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Discussione: X Don Calimero

  1. #1
    Anti Fariseismo
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    Predefinito X Don Calimero

    Mi scuso in anticipo se ho postato la risposta in un nuovo thread, ma purtroppo avendo il moderatore chiuso quello in cui avevo posto la domanda non avevo altro modo per farlo. Riporto cmq il link per dare la possibilità ai forumisti di andare eventualmente a verificare o a controllare i riferimenti e i contesti del thread chiuso.

    http://www.politicaonline.net/forum/...=234140&page=5


    In che senso nella S. Messa si perpetua un sacrificio?
    Te lo posso spiegare citando il Catechismo della Chiesa Cattolica:

    1356 Se i cristiani celebrano l'Eucaristia fin dalle origini e in una forma che, sostanzialmente, non è cambiata attraverso la grande diversità dei tempi e delle liturgie, è perché ci sappiamo vincolati dal comando del Signore, dato la vigilia della sua Passione: “Fate questo in memoria di me”.

    1357 A questo comando del Signore obbediamo celebrando il memoriale del suo sacrificio. Facendo questo, offriamo al Padre ciò che egli stesso ci ha dato: i doni della creazione, il pane e il vino, diventati, per la potenza dello Spirito Santo e per le parole di Cristo, il Corpo e il Sangue di Cristo: in questo modo Cristo è reso realmente e misteriosamente presente.

    1358 Dobbiamo dunque considerare l'Eucaristia - come azione di grazie e lode al Padre , - come memoriale del sacrificio di Cristo e del suo Corpo, - come presenza di Cristo in virtù della potenza della sua Parola e del suo Spirito.

    1362 L'Eucaristia è il memoriale della Pasqua di Cristo, l'attualizzazione e l'offerta sacramentale del suo unico sacrificio, nella Liturgia della Chiesa, che è il suo Corpo. In tutte le preghiere eucaristiche, dopo le parole della istituzione, troviamo una preghiera chiamata anamnesi o memoriale.

    1364 Nel Nuovo Testamento il memoriale riceve un significato nuovo. Quando la Chiesa celebra l'Eucaristia, fa memoria della Pasqua di Cristo, e questa diviene presente: il sacrificio che Cristo ha offerto una volta per tutte sulla croce rimane sempre attuale: [Cf Eb 7,25-27 ] “Ogni volta che il sacrificio della croce, "col quale Cristo, nostro agnello pasquale, è stato immolato", viene celebrato sull'altare, si effettua l'opera della nostra redenzione” [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 3].

    1367 Il sacrificio di Cristo e il sacrificio dell'Eucaristia sono un unico sacrificio: “Si tratta infatti di una sola e identica vittima e lo stesso Gesù la offre ora per il ministero dei sacerdoti, egli che un giorno offrì se stesso sulla croce: diverso è solo il modo di offrirsi”. “E poichè in questo divino sacrificio, che si compie nella Messa, è contenuto e immolato in modo incruento lo stesso Cristo, che "si offrì una sola volta in modo cruento" sull'altare della croce questo sacrificio è veramente propiziatorio” [Concilio di Trento: Denz. -Schönm., 1740].

    1368 L'Eucaristia è anche il sacrificio della Chiesa. La Chiesa, che è il Corpo di Cristo, partecipa all'offerta del suo Capo. Con lui, essa stessa viene offerta tutta intera. Essa si unisce alla sua intercessione presso il Padre a favore di tutti gli uomini. Nell'Eucaristia il sacrificio di Cristo diviene pure il sacrificio delle membra del suo Corpo. La vita dei fedeli, la loro lode, la loro sofferenza, la loro preghiera, il loro lavoro, sono uniti a quelli di Cristo e alla sua offerta totale, e in questo modo acquistano un valore nuovo. Il sacrificio di Cristo riattualizzato sull'altare offre a tutte le generazioni di cristiani la possibilità di essere uniti alla sua offerta.


