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  1. #1
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    Predefinito Salvateci dai nuovi manager...

    Fonte:Foro753
    Ho evidenziato alcuni passaggi ritenuti da me fondamentali per la comprensione del perverso fenomeno generato da "papà capitalismo"

    Salvateci dai nuovi manager…
    La competenza professionale oggi non basta più per fare carriera, ormai è necessario riuscire a sviluppare le proprie qualità comportamentali (curare la propria immagine, sapersi vendere, imporsi…).
    Oggi assistiamo alla comparsa di figure leggendarie inedite, eroi che dovrebbero rappresentare il nuovo paradigma del successo; i manager.

    Personaggi quasi mistici avvolti nelle cornici hollywoodiane delle convention aziendali, dove il successo sembra apparire alla portata di tutti i comuni mortali che riempiono, più o meno forzatamente, le platee. Capaci di dimostrare la leadership arrivando a sfidare i propri limiti in improbabili corsi di sopravvivenza settimanali, in compagnia di ragionieri e consulenti esterni.

    Pseudo eroi che, al contrario di sacrificare loro stessi per salvare gli altri come gli eroi dell’antichità, manifestano invece la totale mancanza di scrupoli quando si tratta di sacrificare i lavoratori.

    Pur di non parlare di licenziamenti i nuovi manager utilizzano termini come "ristrutturazioni", "ottimizzazioni delle risorse", "riduzione di aree non più core business"; nell’era della comunicazione non è facile neanche per loro giustificare ai mass media ed all’opinione pubblica i tagli al personale, quindi è consigliabile usare termini soft ed addirittura fingere di mostrare interesse per la sorte di migliaia di lavoratori e delle loro famiglie. In fondo tali “azioni coraggiose”, alle quali plaudono dai salotti del potere i tanti guru della finanza nostrana, sono necessarie, sempre secondo i dettami ideologici dei nuovi manager, per snellire le aziende e salvaguardare i posti di lavoro rimasti.


    Spezzettano le aziende per ricavarne profitti da regalare ad azionisti sempre più esigenti e sempre più spesso identificabili negli istituti bancari, abbandonando al destino incerto quei lavoratori che per anni hanno contribuito ai successi delle loro società.

    Programmano “piani di risanamento” improntati all’austerity aziendale, guardandosi bene dall’intaccare i propri stipendi, benefit e premi di produzione milionari, che contribuiscono ad ingrossare le voci degli sperperi nei bilanci societari.

    I nuovi manager ed i loro fidi “collaboratori “ ricorrono a tecniche di destabilizzazione pur di spingere i lavoratori a dare le dimissioni.
    Si arriva al paradosso che la perdita del lavoro diventa per il lavoratore la prova inequivocabile della sua incapacità di evolvere e/o adattarsi ai nuovi impieghi.

    Non ci rimane che sperare nel nuovo anno si rilanci l’occupazione vera, indeterminata, non flessibile, non precaria.

    Purtroppo ben conosciamo le “regole del gioco” e sappiamo che la cosiddetta crisi congiunturale è un’ occasione per molti squali troppo ghiotta da lasciarsi sfuggire; impossibile non scaricare un bel po’ di costi sulle spalle dello Stato e soprattutto alle spalle di decine di migliaia di famiglie italiane.
    Ci auguriamo che l’anno che sta per terminare si porti via per sempre questa nuova classe di manager rampanti e le loro accoliti di servitori sciocchi.

    Non ne abbiamo bisogno.

    Non ne ha bisogno l’Italia.

    Non ne sentiranno la mancanza i lavoratori.

    Salvateci dai nuovi manager?
    Ultima modifica di peter from milan; 06-01-10 alle 04:28
    "chi è sicuro del valore della propria causa non sente il bisogno della sua vittoria: il valore della causa ne segna già il trionfo"

  2. #2
    Dio e Po***o
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    Predefinito Rif: Salvateci dai nuovi manager...

    il modello del manager voluto dal capitalismo parassitario dell'oligarca-banchiere internazionale è l'esatto opposto dell' Imprenditore codificato nel 1942 in Italia.
    è questa figura di Imprenditore che bisogna opporgli, al fine di armonizzare gli interessi di ogni classe e ceto sociale della nazione.
    non abbiate Paura !
    http://www.effedieffe.com/

  3. #3
    Dio e Po***o
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    Predefinito Rif: Salvateci dai nuovi manager...

    finchè i lavoratori si lasceranno sedurre dall'ideologia marxista che li considera al pari di quella liberl-capitalista come meri elementi per la produzione , lo piglieranno sempre a quel servizio.
    non abbiate Paura !
    http://www.effedieffe.com/

  4. #4
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    Predefinito Rif: Salvateci dai nuovi manager...

    Molti nuovi dirigenti sono dei semplici esaltati. E basta.
    Ultima modifica di Lucio Vero; 06-01-10 alle 21:58

  5. #5
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    Predefinito Rif: Salvateci dai nuovi manager...

    Citazione Originariamente Scritto da peter from milan Visualizza Messaggio
    sviluppare le proprie qualità comportamentali (curare la propria immagine, sapersi vendere, imporsi…).



