Mentre aumentano i segni di una contrapposizione tra una parte dei paesi europei e i paesi maomettani, ancora tutta valutare, sia per la sua dinamica, sia per i suoi "attori", dato che, in questi giorni, abbiamo visto strane (si fa per dire) prese di posizione da parte di alcuni governi, come quello statunitense, ma anche segni curiosi provenienti da altri ambiti (abbiamo detto dell'avvertimento ai russi del Libano), ecco cosa preoccupa il governo italiano (a parte la propaganda elettorale): la costruzione di un islam italiano!
Per il ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu, è preoccupazione fondamentale, essendo, questa religione, la seconda d'Italia. Già il solo dirlo dona ad essa una visibilità e una importanza che va oltre i numeri. In un certo senso, spicca l'elemento ideologico, avulso dalla realtà effettiva della società. Perchè, che la cosa piaccia o meno, in realtà è il laicismo, ateo o semplicemente "vissuto" come tale, la seconda "religione" italiana. E' un grave segno il fatto di non considerare questa parte di società come rilevante (un recente studio afferma che ogni tre giovani, uno si dice non credente).
Intendiamoci, è ad una parte del mondo laico che si devono molte delle colpe riguardanti disastri sociali quali la bassa natalità o un'adesione spesso acritica al consumismo, ma rimane il fatto che questo mondo rappresenta una porzione importante, non solo numericamente, del vivere sociale italiano.
L'islam non è la seconda religione italiana, ma semmai un recente e problematico inserimento nella società e solo come tale andrebbe trattato. In realtà la fretta di dare ad esso uno spazio tanto ampio è anche molto probabilmente dovuta alla necessità di costruire punti di contatto utili per il futuro inserimento dello Stato turco nell'Unione Europea, oltre che per gli scambi commerciali (sia di merci che... di uomini...) con il Nord Africa.
L'affermazione e la sottolineatura dell'islam italiano è in pratica una sorta di doppia indicazione per il futuro: da una parte la distruzione progressiva del mondo laico (di qualunque "colore" politico-ideologico), incapace di darsi futuro (essendo anche in gran parte disinteressato al fatto procreativo) e di essere protagonista, al di là di alcune limitate questioni. Dall'altra l'accettazione sia dei dettami della NATO, tra cui l'accettazione della Turchia, sia degli immigrati, per lo più arabi, come veri e propri sostituti degli italiani per i bisogni imprenditoriali e di voto politico (ricordiamo ancora l'appoggio della lobby marocchina a Romano Prodi).
http://www.agi.it/news.pl?doc=200602...ne.italyonline
PISANU, NOSTRO OBIETTIVO E' NASCITA ISLAM ITALIANO
Roma, 7 feb. - "L'obiettivo che io perseguo apertamente e' quello della nascita di un Islam italiano. E non ci puo' essere un Islam italiano senza imam di formazione e lingua italiana". E' il ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu, ad affermarlo ai microfoni di Radio Vaticana alla vigilia di una riunione della Consulta islamica.
Nel nostro paese, premette il ministro, "moschee e luoghi di preghiera crescono di pari passo con l'immigrazione islamica che e' circa il 35% della complessiva immigrazione italiana.
Quella islamica e' ormai la seconda religione del nostro Paese e dobbiamo tenerne conto".
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