    In nessuno dei punti del C.C.C. che hai citato ho trovato il termine “perpetua”, ne tanto meno nessuna frase che tende allo stesso significato di quello che “significa” il suddetto termine. Anzi, addirittura si legge il contrario, e cioè: L’eucaristia è si memoriale del Sacrifico della Croce, ma che è stato offerto una sola ed unica volta. Per cui continuo a non capire il senso del punto uno della domanda che avevi rivolto ai neocatecumeni.

    1)Tu credi che nella S. Messa si perpetua nei secoli, fino al ritorno di nostro Signore Gesù Cristo, il sacrificio della croce, da Lui istituito per affidare così alla Chiesa il memoriale della sua morte e resurrezione?
    Per quanto riguarda il secondo punto:


    Per quanto riguarda la presenza reale di nostro Signore nell'Eucaristia dopo la S. Messa, posso provare a dirtelo a parole, perché semplicemente il sacerdote consacra il pane ed il vino durante la Consacrazione. Mediante la Consacrazione, sappiamo che quello che prima era un semplice pezzo di pane e quello che era un po' di vino misto ad acqua diventano realmente il Corpo e il Sangue di nostro Signore Gesù Cristo. Ne consegue che, una volta consacrato il pane, ossia, una volta che il pane è divenuto Corpo di Cristo, tale resta anche dopo la conclusione della S. Messa. Per questo le Ostie consacrate in sovrannumero rispetto all'esigenza della singola Messa vengono collocate nel tabernacolo, dove nostro Signore resta presente realmente col Suo Corpo. Per questo entrando in chiesa si è soliti fare la genuflessione verso il tabernacolo, per salutare nostro Signore che lì nel tabernacolo è presente e vivo.

    Tu a queste cose non credi? A me sembrano semplicemente meravigliose. Entrare in una chiesa e sapere che lì c'è Gesù per me è di una consolazione enorme.

    Chiedo:
    • come mai il memoriale del Sangue va consumato tutto e invece quello del pane ingabbiato ( perché di questo si tratta, lo mettete in gabbia) nel taberncaolo? Non ha forse detto Gesù: prendete e mangiatene tutti esattamente come ha detto: prendete e bevetene tutti ?
    • Il pane consacrato viene trasformato nel corpo di Gesù Cristo Risorto oppure nel corpo di Gesù Cristo morto?

    Resto in attesa di risposte

  2. #2
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    “Ogni volta che il sacrificio della croce, "col quale Cristo, nostro agnello pasquale, è stato immolato", viene celebrato sull'altare, si effettua l'opera della nostra redenzione”.
    Significa che l'opera della nostra redenzione si effettua ogni volta che si offre il sacrificio eucaristico. Questa ripetizione in ogni chiesa cattolica nei secoli dell'offerta eucaristica è il perpetuarsi dell'offerta di Cristo sulla Croce.
    Cosa vuol dire perpetuarsi se non il ripetersi nei secoli, il riattualizzare ciò che fu fatto una volta come inizio ad una serie di ripetizioni?

    1367 Il sacrificio di Cristo e il sacrificio dell'Eucaristia sono un unico sacrificio: “Si tratta infatti di una sola e identica vittima e lo stesso Gesù la offre ora per il ministero dei sacerdoti, egli che un giorno offrì se stesso sulla croce: diverso è solo il modo di offrirsi”. “E poichè in questo divino sacrificio, che si compie nella Messa, è contenuto e immolato in modo incruento lo stesso Cristo, che "si offrì una sola volta in modo cruento" sull'altare della croce questo sacrificio è veramente propiziatorio” [Concilio di Trento: Denz. -Schönm., 1740].
    Anche questo passaggio a me sembra chiaro: Cristo si è immolato cruentemente una sola volta e la chiesa immola in maniera incruenta lo stesso Cristo sotto le specie del pane e del vino, perpetua, ripete, riattualizza incruentemente l'unico sacrificio cruento di Cristo.
    Sono stato un po' più chiaro?


