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    Predefinito Bertinotti : "basta con le classi!"

    Bertinotti : "basta con le classi!"

    L'ANNUNCIO. VENGONO MESSI IN DISCUSSIONE ALTRI
    FONDAMENTI DELLA TEORIA E DELLE PRATICHE COMUNISTE
    Bertinotti: basta con le classi
    mettiamo al centro la persona
    Il segretario: Rifondazione sparirà,
    entreremo nel Partito della sinistra europea
    20/3/2006
    Riccardo Barenghi




    Fausto Bertinotti, leader
    di Rifondazione comunista
    SPECIALE POLITICA
    ROMA. «Dopo le elezioni politiche, proprio subito dopo, avvieremo la fase
    costituente della Sezione italiana del Partito della sinistra europea». Il
    nome è un po' lungo, troppo per stare in una scheda elettorale e anche per
    avere quella forza di impatto mediatico indispensabile ai giorni nostri. Ma
    la notizia non è il nome, uno più sintetico si troverà, la notizia è che
    subito dopo il voto e con il nuovo governo (possibilmente quello di Prodi)
    appena nato, Rifondazione comunista non sarà più lei. O meglio sarà una
    sorta di corrente dentro questo nuovo partito o soggetto politico o Sezione
    italiana (allusione alla vecchia Internazionale comunista) o chiamatelo come
    volete. E non è azzardato prevedere che quando torneremo a votare per le
    amministrative o per le politiche non troveremo sulla scheda il suo nome, il
    suo aggettivo (comunista) e la sua falce e martello ma qualcos'altro.

    «Questa è la svolta della svolte», ci dice Fausto Bertinotti quando ormai è
    sera. «Le altre - racconta - sono state la rottura con lo stalinismo
    (Livorno, gennaio 2001, settantesimo anniversario della nascita del Pci), la
    scelta della non violenza (2003) e adesso questa». Nel frattempo c'è stata
    ovviamente quella (databile al congresso di Venezia nel 2005) che ha portato
    il partito di Bertinotti nel centrosinistra, nell'Unione e che, se tutto
    andrà bene, lo porterà al governo tra poche settimane.

    Il cambio
    Ma la svolta di ieri - alla manifestazione romana in cui sono stati
    presentati i candidati del Prc - è più svolta delle altre non solo perché
    prelude a un cambio di nome ma proprio perché mette in discussione altri
    fondamenti della teoria e delle pratiche comuniste. Tanto che il segretario
    di Rifondazione non ha nessun problema a dire che «dobbiamo a mettere al
    centro non più il lavoro ma i lavoratori», che si deve sostituire il
    concetto di «classe con quello di persona», che «abbiamo bisogno di una
    forte ipotesi revisionistica, ovvero ripensare tutto l'impianto culturale
    della nostra storia». Non a caso cita il Concilio Vaticano II «quando fece
    scandalo il fatto che la Chiesa per la prima volta nella sua dottrina
    utilizzasse il termine popolo». E se non ce ne fosse abbastanza, Bertinotti
    aggiunge che «nella nostra storia troppo spesso l'uguaglianza ha fatto
    premio sulla libertà». E invece, spiega, «la nuova cultura politica di
    questo partito della sinistra europea deve saper conciliare le due cose
    molto di più e meglio di quanto in passato abbia fatto il movimento operaio.
    La libertà della persona non è una concessione all'avversario ma un concetto
    fondamentale per qualsiasi sinistra moderna».

    La persona
    Una sinistra che «dovrà magari recuperare il Marx della critica allo
    sfruttamento e all'alienazione che negli ultimi venticinque anni è stato
    rimosso», ma che poi dovrà «oltrepassarlo. E immettere dentro si sé elementi
    nuovi, la comunità, la persona, la libertà appunto». Se non è una
    fuoriuscita dal comunismo poco ci manca (questione di tempo), non a caso
    Bertinotti cita modelli come la Linkespartei tedesca, partito nato dalla
    confluenza degli ex comunisti della Germania est (la Pds), di una costola
    dell'Ig-metal (la nostra Fiom) e di quei socialdemocratici più radicali che
    hanno seguito Oskar Lafontaine. «Io mi rendo conto che il mio Partito,
    Rifondazione comunista, non basta. E allora mi apro al meticciato con
    associazioni, movimenti, persone che in questi anni si sono appunto mosse a
    sinistra, contro la guerra, contro il liberismo, sull'ambiente, sui diritti
    civili, ma che in un partito che si chiama comunista non entrerebbero mai. E
    allora sono io che mi dichiaro disposto a entrare in un nuovo soggetto
    politico, un partito che si dia l'obiettivo di creare una Sinistra
    alternativa europea». Naturalmente, il leader del Prc ci tiene a
    sottolineare che la sua «svolta delle svolte» non è una svolta a destra.
    «Anzi, semmai il contrario. Oggi si discute del Partito democratico, ipotesi
    che mi trova in dissenso ma di cui riconosco il fascino perché la crisi
    della politica è così grave che la ricerca del nuovo è molto forte: dunque è
    un'idea suggestiva, non è un bidone. Ma proprio per questo penso che ci sia
    bisogno di un'operazione analoga a sinistra. Analoga ma alternativa».

