Pagina 2 di 30 PrimaPrima 12312 ... UltimaUltima
Risultati da 11 a 20 di 292
  1. #11
    io e basta
    Data Registrazione
    25 Apr 2009
    Messaggi
    315
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Gli editoriali del Calibano

    LUCA DEVE MORIRE (Il Calibano)

    2 luglio 2004


    Malraux, un giorno, guardandosi allo specchio, ha mormorato: “Ho imparato che una vita non vale nulla e che nulla vale una vita”. Sì, è lo stesso Malraux del: “ non c’è ideale al quale possiamo sacrificarci, perché di tutti noi conosciamo la menzogna, noi che non sappiamo che cosa sia la verità”.

    Cosa era successo? Una bagattella! Una mattina, alzandosi dal letto, aveva avuto la sgradevole sensazione che i suoi piedi poggiassero su delle spugne. Il medico, dopo una visita sommaria, lo aveva fatto ricoverare, per accertamenti, al reparto Lancisi del Policlinico S. Camillo. Era stato il Prof. Pierceccanti a comunicargli che il suo disagio nel compiere alcuni movimenti era dovuto alla sclerosi laterale amiotrofica, una patologia degenerativa che colpisce i motoneuroni 2 e…vabbè, diamoci un taglio! Il decorso, per dirla in medichesse, è infausto. Quando sei in trappola cerchi il modo di uscirne e il solo modo possibile, a detta di un Nobel come Dulbecco, consisteva nella ricerca sulle staminali embrionai. Malraux si fece quattro conti. Aveva una prospettiva di vita di 5/10 anni, se la ricerca fosse partita subito, poteva farcela. Era euforico, nella malattia che lo aveva colpito euforia e depressione si alternano, come il giorno alla notte. Una mattina, leggendo sul Foglio un articolo di Luigi Amicone, capì che undici Maradona, l’Islam, Giussani, Kafka, Sartre e Amicone stesso lo volevano morto perché un tal Flamigni giocava con l’atomica . Guardandosi allo specchio mormorò: “Ho imparato che una vita non vale nulla e che nulla vale una vita”. Telefonò a Rita Bernardini e chiese le modalità di iscrizione all’associazione Luca Coscioni. Terminata la telefonata, guardò l’orologio e gli vennero alla mente dei versi di John Milton: “Così addio speranza, e con la speranza, paura addio, / Addio rimorso: ogni bene a me è perduto: / Male, sii tu il mio bene.

    P.s.
    Forse non era Malraux, ma i nomi sono solo delle maschere dietro le quali si cela la realtà.


    Il Calibano

  2. #12
    io e basta
    Data Registrazione
    25 Apr 2009
    Messaggi
    315
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Gli editoriali del Calibano

    ATTEONE E TABAR V/S CONAN IL BARBARO (Il Calibano)

    3 luglio 2004



    “Pànfago, Dorceo e Orìbaso, tutti dell'Arcadia, e il forte Nebròfono, il truce Terone con Lèlape, Ptèrela e Agre, eccellenti l'una in velocità, l'altra nel fiuto, e il battagliero Ileo ferito di recente da un cinghiale, Nape concepita da un lupo, Pemènide già guardiana di mandrie e Arpia accompagnata dai due figli, Ladone di Sicione coi suoi fianchi scarni, e Dròmade, Cànace, Sticte, Tigri ed Alce, Lèucon e Asbolo, col pelo niveo il primo, di pece il secondo, il fortissimo Làcon e Aello insuperabile nella corsa, e Too, la veloce Licisca col fratello Ciprio, Arpalo con una stella bianca in mezzo alla fronte nera, e Melàneo e Lacne col suo mantello irsuto, Labro e Agrìodo nati da padre cretese, ma da madre di Laconia, e Ilàctore con la sua voce acuta, e altri, troppi da elencare”. Calmi, state calmi…questa non è la formazione della Nazionale Italiana per il prossimo Mondiale. Questi, come testimonia Ovidio nel “Le metamorfosi”, erano i cani di Atteone. Chiamarli –cani- è riduttivo, dietro l’accurata scelta del nome e la descrizione delle qualità si cela un patto antico, un patto che non venne stipulato a Porta a Porta, ma a Caverna a Caverna e i contraenti furono un Canis lupus e un Homo sapiens. L’insetto pronubo non fu il Vespa, ma, con molta probabilità, tutto andò a buon fine grazie al grooming. Il grooming è quella pratica, comune a molti animali sociali, come l’uomo e il lupo, che consiste nel pulire il pelo di un compagno da parassiti. Spulciandosi si saldano i legami con i compagni del branco, si veicolano emozioni. Insomma, si può immaginare che un giorno…una lupa, unica superstite del suo branco, infreddolita e stanca si sia riparata, per partorire, nella grotta di un Sapiens. Il caso volle che si trattasse di un Sapiens, unico superstite del suo branco, solo, infreddolito e stanco che, più bisognoso d’affetto che di cibo, invece di allungare una clavata, allungò la mano e grattò, tra le orecchie, la povera bestia. La lupa, stremata dalle doglie, invece di digrignare i denti, accettò quel grooming e, riconoscente, leccò quella mano non più nemica. Alcuni giorni dopo apparve, per la prima volta, sulla faccia della terra un nuovo ed efficiente predatore: il cacciatore a sei zampe! Alcune teorie recenti e rivoluzionarie affermano che il successo selettivo di Homo Sapiens sui "neandertaliani" potrebbe essere imputato proprio alla domesticazione del lupo. Il quale, a giusto titolo avrebbe potuto rientrare nel bagaglio tecnologico che determinò l'affermazione dei "sapiens sapiens". Queste ipotesi, sono confermate anche da ricerche fatte sul DNA del lupo e del cane, le quali sostengono che la differenziazione tra le due specie animali sia avvenuta circa 120.000 anni fa. Il processo di domesticazione è databile a 15.000 anni fa, ma un percorso coevolutivo accomunerebbe l' uomo e il cane già da 100.000 anni. Possiamo, lecitamente, supporre che se abbiamo vinto la nostra -struggle for life- lo dobbiamo anche agli antenati di Tabar, Lola, Laika, Fido, Fuffi, Diana, Lilly, Pluto ecc. Il cane divenne per l’uomo quello che il Coltellino svizzero multifunzione è per il boy scout. Da partner indispensabile nelle battute di caccia si è adattato a fare il guardiano di armenti, a sorvegliare la casa, a fare la babysitter dei cuccioli dell’uomo, la dama di compagnia, a correre nei cinodromi, a trainare le slitte, a guidare i ciechi, a rintracciare i dispersi. La zooantropologia, disciplina relativamente recente che studia le interazioni tra uomo e altre specie, ha notato quanto sia importante per l'uomo postmoderno, così alienato dalle sue origini animali e dal contatto con la natura, la compagnia di un cane e, last but not least, insegnò al genere umano cosa sia la fedeltà: “…ed Argo, il fido can, poscia che visto ebbe dopo dieci anni e dieci Ulisse, gli occhi nel sonno della morte chiuse”. (Omero, Odissea- libro XVII). Chiunque abbia posseduto un cane…anzi, no –posseduto-, perchè un cane non si possiede, chiunque abbia deciso di condividere la sua vita con un amico-cane sa che dovrà perderlo perché, paragonata a quella dell’uomo, la vita del cane è troppo breve. Scriveva Mark Twain: “Se prendi un cane che muore di fame e lo ingrassi, non ti morderà. È questa la differenza principale tra un cane e un uomo.” L’uomo non si limita a mordere, fa di peggio, fa di più. Arnold Schwarzenegger, Schwarzy per gli amici e Terminator per i suoi fans, ha deciso di fare lo Sterminatore dei cani randagi. -L'ex divo di Hollywood intende abolire una legge sui canili municipali che di fatto protegge dall'esecuzione decine di migliaia di cani randagi. Una manovra considerata crudele ma assai utile al bilancio visto che farebbe risparmiare alla California 14 milioni di dollari. L'iniziativa darebbe ai randagi un "periodo di grazia" di appena 72 ore dopodiché scatterebbe l'iniezione letale. La legge che Schwarzy vorrebbe veder abolita risale al 1998 e porta il nome di un altro attore, Tom Hayden, l'ex marito di Jane Fonda. Prevede che i canili debbano ospitare per almeno sei giorni i cani randagi prima di ucciderli, un arco di tempo che di fatto favorisce le adozioni degli animali-. È strano, ma per qualche cortocircuito delle sinapsi dovuto al caldo, questa notizia mi ha fatto tornare alla mente la battaglia che Mao Tse-tung intraprese contro i passeri. La cosa più triste è che Schwarzy, il gigante buono, non sarà ricordato per aver sterminato i mostri repellenti, i despoti odiosi, gli alieni assetati di sangue e i criminali che popolavano i suoi films, ma passerà alla storia come quel tale che, per un pugno di dollari, aveva accoppato i più fedeli amici dell’uomo rimasti in mezzo alla strada perché il meno fedele amico del cane ha dimenticato un patto stipulato in una caverna 100.000 anni fa.



