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  1. #21
    bluedanube
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    Sergey Lavrov and Condoleezza Rice

    U.S. Will Not Support Russian Proposal on Iran — Rice
    Gli STATI UNITI non sosterranno la proposta russa sull'Iran
    07,03,2006
    MosNews



    Rice Says U.S. Support Russian Proposal on Iran After Talks With Lavrov
    Rive dichiara che U.S. sosterà la proposta russa sull'Iran dopo i colloqui con Lavrov
    08,03,2006
    MosNews



    La visita di Lavrov negli USA: bugie dei media e lezione strategica
    8 marzo – All’arrivo del ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov a Washington i mezzi d’informazione hanno cercato di mescolare le carte in tavola: “USA e Russia respingono compromessi con l’Iran” e “Lavrov: niente compromessi e niente nuovi accordi”, è il tono generale dei titoli della stampa, negli USA ed in Europa, dopo l’incontro di Lavrov con Condi Rice e George Bush.
    Siamo al solito abuso dei termini. In effetti non c’è bisogno di nessun “nuovo piano” poiché quello che i russi ed i cinesi propongono funzionerebbe benissimo, ed essi sono sempre determinati a realizzarlo fino in fondo. Se gli iraniani vogliono percorrere tale via negoziale un accordo è a portata di mano. Di contro, al dipartimento di stato USA dicono che non c’è nessuna nuova soluzione per dire che non c’è niente da fare.
    Dopo aver incontrato la Rice, martedì 7 marzo, Lavrov ha detto: “Sebbene i nostri metodi ... solitamente non coincidano, o non siano identici, gli obiettivi per la nostra cooperazione sono identici e sono condivisi”. La Rice e Lavorov hanno detto ambedue che l’Iran dovrebbe “rientrare nella moratoria” (sospendere cioè l’arricchimento), accettare di dare garanzie in merito alla proliferazione, e cercare una soluzione nell’ambito delle strutture dell’AIEA. Nulla è stato detto sugli sviluppi futuri, una volta che queste questioni saranno risolte, a prescindere dalle esternazioni di John Bolton, ambasciatore USA all’ONU.

    La proposta russa

    Secondo il compromesso proposto dai russi, l’Iran dovrebbe sospendere l’arricchimento dell’uranio su scala industriale per un certo periodo di tempo, come contropartita ottiene la facoltà di poter disporre, sul proprio territorio, di alcuni laboratori per l’arricchimento dell’uranio, a solo scopo di ricerca. Questa proposta, condivisa dal capo dell’AIEA El Barradei, ha preso alla sprovvista i neocons.
    Mentre Nicholas Burns, sottosegretario di Stato, intima all’Iran di sospendere ogni attività nel nucleare, John Bolton pretende di non sapere niente di questa proposta e sostiene che gli USA, UE-3 e la Russia convengono sul fatto che “non è permissibile nessun arricchimento in Iran”. La menzogna è sfacciata. Secondo Bolton: “Una volta che l’Iran dispone di capacità scientifiche e tecniche di effettuare l’arricchimento a livello di laboratorio, potrebbe poi impiegare questo know-how a livello industriale, ed è per questo che siamo decisamente contrari a permettere qualsiasi arricchimento dentro l’Iran, e rimaniamo su questa posizione”. Sullo stesso tono si è espresso Tom Casey, portavoce del dipartimento di Stato, che è convinto di essere anche spiritoso: “Non puoi dire di essere incinta solo un po’.”
    movisol


