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Discussione: Addio a J.C. Lafaille

  1. #1
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    Predefinito Addio a J.C. Lafaille







    Makalu: persi i contatti con Lafaille
    Primo Piano Inserito da montagnatv il Lun, 30/01/2006 - 11:05

    KATHMANDU, Nepal -- Sono ore d'angoscia per i collaboratori di Jean-Cristophe Lafaille, l'alpinista francese che sta cercando di scalare in solitaria invernale la vetta del Makalu. Da diversi giorni si sono persi i contatti con lo scalatore.


    L'alpinista era partito dal campo base della "montagna nera" il 25 gennaio scorso. Ma da 72 ore non ci sono segni di vita. I collaboratori e i familiari sono molto preoccupati. La speranza e la preghiera di tutti è che si tratti solo di un problema di comunicazione. Che il telefono satellitare di cui è dotato Lafaille sia andato in tilt o non funzioni correttamente.

    La moglie e manager del francese ha chiesto l'intervento di un elicottero e un aereo da ricognizione per rintracciare la tenda dell'alpinista, e capire dove possa essere finito. Tempo permettendo, la ricognizione dovrebbe avvenire nella giornata di domani.

    L'ultimo contatto con Lafaille è stato il 26 gennaio, quando l'alpinista si trovava a 7600 metri d'altezza e si preparava ad attaccare la vetta. Da allora di lui si sono perse le tracce. In quel momento la batteria del telefono satellitare era molto bassa. Ma a destare la maggiore preoccupazione è il fatto che Lafaille doveva essere di ritorno al campo base (dove c'è una altro telefono satellitare attivo) già sabato scorso.

    Lafaille, uno degli alpinisti più famosi al mondo, sta provando un'impresa difficilissima e mai realizzata prima . Ovvero un'ascesa solitaria, in condizioni invernali sul Makalu, la montagna himalayana di oltre 8400 metri, quinta vetta del pianeta.


    Il francese ha lasciato il campo base dopo aver completato l'acclimatamento ed essersi riposato al campo base. Le condizioni del tempo in questi giorni sono molto variabili a causa dei fortissimi venti che stanno sferzando la zona.

    Nei giorni scorsi ai 6900 metri d'altezza del campo base la temperatura - sotto la tenda - era di circa 30 gradi sottozero. Lafaille mangiava ogni tre ore per cercare di compensare la perdita di energia corporea con cibi calorici e frutta. Ma mangiare a quella quota è tutt'altro che facile visto che l'altitudine provoca inappetenza e addirittura disgusto verso alcuni tipi di alimenti.

    Mercoledì scorso il francese ha intravisto una finestra di bel tempo e ha lasciato il campo base per tentare la vetta. Da allora con lui si sono persi i contatti.

  2. #2
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    Addio anche a Heinrich Harrer

    Heinrich Harrer


    Heinrich Harrer (Hüttenberg, 6 luglio 1912 - Friesach, 7 gennaio 2006) fu un alpinista ed esploratore austriaco.


    Vita
    Harrer effettuò tra il 21 e il 24 luglio 1938, con i compagni Heckmair, Kasparek e Vörg, la prima ascensione della parete nord dell'Eiger. L’impresa fu da lui stesso descritta nel libro Parete Nord.

    La sua fama è legata in particolar modo all’affascinante ed avventurosa vicenda della sua permanenza in Tibet tra il 1944 e il 1951, dove era giunto fuggendo dal campo di concentramento inglese di Dehra Dun, in India. Harrer narrò questi momenti nella sua opera letteraria più famosa: Sette anni nel Tibet. Il libro fu fonte d’ispirazione per la realizzazione del film Sette anni in Tibet, con la regia di Jean-Jacques Annaud e la partecipazione di Brad Pitt.

    Dopo il ritorno in Europa, a partire dagli anni ’50 compì numerose spedizioni scientifiche ed alpinistiche nell'Himalaya, in Africa, in Sudamerica, nel Borneo, in Alaska, nonchè in Nuova Guinea ed altre parti del mondo.

    Nel 1982 tornò in Tibet, rivisitando la capitale Lhasa, un tempo sede del Dalai Lama, col quale aveva intrecciato un’affettuosa amicizia. Questa esperienza fu narrata nel suo libro Ritorno al Tibet (Le opere citate sono edite in Italia da Mondadori).

    Harrer donò gran parte dei cimeli e dei reperti provenienti dalle sue esplorazioni al municipio della sua città natale (Hüttenberg, in Carinzia), che li ha raccolti in un museo a lui intitolato.

    È morto il 7 gennaio 2006 nella sua casa presso Friesach, in Carinzia (Austria), all'età di 93 anni.


    Scritti autobiografici
    Parete Nord
    Sette anni nel Tibet
    Ritorno al Tibet
    La mia sfida al destino

 

 

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