    Il Calibano

  3. #13
    io e basta
    Data Registrazione
    25 Apr 2009
    Messaggi
    315
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Gli editoriali del Calibano

    LETIZIA E L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DEL FILE (Il Calibano)

    4 luglio 2004

    Le montagne non si incontrano mai. I ministri che montagne non sono e, a volte, non sono nemmeno delle cime, dovrebbero incontrarsi, se non quotidie, almeno saepe. E durante il rendez-vous scambiarsi le ultime novità su leggi e leggine. Perché dubito che lo facciano? Presto detto! Letizia, il nostro, Dio lo benedica, ministro dell’Istruzione, ha invitato i genitori italiani, con marmocchi in età scolare, a evitare ai loro pargoli scifosi, lordosi e scoliosi affardellandoli di megazaini che ne farebbero tanti futuri rigoletti, ed evitare a loro stessi di dissanguarsi per acquistare libri che da dieci anni sono sempre gli stessi, salvo il prezzo che lievita, di anno in anno, come il panettone, scaricando i tomi dalla rete: semplice e geniale come l’uovo di Colombo! Un ministro così dovremmo portarlo in processione al Divino Amore. Ma, c’è un ma! Il ministro Stanca è stato informato? Sì, perché il ministro è autore della omonima legge che all’ Art. 5. (Accessibilità degli strumenti didattici e formativi) recita:

    1. Le disposizioni della presente legge si applicano, altresì, al materiale formativo e didattico

    utilizzato nelle scuole di ogni ordine e grado.

    2. Le convenzioni stipulate tra il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e le

    associazioni di editori per la fornitura di libri alle biblioteche scolastiche prevedono sempre la

    fornitura di copie su supporto digitale degli strumenti didattici fondamentali, accessibili agli

    alunni disabili e agli insegnanti di sostegno, nell’ambito delle disponibilità di bilancio.-

    Ergo i mega biblion su file sono disponibili, nell’ambito delle disponibilità di bilancio e su concessione degli editori-autori, solo per alunni disabili, se qualcuno è disabile impossibilitato ad accedere al cartaceo s’attacca al…tram! Ecco cosa risponde la segreteria di L.Stanca al grido di dolore di chi non può leggere: “La legge in questione prevede, per ora, interventi nel campo degli strumenti didattici. In tale ottica la Commissione interministeriale permanente per l'impiego delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione a favore delle categorie deboli o svantaggiate sta lavorando, di concerto con il Ministero per l'istruzione, per definire un piano di lavoro da condividere con gli editori. L'obiettivo è di ottenere testi, anche classici, disponibili in versione CD,per di più "accessibile". Per quanto l'argomento stia a cuore a noi tutti, ministro compreso, i tempitecnici rendere realmente disponibile una soluzione utilizzabile anche nel suo caso, non sono brevi. La prego di segnalarmi fra qualche tempo la sua attenzione in modo che io possa aggiornarla sullo stato dell'arte. ( Antonio De Vanna, 2.3.2004)

    Morale: gli editori non sono d’accordo, gli autori nemmeno, i librai: “Sarebbe un grave danno, mi sembra assurdo, ma tutto è possibile”, reagisce Rodrigo Dias, presidente dell'Ali (Associazione librai italiani), il ministro Stanca si auspica che in futuro “i tempi tecnici […] non sono brevi” se ne verrà a capo…insomma, o la Moratti, con un gesto d’imperio, obbliga editori/autori a mettere in rete i libri o è più realistico che i genitori italiani, oltre ai soliti libri, comprino un busto ortopedico per…raddrizzare la schiena dei cari pargoletti.

