“Io, mamma di un embrione congelato e abbandonato”
La scelta dei coniugi di Ferrara Caterina e Stefano Tani: “Perché la nostra vocazione è proprio quella di Gesù povero e servo. L’embrione è vita che nessuno riconosce più, ma ha il diritto di nascere”.
Caterina e Stefano, perché avete deciso di adottare degli embrioni congelati?
Perché la nostra vocazione è proprio quella di Gesù povero e servo, quindi accogliamo e cerchiamo di provvedere a tutte quelle che sono forme di povertà, alle grida dei poveri. Riteniamo che questi embrioni siano vite povere, persone abbandonate, che non si vedono e non si sentono, ma di fatto ci sono.
Nel concreto quindi qual è la vostra disponibilità?
Avendo deciso di non abbandonare questi embrioni congelati, ci siamo resi disponibili come coppia ad accoglierli in impianto e quindi farli nascere.
Questo accadrà o no?
Questo accadrà nel senso che comunque in Italia attualmente le cose si stanno muovendo molto, sia perché il comitato di bioetica ha dato parere positivo, sia perché l'attuale Ministro si è impegnato in questo senso con un provvedimento. Speriamo che si riesca ad andare fino in fondo.
Cos'è stato fatto fino ad oggi?
E' stato fatto un censimento di tutti questi embrioni congelati che hanno un costo (anche se chi li ha creati paga un affitto da quando stanno in provetta) e quindi siamo ottimisti per la realizzazione del progetto, nel momento in cui ci sono diverse coppie disponibili ad “adottarli”.
In Italia oggi ancora non è possibile l'impianto di embrioni congelati, è così in tutti gli stati europei?
No, ad esempio c'eravamo rivolti in Spagna, dove è possibile presso un centro medico. Ma alla fine ci avevano presentato un richiesta economica assurda. In più dovevamo garantire di lasciare il liquido spermatico di mio marito. Abbiamo rifiutato.
Cosa comporta per la donna che subisce l'impianto?
Per la donna è sicuramente un impatto emotivo notevole, perché con molte probabilità potrebbe rivelarsi un aborto spontaneo, considerato che il tipo di tecnica ha un'altissima percentuale di insuccessi: circa il 90%. Inoltre la donna subisce una preparazione ormonale a tutti gli effetti -anche se si potrebbe ovviare tenendo conto del periodo di fertilità-. Per il resto non ci sono rischi, tranne quelli legati ad una normale gravidanza.
Avete altri figli?
Sì, un figlio naturale e due in affido. La speranza è quella di riuscire a diventare mamma e papà di un altro figlio, di quel embrione congelato che nessuno riconosce più, ma che è vita e che ha il diritto di avere la possibilità di nascere.