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una cosa è l'evoluzione dei modi con i quali la Chiesa ha portato avanti il messaggio della Rivelazione con tutto quel che ne consegue, altra cosa sono le AFFERMAZIONI DOGMATICHE E DOTTRINALI DEL MAGISTERO le quali NON sono mai cambiate da duemila anni a questa parte........
Sento lo stridere delle unghie sul vetro...
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Anche perchè il passo della Summa l'ho mandato io a Caterina, solo che non c'era la traduzione e non è riuscita a trovare il punto esatto...
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Originariamente Scritto da simplicio
Anche perchè il passo della Summa l'ho mandato io a Caterina, solo che non c'era la traduzione e non è riuscita a trovare il punto esatto...
infatti lo sto ancora aspettando...se tu ce l'hai perchè non me lo indichi???:-01#44
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Citazione:
Originariamente Scritto da Mappo Tappo
Buffo l'atteggiamento di certi laicisti, vengono qui ci fanno delle domande non per scambiare un'opinione, ma solo per spiattellarci tutto il loro disprezzo nei confronti di noi boveri credendi che asbettiamo l'uomo biango che ci riveli la veridà,
Tu ovviamente dici di non credere, ma di sperare, eppure la certezza con cui neghi la ragionevolezza delle nostre posizioni sarebbe degna di miglior causa.
A parte qualche integralista maomettano devo ancora trovare qualcuno più fondamentalista e talebano di chi si professa laico, ovviamente non laico come lo siamo tutti noi, ma laico con la elle maiuscola modello Rosa nel Pugno.
Ho espresso la mia opinione. Attendo di sentirne altre, supportate da fatti oggettivi o almeno da un ragionamento deduttivo e/o induttivo su basi logiche. Se vuoi posso dire che sono certo di avere un'anima che a seconda dei peccati farà una fine anzichè un'altra, avendo comunque la certezza che i miei ricordi, le mie emozioni, le mie sensazioni non vadano perdute per sempre, ma sarebbe una bugia. Tu puoi sostenere il contrario? Dimostramelo e ti assicuro ne sarò molto soddisfatti...
Intanto scrivo qualcosa io per dimostrare logicamente, perchè sono giunto a determinate conclusioni, e nonostante questo, non sapendo, spero ancora.
Siccome sappiamo che il tempo è solo un nostro costrutto mentale, una nostra sensazione di fronte ad uno scenario temporale di fatto "congelato" che si estende dall'inizio alla fine del tempo (ci sono dei problemi riguardo l'indeterminazione, e la questione dell' ora, ma per ora soprassederò in quanto non voglio far diventare questo un colloquio scientifico), possiamo dire che nel continuum spazio temporale la nostra anima, considerata come coscienza, ma anche più semplicemente vita, si trova nell'unico punto, o meglio nell'unica finestra dove la materia è aggregata in modo tale da far autopercepire la coscienza di se. Anche quando quel tempo sarà passato nessuno potrà eliminare ciò che è stato, il tempo è, non scorre.
In altre parole, è inutile chiedersi perchè non sono nato mille anni fa, o magari perchè non sono nato nel pianeta x della galassia di andromeda tra un miliardo di anni. La nostra coscienza-anima, è quella che può essere, ossia quella materia che si struttura nella complessità tale da divenire senziente in un dato tempo ed in un dato luogo.
Essa può arrovellarsi quindi alla ricerca della sua origine e del suo destino, ma essa è, a mio parere, irrimediabilmente intrappolata in quella finestra del tempo in cui la sua struttura materiale rimane abbastanza complessa da reggere e permettergli di avere l'autocoscienza.
L'unico lato positivo di questa visione è che la nostra vita sta lì, tutta insieme.
E' difficile fare questi ragionamenti perchè noi siamo prigionieri del concetto di tempo.
Se io dicessi frasi del tipo "uno che ha avuto una bella vita "continuerà" ad avere quella e nessuno potrà togliergliela in quanto essa è stata ed è immutabile", sono certo sarei frainteso.
Quando si parla di tempo bisogna stare attenti, quando io affermo una cosa simile non dico che dopo la morte di quella data persona il suo tempo continua, o magari si riavvolge, dico che quel tempo rimane lì immutabile, con tutti i suoi eventi, solo che la persona, fortuna o sfortuna sua, non so dirlo, ne vive attimo per attimo affrontando il futuro che gli viene letteralmente addosso alla velocità della luce (non è una battuta, i coni di luce degli eventi futuri arrivano proprio alla velocità della luce). Dire che poi "ricomincia" è fuorviante come dire che l'universo se si contraesse in un big crunch fino ad annullarlo potrebbe "rinascere".
Quando il tempo è finito è finito, non esistono vie d'uscita per riavvolgimenti o salti all'indietro. Rimane che il tempo è quello, se poi, in qualche maniera, la mente riesca nell'indeterminatezza quantistica a conservare un qualche flebile ricordo (ma sarebbe concettualmente assurdo) delle esperienze (che non sarebbero "passate" in quanto il tempo è semrpe quello, non è tornato indietro) degli eventi che costallano la sua vita, magari con i dejavù, è cosa che ignoro.
Ma credo che questo sia lo schema logico, più credibile allo stato attuale delle conoscenze, che sicuramente in ogni caso, sono di molti ordini di grandezza inferiori alla conoscenza del Tutto.
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Citazione:
infatti lo sto ancora aspettando...se tu ce l'hai perchè non me lo indichi???
Te l'ho mandato 3 volte, certo che le cose che ti interessano le trovi subito, quelle scomode...