    Il Calibano

  4. #14
    io e basta
    Data Registrazione
    25 Apr 2009
    Messaggi
    315
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Gli editoriali del Calibano

    L’ALTRA META’ DEL CIELO SI RESTRINGE (Il Calibano)

    6 luglio 2004


    Abbiano voluto esportare, con più o meno successo, il Diritto Romano, il Cristianesimo, l’Illuminismo, il Comunismo, il Fascismo. Adesso, finalmente, è la volta della Democrazia, ma cucinare –in loco- il manicaretto democratico è come preparare un piatto dell’Artusi: manca sempre qualche ingrediente. Che fare? Accontentarsi di una pietanza insipida o troppo sapida o arrendersi, come molti sostengono, ad un sincretismo che diluisca il brodo democratico? Il fatto è che importare la democrazia dove non esistono i diritti umani è come, per restare nella metafora culinaria, cucinare l’uovo alla coque senza l’uovo. La risposta potrebbe essere in un articolo di Valerie M. Hudson e Andrea M. Den Boer (washingtonpost, Sunday, July 4, 2004). Se dieci milioni di giovani della nostra società non potessero trovare moglie, saremmo preoccupati? Se lo squilibrio tra i due sessi fosse causato dalla pratica dell’aborto selettivo che elimina i feti femmina, saremmo indignati? E se questa pratica affondasse le radici in una tradizione che vede nella donna un peso, come reagiremmo? In Cina ed in India, per esempio, nell’anno 2020 il 12 - 15 per cento della popolazione maschile non potrà trovare una donna. In Cina il rapporto bambini/e dall'età di 4 anni è oltre 120:100 (120 ragazzi per ogni 100 ragazze). In India il rapporto dei sessi tra i bambini dall'età di 6 anni, negli ultimi dieci anni, è passato da 105.8:100 a 107.9:100, mentre nel Punjab si raggiunge un picco di 126:100. Rilevano i due studiosi che nelle società dove la condizione delle donne è così bassa le prospettive di pace e democrazia diminuiscono seriamente. Possiamo illuderci che questi problemi non ci riguardino, o che possiamo tenerli lontano mettendo –sacchi di sabbia davanti alle finestre- ma la realtà è che Cina e India rappresentano il 40 per cento della popolazione mondiale, se la democratizzazione, a causa della condizione delle donne, fallisce o diminuisce le ricadute non interesseranno soltanto l'Asia ma il mondo intero.

    Il Calibano

  5. #15
    io e basta
    Data Registrazione
    25 Apr 2009
    Messaggi
    315
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Gli editoriali del Calibano

    IL MIGLIORE DEI FIGLI POSSIBILI (Il Calibano)

    7 luglio 2004

    […] nel Regno Unito, capita anche che, avendone la possibilità, le future mamme o i futuri papà sia*no un po' troppo esigenti e decida*no di non mettere al mondo feti con malformazioni molto lievi, come ad esempio la palatoschisi, il cosiddet*to 'labbro leporino'. […]Da parte mia mi limi*to ad una considerazione forse un po' retorica ma molto sentita. Un mondo senza disabili, un mondo do*ve tutti nascono sani e belli, come li hanno 'programmati' mamma e papà sarebbe meno affascinante. E anche un tantino inquietante.

    Termina con queste riflessioni un editoriale che aveva affrontato, serenamente e obbiettivamente, le problematiche legate alla legge 40/2004 (Procreazione medicalmente assistita). È stato, per me che so quel giornalista impegnato, personalmente, nel mondo di una delle patologie più crudeli e devastanti, un vero colpo basso. A pensar, andreottianamente, male, opterei per un –in cauda venenum- che, con un colpo di pungiglione, abbia voluto avvelenare le posizioni dei referendari che vorrebbero, quella legge abrogata, ma se volessi, garantisticamente, propendere per un –in dubbio pro reo- dovrei ammettere di trovarmi di fronte ad un oraziano –desinit in piscem. L’editoriale che era, all’inizio, affascinante, come una sirena, ha mostrato, al termine, una banale coda di pesce. Cinquanta anni fa frequentavo la prima elementare: una classe di quaranta diavoli scatenati che, salendo e scendendo le scale, facevano tremare il fabbricato. Beh, non tutti potevano correre. C’era un bambino che veniva a scuola in braccio al padre e, al termine delle lezioni, veniva riaccompagnato a casa allo stesso modo. Alle medie ebbi per compagni due fratelli. Uno con le gambe paralizzate e bloccate da tutori metallici, camminava con l’aiuto delle stampelle, l’altro aveva il braccio e la gamba insufficientemente sviluppati e contratti. La professoressa, un giorno, ci parlò della poliomielite; una malattia, disse, incurabile.. Nel 1955 fu introdotto il vaccino antipolio inattivato (IPV, Salk), utilizzato fino al 1960. In Italia venne reso disponibile nel 1958 poco dopo il verificarsi dell'epidemia di poliomielite che sfociò in oltre 8.300 casi. In Italia la vaccinazione è obbligatoria dal 1966 e l'ultimo caso di poliomielite autoctona si è verificato nel 1983, mentre l'ultimo caso di poliomielite importata si è avuto nel 1988. Grazie alla vaccinazione poliomielitica, l'emisfero occidentale è quasi completamente libero dalla polio, mentre nei paesi in via di sviluppo in cui è ancora presente, l'incidenza è diminuita dell'85%. Negli Stati Uniti, ad esempio, si è passati dai 37.000 casi del 1945 ai 5 casi del 1985. Ho quattro nipoti e un pronipote di otto anni, nessuno di loro ha avuto compagni di scuola con i postumi della polio. Senza la polio il mondo è più inquietante o è migliore? Purtroppo il mondo resta quello che è: non il miglior mondo possibile, ma il migliore dei mondi possibili. Un mondo che non dà risposte al perché della sofferenza degli innocenti, che non offre consolanti scorciatoie verso la sublimazione o santificazione del dolore, ma grazie a Prometeo, il ribelle, permette alla conoscenza di trasformarsi in scienza, e alla scienza di compiere i –miracoli- che ci circondano. -Vicende terrene! Prospere, e basta un'ombra a travolgerle: se la sorte è ostile, una passata di spugna stillante, e il disegno è perduto. Questo mi fa piangere, molto più di tutto il resto. (Eschilo, Agamennone). Nessuno nutre il folle sogno di ridurre la felicità ad un corpo statuario o al colore degli occhi o dei capelli, ma nessuno può impedire a dei genitori di rivolgersi alla scienza per illuminare quella –ombra che distrugge il disegno. Il migliore dei figli possibili non è il modello della Hitler-Jugend. È un figlio a cui vogliamo siano risparmiate quelle patologie devastanti che la diagnosi preimpianto può evidenziare. Quello che il filosofo Jürgen Habermas paventa è che l’eugenetica liberale, selezionando gli embrioni, sottragga l’uomo a quel principio di casualità che ha governato l’evoluzione della nostra specie. Oggi non è questo l’argomento in discussione, oggi si discute se sia lecito o meno che una legge impedisca ad una coppia di sapere se un embrione sia affetto da una delle tante malattie che causerebbero al futuro bambino sofferenze indicibili e morti precoci. Il mondo non è migliore senza i milioni di poliomielitici, ma nessuno vorrebbe che per rispettare un astratto –principio di casualità- fosse stata impedita la vaccinazione antipolio.

