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Discussione: Trans-comunisti

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    Predefinito Trans-comunisti

    Trans-comunisti

    Autore: Domenico Savino

    Fonte: www.effedieffe.com

    Ah, esistesse davvero la mitica, insuperabile DeLorean, l'automobile - per
    intendersi - di «Ritorno al futuro» di Robert Zemeckis!
    Quella di Emmett «Doc» Brown, il geniale e squinternato scienziato inventore
    del «flusso canalizzatore», quella che deve raggiungere le fatidiche 88
    miglia orarie per potersi muovere nella sequenza tempo-spazio, quella che al
    momento della partenza scompare lasciando dietro di sé una scia di fuoco e
    all'arrivo ricompare saettando lampi con la carrozzeria ricoperta di
    ghiaccio.
    Ci fosse davvero la DeLorean! .perché la prima capatina me la farei nel
    1989, mese di novembre, località Berlino. Est per la precisione!
    Se ci capitate anche voi, non stupitevi di vedermi lì vestito da vopo con
    l'elmetto a pagoda e la inquietante divisa dell'esercito dell'ex-DDR. a
    difenderlo il Muro...
    Pensa l'ironia: dopo una vita spesa a combattere il comunismo, ecco come mi
    sono ridotto!
    E'deprimente, sono d'accordo con voi! E infatti sono depresso!
    Mi tocca rimpiangerli quei comunisti lì: così grigi, plubei, pesanti, lenti,
    feroci, sanguinari come tirannosauri di Jurassik Park.
    Avevano prodotto un po' ovunque i loro cloni anche in Occidente, creato
    burocrazie opprimenti e livide, mosse da un unico cervello collettivo, da
    strutture collettive, da imprese collettive e cooperative, devote ad unico
    soggetto collettivo: il Partito.


    Partito nazionale e internazionalista, democratico e centralista, dialettico
    e dogmatico, etico e immorale parlava attraverso comunicati ufficiali, agiva
    attraverso comitati centrali, programmava attraverso piani quinquennali,
    controllava attraverso «aiuti fraterni».
    La democrazia era popolare, la dissuasione nucleare.
    I comunisti mangiavano i bambini.
    Tempi d'oro. anche per i bambini, in fondo!
    Poi ci fu lo scudo stellare, Reagan, Gorbaciov, la perestroika,
    l'implosione.
    Per chi come me, aveva ritmato la sua adolescenza al grido di «Budapest,
    Praga, Berlino - comunismo assassino!», sarebbe dovuto essere un momento
    esaltante. Invece no.
    Lo ricordo bene: qualcosa puzzava da subito.
    Eppure è proprio vero che la realtà supera la fantasia!
    Ti rilassi un attimo e ti ritrovi con dei comunisti geneticamente
    modificati; . e senza preavviso, per di più!
    I più minimizzavano: «è una voglia!» - dicevano, indicando quella chiazza
    violacea sulla fronte di Gorbaciov; Sì, ma che voglia.!
    Li lasci sulla Piazza Rossa, coi baffi, in divisa, con quelle visiere alte e
    smodate, tutti medaglie e orgoglio proletario, coi faccioni di Marx, Lenin,
    Engels a garrire su bandiere rosse spiegate al vento e te li ritrovi con
    rimmel e mascara, in cappotto leopardato, minigonna in pelle, calze
    autoreggenti strappate e bracciali torchiati.


