SINTESI DEL PROGRAMMA ELETTORALE SNI - ELEZIONI 2006
Risarcimento dei danni causati alla Sardegna
SNI si impegnerà affinchè lo stato italiano risarcisca i danni economico-sociali causati al popolo ed al territorio della Sardegna dovuti: Alla negazione della lingua, della cultura e della storia del popolo sardo, all’imposizione di una cultura estranea a discapito della nostra, all’imposizione di modelli economici estranei, all’imposizione di basi militari proprie e straniere, alla discriminazione energetica, ai danni causati al territorio e alla salute dei sardi dalla presenza di industrie inquinanti e dalla sperimentazione di armi da guerra contenenti sostanze nocive, all’imposizione di strutture che deturpano il paesaggio, alle limitazioni nell’uso del territorio, alla mancata movimentazione dei prodotti sardi in sede europea e mondiale, alle gravi diseconomie causate dai maggiori costi energetici e dalla inadeguatezza dei trasporti, alla rapina delle materie prime e alla mancata loro verticalizzazione in loco, alla mancata e tempestiva corresponsione delle risorse finanziarie spettanti allaSardegna in base all’art. 8 dello statuto regionale ed ai danni psicologici fatti ai cittadini sardi facendogli credere di non bastare a se stessi e di ricevere assistenza finanziaria da parte di uno stato che trattiene risorse invece che elargirne.
Quale stato e quale ordinamento sociale per lo stato sardo?
La soggettività che vogliamo per la Sardegna indipendente non è una copia degli attuali stati-nazione, in quanto nasce dalla lotta contro un sistema e di quel sistema non potrà mai essere parte.
Nascerà da chi combatte per un ideale libertario, per un altro mondo possibile basato sull’eguaglianza e non sulla discriminazione, da chi è contro ogni tipo di oppressione, compresa quella sociale, da chi crede che l’imperialismo, il neo-liberismo e la globalizzazione siano nuove forme di un sistema basato unicamente sul profitto a qualsiasi costo e sullo sfruttamento del lavoro altrui.
Gli attuali stati-nazione hanno ormai perso il loro compito organizzativo sociale dei propri popoli e si sono trasformati in apparati di sicurezza preposti a difendere il mercato ed alcuni settori della società da possibili attacchi dei settori sfavoriti e dei popoli oppressi.
Per l’ordinamento sociale del nostro popolo, faremo tesoro della nostra storia e della nostra cultura, alla base di esso ci sarà l’uguaglianza dei diritti, le pari opportunità, la tutela dei deboli ed uno stato sociale in grado di assicurare i servizi essenziali, il lavoro, la casa, l’istruzione ed un tenore di vita dignitoso per tutti.
Non sarà una copia di questi stati neppure sulle tematiche che riguardano la sfera personale, religiosa, sessuale e razziale.
Non farà, come fa oggi lo stato italiano che con la scusante proibizionista, criminalizza i consumatori di droghe leggere equiparandoli agli spacciatori, favorendo di fatto il business dello spaccio e della disintossicazione.
Questo tipo di società bisogna prepararla e il nostro impegno in quel senso sarà altrettanto intenso ed assiduo quanto quello per l’indipendenza, senza stabilire priorità ma consapevoli che senza l’indipendenza non saremo mai attori de nostro ordinamento sociale.
In attesa ed in preparazione delle modifiche istituzionali
1 - Nuovo statuto di sovranità e soggettività del popolo sardo
Riconoscimento del diritto dei sardi alla ricontrattazione dei rapporti con lo stato italiano per la scrittura di un nuovo statuto che regoli il periodo di transizione verso la forma di autodeterminazione che il popolo sardo sceglierà nell’esercizio del diritto all’indipendenza, dove siano sanciti questi principi e diritti fondamentali:
- Il riconoscimento ufficiale della Nazione Sarda e del suo diritto all’indipendenza.
- La temporaneità storica dell’appartenenza allo stato italiano.
- Riconoscimento della costrizione all’appartenenza allo stato italiano derivata da conquiste e repressioni.
- La volontà di entrare in Europa con una propria soggettività politica.
Una Carta di Sovranità che nasca da un’Assemblea Costituente eletta democraticamente da un grande movimento di popolo.
