
Originariamente Scritto da
elios
Le dimissioni di Della Valle dal direttivo di Confindustria smascherano una strategia in atto da tempo, cucita con pazienza dalla sinistra moderata e dai cosiddetti poteri forti, con l'avallo di una parte significativa della nostra editoria. Una strategia che Silvio Belrusconi ha smascherato - E SMONTATO - in dieci minuti.
Altro che il confronto Berlusconi-Prodi in TV. La vera bomba è scoppiata a Vicenza, in Confindustria, e ora con questa bomba Prodi e i DS devono fare i conti.
Con una Confindustria asservita alla Fiat e al bisogno di Corso Marconi di scendere a patti col sindacato, Prodi voleva posizionarsi nei confronti di Berlusconi come l'uomo del dialogo fra industriali e sindacati. Oggi, dopo le dimissioni di Della Valle, la strategia di Prodi è saltata. Oggi Prodi si posiziona per quello che è: l'uomo del sindacato che si sente in posizione di forza nei confronti degli industriali. Ed è stata la base di Confindustria a posizionare Prodi in questo stato, perchè la maggior parte degli industriali ha deciso di stare dalla parte di Berlusconi.
Questa è la svolta di cui la sinistra, Montezemolo, i loro lecchini di Repubblica, Corsera e Sole 24 Ore devono prendere atto. La strategia di Prodi è saltata. E' tuttavia evidente che l'appoggio degli industriali non basta a Berlusconi per vincere la partita. Il Presidente del Consiglio, dato inizialmente per sicuro perdente, è tornato in gioco, questo sì, ma non ha ancora vinto.
Ancora una volta l'arbitro della contesa è il tanto vituperato ceto medio, che deve decidere se schierarsi con gli industriali o con il sindacato. Se il ceto medio si schiera con Berlusconi, la sinistra perde le elezioni. Se si schiera con Prodi e col sindacato, Berlusconi va all'opposizione.
Il confronto con Prodi del 3 aprile sarà importante per consentire a Berlusconi di convincere il ceto medio. Se ci riesce, è fatta.
Ciao
Elios