Posso capire il tentativo dei media di "gonfiare" l'evento rappresentato dal duello fra Berlusconi e Prodi. Quando i giornalisti pensano di essere al centro dell'attenzione generale, battono la grancassa, e dal loro punto di vista fanno bene. Ma io tutta questa attesa del duello non la vedo e non la percepisco, anche perchè lo scontro si incanalerà lungo binari prevedibilissimi.
Stasera Prodi cercherà di dimostrare quel che il governo non ha fatto, mentre Berlusconi cercherà di sgretolare il castello di menzogne su cui si regge la propaganda del centro-sinistra. Rimarrà irrisolto il nodo della questione: la disponibilità dell'opinione pubblica a fidarsi del centro-sinistra.
Questo è il quesito che rimarrà irrisolto fino al 9 aprile: fino a che punto l'opinione pubblica si fida del centro-sinistra?
Nelle precedenti elezioni politiche gli elettori hanno dato fiducia a Berlusconi, indipendentemente da quel che diceva. La gente si era talmente stancata di D'Alema e dei giochetti parlamentari del centro-sinistra per sopravvivere a se stesso che avrebbe votato chiunque pur di non rivedere Baffetto a Palazzo Chigi.
Il cosiddetto "effetto Belrusconi" si era già esaurito un anno dopo, quando il Governo riuscì a malapena a tenere alle Europee per poi andare incontro a una sconfitta senza attenuanti alle successive elezioni regionali.
Stando a quei risultati, Berlusconi non avrebbe dovuto avere alcuna speranza di vincere le Politiche del 9 aprile. In realtà è tornato a competere ad armi pari. Cosa l'ha riportato in sella? Tre elementi su tutti:
- il centro-sinistra ha sbagliato leader, nel senso che l'ecumenismo di Prodi non è considerato dalla gran parte dell'opinione pubblica il metodo con cui garantire il rilancio del Paese, perchè in Prodi manca l'elemento principale di un vero leader: la determinazione. Prodi è per sua natura un uomo di compromesso;
- la debolezza intrinseca del centro-sinistra, quindi la sua mancanza di stabilità dovuta alla forte presenza di compomenti che, pur avendo scelto (a parole) la strada della non-violenza, si collocano fuori dall'Occidente, condividendo posizioni terzomondiste;
- il conseguente timore dell'opinione pubblica che il centro-sinistra, soprattutto in materia di politica estera, non sarà in grado di andare avanti se non riceverà qualche aiuto sottobanco dal centro-destra, atto a consentirgli di emarginare in sede di voto le componenti antioccidentali della coalizione.
A questo punto l'opinione pubblica si pone una domanda più che lecita: perchè votare per una coalizione che avrà bisogno dei voti del centro-destra, quando si può votare direttamente il centro-destra?
Questi sono gli elementi che hanno rimesso in carreggiata Berlusconi e il Polo. E Prodi non ha né la capacità dialettica, né le idee per indurre l'opinione pubblica a non diffidare della sua coalizione.
Ciao
Elios




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