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Che cosa significa fornire dei dati oggettivi a favore dell'esistenza dell'anima? Ormai, se non sbaglio, il positivismo, il neo-positivismo o empirismo logico sono assunti epistomologici piuttosto indirizzati sulla via del tramonto. Il guaio è però che rimangono delle credenze ben salde nelle persone semi-colte. Per quel che mi riguarda la dimostrazione dell'esistenza dell'anima non è possibile (ovviamente) secondo il modo in cui funzionano le scienze logico-formali. Qualcuno poi, sempre sulla base di rivendicazioni "scientifiche" un pò così, reclama che ci deve essere una evidenza empirica dell'anima. Ma chi crede di avere un'anima non crede che questa sia un oggetto bell'e pronto da osservare e da descrivere. L'anima è il soggetto che conosce, è una premessa meta-teorica a partire dalla quale i dati dell'esperienza sono organizzati in un certo modo, e acquistano un certo significato. L'ipotesi 'anima' ci dice che tutte le "cose" che la possiedono hanno un fine verso cui si volgono naturalmente, che tendono a realizzare come loro perfezione, fioritura, entelechia.
Dunque, visto che ogni tipo di conoscenza scientifica e filosofica si basa su assunti di sfondo, su direzioni di ricerca preferite ad altre, l'ipotesi anima, con tutto ciò che comporta, è un assunto che mi sembra possibile e non vedo cos'abbia di scientificamente poco plausibile. Tutto sta nel vedere se la spiegazione che essa ci dà dei fatti è buona oppure no, ma questo, ahimè, non è che si possa decidere solo "scientificamente".
Comunque, un esempio di cosa significhi cercare in una direzione piuttosto che in un'altra mi viene dal signore degli anelli. Gollum all'inizio della suaesistenza era un ricercatore, uno che oggi diremmo mosso da una viva curiosità intellettuale. Cercava nella profondità e nelle origini. Penso che, con un pò di fortuna, sarebbe certamente entrato a far parte di un prestigioso club di fisici e cosmlogi dei giorni nostri. Però Tolkien lo relega a piagnucolare, lamentarsi e sperare qualcosa di irrazionale. Insomma, quel che voglio dire con questo esempio, è che la direzione in cui si cerca, oltre a essere una rispettabile questione di epistemologia contemporanea, è anche una scelta vocazionale che si ripercuote nella vita del "ricercatore". Se Gollum avesse preferito un altro senso di ricerca, se avese aderito a una epistemologia dell'anime e della forma, non avrebbe guardato solo i semi e le radici, ma l'albero e il fiore, il riuscito anzichè il germe (e non si sarebbe impantanato in quella vicenda che i lettori di Tolkin conoscono).
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Oggi ho comprato un libro di Stephen Hawking L'universo in un guscio di noce, e l'ultimo capitolo dedicato agli universi membrana mi ha dato nuove idee anche per l'affaire anima.
Quando l'avrò terminato di leggerlo e ci avrò riflettuto un pò scriverò alcune conclusioni.
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Originariamente Scritto da simplicio
Te l'ho mandato 3 volte, certo che le cose che ti interessano le trovi subito, quelle scomode...
tu mi hai mandato per due volte L'INDICE, IN LATINO citandomi la q.94....per due volte ed oltre ti ho chiesto, PER FAVORE......e di fronte al fatto della mia ignoranza in queste ricerche.di INDICARMI CON UN SEMPLICE LINK LA PAGINA PRECISA ALLA FRASE...e tu questo non l'hai fatto........ergo non è che la cosa non mi interessasse, sei tu che mancando di carità non mi hai mandato quanto ti chiedevo.....sei sempre in tempo però, se vuoi, PER CARITA' mi puoi mandare il LINK DA QUELLE CENTINAIA DI OPAGINE CON LA FRASE SPECIFICA?...:-01#44
:-:-01#19
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Citazione:
Originariamente Scritto da antonio
occorre prelimianrmente definire l'oggetto dell'indagine. cioe' cosa intendiamo per "anima"..quest'onere cade, anzitutto, sulle spalle di chi ritiene si possa indagare sull'anima stessa.
del resto nell'ambito della stessa riflessione interna alla Chiesa non e' mancato chi ha cercato di definire l'anima come facolta'.
ripeto, il discordo di rick hunter, pur complesso , e' molto intrigante.
d
Non sono informato sul dibattito interno alla Chiesa, ma come definizione di anima io adotto quella più nota, aristotelica, per cui l'anima è la forma sostanziale del vivente. Se ho capito bene, è proprio questa definizione che Hunter contesta. Cioè per lui il nostro corpo e il nostro cervello sono aggregati casuali di particelle, che, messe così insieme, interagiscono in un certo modo tale da farci sembrare che noi siamo delle totalità. Mentre l'ipotesi anima dice che la struttura delle particelle del nostro corpo è una forma in atto. Non so perché la una parte della scienza ufficiale ritiene l'anima impensabile, quasi scandalosa, quando la straordinaria ricchezza, per quantità e qualità, di funzioni che il nostro cervelo possiede (dimostrata della scienza!) è il più grande indizio dell'esistenza dell'anima.
Ma c'è un punto che bisogna sottolineare con decisione; l'anima è soggetto che conosce ed è difficile immaginare un indagine sull'anima intesa quale oggetto.
Insomma, mentre Hunter ritiene che sarebbe molto semplice immaginare che siamo aggregati casulai di particelle, io invece ritengo, almeno per semplicità, l'ipotesi anima sia vincente.
Ma,ripeto, l'anima non può essere semplicemente oggetto di indagine, ma è sempre (almeno) soggetto. Di una forma sostanziale, comunqe, trovo difficile fare esperienza.