    Spesso i rimedi stanno solo in noi / ma li vogliamo in cielo. Il fatidico cielo / ci dà ampio spazio, ma tira indietro / il lento desiderio della nostra inazione. (Shakespeare, Tutto è bene quel che finisce bene, atto II)

    Il Calibano

  6. #16
    io e basta
    Data Registrazione
    25 Apr 2009
    Messaggi
    315
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Gli editoriali del Calibano

    IL SOUFFLÉ DI DIONISO (Il Calibano)

    9 luglio 2004

    - «Pazzo per le donne», «pazzo per le femmine» lo chiama più volte Nonno, suo ultimo celebratore. La cristiana malizia di Clemente Alessandrino ricorda Dioniso come choiropsales, «colui che tocca la vul*va»: anzi, che sa farla vibrare con le dita come le cor*de di una lira. E i Sicioni lo veneravano anche come « eforo delle parti femminili ». Dioniso è l'unico dio a cui non occorre mostrarsi virile, neppure in guerra. Quando il suo esercito muove verso l'India, somiglia a un clamoroso corteo di ragazze. Il fallo di Dioniso è allucinogeno prima che impo*sitivo. Ha natura vicina al fungo, al parassita, all' erba tossica raccolta nel cavo del tirso. Non conosce la fe*deltà agraria, non si stende nel solco tracciato, dove Iasione copula con Demetra, non si apre la via tra le floride messi ma nei boschi più aspri. È una punta metallica celata sotto innocue foglie verdi. Non vuo*le inebriare per fomentare la crescita; ma la cresci*ta sorregge l'ebbrezza, come lo stelo di una coppa. Dioniso non è un dio utile per tessere, annodare, ma un dio che scioglie, dissolve. Le tessitrici sono sue nemiche. Eppure viene un momento in cui abban*donano il telaio per galoppare dietro di lui sui monti. Dioniso è la corrente di cui avvertiamo in lontananza lo scorrere, incessante, come un rombo lontano; e un giorno può dilagare su tutto, come se lo stato non som*merso delle cose, la sobria delimitazione, fossero una breve parentesi subito annullata-(R.G.).