    La questione del sangue consumato e del pane "ingabbiato" si spiega così.
    Parto citando il Catechismo.

    1356 Se i cristiani celebrano l'Eucaristia fin dalle origini e in una forma che, sostanzialmente, non è cambiata attraverso la grande diversità dei tempi e delle liturgie, è perché ci sappiamo vincolati dal comando del Signore, dato la vigilia della sua Passione: “Fate questo in memoria di me” ( 1Cor 11,24-25 ).

    1357 A questo comando del Signore obbediamo celebrando il memoriale del suo sacrificio. Facendo questo, offriamo al Padre ciò che egli stesso ci ha dato: i doni della creazione, il pane e il vino, diventati, per la potenza dello Spirito Santo e per le parole di Cristo, il Corpo e il Sangue di Cristo: in questo modo Cristo è reso realmente e misteriosamente presente .

    Come è presente?

    Risponde di nuovo il catechismo:

    1377 La presenza eucaristica di Cristo ha inizio al momento della consacrazione e continua finché sussistono le specie eucaristiche. Cristo è tutto e integro presente in ciascuna specie e in ciascuna sua parte; perciò la frazione del pane non divide Cristo [Cf ibid., 1641 --> Concilio di Trento: Denz. -Schönm., 1642].

    Per cui Cristo è presente col Suo Corpo (risorto, così rispondo anche all'altra questione) e col Suo Sangue sia nel pane che nel vino. La Chiesa consacra il pane ed il vino per ubbidire al comando del Signore, e il sacerdote (ed in alcuni limitati casi anche i fedeli) si comunica anche al vino oltre che al pane.

    La questione è puramente pratica. Giacché sia nel pane che nel vino sono presenti sia il Corpo che il Sangue di Cristo, la consacrazione di entrambi si fa per rispondere al comando del Signore di rinnovare l'ultima cena, ma la Comunione avviene generalmente al solo pane. Ed il solo pane viene deposto nel tabernacolo sempre per motivi pratici, perché è il pane che viene distribuito ai fedeli. Teoricamente nel tabernacolo potrebbe essere anche deposto un calice di vino consacrato, sarebbe la stessa cosa. La prassi liturgica della chiesa latina ha stabilito così.

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Don Calimero


    Anche questo passaggio a me sembra chiaro: Cristo si è immolato cruentemente una sola volta e la chiesa immola in maniera incruenta lo stesso Cristo sotto le specie del pane e del vino, perpetua, ripete, riattualizza incruentemente l'unico sacrificio cruento di Cristo.
    Sono stato un po' più chiaro?
    No, non sei stato più chiaro, ma mi rendo conto che non è colpa tua ma dell’assurdo groviglio di contraddizione implicito nei punti del C.C.C.
    Mi chiedo come è possibile dire che il sacrifico è stato offerto una sola volta e allo stesso tempo dire che si perpetua in tutte le messe di tutti i secoli; mi sembra semplicemente assurdo. Per non parlare poi della logica secondo la quale i fedeli nell’ Eucaristia “ri-offrono” il sacrificio di Cristo a DIO e allo stesso tempo viene definita un rendimento di grazie. Ma lasciamo perdere, tanto so che non ne usciremmo mai da questa cosa.

    Per quanto riguarda l’altra risposta:

    Per cui Cristo è presente col Suo Corpo (risorto, così rispondo anche all'altra questione) e col Suo Sangue sia nel pane che nel vino.

