Sartori - Mala costituzione
GIOVANNI SARTORI - MALA COSTITUZIONE E ALTRI (LATERZA - PAG.198 - 12,00 EURO)
Sulle riforme costituzionali che si tenta di fare in Italia e, in qualche caso, si riesce anche a fare (buone o cattive si vedrà), c'è un occhio attento. Anzi, più che di un occhio, parliamo delle lenti di un potente microscopio, pronte a svelare incongruenze o, ed è quel che è peggio, violazioni dello spirito dei padri costituenti. Questo «microscopio» ha un nome e cognome, Giovanni Sartori, ovvero il guardiano forse più agguerrito dell' ortodossia costituzionale, dell' esatto svolgimento del gioco difficile della democrazia, della correttezza dei rapporti tra chi detiene il potere in quanto maggioranza e chi tenta di appropriarsene, dal suo ruolo di minoranza. Ma la Costituzione, carta fondante dello Stato e della democrazia in Italia, troppo spesso vede vanificato il suo spirito, sacrificato sull' altare della convenienza politica che, per sua natura, ben difficilmente riesce a fermarsi prima di sbagliare. «Mala Costituzione» è la raccolta di molti degli editoriali che Giovanni Sartori ha pubblicato sulla 'primà del Corriere della Sera e che, quasi immancabilmente, scatenano un dibattito o anche un putiferio, dal momento che le sue tesi sono (quasi) sempre sposate dalla minoranza che vuole diventare maggioranza e stigmatizzate dalla maggioranza che non ci sta a rischiare di passare a minoranza. Ma c'è da dire, comunque, che Sartori, che è chiaramente non vicino al centrodestra, se si tratta di bacchettare il centrosinistra non si tira certo indietro. Basta prendere in esame la recente modifica («un inedito e orrendo sistema») in senso proporzionale della legge elettorale riconducibile al premier Berlusconi. Su questa modifica il giudizio di Sartori è tranciante, e non è che a Prodi vada meglio di Berlusconi quando dice che, una volta espugnato Palazzo Chigi, si impegnerà a «ripristinare la legge elettorale esistente». Cioè quel «Mattarellum» contro il quale il politologo ha speso centinaia e centinaia di righe. E sul punto Sartori è spietato con Prodi perchè, dice, se in fondo Berlusconi ha cambiato la legge elettorale per vincere a tutti i costi, la scelta del 'Professorè di tornare al 'Mattarellum' è priva di logica. A leggere editoriali anche 'datatì (in politica può essere datato anche qualcosa che risale a pochi mesi prima), ci si accorge che lo spirito di Sartori, i suoi obiettivi, i suoi 'bersaglì restano immutati, sotto il nitido cielo della correttezza della lettura della Costituzione. Un mondo utopico, quello cui aspira? No, perchè la 'sua Italià Sartori la delinea abbastanza chiaramente. Che poi non sia anche l' Italia di tutti gli altri, a lui, lo studioso, l' analista, il politologo, poco importa.
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Abbordabile anche da chi sia sprovvisto di tecnicismo giuridico, di notevole acume e spessore, dallo stile impagabile. Lo consiglio pertanto caldamente e sarò lieto di sentire i vostri pareri.




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