    Dioniso non abita più qui. L’amante latino o latin lover che, insieme alla pizza, al mandolino, al sole e al mare aveva supplito alla mancanza di petrolio richiamando quella moneta pregiata che i loro padri si erano sudata nelle miniere di mezzo mondo, si è, impietosa allegoria, sgonfiato come un soufflé mal riuscito. Da un paese di “Poveri ma belli” ci stiamo avviando a diventare il paese del “Il bell’Antonio”. “Poveri ma belli", regia di Dino Risi, sceneggiatura dello stesso Risi e Pasquale Festa Campanile, fornì a una generazione due modelli da imitare: Maurizio Arena e Renato Salvatori. Due –eroi- nostrani con il cuore dedicato alla mamma e alla futura moglie, che della mamma era copia fedele, e il resto delle frattaglie, con annessi e connessi, dedicato alle Straniere. Fu un film di rottura? Per il pubblico che affollava le sale, no! Per la Chiesa del '56, sì! Il Santo Padre in persona, lo denunciò come "volgarmente pornografico" e "turbatore di coscienze". Il manifesto del film alla sua prima uscita sui muri di Roma, fu fatto censurare su segnalazione dello stesso papa Pio XII, e il film, dalla Commissione Cattolica Cinematografica fu bollato nei bollettini come non "godibile" da nessuno con un "Escluso per tutti". Erano i tempi che il –soufflé- dei maschi italiani resisteva ad ogni spiffero o colpo d’aria; resisteva per amor patrio, per orgoglio nazionale, per spirito di corpo e, soprattutto, per alimentare quella leggenda che faceva fare il tutto esaurito alla pensione di Mamma Rosa e il pienone alla trattoria Zi’ Teresa. Latin lover! Stacanovisti del –escusmi madame, iù chnov f -o -n -t -a -n -a di T- r- e -v- i?- che si sentivano appagati dalla cartolina da Oslo o Stoccolma. Altre tempre! Atleti del sesso no-stop cresciuti (non molto, circa 1,60) con spaghetti al sugo e ciriola con mortazza, le canzoni di Claudio Villa e gli stornelli di Romolo Balzani. Avevano, come i monaci e i militari, una divisa: calzini corti, slipponi C.I.T., canotta, scarpe piccioncino, completo Facis, camicia bianca punte-steccate, cravatta scura, orologio prima-comunione, catenina croce&cornetto e in testa un chilo di Brillantina Linetti solida-alla-lavanda. Indifferenti alla seduzione delle forme, portavano a termine la loro missione sia con l’americana over 60, occhiali a farfalla brillantati, cappellino rosa, vestito carta Liberty da parati, scarpe da ginnastica bianche, sia con l’inglesina in divisa del college e sorriso cavallino. Gli odierni maschi, plurivitaminizzati, palestrati, testosteronizzati, depilati, uvizzati, lipoaspirati, liftati e tricorinfoltiti assistono impotenti (absit iniuria verbis) all’afflosciamento del soufflé. Ecco i dati della disfatta: “Oltre 20 milioni di pillole consumate in poco più di 4 anni. Questo i 'numeri' del Viagra in Italia, dove la disfunzione erettile colpisce oltre 3 milioni di uomini. Il nostro Paese è al terzo posto in Europa (dopo Inghilterra e Germania e prima di Francia e Spagna) nella classifica di vendita della 'pillola blu'. Difficoltà sotto le lenzuola per una coppia italiana su tre. ''E più del 50% delle volte il problema è dovuto all'uomo. In particolare, il 13% dei maschi soffre di disfunzione erettile e il 26% di eiaculazione precoce, in pratica uno su quattro. Insomma –teniamo duro!- più che un’ esortazione, sembra essere uno sfottò…al massimo è concesso un dubitativo –teniamo?- per la consistenza affidiamoci allo Stellone o a San Viagra. A sancire questo endemico afflosciamento del soufflé tricolore è stata fondata l'Esda Italia (European sexual disfunction alliance), associazione contro i problemi di disfunzione erettile, che e' stata presentata a Roma, nel corso di una conferenza stampa tenutasi al complesso del Vittoriano. ''L'Esda è un'associazione riconosciuta a livello europeo - ha affermato il professor Vincenzo Mirone, andrologo e presidente dell'Esda - e rigorosamente no profit. La nostra associazione, che ha sede a Napoli - ha aggiunto il presidente Mirone- avrà un sito informativo, un call center attivo dal prossimo settembre e moltissimo materiale informativo a disposizione di tutti i pazienti che lo richiederanno''. ''Le disfunzioni erettili - ha continuato Mirone - sono curabili nell'85% dei casi se vengono diagnosticate in tempo.

    Coraggio, non tutto è perduto! Diceva Shakespeare che chi è veramente grande non si muove senza grave motivo, ma trova un grave motivo in ogni pagliuzza, quando l'onore è in gioco. Beh, se una pagliuzza è un grave motivo…figuriamoci il soufflé!

    Il Calibano

  7. #17
    io e basta
    Data Registrazione
    25 Apr 2009
    Messaggi
    315
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Gli editoriali del Calibano

    MASSIMI SISTEMI E MINIME NECESSITA’ (Il Calibano)

    12 luglio 2004


    […]il muro di silenzio che si innalza tra coloro che soffrono e coloro che non soffro*no e che separa, al di là di ogni sentimento di pietà; l'im*potenza di ogni consolazione, la vanità delle parole che pre*tendono di apportare sollievo e che il sofferente amorevol*mente tollera o con irritazione rifiuta. Il dolore crea questi intransitabili confini: essi si formano subito ed inevitabil*mente in proporzione alla densità di dolore: in una parola, la sofferenza accerchia e divide. (S. Natoli)

    Anto’, fa caldo! E la prosperosa Venere mediterranea, del noto spot pubblicitario, volta le spalle al deluso compagno. Fa caldo, è vero, ma per i cultori dei massimi sistemi che non vogliono –sporcarsi le mani- con le minime necessità…fa caldo tutto l’anno, tutti gli anni. I cultori dei massimi sistemi, quando vedono qualcuno affogare, non si tuffano né lanciano una ciambella, preferiscono salire in cattedra e tenere una lezione di nuoto. Poco importa se siano mai stati in acqua o abbiano mai rischiato di affogare e se l’affogando, invece di ascoltarli, continua ad annaspare, paghi della buona azione, voltano le spalle e passano ad illustrare a qualcun altro, bisognoso di minime necessità, i loro massimi sistemi. La palestra in cui si esercitano più volentieri è quella dell’eutanasia. Una palestra che non chiude mai e dove vite e drammi si consumano nell’odore pungente dei disinfettanti e in un silenzio rotto soltanto dal cigolio ritmico della pompa per l’alimentazione o dal soffio ossessivo di un biomacchinario. È lì che la disperazione dei famigliari e l’impotenza del medico, spesso, si uniscono per dare una risposta a quella richiesta che nessuno mai vorrebbe sentirsi rivolgere. Naturalmente il –culturista- dei massimi sistemi sa che questo accade, conosce le statistiche sulla ricerca scientifica della Cattolica di Milano sull’eutanasia, pubblicata dal Corriere. Poco meno di 4 medici su 100 (3,6) delle rianimazioni di Milano hanno ammesso su un questionario anonimo di somministrare ai pazienti farmaci letali. Eutanasia attiva. L’80% ha praticato almeno una volta la «sospensione delle cure»: ha staccato la spina (eutanasia passiva). È al corrente delle dichiarazioni di un medico coraggioso: -È vero. L’eutanasia attiva si pratica. E i dati sono superiori a quel 3,6 per cento rilevato dall’Università Cattolica di Milano. Probabilmente si arriva al sette per cento. A parlarne è Franco Toscani, a lungo responsabile della sezione Terapia del dolore e Cure palliative dell’ospedale di Cremona, e adesso presidente del Comitato etico della Fondazione Floriani di Milano. Toscani ammette che «nessuno può dirlo, è molto pericoloso, ma le cose si capiscono, si colgono, si possono intuire, si vedono dalle espressioni non verbali». E l’espressione non verbale più comune, riscontrata dallo specialista del dolore sui volti delle persone che avrebbero accolto la richiesta di un paziente di porre fine alla sofferenza inflitta da una lunga e sfibrante malattia terminale, è di «confusione, incertezza, è l’essere combattuti tra la coscienza di aver fatto una cosa percepita come giusta, appropriata e pietosa, e la sensazione di aver fatto qualcosa di grave e di sbagliato». Hanno letto la confessione di Bernard Kouchner, medico e fondatore di "Medecins sans frontières", che ha dichiarato di aver dato più volte "la dolce morte", "quando le persone soffrivano troppo e sapevo che sarebbero morte, le ho aiutate". "Sono stato in tanti ospedali. Avviene quotidianamente che i macchinari medici per prolungare la durata della vita vengano spenti". Sanno, conoscono ma si indignano e agitano solo se queste notizie vengono riprese dalla stampa, la TV del happy end le ignora del tutto, e tengono banco per un paio di giorni. Il tam-tam dei massimi sistemisti inizia con le lettere ai direttori dei giornali, trova cantori negli editoriali, commentatori entusiasti nei settimanali, araldi arrembanti nei politici che sparano una salve di interrogazioni parlamentari a fondo perduto e l’iter dell’indignazione si conclude con qualche monito cardinalizio lanciato da uno dei tanti amboni sparsi nel Bel Paese. I risultati di questo fuoco di sbarramento? Nessuno! I medici coscienziosi si tormentano e, insieme ai famigliari, prendono decisioni che la politica non vuole prendere. I massimi sistemisti, una volta calato il silenzio, chiudono lo spartito e licenziano gli orchestrali. I problemi restano, ma non è la soluzione delle minime necessità che interessa ai massimi sistemisti, a loro interessa soltanto affermare qualche principio indiscutibile…quanto alle piccole necessità: Anto’, fa caldo! E voltano le spalle. Ah, dimenticavo! Hanno una passione per certe leggi punitive-impositive che, come la 40/2004, obbligano il medico ad impiantare embrioni affetti da gravi patologie e lasciano alla donna la decisione di abortire o meno. -Un giudice di Catania respinge la richiesta di due coniugi portatori sani di Talassemia di eseguire esami genetici sugli embrioni prima della fecondazione. Con la sentenza, si sostiene che una volta generati, non è possibile decidere di eliminare gli embrioni. In questo modo, però, si rinuncia alla possibilità di prevenire malattie genetiche che la scienza sarebbe in grado di individuare per tempo. Questo accade perché l’art. 14, 2° co. della legge introduce l’obbligo di un unico e contemporaneo impianto di tutti gli embrioni (fino ad un massimo di tre) creati con la fecondazione. La verità è che ai massimi sistemisti non interessano le minime necessità, interessano le parole che leniscono o redarguiscono, ma che restano parole. -Ne ho udito molto spesso di simili cose: / consolatori molesti siete voi tutti. / Avranno fine queste parole di vento? (Giobbe,16,2-3)



