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Discussione: Italia centrale

  1. #11
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    Predefinito Rif: Italia centrale

    Citazione Originariamente Scritto da WalterA Visualizza Messaggio
    L'abruzzo ha una base definita su Ancona
    Credo che solo per questo ad Ancona (o meglio, in Ancona), verresti fustigato a sangue sulla pubblica piazza.

    Teniamoci stretti, che c'è vento forte.

    Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.

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  2. #12
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    Predefinito Rif: Italia centrale

    Citazione Originariamente Scritto da Malandrina Visualizza Messaggio
    Credo che solo per questo ad Ancona (o meglio, in Ancona), verresti fustigato a sangue sulla pubblica piazza.
    Hai ragione cara , ho detto una frote inesattezza, dato che Ancona ha influenze fortemente legate ad una variante Umbra del linguaggio (che si ritrova anche nel reatino e nel ternato)...in effetti non è possibile associarla con l'abruzzese.
    Mi sono documentato meglio e il famoso romanesco si parla solo a Roma proprio per i rapporti con la toscana instauratisi fortemente nel periodo rinascimentale, il resto del lazio infatti aveva una parlata sempre fortemente influenzata dall'umbro (dico la parte nord del Lazio).
    Ultima modifica di WalterA; 21-02-10 alle 18:25

  3. #13
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    Predefinito Rif: Italia centrale

    Ritengo anch'io rispettabili le regioni centrali, sulle quali nulla ho da dire, ma in ogni caso non credo c'entrino molto con i popoli padano-alpini.

  4. #14
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    Predefinito Rif: Italia centrale

    Citazione Originariamente Scritto da Triestin Visualizza Messaggio
    Ritengo anch'io rispettabili le regioni centrali, sulle quali nulla ho da dire, ma in ogni caso non credo c'entrino molto con i popoli padano-alpini.
    :giagia:
    non c'entrano nulla nemmeno tra di loro (le regioni centrali dico).
    Ultima modifica di WalterA; 21-02-10 alle 21:12

  5. #15
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    Predefinito Rif: Italia centrale

    Citazione Originariamente Scritto da WalterA Visualizza Messaggio
    Se posso permettermi, dissento da questa affermazione.
    La cosiddetta "Italia centrale" non esiste se non come la sfortunata tendenza dell'uomo ad etichettare qualsivoglia territorio geografico in modo estremamente semplicistico.

    Secondo i canoni classici, tale territorio si estenderebbe da Pontremoli a Castel Volturno nel versante Tirrenico e da Cattolica/Gabicce a Vasto nel versante Adriatico...come è comprensibile non esiste nessuna omogeneità economica, culturale e storica in uno spazio così ampio.

    La Toscana ad esempio, ha una sua storia completamente autonoma, che ha inizio con gli insediamenti palafitticoli prima e villanoviani poi.
    Successivamente conoscerà lo sviluppo di città stato etrusche di volta in volta aventi contatti sia con popolazioni galliche (zona Massa fino a Pisa e Lucca e all'interno Siena), sia successivamente con popolazioni latine (che o rinominavano le città oppure costruivano insediamenti ex novo).
    Nell'alto medioevo in Toscana poi si stabiliranno i Longobardi che la innalzeranno a ducato con capitale Lucca (Luk dalla lingua celtica) e che lasceranno successivamente molte trasse soprattutto nei cognomi nobiliari e negli accastellamenti sparsi nella regione.
    Di seguito con il basso medioevo rinasceranno le grandi città stato come Firenze, Siena, Pisa, Lucca, città che avrenno un peso rilavante durante quei secoli suprattutto nel commercio estero e canali privilegiati ed intensi scambi con Milano e Roma.
    Di seguito c'è la nascita delle signorie che in Toscana avrà sbocco in modo pesante solo a Firenze con i Medici (a Siena vi erano però i Petrucci) i quali riuscirono nel 1559 dopo la Guerra di Siena a ottenere tutta la Toscana sotto il Ducato e poi Granducato (diviso comunque in Stato di Firenze e Stato di Siena).
    Il Granducato conclude la sia vita con l'unità d'Italia nel 1860.