    La questione è puramente pratica. Giacché sia nel pane che nel vino sono presenti sia il Corpo che il Sangue di Cristo…….
    Questa è proprio bella! Se ho capito bene stai dicendo che in entrambe le specie Eucaristiche è “presente” sia il Corpo che il Sangue di Cristo? Se è così, come mai i Vangeli dicono tutt’altra cosa?
    Marco 14:22 Mentre mangiavano prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo».
    Marco 14:23 Poi prese il calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti.
    Marco 14:24 E disse: «Questo è il mio sangue, il sangue dell'alleanza versato per molti.
    E soprattutto: che senso ha allora la consacrazione del pane e del vino se ( come sostieni ) sia il corpo che il sangue di Cristo sono presenti anche in una sola delle due specie Eucaristiche?


    E per finire: visto che hai ammesso che nell’ostia è presente Cristo Risorto; ti rinnovo la domanda che ti avevo fatto prima: Perché mai ingabbiate un VIVO nel tabernacolo?

  4. #4
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    Ti ho spiegato che consacrare il pane ed il vino risponde al comando fattoci da nostro Signore (fate questo in memoria di me): per questo si consacrano entrambi, ma i laici si comunicano al solo pane. Se il pane fosse un corpo dissanguato non avrebbe senso la comunione sotto una sola specie.

    Ma queste cose non le dico io, è il Catechismo della Chiesa Cattolica che le insegna perché questa è la fede cattolica, che ci posso fare se a te sembrano assurde?
    La materia eucaristica, oltre ad essere un mistero, è il frutto degli insegnamenti apostolici tramandatici attraverso il Magistero della Chiesa e codificati man mano durante la bimillenaria storia della Chiesa.

    Poi non capisco perché parli di ingabbiare. Dove vorresti che fosse fatto accomodare Nostro Signore? In un palazzo? In un giardino? In una bella villa? Il tabernacolo è il posto più onorevole in cui si possa conservare il Corpo di Cristo sotto le specie del pane.
    Comprendo quale sia il tuo discorso. Tu sostieni che nell'eucaristia non c'è presenza reale, per cui accusi la chiesa di maltrattare quello che noi crediamo essere il corpo di Cristo.
    Il problema è che è stato lo stesso Cristo a dirci <<Questo è il mio corpo>>, quindi noi crediamo alla sua presenza reale nell'Eucaristia. Cosa dovremmo fare delle specie consacrate se non dar loro un posto onorevole nelle chiese perché nostro Signore sia presente realmente in mezzo a noi e riceva la giusta devozione?
    Entrando in una chiesa qualunque si ha di fronte Gesù realmente presente e si può parlare con Lui, pregarLo, ringraziarLo, chiederGli grazie. Che brutto sarebbe entrare in un luogo di culto e parlare ad una stanza vuota?
    La bellezza della certezza che quando si entra in chiesa e si prega, c'è il nostro Salvatore vivo e presente che ci ascolta e ci accoglie è incommensuabile. Mi rattrista che tu non goda di questa consolazione e non ne comprenda la portata.

    Io sono stato spesso in Turchia dove la gente prega nelle moschee. Ti posso dire che vedere tanta gente che, pur con molta fede, prega contro un muro vuoto, m'ha fatto tristezza paragonando la loro preghiera con la mia. Io ho vicino a me il mio Dio, loro non ce l'hanno, e la stessa cosa la provo quando entro in una chiesa protetante. Non te lo so spiegare, ma si sente che lì manca qualcosa. Questo qualcosa è Cristo.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Don Calimero

    Se il pane fosse un corpo dissanguato non avrebbe senso la comunione sotto una sola specie.

    Ma queste cose non le dico io, è il Catechismo della Chiesa Cattolica che le insegna perché questa è la fede cattolica, che ci posso fare se a te sembrano assurde?
    Come ti ho già fatto notare sopra, sono i Vangeli che contraddicono queste assurdità e non io. Se poi tu sei convinto che quello che dice la chiesa Cattolica è da ritenere più autorevole di ciò che dicono i Vangeli sono fatti tuoi, ma fino a prova contraria il riferimento al pane e al vino è chiaro e inequivocabile. Tranne che, saresti disposto ad ammettere che il riferimento è solo simbolico, ma ovvio che non lo faresti mai, perché questo significherebbe mettere in discussione, in modo implicito, il dogma assurdo della transustanziazione.