    Il Calibano

  8. #18
    io e basta
    Data Registrazione
    25 Apr 2009
    Messaggi
    315
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Gli editoriali del Calibano

    VIA COL VELO (Il Calibano)

    14 luglio 2004


    […] entrò il Direttore con un nuovo iscritto, un ragazzo di viso molto bruno, coi capelli neri, con gli occhi grandi e neri, con le sopracciglia folte e raggiunte sulla fronte, tutto vestito di scuro, con una cintura di marocchino nero intorno alla vita. Il Direttore, dopo aver parlato nell'orecchio al maestro, se ne uscì, lasciandogli accanto il ragazzo, che guardava noi con quegli occhioni neri, come spaurito. Allora il maestro gli prese una mano, e disse alla classe: - Voi dovete essere contenti. Oggi entra nella scuola un piccolo italiano nato a Reggio di Calabria, a più di cinquecento miglia di qua. Vogliate bene al vostro fratello venuto di lontano. Egli è nato in una terra gloriosa, che diede all'Italia degli uomini illustri, e le dà dei forti lavoratori e dei bravi soldati; in una delle più belle terre della nostra patria, dove son grandi foreste e grandi montagne, abitate da un popolo pieno d'ingegno, di coraggio. Vogliategli bene, in maniera che non s'accorga di esser lontano dalla città dove è nato[…].(E. De Amicis, Cuore; Il ragazzo calabrese)



    La libbra di Shylock e il libro di De Amicis hanno in comune il cuore. La differenza sta solo nel modo di trattarlo: il primo lo vorrebbe dividere, incidere, separare, l’altro, forse per aver combattuto a Custoza o per essere stato presente, come corrispondente della Nazione alla presa di Roma, o per aver trattato il tema della scuola popolare, il cuore lo vorrebbe unito e saldo…ossigenato dal polmone possente della scuola. Scuola laica? Beh, adesso non esageriamo! Da Coppino a Moratti la storia della scuola laica è quella di un tentato armistizio finito in una capitolazione sancita da: -Il presidente della Conferenza episcopale italiana, il cardinale Camillo Ruini, e il ministro dell’Istruzione, Letizia Moratti, hanno firmato un documento nel quale sono individuati gli «obiettivi specifici di apprendimento per l'insegnamento della religione cattolica» nella scuola dell'infanzia e primaria. «Un passo decisivo - spiegano al ministero - per assicurare il pieno collegamento tra l'insegnamento della religione cattolica e la riforma del sistema di istruzione e di formazione varata con la legge del marzo 2003». […] uno degli scopi principali della comunità-scuola e a promuovere un insegnamento della religione «ancora più efficace nella sua proposta educativa».