    Come è possibile evincere da questa storia, la Toscana è molto distante dall'Umbria (anche se Perugia era etrusca e vi erano molti scambi) la quale non ha mai avuto lo status di nazione e oltretutto fortemente legata allo stato della chiesa, i comuni umbri nel medioeve comunque erano molto sviluppati a livello di città stato.
    E' distante dalle Marche, le quali hanno vissuto il periodo rinascimentale come signorie ma anche queste non hanno mai avuto nessuna configurazione come Stato.
    E' distante dal Lazio, ennesima regione assemblata a casaccio e che ha vissuto comunque parte della sua esistenza sotto il dominio papale e nel periodo comunale non ha mai avuto centri di rilievo (Roma se non fosse stato per il seggio papale, avrebbe avuto un'importanza decisamente irrisoria come città).
    E' distante dall'Abruzzo (per evidenti motivi di lontananza) sia in ambito economico che culturale, che storico.

    Il dialetto...
    non voglio fare un pippone con questa storia, ma la parlata Toscana è decisamente molto distante dai dialetti delle altre regioni centrali.
    Nel Nord dalla regione oltretutto i carrarini parlano una variante toscana che ha influenze emiliane spiccate (il che non significa che siano settentrionali, come si vorrebbe credere).
    Le Marche sono di parlata romagnola fino a Senigallia e nell'entroterra fino Urbania, al di sotto la parlata vira verso una variente influenzata dall'umbro, il quale si rinforza con elementi abruzzesi scendendo verso Civitanova e Ascoli.
    L'abruzzo ha una base definita su Ancona, mentre già da Pescara si michia a caratteri vagamente meridionali (so una sega di preciso ).
    L'Umbria fino a Perugia è un misto tra umbro e toscano (e del resto un po' anche Arezzo, ma all'inverso), nella zona di Foligno la parlata umbra è molto accentata e riconoscibile, mentre a Terni si mischia con elementi laziali (e più precisamente sabini).
    Nel Lazio settentrionale la parlata è vagamente mista al toscano (a nord di viterbo) mentre scendendo va ad aumentare sempre di più fino a Roma.
    A sud di Roma invece aumentano i caratteri campani (Latina, ma soprattutto Frosinone).


    Insomma di differenze ce ne sono e molto sostanziali.
    Ah, giusto per mettere i puntini sulle "i": i frequenti scambi economici tra Siena e Roma (soprattutto bancari) ma anche di Firenze, hanno fatto si che a partire dal medioevo la parlata della capitale acquisisse elementi toscani, sia nel lessico che nella dizione (che prima aveva caratteri molto più vicini al campano), questo per far capire che anche le lingue o la parlata può subire modifiche sensibili a seguito di scambi culturali.

    Scusate per il pippone, spero che serva da spunto.
    Beh anzitutto bisognerebbe restringere l'italia centrale a Toscana, Marche e Umbria...capisco che ci siano differenze tra queste regioni, così come tra le regioni dell'italia centrale e quelle dell'italia settentrionale; ma del resto ci sono analoghe differenze anche tra le singole regioni della sola Padania...
    Però secondo me le affinità culturali di fondo tra tutte queste regioni d'italia ci sono e sono rilevanti: praticamente la nostra cultura affonda nel periodo dei Comuni prima, e nel Rinascimento poi, e questi movimenti sono comuni all'italia settentrionale e a quella centrale. Quando a scuola si studia la storia dell'età medievale, dei Comuni , delle Signorie, della nascita delle banche e delle assicurazioni, si studia quasi esclusivamente la storia del centronord dell'italia attuale...il Sud ha una sua storia a parte.
    Inoltre considera che i contatti culturali ed economici a quel tempo erano assolutamente continui tra gli staterelli del nord e del centro (vedi Machiavelli, Galileo, Goldoni ecc...) , mentre il resto dell'italia attuale era tagliato fuori da tutto questo già nel medioevo.
    Secondo me questo ha fatto sì che sia al nord che al centro si sviluppasse nel tempo una mentalità abbastanza affine, insomma, se il nord italia si staccasse dal centro la troverei una forzatura, cosa che riferendosi al sud non ci sarebbe.