    Si chiamavano Vladimir Ilic Ulianov e sono diventati Vladimir Luxuria.
    Erano Helena Stassova e si sono trasformati in Helena/velena, un trans di
    ultima generazione post-comunista, con look da demone e frustino sadomaso,
    in posa a sfiorare il collo di Fausto Bertinotti un po' imbarazzato.
    Sarà stata colpa di Cernobyl, ma alla faccia delle mutazioni genetiche!
    Mi dicono che si chiama comunismo libertario.
    Si racconta che ai tempi del vecchio PCI il vecchio Pajetta, marcato stretto
    per essere sensibilizzato sul tema dei gay dall'allora giovane Grillini,
    oggi senatore DS e leader di ARCI-Gay, si divincolasse gridando: «anche i
    finocchi! Ma che cazzo sta diventando 'sto partito!». (1)
    Povero «ragazzo rosso», oggi diventerebbe viola. di rabbia e di vergogna.
    Sì, perché per comunisti, post-comunisti, neocomunisti e paracomunisti la
    nuova Mosca è Babilonia e al posto della mitica CCCP oggi c'è il GLBTQ (gay,
    lesbiche, bisessuali, transgender e queer).
    La lobby omosessuale è potentissima e ramificata.
    Il filosofo omosessuale Gianni Vattimo, teorico del cosiddetto «pensiero
    debole» dichiara: «Un gay dovrebbe sempre essere di sinistra. Infatti io
    voterò per i Comunisti italiani, pur tentato dalla Rosa nel pugno...».
    Franco Grillini, leader dell'Arci-Gay, oramai è una potenza tra i DS e avrà
    una candidatura «sicura», pare a Milano.
    Alfonso Pecoraro Scanio, leader dei Verdi, dichiara orgogliosamente di
    essere bisex.
    Ma la parte del leone la fa Rifondazione comunista: dopo Nicki Vendola
    omosessuale candidato ed eletto a presidente della Regione Puglia, il
    partito di Bertinotti schiera il/la «drag queen-trans gender» Vladimir
    Luxuria come capolista in Lazio e Titti De Simone, fondatrice di
    Arci-lesbica in Emilia- Romagna.


    Militante iscritto a Rifondazione comunista è pure Mondrian, ex maestro
    elementare e fondatore del Gender e del Degrado, i primi due locali
    transgender d'Europa, che a suo dire sarebbero «frequentati da onorevoli e
    attori, da intellettuali e magistrati attirati dal nostro essere liberi. Da
    noi si parla e si fa sesso. Si è liberi, insomma, di far tutto....».
    Non crediate che questi siano degli eccentrici.
    E' la nuova «rivoluzione», quella del comunismo libertario, ampliamente
    promossa e dibattuta all'interno del partito.
    Domenica 26 giugno 2005, nelle pagine «Queer» di Liberazione, il quotidiano
    di Rifondazione comunista, appare un articolo dello scrittore Aldo Nove
    dedicato alle teorie del filosofo Luciano Parinetto, morto nel 2002. Titolo:
    «L'ano tra sesso e rivoluzione».
    Sottotitolo: «Che cosa si nasconde dietro la negazione del piacere anale? Si
    può relegare a un fatto solo privato? La vera rivoluzione diceva Parinetto
    passa da qui, suscitando anche le ire del comunismo ortodosso».
    L'articolo ha un incipit - come dire - «penetrante» : «la rivoluzione
    proletaria passa anche attraverso il buco del culo».


    E prosegue più avanti: «le nostre società moderne hanno proceduto a una
    vasta privatizzazione degli organi. Il primo organo privatizzato, messo
    fuori campo sociale, è stato l'ano. E' lui che ha dato il suo modello alla
    privatizzazione, nello stesso tempo in cui il denaro esprimeva il nuovo
    Stato borghese».
    «L'omosessualità, l'analità, la danza delle streghe (con il suo poliformismo
    e la sua transessualità) hanno il compito di distruggere, nel vissuto, quei
    ruoli sessuali che sono essenzialmente funzionali alla riproduzione del
    capitale».
    Ma attenzione: «la contestazione omosessuale e femminista se, come lo è
    l'ateismo nei confronti di dio, non vuole essere una posizione per la
    negazione di quel capitalismo che l'ha fatta emergere per emarginazione e
    stigmatizzazione, se non vuole confermare i ruoli sessuali mediante una
    semplice negazione di essi (ciò che si pone per negazione dipende da ciò che
    va negando), deve presentarsi come introduzione alla dissoluzione dei ruoli,
    vale a dire alla transessualità, cioèa un totalmente altro, a una
    radicalmente nuova posizione, sia riguardo alla normalità, sia riguardo alla
    diversità». (2)
    Aldo Nove declina con orgoglio la propria formazione: «mi sono formato con
    il Gruppo 63 e la pornografia. Era un modo per conoscere il mondo, per
    imparare le cose della vita».