    Perché mai in un Paese dove ogni Anagni è finito in Canossa, ed anche i comunisti, trinariciuti e stalinisti, battezzavano i figli, proprio la scuola dovrebbe, come ha fatto la scuola di quei tagliatori di teste dei Francesi, proclamarsi laica? Come si può parlare di laicità in un paese dove questo dibattito è stato consegnato alla penna di Guareschi ed alle sue caricature nazionalpopolari: un don Camillo manesco e vincente e un Peppone sbruffone e perdente. Cosa c’entra il laicismo con un cuore affettato ed uno intero? C’entra perché solo una scuola fermamente laica può difendersi e difendere i suoi –clienti- da ingerenze e ricatti. Se quel ‘Ragazzo calabrese’ del De Amicis, si fosse (chiedo venia per l’ardito e improprio paragone ) presentato, oggi, dal preside Giovanni Gaglio, del liceo Agnesi che a settembre aprirà una sezione riservata a venti ragazzi islamici, probabilmente non sarebbe stato –innestato- in una classe autoctona, ma avviato in una classe di soli Calabresi. Forse la scuola del futuro avrà classi di soli monoteisti, politeisti, interisti, milanisti, vegetariani, onicofagi, petomani. La differenza è come una retta geometrica: divisibile in infiniti segmenti…basta tanta fantasia e poco buon senso, magari laico. D’altronde questo –divide et “impara”- sembra essere già fallito: - Su una popolazione scolastica di circa 500 bambini arabi, a Mazara del Vallo 120 scelgono la scuola elementare tunisina istituita nell’81; i locali sono messi a disposizione dal Comune, ma l’istituto dipende dal ministero dell’Istruzione di Tunisi che paga anche gli insegnanti. I problemi sorgono con il passaggio alle scuole medie. «Milano sbaglia, così non c’è alcuna integrazione - dicono i professori -. Questi ragazzini arrivano senza sapere una parola di italiano e senza alcun contatto con il mondo non arabo». Il preside di Milano difende la sua decisione: «La nostra scelta è stata fatta per dovere di solidarietà e nel rispetto della Dichiarazione universale dei diritti dei fanciulli. Tutti ci criticano, tutti sono pronti a scagliare la pietra. Ma senza dare alternative».

    L’intenzione è buona e, anche a non volerci lastricare la strada per l’inferno, resta il dubbio che abbia tracciato il sentiero per qualche purgatorio prossimo venturo. E mentre l’ultima speranza di una scuola laica se ne va –soffiata via dal “velo”- i laici superstiti mormorano amareggiati, come Rossella di Via col vento: "dopotutto, domani è un altro giorno".

    Ecco, oggi è l’alba del nuovo giorno, e l’aurora dalle rosee dita ci reca in dono la decisione del Min. Moratti di affossare definitivamente le velleità, shylocchiane e dissezionatorie, del preside milanese. Rossella O’ Hara scruta dubitosa l’occaso e mormora: “questo è il paese dove nulla è più temporaneo delle decisioni definitive”.



    Il Calibano

  9. #19
    io e basta
    Data Registrazione
    25 Apr 2009
    Messaggi
    315
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Gli editoriali del Calibano

    SULLE TRACCE DEI VACANZIERI (Il Calibano)

    18 luglio 2004



    In uno dei suoi irresistibili libri lo scrittore inglese P. G.Woodhouse annotava divertito che, la domenica, i parigini si vestono da campagnoli e invadono la campagna, e i campagnoli si vestono da cittadini e invadono la città. Questo accadeva l’altro secolo…anzi, l’altro millennio! Oggi, le mercuriali frontiere che –uniscono- città e campagna plasmano gli individui e omologano i comportamenti. Dalle città e dalle campagne, nei fine settimana estivi, sciamano, alla conquista dei –centri storici- nugoli di saccopelisti, rutilanti lepidotteri che, dopo aver svolazzato da un monumento a una fontana, calata la notte, si trasmutano in inquietanti crisalidi. Anche i saccopelisti, come le locuste, sottostanno a misteriose leggi che ne regolano le invasioni: un anno la loro presenza raggiunge picchi tanto elevati da mobilitare sindaci, assessori, vigili, stampa locale e nazionale e l’anno dopo spariscono, come mosche d’inverno. A presidiare città d’arte e centri storici arrivano dieci milioni di turisti, di cui la metà italiani. Venezia resta la meta più ambita. Nudi alla meta, diceva Mussolini nel ‘23, e questo sembra essere il motto di milioni di turisti che insieme al gatto, ai canarini, al ficus benjamin (tanto ci pensa la portiera), al nonno alpino (tanto ci pensano i pompieri) lasciano a casa il senso del ridicolo e i vestiti. Le calli, i canali, piazza San Marco invece che dipinti del Guardi e del Canaletto sembrano dipinti di Botero. Insensibili alla canicola, alle file ai caselli, agli arrembaggi negli autogrill, ai corpo a corpo per espugnare una toilette i boat people della domenica, vestiti come i naufraghi del Medusa di Gericault, veleggiano in flotte compatte trascinandosi dietro i trenta chili di troppo equamente distribuiti tra pancia e glutei, bimbetti incolpevoli, borse, marsupi, bottiglie, videocamere con la batteria scarica, fotocamere senza rullino, maligne vesciche al tallone, insidiosi occhi di pernice all’alluce. Si divertono? Soffrono? Chissà! Misteri dell’insondabile animo umano! A dar retta all’immortale Fëdor Dostoevskij, uno che di anime se ne intendeva, a volte l'uomo è straordinariamente, appassionatamente innamorato della sofferenza…altrimenti perché rischiare la disidratazione e il colpo di calore per la foto ricordo con il piccione sulla testa? E se questi forzati del mordi e fuggi cercassero solo scampo dai palinsesti della televisione estiva? Una fuga obbligata dagli spot di Del Piero che parla con l’uccellino, dall’-uccellino parlante- che minaccia di far sciopero se non gli si dà il profilattico preferito, dall’assorbente interno con la punta arrotondata applicabile con l’auto in marcia, dalle telefonate di Naomi Campbell che non sa con chi andare al mare, dai seni bionici ballonzolanti al ritmo delle onde, dai mini-telefonini nascosti nei tanga, dai tanga nascosti nei glutei marmorei, dalle mozzarelle grondanti, dal tonno farcito, dagli yogurt lassativi, dalle creme rassodanti e riducenti, dagli shampoo emollienti, dagli integratori tonificanti, dagli spray abbronzanti, dai detersivi sbiancanti, dalle diete snellenti, dai deodoranti seducenti, dai gelati gusti doppi, dagli gnu sfigati di Piero Angela, dalle mummie impolverate di Alberto Angela, dalle repliche del maresciallo Rocca e Don Matteo, dagli “Scherzi a parte” riscaldati, dalle trance di “Fantastico” scadute, dagli avanzi indigesti di “Velisti per caso”, dalle risate isteriche di “La sai l’ultima?”, dal paranoico sospetto che anche i telegiornali siano quelli di qualche anno fa. Si fugge, come cantava Battisti, -per ritrovar se stessi-…per ritrovar se stessi e per lasciare una traccia che sia testimone del nostro esistere e del nostro passaggio. Beh, di tracce se ne lasciano più di una! E per rimuovere queste tracce la sola città di Firenze spende quattro milioni e mezzo di euro all’anno che sommati a Venezia, Roma ecc. diventa una cifra che si avvicina alla manovrina prossima ventura. Parafrasando Albert Schweitzer, potremmo dire: “L'unica cosa importante, quando ce ne andremo, saranno le tracce che –non- avremo lasciato”.

