Cuordileone: Puoi dimostrarmi di non avere verità assolute?
Cuordileone: http://forum.politicainrete.net/702169-post31.html
http://forum.politicainrete.net/702957-post35.html
Vedo che abbiamo idee differenti di "autoreferenzialità". E comunque la confutazione del relativismo è un sillogismo logico, non altro. E non c'è bisogno di fare ricorso ad un metalivello o presunto tale.Claddav:
Discussione sulla prima parte.
Indicare il relativismo come mera formula assoluta 'non esistono verità assolute' per poi confutarla è un giochino autoreferenziale , dal momento che sfrutta l'inconsistenza di una proposizione che parla di se stessa negandosi.
Stiamo giocando su due livelli diversi , un metalivello che giudica le proprosizioni e che viene esplicitata in una proposizione del livello inferiore "non esiste verità assoluta" e giudicata con gli strumenti di questo livello inferiore(logica classica). Abbiamo un intreccio fra livelli diversi(vedi Russell e le antinomie) che porta solo a paradossi o a proposizione indecidibili.
Se proprio vogliamo continuare il giochino rimanendo nell'ambito della logica classica preferisco per esplicitare il relativismo la proposizione:
"E' possibile esplicitare verità assolute solamente in via assiomatica"
Prendendo la stessa proposizione come assioma non abbiamo contraddizioni.Rimane l'autoreferenzialità che in campo logico è sempre un campanello d'allarme.
E qui finisco il compitino di logica.
Il relativismo a detta dei suoi stessi sostenitori, è una dottrina secondo cui la verità è inconoscibile, ma questo è assurdo. Non c'è alcun metalivello, è semplice sillogismo logico.
Ti prego di guardare la logica delle frasi, invece di cercare di cambiare il significato delle parole.
Su questo posso concordare. Ma almeno hai dato un'occhiata agli assiomi e ne hai presente il campo di validità?No ma è circoscritto [il teorema di pitagora] ad un sistema formale (geometria euclidea o geometria piana) definito da un determinato insieme di assiomi e di regole di derivazione.
Quindi è una 'verita' contestuale dove il contesto è dato dagli assiomi scelti.
Comunque sia... Quella che hai appena detto è una verità assoluta valida sempre.hefico:
Quindi per te non esistono verità derivate? Ma se ci sono infinite cose che a priori non si sanno partendo dagli assiomi e che si scoprono solo dopo la dimostrazione o il ragionamento!Il criterio(mio personale che non voglio imporre) che ho adottato per scegliere il metodo preferito si basa sulla minimizzazione degli assiomi posti , ponendoli in continua verifica e controllando le conseguenze derivate.
Di fatto si basa su due assiomi : l'esistenza di una realtà oggettiva(altro rispetto al mio pensiero) e la sua possibilità di modellizzazione(utilizzo della ragione).
Il fatto di avere una preferenza , di averla esplicitata non può togliermi il diritto di sindacare gli altri modelli , soprattutto quelli che partendo dai miei stessi assiomi superano le lacune cognitive sulla realtà oggettiva con assiomi non necessari e non controllabili e cercano di passarli come verità non assiomatiche ma derivate.
Chiaro?
Ti sei accorto di aver detto una cosa falsa? Con il ragionamento si raggiungono verità che prima non si sapevano. E questo è collegato a prima, quando hai detto che l'unica verità può essere messa come assioma.
Giusto, però noi che non la pensiamo come te abbiamo il diritto di fare la stessa cosa con te, a livello logico ed oggettivo.Riprendendo il discorso precedente , non posso dire che il mio metodo sia superiore a quello di altri ma posso fare benissimo una analisi ed un confronto sulle contraddizioni di chi ha fede , evidenziare come determinate assunzioni pur presentate come derivate abbiano una struttura assiomiatica senza riscontro nella realtà oggettiva.





hefico:
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