    Se non sai di che morte morire, scegli me.

  6. #6
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    Predefinito Rif: Salvateci dai nuovi manager...

    Citazione Originariamente Scritto da peter from milan Visualizza Messaggio
    Fonte:Foro753
    Ho evidenziato alcuni passaggi ritenuti da me fondamentali per la comprensione del perverso fenomeno generato da "papà capitalismo"

    Salvateci dai nuovi manager…
    La competenza professionale oggi non basta più per fare carriera, ormai è necessario riuscire a sviluppare le proprie qualità comportamentali (curare la propria immagine, sapersi vendere, imporsi…).
    Oggi assistiamo alla comparsa di figure leggendarie inedite, eroi che dovrebbero rappresentare il nuovo paradigma del successo; i manager.

    Personaggi quasi mistici avvolti nelle cornici hollywoodiane delle convention aziendali, dove il successo sembra apparire alla portata di tutti i comuni mortali che riempiono, più o meno forzatamente, le platee. Capaci di dimostrare la leadership arrivando a sfidare i propri limiti in improbabili corsi di sopravvivenza settimanali, in compagnia di ragionieri e consulenti esterni.

    Pseudo eroi che, al contrario di sacrificare loro stessi per salvare gli altri come gli eroi dell’antichità, manifestano invece la totale mancanza di scrupoli quando si tratta di sacrificare i lavoratori.

    Pur di non parlare di licenziamenti i nuovi manager utilizzano termini come "ristrutturazioni", "ottimizzazioni delle risorse", "riduzione di aree non più core business"; nell’era della comunicazione non è facile neanche per loro giustificare ai mass media ed all’opinione pubblica i tagli al personale, quindi è consigliabile usare termini soft ed addirittura fingere di mostrare interesse per la sorte di migliaia di lavoratori e delle loro famiglie. In fondo tali “azioni coraggiose”, alle quali plaudono dai salotti del potere i tanti guru della finanza nostrana, sono necessarie, sempre secondo i dettami ideologici dei nuovi manager, per snellire le aziende e salvaguardare i posti di lavoro rimasti.


    Spezzettano le aziende per ricavarne profitti da regalare ad azionisti sempre più esigenti e sempre più spesso identificabili negli istituti bancari, abbandonando al destino incerto quei lavoratori che per anni hanno contribuito ai successi delle loro società.

    Programmano “piani di risanamento” improntati all’austerity aziendale, guardandosi bene dall’intaccare i propri stipendi, benefit e premi di produzione milionari, che contribuiscono ad ingrossare le voci degli sperperi nei bilanci societari.

    I nuovi manager ed i loro fidi “collaboratori “ ricorrono a tecniche di destabilizzazione pur di spingere i lavoratori a dare le dimissioni.
    Si arriva al paradosso che la perdita del lavoro diventa per il lavoratore la prova inequivocabile della sua incapacità di evolvere e/o adattarsi ai nuovi impieghi.

    Non ci rimane che sperare nel nuovo anno si rilanci l’occupazione vera, indeterminata, non flessibile, non precaria.

    Purtroppo ben conosciamo le “regole del gioco” e sappiamo che la cosiddetta crisi congiunturale è un’ occasione per molti squali troppo ghiotta da lasciarsi sfuggire; impossibile non scaricare un bel po’ di costi sulle spalle dello Stato e soprattutto alle spalle di decine di migliaia di famiglie italiane.
    Ci auguriamo che l’anno che sta per terminare si porti via per sempre questa nuova classe di manager rampanti e le loro accoliti di servitori sciocchi.

    Non ne abbiamo bisogno.

    Non ne ha bisogno l’Italia.

    Non ne sentiranno la mancanza i lavoratori.

    Salvateci dai nuovi manager?


    Penso che per "manager" si voglia dire "consulenti aziendali".
    Ne conosco un paio, gente che si diverte a spennare la gallina dalle uova d'oro.
    Ultima modifica di donerdarko; 06-01-10 alle 22:03
    Segni particolari: "macchina da espansione razziale euro-siberiana" (Giò91)

  7. #7
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    Predefinito Rif: Salvateci dai nuovi manager...

    Bell'articolo, interessante.
    Essendo di una zona dove tutto sta andando a rotoli (seguendo le direttive del turbocapitalismo mondialista) ed avendo subito un licenziamento, non posso che concordare con la descrizione di sti bastardi detti 'manager', senza scrupoli infami leccapiedi buoni solo a fare i propri piccoli interessi personali.

    Non concordo invece con la definizione di quello che sta succedendo come 'crisi congiuturale'! A mio avviso qui si tratta di ristrutturazione globale totale, con spostamento del baricentro produttivo principalmente in Asia, e devo dire che sono molto, ma molto pessimista su l futuro...
    Se non si impongono i dazi doganali la nostra industria è destinata ad essere spazzata via (e con essa milioni di posti di lavoro!!!!).

    Il capitalismo è la rovina della nostra Nazione e dell'Europa!

    Abolire il capitalismo!

  8. #8
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    Predefinito Rif: Salvateci dai nuovi manager...

