Siccome non riesco a ricordare ho provato a fare una ricerca.
Durante il precedente governo guidato dalla sinistra, quante RIFORME sono state fatte?
Su wikipedia ho trovato solamente quelle fatte da questo governo di destra:
Riforma federale
Approvata nel novembre 2005, la riforma costituzionale introduce il federalismo (o devoluzione), che affida alle Regioni un campo specifico di legislazione per realizzare gli interessi dei cittadini in base alle individualità territoriali, ma pur sempre nel rispetto di un interesse nazionale. La riforma riduce il numero dei parlamentari e pone fine al bicameralismo perfetto (accusato di rallentare l'azione parlamentare), dando vita al Senato Federale (che andrà in vigore dal 2011) da eleggere contestualmente ai Consigli Regionali. La riforma attribuisce maggiori poteri al premier, attribuendogli alcune competenze che attualmente sono prerogativa del Presidente della Repubblica.
[modifica]
Abolizione della leva obbligatoria
Dal 1 gennaio 2005 la leva obbligatoria viene sospesa: gli ultimi a doverla sostenere sono i nati nel 1985. È il frutto della legge proposta dal ministro della Difesa, Antonio Martino, secondo la quale le Forze Armate italiane debbano essere formate esclusivamente da professionisti: pertanto i giovani (di entrambi i sessi) dai 17 ai 25 anni possono partecipare al reclutamento soltanto in maniera volontaria e scegliendo l'attività militare come professione.
[modifica]
Riforma della scuola
È la cosiddetta "riforma Moratti", che prende il nome dal ministro dell'Istruzione. Essa innalza l'obbligo formativo all'età di 18 anni, introduce lo studio dell'inglese e dell'informatica sin dall'inizio del ciclo scolastico. Il percorso scolastico viene articolato in cicli: scuola dell'infanzia (quella finora chiamata scuola materna), primo ciclo (costituito da scuola primaria e scuola secondaria di primo grado, corrispondente al vecchio corso di scuole elementari e medie) e secondo ciclo (quello della scuola secondaria di secondo grado, suddiviso nella duplice scelta di licei oppure di formazione professionale).
[modifica]
Pressione fiscale
Il Governo ha attuato una riforma delle tasse che introduce una serie di fasce, a seconda del reddito familiare, in base alle quali sono stabiliti sgravi corrispondenti.
[modifica]
Riforma delle pensioni
Andrà in vigore dal 2008, prevede, come requisiti per andare in pensione:
65 anni d'età per gli uomini, 60 per le donne
40 anni di contributi indipendentemente dall'età
35 anni di contributi e 60 d'età (61 per gli autonomi)
35 anni di contributi e 57 di età per le donne (la rendita sarà calcolata soltanto con il metodo contributivo).
Prevede una nuova serie di requisiti a partire dal 2010. L'obiettivo dichiarato dal governo è quello di poter continuare a garantire il sistema pensionistico, riuscendo a fronteggiare l'aumento della durata della vita, l'invecchiamento della popolazione e il calo demografico.
[modifica]
Riforma sull'immigrazione
È la cosiddetta legge Bossi-Fini, che introduce sistemi rigorosi di controllo tesi a limitare l'immigrazione clandestina: prevede la concessione di permesso di soggiorno solo in presenza di un'occupazione, l'espulsione dei clandestini e pene severe per i trafficanti.
[modifica]
Riforma del sistema tv
È la cosiddetta legge Gasparri sul sistema radiotelevisivo che introduce il "digitale terrestre". Introduce un Sistema integrato delle comunicazioni, il quale prevede che nessun operatore possa conseguire ricavi superiori al 20% delle risorse complessive del Sic, o controllare più del 20% dei programmi televisivi o radiofonici irradiati attraverso frequenze terrestri. Prevede limiti alla pubblicità e dà l'avvio alla privatizzazione della RAI, attraverso la fusione tra "Rai spa" e "Rai Holding".
[modifica]
Riforma della giustizia
Approvata a luglio 2005, introduce la separazione delle cariche tra pubblico ministero e giudice, prevede l'avanzamento in carriera dei magistrati non solo per anzianità ma anche per meriti a concorso e una riorganizzazione delle procure.
[modifica]
Il calo di consensi e la crisi di governo
Dopo tre anni dall'insediamento del governo della CdL, arriva il primo appuntamento elettorale che coinvolge l'intero Paese e che ripropone il tema del confronto fra le coalizioni. Alle elezioni europee del 2004, i partiti della coalizione si presentano in calo rispetto ai risultati trionfalistici del 2001 e i due poli della politica italiana escono sostanzialmente a parità di consensi, oscillando entrambi intorno al 45%. A far registrare il calo maggiore è Forza Italia che, fondata precedentemente sull'immagine del suo leader, paga il prezzo più grosso per qualche malcontento sull'azione di governo: FI è in calo soprattutto al centro-sud e si attesta al 21% a livello nazionale (alle precedenti europee e alle politiche aveva toccato il 29%).
Il calo di consensi si rende evidente nel 2005, in occasione delle elezioni regionali che consegnano la vittoria alla nuova coalizione di centrosinistra, L'Unione, vittoriosa in 12 regioni su 14. La CdL si aggiudica soltanto il governo di Lombardia e Veneto e, pertanto, si impone una indispendabile aria di cambiamento: UDC e AN annunciano il ritiro dei loro ministri dal governo, criticando la predominanza dell'asse Forza Italia - Lega Nord. Berlusconi si dimette e costituisce un nuovo governo (il Berlusconi III) che ritrova l'unità della coalizione, istituendo un nuovo ministero ad hoc per il Mezzogiorno, il Ministero della Coesione Territoriale.
[modifica]
Il biennio 2005-2006
Nell'ultima fase della legislatura, la coalizione lavora per presentare ai cittadini i bilanci del quinquennio e ripresentarsi al nuovo appuntamento con le elezioni politiche.
[modifica]
La riforma elettorale e le dimissioni di Follini
Ad ottobre 2005, viene approvata una riforma elettorale che introduce il sistema proporzionale abolendo, di fatto, il maggioritario fino a quel momento in vigore. Viene introdotta la figura del leader della coalizione, al quale si ricollegano una serie di liste (bloccate) che si ripartiscono i seggi disponibili in maniera proporzionale, con un premio di maggioranza alla coalizione vincitrice che garantisca la governabilità. Lo sbarramento (per i partiti coalizzati) è del 2% alla Camera e del 3% al Senato. Al Senato, inoltre, il premio di maggioranza viene assegnato su base regionale.
L'approvazione di questa legge provoca le dimissioni di Marco Follini da segretario dell'Udc, che aveva sollecitato una legge proporzionale ma non in questi termini (sosteneva la possibilità di esprimere la preferenza di un candidato appartenente alla lista prescelta). Follini era stato più volte in contrasto con Berlusconi e, nell'estate 2005, si era fatto sostenitore di un cambiamento di leadership nella CdL in favore di Pier Ferdinando Casini.
La guida dell'Udc viene assunta da Lorenzo Cesa.
__________________________________________________ _____________
Qualcuno sa aiutarmi?
Grazie.


Rispondi Citando
