Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
    kalashnikov47
    Ospite

    Predefinito il IV° Reich Americano

    Il Quarto Reich
    Maurizio Blondet
    17/03/2006
    «la politica estera portata avanti da Dick Cheney e il suo entourage ha inferto un danno incommensurabile all’autorità morale dell’America e al suo interesse nazionale»STATI UNITI - Ora, ecco tutti a chiedersi: ma come può Bush fare questo?
    La Casa Bianca ha appena riaffermato con immutata arroganza, con il nuovo documento sulla National Security Strategy, che la necessità della guerra preventiva «resta la stessa», perché «siamo solo nei primi anni della battaglia».
    Nelle stesse ore, le forze americane in Iraq sferrano un attacco malvagio e crudele, con carri armati, bombe d'aereo ed elicotteri, contro Samara, di fatto inerme: pronti a ripetere le atrocità di una nuova Falluja.
    E tutti a chiedersi: come è possibile che Bush «possa» fare questo?
    La guerra in Iraq va male e costa in modo astronomico; va male l'economia, aggravata da tutti i deficit e i debiti possibili; persino il Financial Times riconosce che «la politica estera portata avanti da Dick Cheney e il suo entourage ha inferto un danno incommensurabile all'autorità morale dell'America e al suo interesse nazionale» (1).
    Soprattutto, l'Amministrazione non è stata mai così bassa nei sondaggi; ormai sono 51 americani su cento a dire che Bush li ha trascinati in guerra con l'inganno e la falsità.
    La risposta è difficile solo per chi non ha voluto vedere la realtà: che l'11 settembre è stato un auto-attentato, con cui l'Amministrazione ha attuato un colpo di Stato.



    Oggi, gli Stati Uniti sono caduti sotto una dittatura militarista, sebbene di tipo nuovo e sofisticato.
    Cheney, Rumsfeld e i neocon al potere dietro le spalle della loro marionetta presidenziale «possono» fare quel che vogliono, per un altro semplice motivo: non hanno da temere elezioni né rivolta degli elettori, finchè la lobby ebraica lo sostiene.
    E questa li sostiene purchè facciano quello che Israele esige, piazza pulita di tutti i suoi avversari anche lontanamente potenziali.
    «Gli Stati Uniti non fanno abbastanza contro l'Iran», si lagnava un altissimo anonimo esponente militare irsaeliano il 10 marzo (2).
    Meno di una settimana dopo, obbediente, superando tutte le obiezioni che nascono persino all'interno del circolo neocon contro l'avventura di un nuovo conflitto, la Casa Bianca - nello stesso documento sulla strategia nazionale - torna a minacciare l'Iran di attacco.
    E lo fa con parole che sembrerebbero ridicole se non fossero dettate da Israele: «non esiste attualmente minaccia più grande che venga da un solo Paese da quella rappresentata dall'Iran». Ovviamente non gli USA, ma solo Israele si sente minacciata da Teheran.
    Ma c'è di più: la dottrina dell'attacco preventivo, il disprezzo per il parere degli alleati, l'unilateralismo aggressivo e lo spregio per ogni possibilità di trattativa e negoziato, sono l'applicazione USA del metodo che Israele usa da sempre contro i palestinesi.
    Nessuna trattativa: sono tutti terroristi.



    Capiscono solo la forza; non sono razionali.
    L'attacco preventivo (parola che nella lingua degli uomini è identica ad «aggressione non provocata») è la sola risposta che meritano.
    Gli europei?
    Sono anch'essi nemici di domani.
    Questa è esattamente la «politica estera» come la intende Israele, e che l'America ha adottato dall'11 settembre.
    Lo sfondamento israeliano del carcere di Gerico per prendere il detenuto Ahmed Saadat, capo di un piccolo partito arabo che ha ucciso un ministro israeliano anni fa, è l'esatta illustrazione di questa politica ripugnante: dove all'avversario non si riconosce nemmeno la dignità di nemico combattente.
    Partigiani, guerriglieri che si battono per la loro terra sono tutti ugualmente - com'è logico nel Quarto Reich - «terroristi» e criminali comuni.
    Nessuna dignità ai palestinesi: si entra nelle loro case, le si sfonda, per ammazzare e prelevare chi si vuole.
    In queste ore, col pesantissimo attacco a Samarra che fa vittime incalcolabili fra donne e bambini, l'America applica il metodo che Israele ha appena usato a Gerico.