    La linea di Mosca
    7 marzo 2006
    C'è una nuova proposta russa che ha ridato fiducia e coraggio a ElBaradei, scriveva stamattina l'Herald Tribune; non c'è nessuna nuova proposta, replica stasera la Rice alla conferenza stampa con Lavrov, il ministro degli esteri russo. L'articolo di Elaine Sciolino spiegava i termini della proposta, ma riferiva anche di una telefonata della Rice a ElBaradei -un richiamo all'ordine- che confermava la volontà americana di portare senza indugi la questione iraniana al Consiglio di Sicurezza. Il servizio del Washington Post sottolinea le chiusure della Rice con le dichiarazioni minacciose del vice-presidente Cheney e il silenzio di Lavrov, ma considera ancora aperto l'esito del Consiglio dell'IAEA a Vienna (Contropagina di ieri). Lavrov è in visita ufficiale a Washington per chiarire con "open and frank talks", come riferisce la TASS, la posizione russa e i rapporti bilaterali; dunque, dopo un po' di ondeggiamenti e dopo l'incontro con Hamas, la stessa visita potrebbe essere una conferma della volontà di Mosca di smarcarsi, in una zona cruciale come il Medio Oriente, dall'invadente "partner" americano. Le incertezze russe sono spiegate con precisione da Nikolai Sokov: da un lato, ha grande peso la stabilità delle relazioni con Stati Uniti e Europa, mentre dall'altro ci sono interessi economici, il riconoscimento della legittimità delle ambizioni iraniane, la simpatia per un paese che osa sfidare l'impero, la preoccupazione per le conseguenze di un attacco militare americano o israeliano. A incoraggiare la Russia a procedere per la propria strada sono le riserve energetiche e un arsenale che, per quanto ridimensionato e tuttora in diminuzione, mantiene un potere deterrente immutato. Di questo arsenale parlano Robert Norris e Hans Kristensen, che ne mettono in evidenza i programmi di riduzione e ammodernamento, le priorità strategiche, le novità; fra queste, il missile intercontinentale a traiettoria variabile, in grado di sfuggire al sistema anti-missilistico americano. La consapevolezza dell'impatto sulle relazioni internazionali di una Russia che non si accontenti più, come ai tempi di Eltsin, di massacrare un po' di ceceni, lasciando per il resto mano libera agli Stati Uniti, induce qualche analista americano all'isteria. E' il caso di Ariel Cohen, il cui argomento più gentile è che le aperture agli islamisti di Iran e Palestina siano fatte con l'intento di imbonirsi le comunità musulmane in patria; quello più umorale, che esse abbiano l'obiettivo di tenere alto il prezzo del petrolio perché promuovono l'instabilità. Cohen ha sicuramente come riferimento la stabilità irakena. In questo contesto non poteva poi mancare un accenno a Stalin e a Hitler. Per questo genere di propaganda Putin può interpretare indifferentemente la parte dell'uno o dell'altro: è al secondo che pensa evidentemente il servizio di Radio Free Europe (una Radio Praga all'incontrario), che parla di manifestazioni antifasciste a Mosca e che dietro i pensionati, gli studenti e i veterinari che protestano vede montare l'onda arancione del "political change". Su questo tasto, ossia sull'obiettivo di riportare la Russia "into the western political mainstream", insiste anche il ponderoso studio del Council on Foreign Relations. La velleità delle conclusioni viene però sottolineata con efficacia da alcuni membri della stessa "task force" che ha redatto il documento. Ecco alcuni giudizi: "Making political reform a central issue in the U.S.-Russian dialogue is not only likely to be ineffective, but actually counterproductive"; "No doubt Putin likes being in the G8, but we doubt that being excluded would have much impact"; "It is unrealistic to think that the U.S. can promote an independent, oil-based industry center in Russia so powerful that it can defy the government". All'appello manca sempre l'Europa. Quando ci sarà anche qui un dibattito sulle relazioni con la Russia?
    contropagina


    Il canto del cigno
    6 marzo 2006
    Oggi si riunisce a Vienna il Consiglio dell'IAEA per discutere la relazione del Direttore ElBaradei sul nucleare iraniano; la riunione dovrebbe concludersi domani o mercoledì con il deferimento di Teheran al Consiglio di Sicurezza dell'ONU. La decisione, come è noto, è stata anticipata dalla riunione straordinaria del 4 febbraio, convocata per condannare la ripresa degli esperimenti di arricchimento dell'uranio. Nel frattempo non sono emerse novità in grado di cambiare il programma; tuttavia proseguono i tentativi di mediazione, a cominciare da quello russo, quindi il Consiglio di Sicurezza si limiterà per il momento agli ammonimenti. Lo ha confermato ieri l'ambasciatore americano Bolton parlando all'assemblea dell'AIPAC, la lobby pro-Israele: dopo aver minacciosamente affermato che gli Stati Uniti useranno "all tools at our disposal" per bloccare i progetti iraniani -immaginiamo con soddisfazione dell'uditorio- egli ha anche detto che è "too soon" per imporre sanzioni.