    La materia eucaristica, oltre ad essere un mistero, è il frutto degli insegnamenti apostolici tramandatici attraverso il Magistero della Chiesa e codificati man mano durante la bimillenaria storia della Chiesa.
    Appunto! Codificati man mano durante i secoli, e si vedono i risultati infatti.

    Poi non capisco perché parli di ingabbiare. Dove vorresti che fosse fatto accomodare Nostro Signore? In un palazzo? In un giardino? In una bella villa? Il tabernacolo è il posto più onorevole in cui si possa conservare il Corpo di Cristo sotto le specie del pane.
    Hihihihihhi! Questa è bella davvero! Cosa fate voi, lo fate accomodare, per giunta in una gabbia? Ma mi faccia il piacere mi faccia, dai questa è proprio grossa come cavolata.

    Cmq per finire: è ovvio che così come la intendete voi io non credo alla presenza reale nelle specie eucaristiche, ma questo non vuol dire che non credo in assoluto ne tanto meno che non ho rispetto, anzi, secondo me è vero l’esatto contrario.
    In riferimento al bisogno che hai nella preghiera di sentire vicino DIO non mi permetto assolutamente di esprimere giudizi, ognuno prega come sa fare, e non sta a me stabilire se lo fa nel modo giusto oppure no, ne tanto meno poter stabilire quali sono le preghiere che Dio accoglie e quali no.

  6. #6
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    Come ti ho già fatto notare sopra, sono i Vangeli che contraddicono queste assurdità e non io.
    Scusate se mi intrometto ma la discussione è molto interessante e, una volta tanto, abbastanza pacata.
    Tu dici, Otorino, che i Vangeli contraddicono la Transustanziazone, ma a me sembra invece, e credo che Don Tonino possa essere daccordo, che nel discorso di Gesù nella sinagoga di Cafarnao, riportato nel Vangelo di Giovanni, (Gv 6) sia chiara la Sua intenzione di darci proprio il Suo corpo da mangiare e il Suo sangue da bere pena l'impossibilità di entrare nel suo regno.
    Il parallelo, fra l'altro è con un fatto concreto, gli ebrei che, raminghi nel deserto, vengono sfamati dalla manna discesa dal cielo al quale si oppone così un'altro fatto concreto, il nuovo Israele viene sfamato dal nuovo pane disceso dal cielo che è Cristo e questo in modo non simbolico, ma reale come lo fu per la manna e come le parole di Gesù nel Vangelo lasciano capire.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da morthysia
    Scusate se mi intrometto ma la discussione è molto interessante e, una volta tanto, abbastanza pacata.
    Tu dici, Otorino, che i Vangeli contraddicono la Transustanziazone, ma a me sembra invece, e credo che Don Tonino possa essere daccordo, che nel discorso di Gesù nella sinagoga di Cafarnao, riportato nel Vangelo di Giovanni, (Gv 6) sia chiara la Sua intenzione di darci proprio il Suo corpo da mangiare e il Suo sangue da bere pena l'impossibilità di entrare nel suo regno.
    Il parallelo, fra l'altro è con un fatto concreto, gli ebrei che, raminghi nel deserto, vengono sfamati dalla manna discesa dal cielo al quale si oppone così un'altro fatto concreto, il nuovo Israele viene sfamato dal nuovo pane disceso dal cielo che è Cristo e questo in modo non simbolico, ma reale come lo fu per la manna e come le parole di Gesù nel Vangelo lasciano capire.


    Scusa, ma se veramente ne vuoi parlare e trovi interessante questo discorso, forse è meglio che magari rileggi un po’ il tutto ed eviti di decontestualizzare le cose dette. Mi sembra infatti che una certa confusione l’hai già fatta. Vabè pazienza, cerco di chiarirti le idee.

