Su Libero del 24 Febbraio 2006 è stato pubblicato l'intervento tenuto da Oriana durante la cerimonia di premiazione con la medaglia d'oro della Regione Toscana, avvenuta il 21 febbraio nella sede del consolato italiano a New York. La medaglia le è stata consegnata dal presidente del Consiglio regionale della Toscana, Riccardo Nencini. Questo premio arriva dopo altri premi ricevuti dalla Fallaci, cosa che lei stessa definisce comica visto che lei stessa ha ammesso "con gli omaggi e le onorificenze io ho una ben scarsa dimestichezza. [...] E' quasi comico, dunque, che dopo l'award americano mi sia caduta addosso una inaspettata pioggia di premi. L'Ambrogino d'oro per cui a Milano si azzuffarono come galletti in un pollaio. La Medaglia d'oro per la Cultura assegnatomi da Ciampi [...] Quella che presto riceverò dalla Polonia e che è intitolata a un grande eroe della Resistenza polacca, Jan Karski."
Ma Oriana parla anche di "una specie di tenerezza mista a gratitudine" per il fatto che questo premio le venga dalla Toscana, che ama "appassionatamente", anche se ci tiene a precisare "si tratta di un amore poco ricambiato [...] La Toscana non è una mamma affettuosa. Otto casi su dieci quando ha un figlio (o una figlia) che la ama e la onora, invece di amarlo a sua volta e a sua volta onorarlo, lo bistratta. Lo perseguita, lo respinge, o lo induce ad andare in esilio e a creparvi", come non pensare al grande Dante costretto a morire in esilio a Ravenna e anche lui fiorentino? Dopo Oriana passa a parlare dell'Islam: "Amici miei, volete ammetterlo o no che il terrorismo dei kamikaze e dei tagliteste è soltanto un volto del cosiddetto Risveglio dell'Islam? Volete ammetterlo o no che la sua offensiva include l'invasione del nostro territorio, l'intimidazione politica e religiosa, la disgregazione della nostra cultura?", passa poi a parlare della Satira: "La Libertà include una forma di critica chiamata Satira. Che da noi colpisce pure la religione cristiana e in particolare quella cattolica. [...] Io non amo molto la satira. Perchè ben di rado essa è garbata, cortese, benevola. E perchè in ogni caso è impietosa, crudele, malvagia. Però è anche un genere letterario del quale da secoli anzi da millenni ci serviamo per ironizare sugli uomini cioè su noi stessi."" Infine passa a previsioni alquanto preoccupanti sulla situazione europea: ""Siamo sul bordo d'una catastrofe in confronto alla quale la calata deo barbari che distrussero Roma diventa uno scherzo. Di questo passo l'Europa anzi l'intero Occidente cadrà nelle mani della teocrazia più feroce, più irrimediabile, più irreparabile, che questo pianeta abbia mai conosciuto. [...] Ma cos'altro ci vuole per ficcarvi in testa che l'Occidente è ammalato d'inerzia, di indifferenza, paura? Che la democrazia ha smesso di difender sé stessa e con sé stessa chi, malgrado quell'inerzia e quell'indifferenza e quella paura, continua a credere in lei?" [...] E intanto gli ostaggi muoiono decapitati, i preti muoiono sparati, i laici perdono ogni identità, i bambini crescono nella menzogna. E gli eretici come me vengono perseguitati insultati chiamati miserabili, empi, peccatori, razzisti retrogradi, xenofobi, malati di mente. Chi li tollera, chi mi tollera, si espone alla gogna. Chi li manda al rogo, chi mi manda al rogo, sale sugli altari. Questo è un suicidio collettivo. Il suicidio dei lemmings che a migliaia corrono verso le scogliere e da esse si buttano giù a capofitto. Per affogarsi. Io no. Io voglio vivere e morire in piedi." L'articolo si chiude con un Post Scriptum in cui Oriana si scaglia contro l'intervento di Berlusconi su Al Jazeera, "portavoce e ufficio-propaganda di Bin Laden and Company" in cui "si umilia, ci umilia, invocando dai teologi dell'odio l'esercizio della bontà", contro le affermazioni del Ministro degli Esteri, le dichiarazione di simpatia di Cossiga a Gheddafi, "gli sgangherati commenti" del presidente dei Verdi che definisce la medaglia d'oro alla Fallaci "una medaglia di cartone", e le "rinnovate rampogne" di Andreotti. Ma Oriana, nonostante tutto non rinuncia alla sua meravigliosa ironia, all'uso della satira che usa "con parsimonia" e confessa: "Vorrei esser capace di disegnare vignette. L'altro giorno ci ho provato. Ne ho composta una che ritraeva il Profeta spadaccino e tagliateste insieme alle nove mogli. E tra le nove mogli, Aisha: la bambina di nove anni che sposò quando lui ne aveva settanta. Con le nove mogli, le sedici concubine imprigionate nel burqa. E fra loro una cammella innamorata col velo sul musom il chador sulle gobbe e sui seni, ammicca vezzosa e vogliosa al presunto sant'uomo. Ma non mi è venuta bene Non m'è riuscita la cammella. Dovrò riprovarci. Magari con l'aiuto di un professionista. E se ciò concretizzerà la fatwa che mi riguarda ossia la promessa di uccidermi con qui quei gentiluomini mi annoiano da crica quattr'anni, pazienza. Ormai ci sono abituata, io, ad essere uccisa. In un modo o nell'altro mi uccidono tutti i giorni. In una galleria d'arte a Milano mi hanno ucciso in un immenso quadro dove appaio decapitata. Collo mozzo che gocciola fiotti di sangue eccetera. E a Destra come a Sinistra e al Centro, nessun giudice che si scomodi a processare l'autore per istigazione all'omicidio."


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