2 – Nascita del PARLAMENTO SARDO
Imporremo che l’attuale Consiglio Regionale prenda il nome di “Parlamentu Sardu“ che i consiglieri divengano deputati, gli assessori ministri e la giunta regionale sia chiamata “Guvernu Sardu”.
3 – Corpo diplomatico sardo – AMBASCIATE SARDE
In attesa di una piena soggettività politica e statuale della Sardegna ci impegneremo per trasformare le sedi federali degli emigrati sardi all’estero in ambasciate e per dare veste diplomatica ai presidenti o ai delegati scelti direttamente dal governo sardo.
4 – Gruppo parlamentare sardo
Richiesta per i parlamentari e i senatori indipendentisti sardi di costituirsi in gruppo anche se con un solo eletto, di prendere l’appellativo di “Sardigna Natzione Indipendentzia, e poter usare la lingua sarda nelle sedi parlamentari.
5 – Autogoverno fiscale – AGENZIA SARDA DELLE ENTRATE
Per impedire che lo stato italiano continui nel furto delle risorse fiscali previste dal’ art. 8 dello Statuto. SNI propone:
-Istituzione di un AGENZIA SARDA DELLE ENTRATE da affidare al ministero delle finanze (ex assessorato del Bilancio), con il compito di incassare tutte le entrate fiscali sarde e stabilire l’eventuale quota da versare temporaneamente allo stato italiano.
-Obbligatorietà della sede fiscale in Sardegna per le imprese che vi operano stabilmente.
-Diritti fiscali, su qualunque corrispettivo a persone o merci, pagato per lavoro prestato da residenti, per produzione o esportazione di merci o comunque corrisposto nel territorio sardo.
-Istituzione dell’albo delle imprese con sede fiscale in Sardegna e diritto di prelazione delle stesse negli appalti pubblici.
-Istituzione di una commissione d’inchiesta che individui eventuali evasori, elusori e studi le modalità più adatte per il recupero delle somme evase.
6 – Istruzione e cultura – ISCOLA SARDA
Ci impegneremo affinchè la Sardegna abbia competenza esclusiva sull’istruzione, per il riconoscimento della lingua sarda come lingua ufficiale anche nei rapporti con lo stato e con l’Europa.
Ufficializzazione e istituzionalizzazione della storia, della lingua e della cultura Sarda nelle scuole pubbliche.
Riconoscimento del bilinguismo perfetto in tutti gli uffici pubblici e nelle scuole di ogni ordine e grado.
7 – Polizia
Ci impegneremo affinchè la Sardegna abbia competenza esclusiva su polizia e gendarmeria locale, istituendo una polizia locale diversa da quella “zustissia” che i sardi non hanno mai accettato in quanto estranea ai propri codici ed imposta da altri.
8 – Sanità
Ci impegneremo affinchè la Sardegna abbia competenza esclusiva su sanità e strutture, istituendo una sanità legata al sociale e non al mercato, efficiente, moderna, in grado di ridurre al minimo attese, diagnosi e i viaggi della speranza ai quali i pazienti sardi sono costretti.
9 – Moneta
Ci impegneremo affinchè la Sardegna abbia la possibilità di coniare monete in euro con effigi sarde.
10 – Difesa
Ci impegneremo affinchè la Sardegna abbia la possibilità di affidare la difesa, appena possibile, direttamente all'Europa, affrancandosi, così, dallo stato italiano.
11 – Autogoverno del territorio
Competenza esclusiva al consiglio regionale in materia di ambiente, territorio, beni archeologici e ambientali.
Divieto assoluto di importare in Sardegna scorie di qualsiasi tipo e per qualsiasie uso, anche se camuffate come materie prime.
Competenza esclusiva della regione in materia di discariche, di gestione generale del territorio, compresi porti e mare territoriale.
12 – Mare territoriale e pesca
Definizione delle acque territoriali sarde e rivendicazione della piena ed esclusiva sovranità su di esse, al fine di tutelare l’attività svolta dai pescatori sardi ed evitare che esterni possano distruggere una delle nostre risorse più importanti e per evitare che il nostro mare e le nostre coste siano utilizzati per addestrare eserciti stranieri, destinati ad aggredire altri popoli e a mantenere l’occupazione militare della Sardegna.