    Anche lì, nessuna dignità riconosciuta ai combattenti sunniti; sono delinquenti da massacrare dal cielo, a tappeto, con le loro famiglie.
    Non hanno ragioni, non hanno razionalità.
    Non si tratta con loro.
    Questo non è nell'interesse dell'America; questo distrugge la sua autorità morale e, alla fine, è contro i suoi interessi.
    Quella instaurata da Bush, Cheney, Rumsfeld e neocon sarà un Quarto Reich, ma non ha nemmeno il pregio di essere, come dittatura, autonoma e sovrana.
    E' una dittatura asservita, instaurata per conto terzi.
    Poiché alcuni lettori continuano ad accusarmi di «antisemitismo», a ripetermi che dipingo Israele con tinte troppo fosche, lascerò la parola a due insospettabili: John Mearsheimer, docente di Scienze Politiche a Chicago, e Stephen Walt, docente di Affari Esteri ad Harvard.



    Ecco cosa scrivono.
    «Il granitico sostegno [degli USA] per Israele e il conseguente sforzo di 'spargere la democrazia' in Medio Oriente non solo ha acceso il mondo islamico, ma messo a rischio la sicurezza degli Stati Uniti. Questa situazione non ha eguali nella storia politica americana. Come mai gli USA hanno subordinato la propria sicurezza e quella dei loro alleati per favorire l'interesse di un altro Stato?».
    «La politica USA nella regione proviene esclusivamente dalla sua politica interna, e specialmente dall'attivismo della lobby ebraica. Altri gruppi di pressione sono riusciti a volte a sviare la politica estera USA; ma nessuna lobby è riuscita a divaricarla così profondamente dall'interesse nazionale, convincendo nello stesso tempo gli americani che il proprio interesse e quello dell'altro Stato - Israele - sono identici».
    « […] Washington fornisce ad Israele aiuti finanziari di tale misura, da far scomparire ogni aiuto dato a qualunque altro Paese. Israele riceve ogni anno 3 miliardi di dollari in assistenza diretta. Un quinto dell'aiuto destinato dagli USA all'estero, che equivale a 500 dollari l'anno per ogni israeliano: generosità incredibile, perché Israele è oggi un ricco Stato industriale avanzato.Si aggiungano i 3 miliardi di dollari dati in armamenti [...] e infine, gli USA danno ad Israele informazioni d'intelligence che negano alla NATO».
    «Altri Paesi ricevono gli aiuti USA in rate trimestrali; Israele riceve l'intero ammontare all'inizio di ogni anno fiscale, e così ci guadagna anche gli interessi: E' il solo Stato recettore che non è tenuto a rendere conto di come spende il denaro degli aiuti - che spende per un quarto per sussidiare la sua industria militare…ciò fra l'altro rende impossibile prevenire che quel denaro sia usato per scopi opposti alla volontà americana, come la costruzione degli insediamenti nei territori occupati».



    E ciò, dicono i due politologi, benché «già la prima guerra del Golfo abbia mostrato fino a che punto Israele sia diventata, strategicamente, non un attivo ma un fardello pesante. Gli USA non hanno potuto usare le basi israeliane, perché ciò avrebbe spaccato l'alleanza anti-Saddam; ed ha dovuto sviare risorse, come i missili Patriot, per difendere Israele. [anche dopo l'11 settembre] Israele è un passivo nella guerra al terrorismo e nello sforzo di trattare gli Stati pericolosi».
    « […] Il terrorismo non è un singolo avversario, ma una tattica impiegata da un vasto ventaglio di gruppi. Le organizzazioni terroristiche che minacciano Israele non minacciano gli USA. Inoltre, il terrorismo palestinese non è una violenza irrazionale diretta contro 'l'Occidente', ma è la reazione alla volontà israeliana di colonizzare i territori occupati…Se ora gli USA hanno un problema di terrorismo, è perché sono così strettamente alleati ad Israele, non il contrario».
    Per contro, «Israele non si comporta da alleato leale. I governanti israeliani per lo più ignorano le richieste americane e rinnegano le promesse fatte agli USA, sia di arrestare gli insediamenti nei territori, sia di smettere gli assassinii mirati. Israele ha fornito tecnologie militari segrete a potenziali rivali come la Cina…Secondo il General Accounting Office, Israele conduce 'le più aggressive operazioni di spionaggio contro gli USA' di qualunque altro alleato».



