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Discussione: 8 Marzo

  1. #21
    legalità in Italia
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    Bergamo//"la mia vera gloria nn è l'aver vinto quaranta battaglie; waterloo cancellera il ricordo di tante vittorie; cio che nn sarà cancellato, cio che vivrà in eterno, è il mio code civil" (Napoleone Bonaparte a Sant Elena)
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    la mia era solo una considerazione, a parte il fatto che in quanto donna e soprattutto in quanto persona sarebbe da rispettare e da ringraziare per la sua esistenza 365 gg l'anno senza bisogno di una festa.
    il mio discorso era più sulla tipologia di festeggiamento e sul fatto degli auguri in relazione alle origini della festa.
    ho amiche che erano tutte contente di festeggiare la festa della donna senza nemmeno sapere la sua origine, e anche se l'avessero saputa se ne sarebbero sbattute le palle secondo me, era un motivo in più per festggiare.
    quindi visto che si vuole festeggiare in questo modo meglio una ricorrenza felice piuttosto che una strage.
    oggi Ciampi (che per me è un mito, unico uomo politico degno di rispetto in senso stretto) ha detto che nn c'è ancora parita di opportunità personalmente nn condivido l'affermazione, a parte nella chiesa le donne fanno esattamente ciò che fa l'uomo.

  2. #22
    Gin Pì... Nun ce lassà...
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    Citazione Originariamente Scritto da Isabella
    Le mimose me le ha regalate mio padre, mio marito le rose, ma bastava una margherita.
    Mi sento orgogliosa ogni volta che una donna raggiunge l'obiettivo che si era prefissata in piena libertà e autonomia, che sia pilota di Tornato o madre, moglie e casalinga.
    Due giorni fa siamo andati a mangiare un panino in un bar dove andiamo spesso. C'è una parete letteralmente tappezzata di calendari, almeno una ventina. Di femmine, ovviamente...

    Obiettivo raggiunto.

  3. #23
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    Citazione Originariamente Scritto da FreeFlag
    Non vorremmo sbagliarci sulle date (magari poi il plantigrado ci corregge...) ma ci sembra che le donne abbiano conquistato il diritto di voto nel 46 ma che poi per chissà quale arcano mistero la loro prima volta è stata nel '60.

    A lei risulta?
    Mentre cerco di capire il filo logico del suo discorso (con eventuale trappola, la mancanza di sonno mi rende poco reattiva...) posto una cosa carina che ho trovato su google:

