in, alcune guardie fanno domande specifiche come: "ha preparato lei la valigia?" "ha mai perso di vista il bagaglio?" fissandoti dritto negli occhi. Sono agenti ben addestrati a rilevare comportamenti sospetti. In quest'area è vietato riunirsi in gruppi, che sarebbero facile bersaglio di kamikaze.
5) la screening area dei bagagli è isolata da una struttura antiblast, che regge fino a 100kg di esplosivo plastico. Se viene rilevata una bomba, non viene evacuato l'intero terminal ma solo la screening area. Pochissime persone.
Il resto dell'aeroporto continua a funzionare normalmente. Negli USA, a Newark, a causa di un uomo entrato dal varco di uscita, si è paralizzato l'intero aeroporto. Ritardi di oltre 9 ore senza che vi fosse una minaccia concreta.
Gli addetti allo screening sono anche addestrati a conoscere gli esplosivi, e possono mettere il bagaglio in un contenitore antiblast per farlo poi venire a prendere dagli artificieri.
6) Body-check ed hand-luggage scan. Funziona come in occidente, ma ancora una volta al controllo documenti ed al passaggio sotto lo scanner si tiene d'occhio l'atteggiamento delle persone. Si evitano gli stupidi controlli dei nostri aeroporti, in cui le guardie fanno finta di controllarti l'ombrello tascabile (appena passato sotto lo scanner, tra l'altro). La coda scorre veloce, per evitare che un terrorista possa farsi esplodere tra i passeggeri.
Il procedimento completo, dall'ingresso nell'aeroporto al gate d'imbarco, non richiede più di mezz'ora.
Ovviamente, a ciò si aggiunge un'intelligence davvero efficace. Gente che evita di mettere persone nella black list per poi dargli la VISA (vero, Stati Uniti?) o non si accorge che un tipo proveniente dalla Nigeria ha comprato un biglietto di sola andata per gli Stati Uniti e viaggia con solo bagaglio a mano (vero, Olanda?).
Sarebbe ora che anche noi occidentali rivedessimo le nostre procedure, invece di aggiungere idioti e costosissimi sistemi di bodyscan e altre stupidaggini.
Qui un articolo su come funziona la sicurezza a Ben Gurion, in Israele:
The 'Israelification' of airports: High security, little bother - thestar.com




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