  2. #22
    bluedanube
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    Shaukat Aziz

    Iran: no Pakistan ad azione Usa
    Lo dice il primo ministro di Islamabad, Aziz
    (ANSA) - LONDRA, 7 MAR - Il Pakistan si opporra' a qualsiasi azione militare contro l'Iran che venga eventualmente decisa dagli Stati Uniti. Secondo quanto dichiarato alla Bbc dal primo ministro di Islamabad, Shaukat Aziz 'per il Pakistan non ci dovra' essere alcun intervento militare e sicuramente noi non parteciperemmo a una tale azione'. Aziz e' a Londra per una visita di due giorni.


    Pakistan-India nuclear rivalry heats up
    La rivalità nucleare dell'Pakistan-India si rinvigorisce
    By Ehsan Ahrari
    By Ehsan Ahrari
    Mar 7, 2006
    ... Pakistan knows that it just lost one round on the nuclear deal, but its long-standing battle and uphill quest to reach military parity with India will continue. Islamabad still has an ace in its pocket. It might slow the pace of its cooperation in the "war on terrorism" to put pressure on the US for a nuclear deal of its own. That option is dicey. However, the nuances and uncertainties related to the US anti-terrorism campaign continue to favor Pakistan, especially while the uphill battle in Iraq is putting constant pressure on Bush.

  3. #23
    bluedanube
    Ospite

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    Nucleare Iran: Annan chiede agli Usa di smorzare i toni
    Reuters - Mer 8 Mar, 8:19
    NAZIONI UNITE (Reuters) - Il segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan ha chiesto agli Stati Uniti di smorzare i toni della polemica, dopo che il vicepresidente Dick Cheney ha messo in guardia Teheran sulla possibilità di dover fronteggiare "conseguenze significative" se insisterà nello sfidare la comunità internazionale sul suo programma nucleare.

    Annan, in un'intervista al "Charlie Rose Show" sulla tv pubblica,, ha anche previsto che Tehran potrebbe usare il recente accordo di Washington sul nucleare con l'India per contestare alle potenze occidentali di adottare due pesi e due misure nel tentativo di stroncare le sue ambizioni nel campo atomico.

    "Questo è qualcosa che utilizzeranno, l'accordo indiano", ha detto a proposito del governo iraniano . "Complica i colloqui con l'Iran e l'accordo con l'Iran."

    In base al patto siglato la settimana scorsa durante la visita del presidente George W. Bush in India, Nuova Delhi, che ha sviluppato di nascosto i suoi armamenti nucleari, ha acconsentito agli ispettori internazionali di controllare il nucleo centrale dei suoi impianti nucleari per verificare la non-proliferazione.

    In cambio, avrà accesso alla tecnologia nucleare civile degli Usa, che gli era stata negata per 30 anni. In base all'accordo gli impianti nucleari militari indiani non saranno oggetto di ispezioni.


    NAZIONI UNITE (Reuters) - Il Ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha dichiarato oggi che eventuali sanzioni da parte del Consiglio di Sicurezza sarebbero inefficaci nei confronti delle ambizioni nucleari di Teheran.


    La Russia ha ribadito che non esiste una soluzione militare in grado di porre fine alla crisi internazionale apertasi suil controverso programma nuclerae dell'Iran, e ha confermato i propri dubbi anche sull'efficacia delle eventuali sanzioni che a carico di Teheran potrebbe adottare il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, cui il relativo dossier e' stato trasmesso dall'Aiea, l'Agenzia Internazionale per lp'Energia Atomica, il cui Consiglio dei Governatori oggi a Vienna ha terminato di esaminare la relazione preparata dal proprio direttore generale, l'egiziano Mohammed ElBaradei.

  4. #24
    bluedanube
    Ospite

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    FAZ


    A new nuclear age
    By Reuven Pedhatsur
    Last update - 10:07 08/03/2006
    There could not have been a worse timing for the signing of the nuclear pact between the U.S. and India last week. While President Bush is leading the international campaign against the nuclear programs of North Korea and Iran, it legitimized India's nuclear program, and thus granted India the status of a legitimate nuclear power in every respect.
    Haaretz


    La doppia morale atomica
    di Pietro Greco
    6.03.2006
    L'Iran non può entrare in possesso dell’arma atomica. Non solo per ragioni politiche: la “bomba” iraniana sarebbe un fattore di gravissima destabilizzazione in un’area già fortemente destabilizzata. Ma anche per ragioni giuridiche. L’Iran, infatti, ha firmato il Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp) in sede di Nazioni Unite e si è, quindi, formalmente impegnata sia a rinunciare all’arma atomica sia a consentire i controlli internazionali per verificare che l’impegno sia mantenuto.
    Bene ha fatto, dunque, l’Aiea, l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica a porsi il problema se deferire l’Iran al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dopo che il governo di Teheran ha frapposto concreti ostacoli ai controlli della comunità internazionale sulle sue centrali civili.