    Tappe principali dell'emancipazione femminile nel mondo:
    • 1628 Papa Urbano VIII autorizza le suore dell'ordine delle Orsoline e delle Agostiniane a fondare scuole femminili per ovviare "all'ignoranza delle ragazze e alla corruzione dei costumi".
    • Negli stessi anni, la figlia adottiva di Montaigne, Marie Le Jars de Gournay (1566 - 1645), scrive un Trattato sull'uguaglianza degli uomini e delle donne e uno scritto Lamenti delle dame, che inquadra la sottomessa condizione femminile, anche nei ceti più nobili.
    • 1647 In Inghilterra Mary Astell propone la fondazione di una università femminile (poiché alle donne non è permesso frequentare le altre, esclusivo privilegio degli uomini), la proposta però fu bocciata.
    • 1785 Sarah Trimmer riesce a fondare delle scuole specializzate di istruzione tecnica, che trovano la loro collocazione alla luce dello sviluppo industriale della Nazione Inglese.
    • 1791 In Francia, Olympiè de Gouges prepara la "Dichiarazione dei diritti delle donne".
    • 1832 Ancora in Francia Marie Reine Guindorf e Désirée Véret fondano il giornale "La donna libera", redatto esclusivamente da donne.
    • 1835 Nasce in Inghilterra il movimento detto delle "suffragette", perché chiedono che il suffragio, cioè il diritto di voto, sia veramente universale, esteso quindi anche alle donne.
    • 1865-70 Due donne inglesi, dopo aver ottenuto di essere ammesse a frequentare l'Università, conseguono la laurea in medicina.
    • 1866 Per la prima volta in Europa, precisamente in Svezia, la donna viene ammessa al voto.
    • 1871 Nasce in Francia "l'Unione Donne" per iniziativa di Elisabeth Dimitriev, amica di Marx. E' una specie di camera del lavoro che si propone di raggruppare le donne secondo le categorie lavorative.
    • 1900 Viene approvata in Francia una legge che permette alle donne di esercitare la professione di avvocato.
    • 1920 Per la prima volta nella storia, una donna, Jean Tardy entra a far parte di un ministero, il Ministero del Lavoro.
    • 1947 Viene eletta la prima donna Ministro della Francia: Madame Poins - Chapuis, che assumerà il dicastero della Sanità Pubblica. Nel 1945 le francesi avevano ottenuto finalmente di andare a votare.
    • 1963 Valentina Tereskova, russa, è la prima donna astronauta lanciata nello spazio.
    • 1966 Indira Gandhi diventa Primo ministro dell'India; il fatto desta grande stupore, mai fino ad allora, una donna aveva ricoperto questo ruolo.
    • 1969 Golda Meir, ucraina emigrata negli Stati Uniti dalla Russia nel 1906, e stabilitasi in Palestina nel 1920, diventa Primo Ministro dello Stato di Israele.
    Tappe principali dell'emancipazione femminile in Italia:
    In Italia la situazione è diversa. Grazie infatti alla intensa vita culturale che ha da sempre caratterizzato il nostro Paese, si sono verificati in modo sporadico atti di avanguardia che non hanno mutato, tuttavia, nel complesso la visione piuttosto arretrata dei ruoli della donna.
    • 1678 Lucrezia Cornaro, giovane di vastissima cultura (parla correntemente 6 lingue ed è studiosa di teologia e filosofia), diventa, per incarico della Repubblica di Venezia, la prima professoressa universitaria.
    • 1758 La bolognese Anna Morandi, occupa la cattedra di anatomia all'Università di Firenze.
    • Nei moti carbonari del 1821 si distingueranno le donne chiamate in codice "giardiniere", ma si tratta soltanto di casi isolati, in generale, nelle donne si continua a vedere solo qualcuno da destinare alla cura della casa e dei figli, da tenere lontano dalle attività politiche e sociali.
    • 1889 Viene fondato a Varese il primo sindacato femminile che difende i diritti delle tessitrici.
    • 1907 Entra in vigore la prima legge sulla tutela del lavoro femminile e minorile. La prima donna italiana, la torinese Ernestina Prola, ottiene la patente per la guida automobilistica.
      Maria Montessori fonda, nel quartiere popolare di S. Lorenzo, a Roma, la prima "casa del bambino".
    • 1908 Anno di fondazione dell'Unione Donne di Azione Cattolica (UDACI), che cerca di opporsi alla laicizzazione della scuola e di promuovere la cultura femminile.
    • 1912 Sulla scia della Lega Socialista, nata agli inizi del secolo, si costituisce l'Unione Nazionale delle donne socialiste. Da qualche tempo esule in Italia, Anna Michailovna Kuliscioff, a fianco di Filippo Turati, lavora per inserire la donna nella vita politica e affinchè lo Stato riconosca i suoi diritti. Nel "Primo Congresso delle Donne Italiane", al quale parteciparono tanto le donne cattoliche quanto le socialiste, le ideologie e le mete, però, differiscono troppo fra loro e ciascun gruppo intraprende strade differenti, perseguendo obbiettivi diversi.
    • 1918 Nasce la Gioventù Cattolica, destinata a formare le giovani dall'infanzia fino ai 30 anni alla vita religiosa e sociale.
    • 1931 Il Fascismo abolisce tutte le associazioni cattoliche e solo dopo la ferma presa di posizione di Pio XI, permetterà loro di vivere a condizione che esse abbiano solo uno scopo religioso.
      Tuttavia la seconda guerra mondiale, assai più della prima, porterà la donna, ad occupare anche posti di grande responsabilità civile considerati fino a quel momento soltanto "maschili" ottenendo non di rado risultati anche migliori. L'apporto dato dalla donna alla Resistenza è stato spesso insostituibile.
    • 1945 Nascono il Centro Femminile Italiano (CIF) che si propone di ottenere la ricostruzione della Patria, devastata dalla guerra e impoverita già precedentemente dalla politica ambiziosa di Mussolini, attraverso la giusta valorizzazione delle risorse femminili, e l'Unione Donne Italiane (UDI), propaggine del Partito Comunista, che si propone di coinvolgere attivamente le donne nella vita del Paese.
    • Anche in Italia (1946) dopo Svezia (1866), Finlandia (1906), Norvegia (1909), Danimarca (1915), U.R.S.S. (1917), Inghilterra (1918), Stati Uniti (1920) e Francia (1945) fu riconosciuto alle donne il diritto di voto.
    • 1950 Viene emanata la prima legge che garantisce la conservazione del posto di lavoro per la lavoratrice madre.
    • 1951 Angela Cingolani, democristiana, è la prima donna sottosegretario d'Italia.
    • 1958 E' approvata dal Parlamento, una legge, proposta dalla senatrice Lina Merlin (socialista), in cui si sancisce la chiusura dei bordelli, la legge che aveva lo scopo di eliminare dal Paese la piaga della prostituzione, mostra subito i suoi limiti, infatti la prostituzione dalle famose "case chiuse", si riversa nelle strade, non diminuendo affatto il giro di affari. 1959 Nasce il Corpo di Polizia femminile.
    • 1961 Le donne possono intraprendere senza più ostacoli la carriera della magistratura e della diplomazia.
    • 1963 Alle casalinghe viene riconosciuto il diritto alla pensione di invalidità e vecchiaia.
    • 1975 Entra in vigore il nuovo Diritto di famiglia.
    • 1976 Per la prima volta in Italia una donna, la democristiana Tina Anselmi, assume la carica di Ministro di un settore piuttosto difficile: quello del Lavoro.
    • 1979 Leonilde Jotti (comunista) è eletta presidente della Camera dei Deputati italiana. La francese Simone Weil , è eletta presidente del Parlamento Europeo.
    Le tappe dell'emancipazione femminile in Italia, da questo momento in poi, si susseguono una dietro l'altra con un ritmo incalzante.
    Il ruolo della donna, nonostante ci sia ancora tanta strada da percorrere, è giunto ad avere un pieno riconoscimento in tutte le società occidentali.
    Non dobbiamo dimenticare, però, che molto è stato fatto e che parecchi obiettivi sono stati raggiunti, grazie soprattutto al lavoro e all'impegno di molte donne, che hanno contribuito lavorando senza raggiungere la fama, nell'ombra, con il loro quotidiano impegno, a volte con sacrificio, affinché ci fosse uguaglianza effettiva e non soltanto a parole fra i sessi.