    Roma è un caso a parte, non è certo mai stato un Comune nel senso in cui lo intendiamo, però non si può negare che a causa del Papato Roma, a differenza del sud, abbia sempre avuto contatti culturali col centronord....però questi non bastano a farne una semplice parte dell'italia centrale, cosa che peraltro roma non accetterebbe mai...
    Sapevo che il romanesco è in realtà una lingua appartenente ai dialetti toscani
    Gladstone: " Se il popolo d'Inghilterra avesse dovuto attendere le libertà dal ricorso ai mezzi legali, esso le aspetterebbe ancora"

  6. #16
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    Predefinito Rif: Italia centrale

    Citazione Originariamente Scritto da novis Visualizza Messaggio
    Beh anzitutto bisognerebbe restringere l'italia centrale a Toscana, Marche e Umbria...capisco che ci siano differenze tra queste regioni, così come tra le regioni dell'italia centrale e quelle dell'italia settentrionale; ma del resto ci sono analoghe differenze anche tra le singole regioni della sola Padania...
    Però secondo me le affinità culturali di fondo tra tutte queste regioni d'italia ci sono e sono rilevanti: praticamente la nostra cultura affonda nel periodo dei Comuni prima, e nel Rinascimento poi, e questi movimenti sono comuni all'italia settentrionale e a quella centrale. Quando a scuola si studia la storia dell'età medievale, dei Comuni , delle Signorie, della nascita delle banche e delle assicurazioni, si studia quasi esclusivamente la storia del centronord dell'italia attuale...il Sud ha una sua storia a parte.
    Inoltre considera che i contatti culturali ed economici a quel tempo erano assolutamente continui tra gli staterelli del nord e del centro (vedi Machiavelli, Galileo, Goldoni ecc...) , mentre il resto dell'italia attuale era tagliato fuori da tutto questo già nel medioevo.
    Secondo me questo ha fatto sì che sia al nord che al centro si sviluppasse nel tempo una mentalità abbastanza affine, insomma, se il nord italia si staccasse dal centro la troverei una forzatura, cosa che riferendosi al sud non ci sarebbe.

    Roma è un caso a parte, non è certo mai stato un Comune nel senso in cui lo intendiamo, però non si può negare che a causa del Papato Roma, a differenza del sud, abbia sempre avuto contatti culturali col centronord....però questi non bastano a farne una semplice parte dell'italia centrale, cosa che peraltro roma non accetterebbe mai...
    Sapevo che il romanesco è in realtà una lingua appartenente ai dialetti toscani
    Perfetto

  7. #17
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    Predefinito Rif: Italia centrale

    Riguardo le Marche archeobiologicamente sono Padania almeno per metà, includendo l'intera provincia di Ancona.
    Tuttavia solo l'Urbinate credo possa dirsi etnolinguisticamente Romagna.
    Pesaro e Fano sono belle città padane ma non Romagna.
    Senigallia fu la gloriosa capitale dei Galli Senoni!
    Ancona è quasi Dalmazia (sintesi fra Roma e Venezia), e fu anche centro dei mercenari Galli Senoni.
    Recenti scoperte archeologiche dei Galli Senoni sono state ritrovate a Moscano di Fabriano, a Santa Paolina di Filottrano e San Filippo di Osimo. Queste due ultime località si trovano al di là del Fiume Esino, quindi i Celti superarono di qualche decina di chilometri a sud questo confine raggiungendo l'intera provincia di Ancona, nonostante ciò che era stato tramandato da Tito Livio.

    I Senoni furono il gruppo celtico che si spinse più a fondo nella penisola, non solo topograficamente ma anche culturalmente e politicamente.

    Ma il limite tradizionale del fiume Esino tramandato da Tito Livio fu veramente il confine dei Galli Senoni ?
    In realtà i Galli Senoni superarono il Fiume Esino di alcune decine di chilometri a sud. E' certa, fra l'altro, la presenza della civiltà gallica a Santa Paolina di Filottrano e San Filippo di Osimo, a sud dell’Esino (e di Ancona), confermata dai ritrovamenti archeologici. .......