    Evidentemente la liberazione sessuale non si è ancora compiuta per la
    Sinistra, i cui uomini hanno fatto a gara a proporre «varianti sul tema»:
    nel 1999, la brillante carriera di Fabrizio Rondolino, consigliere per la
    comunicazione dell'allora capo del governo Massimo D'Alema, si interruppe
    quando nel suo romanzo, «Secondo avviso» (Einaudi), descrisse esplicitamente
    un coito a tergo fra un uomo e una donna.
    Il clamore suscitato da quel passo del libro, di certo non a caso
    amplificato dai giornali, fece gridare allo scandalo.
    Rondolino perse il posto, ma sdoganò a sinistra un tabù.
    Qualcuno - forse non cogliendo il doppio senso - invitò a non fare della
    dietrologia...
    E invece sì, perché le «nuove vie» della rivoluzione proletaria rendono il
    neo-comunismo strumento docile del potere dominante e fanno più di quanto il
    veterocomunismo fece negli anni '70.
    Nessuno come la Sinistra di allora si prestò a sradicare dalla coscienza
    delle masse gli antichi valori cristiani.
    Fu così che il '68 rese fruibili a tutti pratiche sessuali «disinibite»,
    fino allora condannate nella coscienza comune dalla morale cattolica.
    Proprio attingendo ad un anelito di pace propagatosi attraverso la «riforma»
    del Vaticano II
    ed in concomitanza con la guerra del Vietnam, si diffuse la convinzione che
    la guerra altro
    non fosse che la conseguenza dello sfogo di una libido repressa, con lo
    scopo di mantenere inalterati i rapporti di potere tra le classi: lo slogan
    «fate l'amore, non fate la guerra» ne riassumeva efficacemente il pensiero.


    La conseguenza fu l'accettazione di un sistema di valori del «privato»,
    funzionali alla weltanschaung e agli interessi della nuova borghesia
    liberal-chic.
    Accadde così che vaste masse, nella pratica quotidiana legate al retaggio
    dell'antica morale cristiana, fecero proprie quelle false promesse di
    liberazione, credendo in tal modo di liberare se stesse da un sistema
    vecchio e repressivo.
    Ma proprio mentre credevano di contestare radicalmente il potere della
    borghesia, in realtà si opponevano semplicemente a quella parte del ceto
    borghese, che era espressione di un'era ormai tramontata, mentre la frangia
    più «modernista» stava in realtà solo ristrutturando il proprio potere,
    strumentalizzando e dirigendo una rivolta, che ne divenne in realtà il più
    formidabile strumento
    di consolidamento.
    Allo stesso modo oggi l'enfasi posta sul tema dei diritti sessuali e sui
    PACS è funzionale ad incanalare il potenziale dissenso «pericoloso» presente
    a Sinistra (che altrimenti brucia le bandiere USA e di Israele in piazza)
    verso la riproposizione (innocua per il sistema di potere) della liberazione
    sessuale, spingendo semplicemente ogni pulsione più avanti: il libero amore
    non è oggi più quello tra uomo e donna, ma tra essere ed essere, maschio,
    femmina, adulto, bambino, cucciolo. vedrete non importerà di che età e di
    che specie.
    E' solo questione di tempo.


    Il programma dell'Unione lo lascia già intravedere: «l'Unione proporrà il
    riconoscimento giuridico di diritti, prerogative e facoltà alle persone che
    fanno parte delle unioni di fatto. Al fine di definire natura e qualità di
    un'unione di fatto, non è dirimente il genere dei conviventi né il loro
    orientamento sessuale. Va considerato piuttosto, quale criterio
    qualificante, il sistema di relazioni (sentimentali, assistenziali e di
    solidarietà)».
    Peraltro già nel 1985 l'allora 26enne neoeletto membro della Federazione
    giovanile comunista (FGCI) Nicki Vendola, così amato da certi cattolici
    progressivi, rivendicava in un'intervista a Repubblica «il diritto dei
    bambini ad avere una loro sessualità, ad avere rapporti tra loro e con gli
    adulti». (3)
    I radicali, che cose del «genere» le propagano da sempre, svolgono da sempre
    la funzione di avanguardia.
    Ma la dissoluzione deve diventare di massa.
    Una volta c'era Lotta continua, i gruppuscoli extraparlamentari e il
    «Libretto rosso degli studenti» a propagandare i nuovi orizzonti di libertà
    sessuale tra i giovani e il cinema degli intellettuali alla Bertolucci a far
    ingolosire le pupille dei meno giovani.
    Oggi c'è il comunismo libertario di Rifondazione e dei Centri sociali, la
    televisione e internet.

