Vi propongo qui sotto una specie di confronto che Il Foglio nel numero oramai di ieri ha proposto ai lettori a pagina 4, fra il Cdr del Corriere della Sera e quello del Foglio medesimo. Il tutto condito di una certo spirito critico, ma che per alcuni aspetti appare piuttosto spassoso....
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Il cdr del Corriere
Il cdr del Corriere della Sera ha incontrato il
direttore Paolo Mieli per avere chiarimenti sull’editoriale
pubblicato ieri nel quale si dice che “il
nostro giornale auspica un esito favorevole al
centrosinistra”. (…) Il cdr ribadisce la totale legittimità
di questa posizione (…) e continuerà a
farsi garante perché i giornalisti del Corriere possano
lavorare in modo autonomo, senza subire
pressioni (…) Durante l’incontro il cdr ha manifestato
al direttore un problema di metodo. Appare
infatti piuttosto suggestiva l’impostazione
proposta ai lettori: mentre il giornale viene schierato
su una precisa posizione, viene poi annunciato
che non solo nei commenti ma anche nei
fondi e negli editoriali, i quali rappresentano la
linea di ogni giornale autonomo e indipendente,
questa scelta di campo potrà essere contraddetta
e criticata formulando anche opzioni opposte.
(dal Corriere della Sera del 9 marzo 2006)
Il cdr del Foglio
Il cdr del Foglio è solidale con i colleghi del
Corriere che, in questa delicata fase pre-elettorale,
subiscono la pervicace presa di posizione della
direzione in violazione del contratto nazionale e
in ottemperanza a suggestive nonché vetuste fedeltà
terziste. Con l’editoriale dell’8 marzo u.s. sono
state limitate e circoscritte le prerogative professionali
del nostro mestiere di sentinelle civili.
Le maestranze di via Solferino, ivi compresi i colleghi
delle testate Magazine, Style e Io Donna, sono
peraltro già vessati da un’incipiente mercificazione
della loro indipendenza oltre che svuotati
del loro impegno morale da parte di una proprietà
legata a conglomerati finanziari (ancorché
illuminata, come dimostrano le file alle primarie
dell’Unione) e di un management proveniente
dal mondo dei telefonini. I lavoratori del Foglio
non faranno mancare il proprio sostegno alla lotta
e auspicano l’intervento del dott. Santosuosso
Luigi, del Tribunale di Milano, acciocché eserciti
ai sensi della legge vigente la tutela democratica
per scoraggiare la pubblicazione di Battista,
Ostellino, Panebianco, Della Loggia, Allam e di
quel furbetto del settore “cronache italiane” la cui
cognata una volta ha pensato di votare Cav.
Lo stato di agitazione
E’ stato proclamato lo stato d’agitazione. Il cdr
del Foglio ha incontrato il direttore Giuliano Ferrara
per avere informazioni sull’editoriale pubblicato
ieri sotto il titolo “Il gioco di Mieli” nel
quale si sostiene: “Non perché il Cav. sia particolarmente
avido, squalo o caimano”. Il cdr ha contestato
la risposta fornita dal direttore, “vabbé sono
cose che si dicono”, e ha ironicamente domandato
allo stesso se non consideri per caso il
Cav. un cucciolo di panda. Il cdr ha manifestato
al direttore il proprio sdegno per avere egli irriso
col termine “gioco” una scelta su cui il democratico
Mieli non ha dormito la notte. Il cdr ha chiesto
poi a Ferrara in base a quale criterio democratico
al Cav. (“un outsider che ama regnare e
non governare, che ama il potere sotto l’ala della
vittoria permanente, del plebiscito di ogni giorno,
del colpo mediatico che risolve ogni cosa”) si debba
fare anche da ruffiani. E come, a farlo, non ci
sia “niente di male se non si sia bacchettoni”. Il
direttore Ferrara ha investito a quel punto gli interlocutori
con un volgarissimo: “Toglietevi dai
coglioni!”. Il cdr ha ribattuto con pacata fermezza
che “toglietevi dai coglioni” lo andava a dire a
Umberto Eco.
Quei ritratti non ci rappresentano
Il cdr del Foglio ha incontrato il direttore Ferrara
per avere chiarimenti in merito alla serie di
ritratti del premier pubblicati dal giornale. Il direttore,
dopo aver ricordato che se gli gira lui ci
mette pure un mezzobusto di Elio Vito, ha spiegato
che vanno considerati “punto di vista della
direzione, fatta salva la libertà di opinione di tutti
i giornalisti”. E ha fatto presente che se “qualcuno
vuole proporre quello di Prodi Balanzone o
di Rutelli Mimì Tirabusciò, la direzione non ha
obiezioni di merito, salvo quelle tecniche che potrebbe
avanzare il dott. Buracchio”. Il cdr, ribadita
la totale legittimità di questa posizione, tiene
però a sottolineare come nel caso del premier
ritratto nelle vesti di Solimano si potrebbe registrare
un indebolimento della linea del Foglio,
portata avanti con coerenza e continuità negli
editoriali, di difesa dell’identità occidentale. Il cdr
ha inoltre chiesto chiarimenti sulla destinazione
finale degli originali. Il direttore ha risposto che
sono in corso trattative per un adeguato accasamento
presso il Motore Azzurro di recente costituzione,
“che potrà così inaugurare la Pinacoteca
Azzurra”. In ogni modo ha dato la più ampia
assicurazione che, dopo Churchill, il premier non
sarà ritratto pure nelle vesti di Berlusconi.


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