13 – Autogoverno dei trasporti
Competenza esclusiva in materia di trasporti da e per la Sardegna.
Costituzione di flotta e compagnia aerea di bandiera, istituzione di aeroporti internazionali, raddoppio dei binari, elettrificazione delle linee ferroviarie e potenziamento dei porti affinchè la nostra favorevole posizione geografica divenga finalmente un vantaggio.
14 – Riduzione dei costi energetici
Ci impegneremo affinchè, in attesa di adeguate soluzioni tecniche, lo stato elimini da subito con apposita norma di legge, la disparità dei costi energetici tra la Sardegna e le zone già metaniz zate.
Oggi la Sardegna, produttrice di energia elettrica, paga circa il 40% in più delle altre zone dello stato.
15 - Lavoro ai residenti
Ci impegneremo affinchè il governo, per tutelare lingua e cultura sarda nella scuola e allo stesso tempo per creare maggiori opportunità di lavoro, approvi una legge che dia priorità di occupazione negli uffici e nelle scuole pubbliche, ai residenti da almeno cinque anni e ai figli degli emigrati nati fuori dall’isola.
16 – Ticket di “bona intrada” in Sardegna
Ci impegneremo affinchè il governo, per far fronte ai maggiori oneri causati dall’insularità e per supplire agli inconvenienti che una massiccia presenza di estranei alla cultura sarda, inevitabilmente causa al territorio, si istituisca un modesto ma significativo ticket de bona intrada quale forma di investimento sul bene Sardegna, bene unico che tutti hanno il dovere di tutelare.
I proventi verranno investiti, nel settore turistico, ambientale, nei trasporti e in quello agropastorale.
17–Verticalizzazione materie prime
Ci impegneremo affinchè il Parlamento Sardo, per impedire la rapina delle nostre risorse ed il relativo scempio ambientale derivati da estrazione, imponga una sanzione amministrativa, per danno ambientale irreparabile e revoca della concessione alle ditte che esportino le materie grezze.
Verrà invece incentivata la lavorazione in loco delle stesse.
18 – Basi militari
In attesa della completa smilitarizzazione e denuclearizzazione dell’isola, quale obiettivo finale per l'esercizio della sovranità sul proprio territorio, pretenderemo la restituzione ai Sardi delle somme (miliardi di euro) incassate dallo stato italiano per l’affitto delle basi militari.
19 – Pastorizia e Agricoltura
- Introduzione nei trattati economici europei del riconoscimento della Sardegna quale leader nella produzione di latte ovino.
- Introduzione di politiche che favoriscano il consumo dei prodotti locali derivati dall’agricoltura e dall’allevamento con leggi che creino pari opportunità tra le produzioni sarde e quelle esterne.
- Una decisa scelta per la gestione sostenibile del territorio attraverso indirizzi produttivi del comparto agricolo mirati alla difesa ed al potenziamento dello stesso ( forestazioni, filiere produttive e politiche agro-energetiche, turismo rurale).
- Riconoscimento di un marchio di qualità e dunque di nicchia per tutti i prodotti del comparto, da tutelare e da non assoggettare alle disposizioni arbitrarie e limitative della Comunità Europea.
20 – Artigianato, commercio e credito
Obbligatorietà di sede fiscale in Sardegna per tutte le aziende che vi operano in base a licenze da essa rilasciate, laddove lo stato non ne abbia competenza. Il governo sarà chiamato a valorizzare ed incentivare l’artigianato sardo e relativo piccolo commercio, anche limitando l’apertura di ulteriori Centri Commerciali, specialmente se con sede sociale e fiscale al di fuori della Sardegna.
La sardizzazione del Banco di Sardegna per avere un credito organico all’imprenditoria, alle famiglie sarde e una riduzione del costo del denaro.
21 – RADIO TV SARDE
Istituzione di una Radio pubblica sarda e Sardizzazione dell'attuale rete regionale RAI, affinchè, con trasmissioni bilingui, esse siano veicolo di cultura e informazione moderna per i sardi.




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