    La Costituente
    La scommessa non è irrilevante, anche perché mentre Rifondazione, le
    associazioni, i movimenti, la stessa Fiom (il suo segretario Gianni
    Rinaldini è infatti intervenuto all'assemblea di ieri) daranno vita alla
    Costituente del nuovo partito, il vecchio partito e i suo annessi saranno
    impegnati in una sfida di un certo peso. Quella del governo, ammesso che le
    elezioni vadano bene per l'Unione. «Tanto più - dice Bertinotti - dobbiamo
    riuscirci. Riuscire cioè a dotarci di una nuova armatura teorica, culturale,
    politica che ci consenta di guardare non solo al domani ma anche al dopo.
    Per la sinistra il governo è un passaggio difficile, potremmo definirlo una
    traversata nel deserto. Più acqua ci portiamo dietro, meglio la facciamo».

  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da pietro
    Bertinotti : "basta con le classi!"

    L'ANNUNCIO. VENGONO MESSI IN DISCUSSIONE ALTRI
    FONDAMENTI DELLA TEORIA E DELLE PRATICHE COMUNISTE
    Bertinotti: basta con le classi
    mettiamo al centro la persona
    Il segretario: Rifondazione sparirà,
    entreremo nel Partito della sinistra europea
    20/3/2006
    Riccardo Barenghi




    Fausto Bertinotti, leader
    di Rifondazione comunista
    SPECIALE POLITICA
    ROMA. «Dopo le elezioni politiche, proprio subito dopo, avvieremo la fase
    costituente della Sezione italiana del Partito della sinistra europea». Il
    nome è un po' lungo, troppo per stare in una scheda elettorale e anche per
    avere quella forza di impatto mediatico indispensabile ai giorni nostri. Ma
    la notizia non è il nome, uno più sintetico si troverà, la notizia è che
    subito dopo il voto e con il nuovo governo (possibilmente quello di Prodi)
    appena nato, Rifondazione comunista non sarà più lei. O meglio sarà una
    sorta di corrente dentro questo nuovo partito o soggetto politico o Sezione
    italiana (allusione alla vecchia Internazionale comunista) o chiamatelo come
    volete. E non è azzardato prevedere che quando torneremo a votare per le
    amministrative o per le politiche non troveremo sulla scheda il suo nome, il
    suo aggettivo (comunista) e la sua falce e martello ma qualcos'altro.

    «Questa è la svolta della svolte», ci dice Fausto Bertinotti quando ormai è
    sera. «Le altre - racconta - sono state la rottura con lo stalinismo
    (Livorno, gennaio 2001, settantesimo anniversario della nascita del Pci), la
    scelta della non violenza (2003) e adesso questa». Nel frattempo c'è stata
    ovviamente quella (databile al congresso di Venezia nel 2005) che ha portato
    il partito di Bertinotti nel centrosinistra, nell'Unione e che, se tutto
    andrà bene, lo porterà al governo tra poche settimane.

    Il cambio
    Ma la svolta di ieri - alla manifestazione romana in cui sono stati
    presentati i candidati del Prc - è più svolta delle altre non solo perché
    prelude a un cambio di nome ma proprio perché mette in discussione altri
    fondamenti della teoria e delle pratiche comuniste. Tanto che il segretario
    di Rifondazione non ha nessun problema a dire che «dobbiamo a mettere al
    centro non più il lavoro ma i lavoratori», che si deve sostituire il
    concetto di «classe con quello di persona», che «abbiamo bisogno di una
    forte ipotesi revisionistica, ovvero ripensare tutto l'impianto culturale
    della nostra storia». Non a caso cita il Concilio Vaticano II «quando fece
    scandalo il fatto che la Chiesa per la prima volta nella sua dottrina
    utilizzasse il termine popolo». E se non ce ne fosse abbastanza, Bertinotti
    aggiunge che «nella nostra storia troppo spesso l'uguaglianza ha fatto
    premio sulla libertà». E invece, spiega, «la nuova cultura politica di
    questo partito della sinistra europea deve saper conciliare le due cose
    molto di più e meglio di quanto in passato abbia fatto il movimento operaio.
    La libertà della persona non è una concessione all'avversario ma un concetto
    fondamentale per qualsiasi sinistra moderna».