    Citazione Originariamente Scritto da Autonomia Nazionale Visualizza Messaggio
    Bell'articolo, interessante.
    Essendo di una zona dove tutto sta andando a rotoli (seguendo le direttive del turbocapitalismo mondialista) ed avendo subito un licenziamento, non posso che concordare con la descrizione di sti bastardi detti 'manager', senza scrupoli infami leccapiedi buoni solo a fare i propri piccoli interessi personali.

    Non concordo invece con la definizione di quello che sta succedendo come 'crisi congiuturale'! A mio avviso qui si tratta di ristrutturazione globale totale, con spostamento del baricentro produttivo principalmente in Asia, e devo dire che sono molto, ma molto pessimista su l futuro...
    Se non si impongono i dazi doganali la nostra industria è destinata ad essere spazzata via (e con essa milioni di posti di lavoro!!!!).

    Il capitalismo è la rovina della nostra Nazione e dell'Europa!

    Abolire il capitalismo!
    bisogna abolire il liberismo che permette ai padroni dei consigli di amministrazione della aziende di delocalizzare, impoverendo il territorio nazionale a beneficio esclusivo di pochissimi finanzieri ( che hanno per le palle gli industriali ) con tutto il caos che ne sta conseguendo.
    non abbiate Paura !
    http://www.effedieffe.com/

  9. #9
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    Predefinito Rif: Salvateci dai nuovi manager...

    Il capitalismo è la rovina della nostra Nazione e dell'Europa!

    Abolire il capitalismo!
    Detto da uno che utilizza uno strumento del frutto del capitalismo come il PC ed internet!!

    Ma la questione è come al solito distorta.

    Il capitalismo c'e sempre stato soprattutto in europa, anche se molti non hanno ancora ben capito che cosa sia il capitalismo.

    Se si legge Adam Smith, Ricardo e Marx si capisce molto.

    Plusvalore+scambio merci+lavoro

    Tutto parte dall'accumulazione originaria del capitale;
    la natura ha offerta all'uomo un patrimonio "gratuito" che doveva essere trasformato con il lavoro. La proprietà privata diviene una sorta di necessita per difesa o per sopravvivenza e quindi si perpetua con la sovraproduzione.

    I romani o altri popoli antichi, ottenevano il "plusvalore" che oggi si chiama piu elegantemente "profitto" attraverso gli schiavi, che lavoravano la proprietà fondiaria.

    Con la fine del medioevo, la scienza mette a disposizione dell'uomo "macchine e congegni" per sfruttare le risorse naturali (carbone, petrolio, legname, acqua, minerali....) con il lavoro.

    All'inizio del 1800 parte quello che potremmo chiamare "tecno-capitalismo".

    L'industria e la produzione di massa cambiano il modo di costruire le merci. Si moltiplicano i prodotti e i relativi valori d'uso e quindi i relativi valori di scambio.
    Il plusvalore cresce in maniera vorticosa con la produttività che di fatti ingoia come un gigantesco meccanismo milioni di uomini, donne e purtroppo bambini.

    In pratica il capitalismo è un sistema allo stesso tempo mostruoso e allo stesso tempo affascinante.

  10. #10
    VIVERE INIMITABILE
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    Predefinito Rif: Salvateci dai nuovi manager...

    Citazione Originariamente Scritto da paulhowe Visualizza Messaggio
    Detto da uno che utilizza uno strumento del frutto del capitalismo come il PC ed internet!!

    Ma la questione è come al solito distorta.

    Il capitalismo c'e sempre stato soprattutto in europa, anche se molti non hanno ancora ben capito che cosa sia il capitalismo.

    Se si legge Adam Smith, Ricardo e Marx si capisce molto.

    Plusvalore+scambio merci+lavoro

    Tutto parte dall'accumulazione originaria del capitale;
    la natura ha offerta all'uomo un patrimonio "gratuito" che doveva essere trasformato con il lavoro. La proprietà privata diviene una sorta di necessita per difesa o per sopravvivenza e quindi si perpetua con la sovraproduzione.

    I romani o altri popoli antichi, ottenevano il "plusvalore" che oggi si chiama piu elegantemente "profitto" attraverso gli schiavi, che lavoravano la proprietà fondiaria.

    Con la fine del medioevo, la scienza mette a disposizione dell'uomo "macchine e congegni" per sfruttare le risorse naturali (carbone, petrolio, legname, acqua, minerali....) con il lavoro.

    All'inizio del 1800 parte quello che potremmo chiamare "tecno-capitalismo".

    L'industria e la produzione di massa cambiano il modo di costruire le merci. Si moltiplicano i prodotti e i relativi valori d'uso e quindi i relativi valori di scambio.
    Il plusvalore cresce in maniera vorticosa con la produttività che di fatti ingoia come un gigantesco meccanismo milioni di uomini, donne e purtroppo bambini.

    In pratica il capitalismo è un sistema allo stesso tempo mostruoso e allo stesso tempo affascinante.
    non esiste una cosa chiamata plusvalore
    i prezzi li stabilisce la domanda e l'offerta

 

 
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