Evidentemente la grande finanza internazionale non vede l'ora di riprendere con Prodi la mangiatoia che grazie alle privatizzazioni selvagge condotte da Prodi e Draghi, attuale capo di Bankitalia, ha portato negli anni scorsi il 50% dell'industria nazionale (tra cui Locatelli, Invernizzi, Buitoni, Galbani, Negroni, Ferrarelle, Peroni, Moretti, Fini, Perugina, Mira Lanza solo per fare un esempio, nonché i patrimoni immobiliari Eni, Cariplo, Unim, Ras e Toro per migliaia di miliardi delle vecchie lire) in mano anglosassone - e tra queste mani ci sono quelle del colosso bancario Usa Goldman Sachs.
Piccolo particolare insignificante, Prodi è stato più volte consulente della Goldman Sachs. Mario Draghi ne è l'attuale vicepresidente. e tra i finanziatori della campagna elettorale dell'aspirante premier figurerebbe la moglie dell'amministratore delegato della Goldman Sachs per l'Europa, Costamagna. affari di famiglia insomma.


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