    Innanzitutto l’ assurdità alle quale facevo riferimento è l’affermazione fatta da DON Camillero:
    Per cui Cristo è presente col Suo Corpo (risorto, così rispondo anche all'altra questione) e col Suo Sangue sia nel pane che nel vino.
    La questione è puramente pratica. Giacché sia nel pane che nel vino sono presenti sia il Corpo che il Sangue di Cristo…….
    Per questo ho detto che sono gli stessi Vangeli a mettere in risalto l’assurdità e contraddicono la suddetta affermazione. Cioè stando ai Vangeli il pane è memoriale del Corpo, e il Vino del Sangue. Lui ha sostenuto che ognuna delle due specie è memoriale ( o fa presente ) sia il corpo che il sangue.

    Punto 2:
    Io non ho mai detto che i Vangeli contraddicono la transustanziazione, semmai ho detto che io la trovo assurda. Il riferimento ai Vangeli riguardo la contraddizione era riferito al discorso sopra. Questo tanto per chiarire. Detto questo, è ovvio che secondo me il dogma della transustanziazione non ha nulla a che fare con ciò che dicono i Vangeli , tanto è vero che se l’ha inventato la chiesa in un periodo storico particolare. Anche i Protestanti, per esempio, credono alla presenza reale, eppure non credono al dogma suddetto. Cioè, una cosa è credere alla presenza reale nelle Specie Eucaristiche, un’altra credere al dogma della transustanziazione.

  8. #8
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    Cmq per finire: è ovvio che così come la intendete voi io non credo alla presenza reale nelle specie eucaristiche, ma questo non vuol dire che non credo in assoluto ne tanto meno che non ho rispetto, anzi, secondo me è vero l’esatto contrario.
    Scusa ma allora ho frainteso quanto dici in questo punto; se è così perdonami.
    D'altra parte il Mistero Eucaristico è di per sè stesso indimostrabile perciò è materia dogmatica; se poi tu non riconosci alla Chiesa la legittimità di proclamare dogmi questo è un'altro paio di maniche.
    O decido che devo credere anche l'incredibile (e l'insindacabile) con un atto di Fede, sperando per questo nell'aiuto di Dio in ogni attimo della mia vita, o non ne verrò mai fuori perchè mai e poi mai riuscirò a trovare spiegazioni convincenti a certe domande.

    Per quanto riguarda il discorso delle due specie sia nel pane che nel vino, a me, modestamente, visto che abbiamo stabilito che il corpo è quello di Gesù Cristo risorto e, dunque, vivo, sembra naturale che sia nella sua interezza di carne e sangue.
    Sul problema dell'ostia consacrata, e dunque ormai trasformata per sempre nel corpo e sangue di Nostro Signore, conservata nel tabernacolo onestamente non so che dire perchè non l'ho capito; io non trovo ci sia nulla di strano ma, ripeto, forse non ho ben compreso.

  9. #9
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    Non ho sostenuto io che in ciascuna delle due specie ci sono sia il Corpo che il Sangue di Cristo, questo è di fede.
    Come dice Morthysia ciò è un mistero, è un dogma, o ci credi o non ci credi, non si può star lì a cercar di capirlo. E' ipotizzabile che il Corpo risorto di Cristo sia presente in un'Ostia senza nemmeno una goccia di sangue? Chiaro che no!
    Per cui non c'è contraddizione tra quello che il Signore ha detto e che i Vangeli riportano, e quello che la Chiesa dice. Il pane è la forma visibile del Corpo e il vino è quella del Sangue: sono ciò che noi vediamo, ciò che ce lo fa comprendere, ma la sostanza è indivisa in ognuno di essi.
    E comunque tengo a precisare che le specie eucaristiche non sono memoriale ma sono il Cropo e il Sangue di nostro Signore: Lo sono. In un'ostia consacrata c'è il Corpo indiviso di Cristo, non c'è il memoriale o la rappresentazione di Esso.

