Ma intanto dal palco è partito l'attacco a Diego Della Valle, lui chiede la replica, e ormai questa fetta di platea sembra uno stadio ultrà. «Non era previsto, non potete», e tutti in piedi come un sol uomo: l'incauta che aveva tentato un «dài Diego» deve ripiegare, la sensazione fisica è che, se «dài Diego» dovesse davvero parlare, si potrebbe arrivare anche all'assalto al palco. Ed è davvero difficile, a questo punto, pensare di essere nella stessa platea che, su una ventina di applausi a Montezemolo, solo un'ora prima aveva riservato una vera ovazione al seguente passaggio: «La politica che serve a uscire dal declino oggi noi non la vediamo: vediamo risse e comportamenti scorretti al di là dell'immaginabile». Esattamente quel che accade adesso. Accanto all'ala scatenata (che si svuoterà di colpo con l'uscita di Berlusconi), sempre prime file, ma dal centro della sala in là, afferrano al volo la situazione. Luigi Abete è l'unico ad alzarsi in piedi, ma solo per avvicinarsi a Della Valle: «Lascia stare».




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