  4. #24
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    Citazione Originariamente Scritto da FreeFlag
    Due giorni fa siamo andati a mangiare un panino in un bar dove andiamo spesso. C'è una parete letteralmente tappezzata di calendari, almeno una ventina. Di femmine, ovviamente...

    Obiettivo raggiunto.
    Vendono l'immagine del loro corpo nudo (con un certo successo, pare) perchè ai maschietti per sognare basta una foto..., e nel frattempo rimpinguano il conto in banca...chiamiamole fesse!

  5. #25
    legalità in Italia
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    Bergamo//"la mia vera gloria nn è l'aver vinto quaranta battaglie; waterloo cancellera il ricordo di tante vittorie; cio che nn sarà cancellato, cio che vivrà in eterno, è il mio code civil" (Napoleone Bonaparte a Sant Elena)
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    Citazione Originariamente Scritto da Isabella
    Vendono l'immagine del loro corpo nudo (con un certo successo, pare) perchè ai maschietti per sognare basta una foto..., e nel frattempo rimpinguano il conto in banca...chiamiamole fesse!

  6. #26
    Assatanata, cogliona & indegna
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    Già cogliona ed oggi anche "indegna di essere italiana"!!!
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    Citazione Originariamente Scritto da Isabella
    Il problema a mio avviso non è nei festeggiamenti in sè, ma nel fatto che rarissimamente ci si ferma a riflettere sui motivi che hanno dato i natali alla festa...se ci si fermasse un momento a pensare ai motivi per cui si è sentita la necessità di istituire una festa della donna, la serata in discoteca diventerebbe un inno alla vita e niente di cui doversi vergognare...
    Quoto.

    Festa della donna sarebbe + pari opportunità e - stupidate e balle

  7. #27
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    Citazione Originariamente Scritto da Isabella
    Vendono l'immagine del loro corpo nudo (con un certo successo, pare) perchè ai maschietti per sognare basta una foto..., e nel frattempo rimpinguano il conto in banca...chiamiamole fesse!
    Dal che si capisce che questi stupidotti di maschietti sono di bocca buona e si accontentano di poco.

    Non avevamo dubbi che il concetto fosse questo.

    Piuttosto... Che cosa vogliono realmente le donne?

  8. #28
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    Noi amiamo le Donne che NON festeggiano l'otto marzo......!!!

    Piera Gatteschi Fondelli

    È l’unico generale di brigata donna, ma è rimasta nella memoria di chi le è stata vicina soprattutto per il suo fascino, la sua eleganza, il suo coraggio e il suo entusiasmo. Piera nasce a Pioppi in Toscana all’inizio del Novecento, in una di quelle belle famiglie allargate di una volta. Suo padre muore prima della sua nascita; tuttavia la bambina ha un ottimo rapporto con la mamma con la quale si trasferisce a Roma alla vigilia della grande guerra. Le vicende del dopoguerra la coinvolgono a tal punto che, fin dal 1921, si iscrive al Fascio di combattimento di Roma; il 19 ottobre 1922 prende parte al congresso che si svolge a Napoli e il 28 ottobre la ventenne Piera è a capo di un gruppetto di venti donne che formano la “squadra d’onore di scorta al gagliardetto” e con loro partecipa alla Marcia su Roma.