    Peggio: «certi aspetti della democrazia israeliana sono in contrasto con i più sacri valori americani, al contrario degli USA, dove i cittadini hanno diritti eguali indipendentementedalla loro razza o religione, Israele è esplicitamente fondata come Stato 'ebraico' e la cittadinanza è basata sul principio della discendenza di sangue…1,3 milioni di arabi sono trattati come cittadini di seconda classe».
    «Se dunque nessun argomento morale o strategico basta a spiegare il sostegno dell'America ad Israele, che cosa lo spiega? La spiegazione è il potere incomparabile della lobby israelita» (3).
    Ebbene: qui non parlano due «antisemiti»; ma due seri pensatori politici americani allarmati dell'asservimento del loro Paese, la superpotenza, ad interessi estranei.
    Sarà bene ascoltarli e prenderli sul serio, prima che sia troppo tardi.
    Perché dall'America si moltiplicano queste voci: voci che avvertono che qualcosa di tremendo, di inaudito, sta accadendo nel loro Paese; che è in corso di perfezionamento una dittatura vergognosa, che applica tortura, carceri segrete, limitazioni mai prima osate, alle libertà americane.
    Mi limiterò a riportare la più strana di queste voci: viene da un telefilm a puntate che si chiama «Boston Legal».



    In uno degli ultimi episodi, un personaggio dice in un'aula di tribunale: «quando la storia delle armi di distruzione di massa risultò non vera, mi sarei aspettato che il popolo americano sarebbe insorto. Non l'ha fatto. Poi, quando emerse la faccenda delle torture di Abu Ghraib e fu rivelato che il nostro governo catturava delle persone e le consegnava a regimi che usano la tortura, ero certo che il popolo americano si sarebbe fatto sentire. Siamo rimasti muti. Poi arrivò la notizia che avevamo incarcerato migliaia di cosiddetti sospetti terroristi, li avevano rinchiusi senza diritto a un processo e senza nemmeno il diritto di essere messi davanti ai loro accusatori: certamente, non avremmo mai sopportato questo. Lo sopportammo. Ed ora, si scopre che il potere esecutivo esercita una sorveglianza massiccia e illegale in patria sui suoi cittadini, voi ed io. E mi sono consolato: almeno, finalmente, il popolo americano ne avrà abbastanza. Evidentemente, non ne ha abbastanza. In realtà, se e quando il popolo di questo Paese ha parlato, il messaggio è stato; ci vanno bene queste cose. Torture, perquisizioni e catture senza mandato, intercettazioni illegali, prigione senza processo, guerra basata su falsità. Noi, cittadini, non ci sentiamo offesi. Non ci sono dimostrazioni nei campus universitari. Non c'è chiara indicazione che la gioventù abbia capito quello che accade. E questo, negli Stati Uniti d'America» (4).



    Brutto segno, quando la voce della dignità nazionale e del rimprovero civile viene dai teatri, dalle soap opera, dalle fiction (succedeva lo stesso nella Russia sovietica).
    Vuol dire che nessun altro mezzo è in grado di dire la verità.
    Che il Quarto Reich è già qui, ed il suo potere è mondiale.

    Maurizio Blondet




    --------------------------------------------------------------------------------
    Note
    1) Philip Stephens, «Tke world's suspicions bedevils America's approach to Iran», Financial Times, 17 marzo 2006.
    2) Yaakov Katz, «US not doing enough to stop Iran», Jerusalem Post, 10 marzo 2006.
    3) John Mearsheimer e Stephen Walt, «The Israel Lobby», London Review of Books, 23 marzo 2006.
    4) Boston Legal, «Stick It», season 2, episode 19.




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  2. #2
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    Durante la seconda guerra, internavano americani di origine tedesca, italiana, giapponese ma mica gli USA sono insorti...

    Durante il maccartismo perseguitavano chiunque con l'accusa di comunismo ma non sono insorti...

    Durante la guerra del Vietnam gli USA ci sono andati più pesanti che in Iraq e per niente, eppure...

    La guerra del Kosovo è stata propagandata con prove false (genocidio di albanesi di cui non si è poi trovata traccia) allo scopo di provocare un cambiamento di regime ed installarne uno filoamericano...Insurrezioni? Dittatura in USA? No.

    Quando l'Iraq sarà pacificato, scomparendo dai mass media, a nessuno fregherà più delle prove false (come a nessuno frega più della guerra truffa in Kosovo).

