Bisognava battere sul ferro quando era caldo: mi riferisco ai tempi fine anni ottanta inizio anni novanta, quando il vento del Nord soffiava forte, la Lega era un movimento in crescita inarrestabile e dagli effetti travolgenti nel panorama politico italiano. In poco tempo era diventato il primo partito del Nord facendo davvero tremare Roma. In quel periodo in cui l’Europa cambiava i connotati con la dissoluzione dell’ex-URSS, avveniva il riconoscimento di Slovenia e Croazia, la Repubblica Ceca e quella Slovacca decidevano di autodeterminarsi, una soffiata un po’ piu’ forte a quel vento, che portava con se’ tanta voglia di cambiamento e di ribellione a quell’italietta di furbi e di fessi (sappiamo dove stavano gli uni e gli altri), avrebbe potuto portare ad ottenere quella che allora veniva definita Repubblica del Nord. In quel momento il consenso ad un’operazione del genere, c’era non solo nel popolo, ma anche di certa stampa e della piccola-media impresa. Il mio non e’ un amarcord, ma e’ il punto di partenza per un’analisi ed un richiamo all’avvicinarsi dell’appuntamento elettorale del prossimo 9 aprile, data che potrebbe essere decisiva e determinante nel cammino futuro della Lega Nord.
Siamo ben lontani da quei tempi descritti nella mia premessa, da quella straordinaria stagione di rivoluzione politica e morale, che portarono allo scoperto la vera questione, secondo me sempre aperta, ovvero quella settentrionale. Oggi quell’entusiasmo si e’ ridimensionato sin quasi a scomparire, tanta gente e’ rimasta delusa e demoralizzata: dopo aver sognato, ha deciso di ripiegare nei partiti romani o addirittura stare alla larga dalle urne. Errori sono stati commessi da parte della dirigenza del movimento, alcuni determinanti nell’involuzione di consensi attuale, pero’ ricordiamoci che, seppur ridimensionato, rimane ancora l’unico partito che possa rappresentare e difendere gli interessi del Nord.
Decidere di astenersi per dissensi nei confronti della dirigenza, decisione che vedo diffondersi leggendo gli interventi su questo forum, ritengo sia autolesionistico: molti dei motivi dei dissensi sono certamente rispettabili e condivisibili, ma in questo delicato momento storico, pur ritenendo che le rivoluzioni non si fanno esclusivamente in cabina elettorale, io invito comunque a non cedere alla tentazione astensionistica e votare Lega Nord, anche turandosi il naso come faro’ io. A cosa dovrebbe servire questo voto ? Innanzitutto a conservare e consolidare percentuali di consenso elettorali che evitino arretramenti dalle conseguenze politicamente irreversibili. Voglio sperare, seppur mi rendo conto che sto quasi sognando, che possa reggere elettoralmente l’alleamza Cdl-Lega e che essa possa cosi’ respingere l’insediamento della “dittatura rossa” della compagnia Prodi & C. Voglio ricordare, come ho gia’ fatto in un’intervento di qualche tempo fa’, la sinistra ha gia’ il controllo ed il potere del 75 per cento delle amministrazioni locali, di gran parte della stampa, magistratura, scuole e sindacati. L’azione politica di questi signori, qualora avessero la maggioranza per governare, assumera’ i connotati di ritorsione politica, di linciaggio morale e di umiliazione nei confronti di chi ha voluto difendere gli interessi del Nord e messo in discussione l’unita’ nazziunale.
Meditate gente.




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