  5. #25
    bluedanube
    Ospite

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    March 7, 2006 -- Bush's "other numbers." As George Bush's poll numbers plummet to depths not seen in presidential polling since Watergate, it is noteworthy to point out Bush's other "numbers:"

    Number of U.S. military combat, combat-related deaths in Iraq: 2300.

    Number of U.S. military desertions since Iraq War: at least 8,000 (Army: 4387; Navy: 3454; Marine Corps: 1455; Air Force: 82).

    Number of internees held in Iraq without trial: 14,000.

    Number of prisoners held at Guantanamo: 490.

    Number of Guantanamo prisoners charged with a crime: 10.

    Katrina deaths: 1100 and increasing in Louisiana, more than 200 in Mississippi and Alabama, 1900 unaccounted for in Louisiana.

    Bush projected ten-year deficit: $3.3 trillion.

    Rate of Antarctic ice pack melting: 36 cubic miles per year.

    Annual global warming sea level increase on Funafuti, Tuvalu: 5.7 mm/year; Tarawa, Kiribati: 6.2 mm/year; Nauru, 7.1 mm/year; Tongatapu, Tonga: 6.4 mm/year.

    Deaths in Darfur genocide: 400,000.



  6. #26
    bluedanube
    Ospite

    Predefinito E' la “pistola fumante”?!

    Physicist James Gordon Prather
    Nuclear violations
    By Gordon Prather
    May 7, 2005
    So what is ElBaradei going to do about Iran's "nuclear weapons" program? Quoth the director general:

    I have seen no nuclear weapons program in Iran. What I have seen is that Iran is trying to gain access to nuclear enrichment technology, and so far there is no danger from Iran.
    WorldNetDaily


    In the 1990s, Iran secretly constructed a uranium-enrichment facility in Natanz to house 50,000 centrifuges that it planned to build.
    (By Vahid Salemi -- Associated Press)


    Strong Leads and Dead Ends in Nuclear Case Against Iran
    By Dafna Linzer
    Washington Post Staff Writer
    Wednesday, February 8, 2006
    Iranian engineers have completed sophisticated drawings of a deep subterranean shaft, according to officials who have examined classified documents in the hands of U.S. intelligence for more than 20 months.

    Complete with remote-controlled sensors to measure pressure and heat, the plans for the 400-meter tunnel appear designed for an underground atomic test that might one day announce Tehran's arrival as a nuclear power, the officials said.

  7. #27
    bluedanube
    Ospite

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    Stati Uniti d'America - 09.3.2006
    L'emergenza è permanente
    Gli Usa rinnovano il Patriot Act, togliendo solo alcuni eccessi
    Alessandro Ursic
    [*]Approvato la prima volta in pieno clima post-11 settembre, prorogato di un solo mese nelle ultime due occasioni, ora il Patriot Act diventa una legge permanente degli Stati Uniti. Il controverso provvedimento che amplia i poteri di polizia nelle indagini anti-terrorismo, in scadenza il 10 marzo, è stato infatti approvato dal Senato e dalla Camera dei rappresentanti. Manca solo la firma, scontata, del presidente Bush, che incassa una vittoria cercata da mesi.[...]

    [*]L’anno scorso, Bush parlò di più di 400 accusati. I sondaggi hanno però rivelato che al pubblico, di tutto ciò, arriva poco. Alla domanda “cosa sa del Patriot Act”, più o meno la metà della popolazione statunitense risponde “poco o niente”, con piccole variazioni percentuali a seconda del periodo. E intanto il consenso cala: se nel 2003 solo il 22 per cento degli americani pensava che il Patriot Act andasse troppo in là, nel 2005 la percentuale era salita al 46 per cento. Anche la rivelazione che l’amministrazione ha controllato senza un mandato giudiziario le comunicazioni di migliaia di americani, facendole spiare dalla National Security Agency, ha contribuito al calo di popolarità del presidente. E ora la faccenda approderà in Congresso, dove è stata predisposta una serie di udienze d’indagine. Messosi alle spalle il Patriot Act, ora Bush dovrà affrontare un’altra battaglia.
    peacereporter