    Il Calibano

  10. #20
    io e basta
    Data Registrazione
    25 Apr 2009
    Messaggi
    315
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Gli editoriali del Calibano

    LA TRAGEDIA DI COGNE (Il Calibano)

    20 luglio 2004


    La Procura di Aosta non chiedera' l'arresto per Anna Maria Franzoni, condannata a 30 anni di carcere per l'omicidio del figlio Samuele. La Procura ha ribadito di non ritenere che sussistano le esigenze per la custodia cautelare in carcere, ovvero la reiterazione del reato, la pericolosita' sociale e il pericolo di fuga. E ha di nuovo ribadito: nessun accanimento nel processo contro l'imputata affermando che sono stati tanti gli indizi che ne hanno formato il quadro di colpevolezza.

    Siamo incapaci di creare miti, per questo creiamo solo mostri.

    -Sull' origine della tragedia tutte le ricostruzioni finiscono per trovarsi dinanzi a un ultimo bivio. Da una parte vi è la frase di Eratostene: «Gli abitanti di Icario danzarono allora per la prima volta intorno al capro ». Quindi la tragedia sarebbe la danza e il canto intorno al capro. Dall'altra vi è Aristotele, secondo il quale la tragedia era la danza e il canto dei capri. Una vana e antica contesa si ripete da generazioni intorno a questo bivio che tale non è. « Chi vuole mascherarsi da satiro(da capro) deve prima uccidere un capro e togliergli la pelle ». Eratostene e Aristotele dicono dunque la stessa cosa, ma Aristotele cancella la prima fase, decisiva, del processo: l'uccisione del capro. È quindi a Eratostene che dobbiamo, insieme alla prima misura altamente approssimata della circonferenza terrestre, una definizione altamente sobria del processo da cui nasce la tragedia. Vi sono tre fasi: Icario uccide il capro: Icario scuoia il capro e gonfia parte della pelle in un otre: Icario e i suoi amici danzano intorno al capro, calpestano l'otre, indossano brandelli della pelle del capro. Quindi la danza intorno al capro è anche la danza dei capri. È come se un lungo processo, aggrovigliato e oscuro, si riducesse di colpo, dinanzi ai nostri occhi, a pochi elementi, frusti ma capaci di sprigionare un'immensa forza.-(R.G.)

    Ah, dèi del nuovo tempo / le norme secolari / scavalcaste, mi lasciaste le mani / vuote. Io offesa - groppo dentro / plumbeo di rabbia - / vibrando su questa terra / dal cuore - a saldo del mio
    tormento - / tossico, sgocciolio / contro la zolla... / cancrena sterminio di fronde, di figli / - Giusta Vendetta! - che azzanna il paese / e scaglia dovunque / pozze di morte. / Singhiozzo! Agire, ma come? / Sono decisa. Troppo dolore / fra questa gente ho patito. / Noi sventurate vergini / figlie della Notte, dolenti / dell'offesa patita! (Eschilo, Eumenidi)
    Zeus, che segnala ai terreni / strade d'equilibrio, / che pose a cardine / "col patire, capire". / Perfino nel sonno, sul cuore / - goccia su goccia - cade la fitta, / rimorso di buona memoria. / Così a chiunque tocca equilibrare i pensieri; / anche a chi non vorrebbe. / E questa la grazia brutale - diresti - / dei Potenti, dai troni celesti. (Eschilo, Agamennone).
    Presagi che bene s'annodano a quelli di prima. / Un nume maligno ti assale, / prepotente, e ti piega a intonare / passioni di lacrime e morte. / La fine? Mistero. (Eschilo, Agamennone).
    Passa la vita e il cuore / sempre a sfamarsi di pianto. / Crepita il lino tessuto / stracciato dai colpi d'angoscia: / sui seni, velame di vesti in bufera / d'eventi senza allegrie. (Eschilo, Coefore ).
    È cara la speranza e per lei non si saziano / cercano il gravoso benessere, / vagabondano sui mari, / si addentrano in città barbare, si illudono; / solo alcuni saranno felici, / gli altri falliscono. (Euripide, Ifigenia in Tauride ).
    Ahi! Perché il fulmine non mi incenerisce, / perché continuo a vivere? / Come vorrei lasciare questo mondo odioso, / dissolvermi nella morte. (Euripide, Medea).
    L'esistenza umana è tutto un dolore, gli affanni non ti danno mai tregua. / Ci sarà qualcosa di più gradevole della vita: ma il buio la avvolge di nuvole, la nasconde. / E noi siamo follemente presi da ciò che brilla sulla terra - e non importa cosa sia: / ci mancano l'esperienza di un altro vivere, la rivelazione sul mondo sotterraneo. / Siamo trascinati da vuote favole. (Euripide, Ippolito).
    La tragedia è imitazione di un'azione seria e compiuta in se stessa...; la quale mediante una serie di casi che suscitano pietà e terrore ha per effetto di sollevare e purificare l'animo da siffatte passioni. (Aristotele).

    Il Calibano

 

 
Pagina 2 di 30 PrimaPrima 12312 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 28-06-13, 09:19
  2. Novità editoriali
    Di margini nel forum Destra Radicale
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 28-05-06, 00:42
  3. Novità editoriali
    Di Harm Wulf nel forum Paganesimo e Politeismo
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 08-01-06, 02:23
  4. Il fitness di Onan (Il Calibano)
    Di Wolare nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 04-08-04, 17:44

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito