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  1. #1
    più arcipreti, meno arcigay
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    Tra la verità e l'errore non c'è nessuna via di mezzo, tra questi due poli opposti non c'è che un immenso vuoto. Colui che si pone in questo vuoto è altrettanto lontano dalla verità di colui che è nell'errore (J. Donoso Cortes)
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    Predefinito Fraternità San Pio X e Roma: intervista a mons. Bernard Fellay

    Lefebvriani-Vaticano: prosegue il confronto

    di Paolo Luigi Rodari

    Bernard Fellay, superiore generale della tradizionalista e «scismatica»
    Fraternità di San Pio X - fondata anni fa dal vescovo Marcel Lefebvre e
    successivamente scomunicata da Giovanni Paolo II a norma del diritto
    canonico a motivo della decisione dello stesso Lefebvre di ordinare
    senza il mandato di Roma alcuni vescovi -, esprime soddisfazione per «i
    passi fatti finora» con Roma ma non sa rispondere se gli si chiede se, a
    suo avviso, presto il Papa revocherà la scomunica alla sua Fraternità.
    La Fraternità di San Pio X ha alcune comunità di sacerdoti sparse in
    tutto il mondo, Svizzera e Usa compresi.

    Monsignor Fellay, il prossimo 23 marzo, il giorno che precede il primo concistoro, Benedetto XVI incontrerà il collegio cardinalizio e sul piatto della discussione, oltre alle questioni inerenti la riforma della Curia romana, dovrebbero esserci le questioni inerenti la trattativa che potrebbe condurre al
    ripristino della piena comunione della vostra Fraternità con Roma. Lei
    ne sa qualcosa?


    «Io so quello che scrivono i giornali. Ho saputo dai giornali che forse
    il Papa avrebbe parlato di noi il prossimo 23 marzo».

    Quindi non sa dire se presto il Papa deciderà di revocarvi la scomunica?

    «No, ma noi, in verità, non siamo mai andati fuori dalla Chiesa cattolica».

    In che senso?

    «Noi viviamo la tradizione della Chiesa. Celebriamo la messa con
    l'antico rito e per questo non possiamo sentirci fuori dalla Chiesa
    anche perché la Chiesa non può rompere col suo passato».

    Però la scomunica l'avete ricevuta?

    «Roma ha dichiarato scomunicati i soli vescovi ordinati da Lefebvre
    senza il mandato di Roma».

    Quand'è stata l'ultima volta che ha incontrato il Papa?

    «L'estate scorsa a Castel Gandolfo».

    Poi vi siete risentiti?

    «No mai. Qualcuno ha scritto e detto che io sarei in contatto telefonico
    con lui. Ma è falso».

    Nel colloquio di agosto ha avuto l'impressione che il Pontefice volesse
    ricucire dopo tanti anni lo strappo provocato dalla decisione di
    Lefebvre di ordinare senza il mandato di Roma dei sacerdoti?


    «Il problema non è qua. La consacrazione fatta da monsignor Lefebvre di
    alcuni vescovi - una misura molto grave -, fu un atto proporzionato alla
    situazione che viveva la Chiesa. La vera soluzione dei problemi della
    Fraternità con Roma potrà esserci se ci si sforzerà di superare la crisi
    che ha colpito la Chiesa».

    In futuro, qualora le cose con Roma dovessero giungere a una definitiva
    riconciliazione, come vede la sua Fraternità? Potrà divenire una
    prelatura personale o un'amministrazione apostolica?


    «Precisamente non so rispondere. Comunque sarà Roma a farci delle
    proposte».

    Lei oggi si ritiene sottomesso al Papa?

    «Noi riconosciamo il Papa perché egli è il Vicario di Cristo. In questo
    senso noi riconosciamo la supremazia del Papa».

    Quante volte ha incontrato Giovanni Paolo II?

    «Una sola volta».

    Quando?

    «Il 30 dicembre del 2000 in Vaticano. Fu una visita veloce, un baciamano
    e nient'altro. Non mi disse nulla di particolare se non che era contento
    che tra Roma e noi fosse aperto il dialogo. Ci siamo visti nella sua
    cappella privata».

    È vero che all'interno della sua Fraternità vi è monsignor Richard
    Williamson che non vuole accettare la riconciliazione con Roma?


    «Non direi così. Direi invece che sull'argomento Williamson è più pessimista
    mentre io sono più ottimista».

    © Il Tempo 12 marzo 2006

    http://www.palazzoapostolico.it/dblo...p?articolo=421

  2. #2
    Ut unum sint!
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    Speriamo bene
    UT UNUM SINT!

 

 

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