    Le sue doti organizzative la portano a diventare ispettrice della Federazione dell’Urbe, occupandosi dell’Opera nazionale maternità e infanzia, della Croce Rossa, delle colonie estive. Ma sulla politica prevale l’amore: nel 1936 lascia tutto per seguire in Africa l’ingegner Mario Gatteschi che ha sposato e che dirige i lavori della strada Assab-Addis Abeba.

    Quando, tre anni dopo, rientra in Italia, Mussolini la nomina Fiduciaria dei Fasci
    femminili dell’Urbe che conta 150.000 iscritte. Nel 1940 diventa ispettrice nazionale del partito. Caduto il fascismo, Piera si rifugia dai suoceri nel Casentino, mentre il marito, tornato in Africa come combattente, è in Kenia prigioniero dagli inglesi.

    Ma non è da lei nascondersi e stare in disparte: quando viene informata che Mussolini è stato liberato e ha fondato la Repubblica sociale italiana nel Nord, Piera si trasferisce a Brescia e avvia una nuova collaborazione con Alessandro Pavolini, il segretario del partito. Qui, alla fine del 1943, la Gatteschi manifesta al Duce il desiderio delle donne fasciste di avere un ruolo più incisivo nella difesa del paese. Il progetto è appoggiato da Pavolini e accettato da Graziani. Servono uomini per la guerra e le donne diventano necessarie per assisterli e per sostituirli nei tanti ruoli non di prima linea.

    Il 18 aprile 1944 nasce il Servizio Ausiliario Femminile (Saf) nel quale affluiscono giovani donne di tutte le condizioni sociali. Il regolamento voluto da Piera, nominata generale di brigata, è rigido: niente pantaloni, niente trucco, niente fumo, nessuna concessione al cameratismo. La Gatteschi vuole che nessuno pensi alla sue ragazze come a delle esaltate o le ritenga di facili costumi: patriottismo e moralità sono le basi su cui intende costruire la nuova realtà delle donne soldato che però vuole molto femminili. «Non volevo un esercito di amazzoni» dirà molti anni dopo «ma di ausiliarie, di sorelle dei combattenti». Le ausiliarie prestano assistenza infermieristica negli ospedali militari, lavorano negli uffici e alla propaganda, allestiscono posti mobili di ristoro per la truppa.

    Nell’arco di dodici mesi 6.000 giovani donne partecipano ai sei corsi di addestramento, che si svolgono prima a Venezia e poi a Como; soltanto dopo venivano assegnate ai Comandi.
    Dopo il 25 aprile 1945 il Saf si dissolve e Pavolini suggerisce di distruggere tutta la documentazione per evitare vendette. Piera cerca di mettere in salvo le sue ragazze, ma lei stessa vive in clandestinità per circa un anno, prima in un convento, poi in un manicomio, trasferendosi successivamente in Abruzzo con il marito, nel frattempo tornato dalla prigionia e che morirà nel 1947. A lei resta la nipote Teresa Tirinnanzi, che aveva perso entrambi i genitori e che considera una figlia. Negli anni Sessanta si dedica all’organizzazione di viaggi turistici per i giovani del Movimento sociale italiano. Legge molto, ha una vasta cultura ed è appassionata di pittura.

    Quando muore, nel 1985, Mia Pavolini, che era stata la più giovane ausiliaria della Rsi, scrive: «Se la vita è movimento, lotta, delusioni, entusiasmo, fede, tenerezza, rabbia o dolore, interessarsi a tutto, sapersi meravigliare, estasiare, commuovere, e saper capire ed aiutare con amore, saper ridere e saper piangere, se tutto ciò è vita, tu eri la vita».

  9. #29
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    Citazione Originariamente Scritto da Crack!
    Le donne morte erano 129....
    L'anno era il 1908...
    Non esistono "donnette"...e se ne hai conosciuto qualcuna che faceva la "donnetta" , si vede che di fronte a sè aveva un "ometto"...
    http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=234068

  10. #30
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    Citazione Originariamente Scritto da capexx
    oggi Ciampi (che per me è un mito, unico uomo politico degno di rispetto in senso stretto) ha detto che nn c'è ancora parita di opportunità personalmente nn condivido l'affermazione, a parte nella chiesa le donne fanno esattamente ciò che fa l'uomo.
    milioni di donne ogni anno subiscono ogni tipo di violenza (fisica, sessuale e verbale), tantissime in famiglia o sul luogo di lavoro. milioni di donne sono costrette a subire dogmi ed imposizioni dettate da poteri largamente maschili sulla propria vita, sulle proprie scelte e sul proprio corpo. altre donne sono costrette a rinunciare al proprio lavoro perché obbligate alla scelta tra questo o la famiglia.
    non basta avere qualche donna che fa la cammionista per dire che siamo libere ed emancipate.

 

 
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