    Patriot act, il prezzo della libertà
    di Elysa Fazzino
    Nel suo discorso annuale sullo stato dell’Unione, davanti al Congresso riunito, il presidente Usa George W. Bush riafferma la leadership degli Stati Uniti e cerca di lanciare agli americani un messaggio di fiducia e di ottimismo.....
    La guerra al terrorismo continua, in Iraq e nel resto del mondo, perché «il nemico non ha perso né la volontà né la capacità di attaccarci». Continua anche sul territorio Usa: Bush chiede al Congresso di rinnovare le disposizioni in scadenza della legge speciale antiterrorismo, il Patriot Act, e difende il programma di intercettazioni segrete introdotto dopo l’11 settembre 2001, per sorvegliare – senza mandato del giudice – telefonate ed e-mail effettuate tra gli Usa e l’estero da persone sospettate di terrorismo. Prima dell’11 settembre, «due dei dirottatori negli Stati Uniti fecero telefonate a esponenti di Al Qaida oltreoceano. Ma venimmo a conoscenza dei loro piani quando era troppo tardi». Non è proprio vero, ma le bugie di Bush non fanno più notizia.

  8. #28
    bluedanube
    Ospite

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    REFORM THE PATRIOT ACT
    Home : Safe and Free : USA PATRIOT Act


    Patriot Act On 'Fast Track' For Approval; Constitution Has Been Ripped To Shreds
    The entire U.S.Senate should be removed from power for allowing the Patriot Act to become a permanent law.
    By Greg Szymanski
    25 Feb 2006
    The revised version of the Patriot Act is on a fast track for congressional approval, indicating the level of corruption in the U.S. Senate calls for each and every Senator to be removed from office on charges of treason.

    While millions of Americans throughout the country protest the erosion of their privacy rights, the hijacking of the U.S. Constitution is in its final stages on Capitol Hill, as the severe revisions of the Patriot Act are set for "permanent" approval.

    And what makes the permanent passage so dangerous is that it replaces "suspicion" of being a "domestic terrorist" without a probable cause warrant as the legal standard for surveillance, leaving innocent Americans wide open for intrusive spying programs based on the unjustified whims of government agents.

    Further, the target words "domestic terrorist" are not sufficiently defined, again leaving the government a huge legal loophole to detain and arrest an innocent person based on unfounded suspicions.

    arcticbeacon

  9. #29
    bluedanube
    Ospite

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    Le mie mimose per oggi

    mirumir
    Wednesday, March 08, 2006
    Amy Goodman di Democracy Now ha intervistato due donne irachene, Faiza Al-Araji, ingegnere civile e blogger (A Family In Baghdad), ed Eman Ahmad Khamas, giornalista, traduttrice, attivista e membro dell'organizzazione Women's Will. Loro ce l'hanno fatta, anche se con grande fatica, a ottenere il visto per gli Stati Uniti e parlare al pubblico americano della vita quotidiana a Baghdad, delle persone scomparse, dell'occupazione, e di quello che i mezzi di informazione tradizionali normalmente non raccontano.
    Le altre due donne, che si sono viste rifiutare l'ingresso nel paese perché non potevano dimostrare di avere una famiglia che le aspettasse in Iraq, dato che marito e figli erano stati uccisi per sbaglio dalle truppe americane, ci riproveranno in occasione del Mother's Day (altra triste ironia).


    Non ho mai fatto gli auguri per la festa della donna, ma a tutte le badgirls che passano di qua: questo è il mio pesantuccio mazzo di mimose, mie belle.

  10. #30
    bluedanube
    Ospite

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    Metodo Potemkin
    paferrobyday
    Gio - Marzo 9, 2006
    Le milizie sciite - inquadrate nel ministero dell'Interno - sono veri e propri squadroni della morte (solo ieri sono sparite cinquanta personein un colpo solo), ma ora alla morgue i giustiziati non vengono più censiti come vittime. A suo modo uno sviluppo geniale.


    Pandora's Box
    Weirdbis
    8 Marzo 2006
    Questo (per il tenore delle espressioni usate e per la fonte delle espressioni stesse) chiude ogni discussione sulla situazione in Iraq, e sulle sue prospettive.

    Perché Zalmay Khalilzad non è Caruso, ma, piuttosto, l'organo della Casa Bianca in Iraq, e per arrivare a dire certe cose...

 

 
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