    Le numerose tombe di guerrieri testimoniano la forte connotazione militare dei Galli Senoni che avevano come principale risorsa economica il mercenariato.
    Dotati di particolare mobilità (probabilmente restarono ancora nomadi o seminomadinel corso del IV sec. a.C.), attirati dalla possibilità di ricavare ricchi bottini dal saccheggio delle ricche città italiche, abili e coraggiosi guerrieri, essi trovarono indubbiamente in Italia l'ambiente ideale per esercitare il mestiere della guerra. ........

    Ancona svolse senza dubbio la funzione di centro di raccolta e di reclutamento di mercenari gallici.(contratto di mercenariato fra Greci e -Galli Senoni).
    Un determinato disegno strategico dei Galli, difensivo ed aggressivo ad un tempo: difendere dalle alture il porto di Ancona e la capitale Sena ed essere pronti ad attaccare al dì la dei passi appenninici......

    La straordinaria ricchezza di alcuni corredi tombali gallici delle Marche è la migliore testimonianza di quanto fosse redditizia, nell'Italia del IV e III sec. a. C., l'attività del mercenariato.....
    ......Ritrovamenti Archeologici di spade lateniane con foderi in ferro e catene sospensorie sono stati fatti presso le necropoli di San Paolina di Filottrano, Moscano di Fabriano e Numana curiosamente accanto a manufatti e ceramiche di cultura greca...........

    La ricchezza dei guerrieri senoni derivante dal mercenariato è tradotta proprio dall’elmo celto-italico metallico (nel nostro caso si tratta del classico
    modello “Montefortino”); in quasi due terzi di tutte le tombe della necropoli di Montefortino d’Arcevia, nei sepolcreti di Filottrano e di Moscano di Fabriano e in
    numerosi altri siti delle Marche, anche all’interno di tombe relativamente povere se equiparate a quelle dei nobili, erano deposti questi elmi celto-italici ....

    Di coltellaccci se ne sono ritrovati tantissimi in tutta la Gallia Cisalpina; Posidonio d’Apamea nei Deipnosofisti afferma che “I Galli portano un pugnale simile a un coltello”. Si tratta di esemplari con lame dai 25 cm fino ai 60 cm provvisti di un solo lato tagliente e con lama ricurva (funzione agreste) oppure con lama diritta
    (probabile uso per la macellazione); in alcuni casi si tratta di esemplari così ben bilanciati e idonei al combattimento che si suppone fossero utilizzati unicamente a scopo bellico come complemento alle altre armi.
    Ritrovamenti di questo genere d’armi sono stati fatti presso le aree archeologiche di Novilara, Sirolo, Ripatransone, S.Severino e persino nelle aree balcaniche e dell’Istria dove è stato ritrovato persino un elmo celto-italico bronzeo tipo Filottrano (particolare modello “Montefortino” sotato di in sistema di inserimento di cresta piumata e ritrovato, appunto nella necropoli di San Paolina da Filottrano)

    A tal uopo si riporta che presso le necropoli piceno-celtiche di Numana, Sirolo e Camerano sono stati ritrovati esemplari di macharira, cardiophilax e dischi corazze, schinieri e elmi corinzi (quindi esempi di quella
    che è la cultura classica per eccellenza) accanto a caratteritiche spade e foderi lateniani di ferro, torques e altri oggetti che rimandano all’ambiente celtico.......


    I Celti nelle Marche: I Galli Senoni
    M.T. Grassi- Istituto di Archeologia - Università di Milano

    I Celti in Italia”
    di V. Kruta e V.M. Manfredi Ed Mondadori 1999 Milano

    L’Armamento dei Celti e tecniche di combattimento
    Giovanni Banfi - 2004 – Il Cerchio iniziative editoriali
    Ultima modifica di portsmouth; 22-02-10 alle 03:38

  8. #18
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    Predefinito Rif: Italia centrale



    a buon intenditor...

 

 
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