    Per quanto riguarda la transustanziazione, in che periodo storico particolare la Chiesa lo avrebbe inventato? Il fatto che per mezzo della consacrazione un pezzo di pane diventa Corpo di Cristo è presente sin da subito nelle comunità cristiane, fu Lutero che in un determinato momento l'ha contestato. I Protestanti non credono nella presenza reale, essi credono che la Comunione sia un simbolo, che il banchetto eucaristico sia il ricordo dell'ultima cena. I Protestanti non hanno sacerdoti consacrati che consacrino a loro volta le sacre specie, hanno pastori che distribuiscono all'assemblea il pane in ricordo dell'ultima cena.

    Chiedo scusa se rispondo con tempistiche geologiche, ma il tempo che ho di scrivere sul forum è veramente poco e raro.
    Un abbraccio, ragazzi.

  10. #10
    Anti Fariseismo
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    Molto brevemente e nel modo più sintetico possibile rispondo ai punti più interessanti per evitare di perderci in discorsi lunghi e a giro di vite senza fine.

    E' ipotizzabile che il Corpo risorto di Cristo sia presente in un'Ostia senza nemmeno una goccia di sangue? Chiaro che no!
    Per cui non c'è contraddizione tra quello che il Signore ha detto e che i Vangeli riportano, e quello che la Chiesa dice. Il pane è la forma visibile del Corpo e il vino è quella del Sangue: sono ciò che noi vediamo, ciò che ce lo fa comprendere, ma la sostanza è indivisa in ognuno di essi.
    Non è ipotizzabile in base alla logica della transustanziazione, ma in base alla logica del memoriale di cui parlano i Vangeli, non solo non ha senso ipotizzarlo, ma nemmeno crederlo, cioè credere che l’Ostia sia nella sostanza il Corpo e Il Sangue di Cristo. E ripeto ancora una volta: sono gli stessi Vangeli ( che ho citato sopra ) che fanno la distinzione tra ciò che è il memoriale del pane e ciò che è quello del vino. Per cui qualunque ipotesi contraria mette in discussione i Vangeli stessi.

    E comunque tengo a precisare che le specie eucaristiche non sono memoriale ma sono il Cropo e il Sangue di nostro Signore: Lo sono. In un'ostia consacrata c'è il Corpo indiviso di Cristo, non c'è il memoriale o la rappresentazione di Esso.
    Ecco per l’appunto a cosa porta la logica dei dogmi, si arriva a smentire ciò che gli stessi Vangeli dicono( riferimento alla frase in grassetto )


    fu Lutero che in un determinato momento l'ha contestato. I Protestanti non credono nella presenza reale, essi credono che la Comunione sia un simbolo, che il banchetto eucaristico sia il ricordo dell'ultima cena.
    Non è affatto vero. Lutero non contesto la presenza reale nelle specie Eucaristiche, contesto il cambiamento della sostanza del pane e del vino rispettivamente nel Corpo e nel Sangue di Cristo ( appunto la logica della transustanziazione che poi è stata imposta per dogma ). Gli stessi protestanti di oggi credono alla presenza reale, ma lo credono in modo consustanziale, che secondo me è molto ma molto più coerente ai Vangeli e alla logica umana stessa. Una cosa è credere che delle molecole di pane e di vino diventino il corpo e il sangue di DIO ( che poi per "accoglienza" ingabbiate pure ), un’altra credere che nel fare Eucaristia sia presente in senso spirituale il Corpo e il Sangue di Cristo.


    I Protestanti non hanno sacerdoti consacrati che consacrino a loro volta le sacre specie, hanno pastori che distribuiscono all'assemblea il pane in ricordo dell'ultima cena.
    E menomale che non hanno Sacerdoti “consacrati”, avranno altre pecche, ma almeno questa se la sono risparmiata.

    Ciao a tutti

 

 

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