    Una volta c'era il Viet-nam, oggi l'Iraq.
    Fate l'amore, non fate la guerra è solo lo slogan.
    La realtà è - oggi come allora - un'altra: fate l'amore, fatelo come vi
    pare, ma lasciateci fare la guerra finchè serve e gli affari nostri sempre.
    Se Bertinotti è così vezzeggiato è proprio perché nessuno come lui è in
    grado di intercettare e incanalare il conflitto sociale.
    Nessuno come la sua Rifondazione è lontana anni luce dalla «rivoluzione»
    contro il sistema.
    Nessuno come la sua Rifondazione è la «rivoluzione» nel sistema: giacobini e
    libertini, essi sono la nuova frontiera, già pronta a diventare nuova classe
    dirigente e nuova intellighezija.
    E' una storia gia vista: prima di diventare rispettabili, anche Boato,
    Lerner, Mieli, Liguori, Toni Negri, Sofri erano tanti Caruso da «Centri
    sociali», borghesi che giocavano alla «rivoluzione»!
    Poi i poteri forti si sono ristrutturati e consolidati, nuove «famiglie»
    hanno sostituito le vecchie e i rivoluzionari sono stati premiati: hanno
    ottenuto cattedre, direzioni di giornali, seggi in parlamento.
    Il tessuto sociale frattanto si è dissolto, le famiglie sono in pezzi, i
    rapporti tra i sessi sempre più problematici.
    Ma questo a lor signori importa poco, anzi giova.
    Allora il problema era la repressione del desiderio, oggi la mancanza.


    E' così che si aumenta il controllo sociale.
    E' così che si amplia il mercato, estendendolo ai desideri primari e a
    quelli emozionali.
    La tecnologia lo consente, la scienza aiuta, la morale approva.
    Ho sbagliato a pensare di fermarmi nel 1989 con la DeLorean.
    Dovevo andare più indietro.
    In fondo tutto quello che fanno i neocomunisti, lo avrebbero fatto i loro
    padri, se non avessero ricevuto un sistema di valori che li tratteneva.
    Il buon Peppone di Guareschi era così, solo perché il terreno in cui era
    vissuto era in realtà quello della tradizione cattolica.
    Ma il taglio delle radici non poteva che trasformarli in legna secca, buona
    solo da usare o da ardere.
    Ripudiato il terreno buono, non potevano che nutrirsi degli «immortali
    principi dell'89»: il 1789!
    Lo stesso terreno dei loro sodali liberaldemocratici di «destra», girondini
    e libertini: Alessandro Cecchi Paone - ad esempio - il conduttore gay della
    Macchina del Tempo (no, non la DeLorean!) o Enrico Oliari, presidente di
    Gay-Lib, gli omosessuali di destra, che al Corriere ha dichiarato: «la
    verità è che io sono da sempre iscritto ad AN».
    Come dire: ANista confesso.


    No, con la DeLorean non ci voglio andare a fare un viaggio nel futuro.
    Temo di trovare Platinette presidente della Repubblica, Aldo Busi ministro
    per le «apri» opportunità, Nicki Vendola che tiene una rubrica su «Famiglia»
    cristiana, Caruso ministro dell'Interno e l'asilo vicino a casa mia dedicato
    a Michel Jackson.
    Non sono pazzo: ve l'ho detto, la realtà oramai supera la fantasia.
    In «Ritorno al futuro» c'è una celebre battuta in cui Doc domanadava a
    Marty: «se Reaganè Presidente, chi è vicepresidente, Jerry Lewis?».
    Magari! . Pensate a chi comanda oggi alla Casa Bianca .

    Domenico Savino




    Note
    1)
    http://www.sabellifioretti.com/inter...ra_magazi.html
    2) www.liberazione.it/giornale/050626/archdef.asp
    3) La Padania, 17/02/2006, «Vladimir Luxuria, il trans che piace a tutti
    (anche a Gasparri)», di Igor Iezzi.

  2. #2
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    Il mondo cambia e va avanti.
    Soggetti un tempo sprezzati e umliati oggi vengono rispettati e riabilitati.
    Che male c'e' nel non essere eterosessuale?
    Perchè un problema personale deve diventare motivo di scontro?
    Vivete e lasciate vivere.
    Se verranno legalizzati PACS e (spero) matrimonio non crollerà il mondo o la società. Nel resto di Europa sono forse crollati governi o scoppiati conflitti armati per aver riconosciuto il diritto di amare diversamente?

 

 

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