    Ovvio che se l'occupazione in Iraq perdura e scoppia anche la guerra in Iran, l'attenzione rimarrà alta.

    Comunque Bush non è rieleggibile (secondo mandato) e dato il basso gradimento credo che questo si rifletterà sui repubblicani, avvantaggiando lo sfidante democratico: il quale farà le stesse cose di Bush (estendere l'egemonia USA) ma con il benestare della sinistra mondiale e dei suoi sostenitori (come già avvenuto nel 98).

  3. #3
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    Durante la seconda guerra, internavano americani di origine tedesca, italiana, giapponese ma mica gli USA sono insorti...

    Durante il maccartismo perseguitavano chiunque con l'accusa di comunismo ma non sono insorti...

    Durante la guerra del Vietnam gli USA ci sono andati più pesanti che in Iraq e per niente, eppure...

    La guerra del Kosovo è stata propagandata con prove false (genocidio di albanesi di cui non si è poi trovata traccia) allo scopo di provocare un cambiamento di regime ed installarne uno filoamericano...Insurrezioni? Dittatura in USA? No.

    Quando l'Iraq sarà pacificato, scomparendo dai mass media, a nessuno fregherà più delle prove false (come a nessuno frega più della guerra truffa in Kosovo).

    Ovvio che se l'occupazione in Iraq perdura e scoppia anche la guerra in Iran, l'attenzione rimarrà alta.

    Comunque Bush non è rieleggibile (secondo mandato) e dato il basso gradimento credo che questo si rifletterà sui repubblicani, avvantaggiando lo sfidante democratico: il quale farà le stesse cose di Bush (estendere l'egemonia USA) ma con il benestare della sinistra mondiale e dei suoi sostenitori (come già avvenuto nel 98).
    contro la guerra del vietnam , ci fù una grande protesta che partì dalle università , mentre adesso i giovani non si fanno pìù sentire : credo che il peri colo sia questo ...

  4. #4
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    Durante la seconda guerra, internavano americani di origine tedesca, italiana, giapponese ma mica gli USA sono insorti...

    Durante il maccartismo perseguitavano chiunque con l'accusa di comunismo ma non sono insorti...

    Durante la guerra del Vietnam gli USA ci sono andati più pesanti che in Iraq e per niente, eppure...

    La guerra del Kosovo è stata propagandata con prove false (genocidio di albanesi di cui non si è poi trovata traccia) allo scopo di provocare un cambiamento di regime ed installarne uno filoamericano...Insurrezioni? Dittatura in USA? No.

    Quando l'Iraq sarà pacificato, scomparendo dai mass media, a nessuno fregherà più delle prove false (come a nessuno frega più della guerra truffa in Kosovo).

    Ovvio che se l'occupazione in Iraq perdura e scoppia anche la guerra in Iran, l'attenzione rimarrà alta.

    Comunque Bush non è rieleggibile (secondo mandato) e dato il basso gradimento credo che questo si rifletterà sui repubblicani, avvantaggiando lo sfidante democratico: il quale farà le stesse cose di Bush (estendere l'egemonia USA) ma con il benestare della sinistra mondiale e dei suoi sostenitori (come già avvenuto nel 98).
    Non sono d'accordo su quest'ultima affermazione,secondo me l'unica possibilità che i repubblicani perdano le presidenziali è che sbaglino candidato....

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da FCYMan


    Durante la seconda guerra, internavano americani di origine tedesca, italiana, giapponese ma mica gli USA sono insorti...

    Durante il maccartismo perseguitavano chiunque con l'accusa di comunismo ma non sono insorti...

    Durante la guerra del Vietnam gli USA ci sono andati più pesanti che in Iraq e per niente, eppure...
    eppure negli anni 60 gli usa erano sull'orlo della guerra civile....e anche adesso...
    Addio Tomàs
    siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle

  6. #6
    bluedanube
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  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da maurizio
    contro la guerra del vietnam , ci fù una grande protesta che partì dalle università , mentre adesso i giovani non si fanno pìù sentire : credo che il peri colo sia questo ...
    Grande protesta si, ma non al punto di portare il paese all'insurrezione e neanche da spingere gli USA a diventare una dittatura.

    Comunque credo che il Vietnam fosse solo un pretesto per una rivolta contro le generazioni precedenti (qui in europa, il 68) mentre ora motivi di scontro tra figli e padri (o nonni) non ne vedo proprio...

 

 

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