    La persona
    Una sinistra che «dovrà magari recuperare il Marx della critica allo
    sfruttamento e all'alienazione che negli ultimi venticinque anni è stato
    rimosso», ma che poi dovrà «oltrepassarlo. E immettere dentro si sé elementi
    nuovi, la comunità, la persona, la libertà appunto». Se non è una
    fuoriuscita dal comunismo poco ci manca (questione di tempo), non a caso
    Bertinotti cita modelli come la Linkespartei tedesca, partito nato dalla
    confluenza degli ex comunisti della Germania est (la Pds), di una costola
    dell'Ig-metal (la nostra Fiom) e di quei socialdemocratici più radicali che
    hanno seguito Oskar Lafontaine. «Io mi rendo conto che il mio Partito,
    Rifondazione comunista, non basta. E allora mi apro al meticciato con
    associazioni, movimenti, persone che in questi anni si sono appunto mosse a
    sinistra, contro la guerra, contro il liberismo, sull'ambiente, sui diritti
    civili, ma che in un partito che si chiama comunista non entrerebbero mai. E
    allora sono io che mi dichiaro disposto a entrare in un nuovo soggetto
    politico, un partito che si dia l'obiettivo di creare una Sinistra
    alternativa europea». Naturalmente, il leader del Prc ci tiene a
    sottolineare che la sua «svolta delle svolte» non è una svolta a destra.
    «Anzi, semmai il contrario. Oggi si discute del Partito democratico, ipotesi
    che mi trova in dissenso ma di cui riconosco il fascino perché la crisi
    della politica è così grave che la ricerca del nuovo è molto forte: dunque è
    un'idea suggestiva, non è un bidone. Ma proprio per questo penso che ci sia
    bisogno di un'operazione analoga a sinistra. Analoga ma alternativa».

    La Costituente
    La scommessa non è irrilevante, anche perché mentre Rifondazione, le
    associazioni, i movimenti, la stessa Fiom (il suo segretario Gianni
    Rinaldini è infatti intervenuto all'assemblea di ieri) daranno vita alla
    Costituente del nuovo partito, il vecchio partito e i suo annessi saranno
    impegnati in una sfida di un certo peso. Quella del governo, ammesso che le
    elezioni vadano bene per l'Unione. «Tanto più - dice Bertinotti - dobbiamo
    riuscirci. Riuscire cioè a dotarci di una nuova armatura teorica, culturale,
    politica che ci consenta di guardare non solo al domani ma anche al dopo.
    Per la sinistra il governo è un passaggio difficile, potremmo definirlo una
    traversata nel deserto. Più acqua ci portiamo dietro, meglio la facciamo».
    Continuo a sostenere che (l'ancòra) Rifondazione Comunista sia il "partito"(movimento/"cosa") più pericoloso per la dissidenza politica e culturale in questa società.
    E' una sorta di intestino che tutto metabolizza, e riduce a scarto fecale conforme agli standards del pensiero radical-borghese di "sinistra", massimalista quanto falso, ingannevole, distruttivo.
    Si struttura ormai sempre più come organismo collettore delle miriadi di gruppetti della "estrema sinistra" ultra massimalista, che in tale "partito"("movimento"/"cosa") trovano il loro terminale di riferimento e supporto(logistico e ideologico); l'anello di collegamento sistemico tra gli "antagonisti" e i "prodiani".
    Opera sul piano ideologico/esistenziale una incredibile "normalizzazione" del dissenso, che dietro il lecito e giusto richiamo ad un necessario superamento del socialismo novecentesco, in realtà nasconde una destrutturazione scientifica di qualsiasi vera analisi e teoria anticapitalistica.
    Funge da "tritacarne" del fisiologico dissenso giovanile in due modi:
    1)i gruppi (giovanili) esterni correlati e più "radicali"("i movimenti"), sono usati come "tamburini" nella politica sociale e durante le manifestazioni.
    2)I giovani che transitano dentro quel partito sono progressivamente "formati", indirizzati verso una "coscienza" da "medio progressista" di fantozziana memoria.


    Last but not least, la variopinta e bizzarra dottrina di rifondazione converge nelle sue varie sfumature su un punto: annientare semanticamente, e quindi concettualmente la nozione attualizzata di "imperialismo"(salvo sporadici e ipocriti casi, come l'ernesto-sparalesto- e il "piezz'e core di mammà" Ferrando).

    Insomma: il Partito della Rifondazione Comunista è il più perfetto e moderno esempio di "comunismo da Dinseyland".

  3. #3
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    Predefinito

    "La libertà della persona non è una concessione all'avversario ma un concetto
    fondamentale per qualsiasi sinistra moderna" (Bertinotti)

    Ed io invece credo che per una vera rifondazione comunista, si deve procedere ad una critica radicale di quel che si significa questa famosa "libertà della persona".

    Secondo me è un concetto che va a significare la libertà del capitalista di mobilitare la forza di lavoro. Cioè questa "libertà" è in realtà una diffamazione lanciata contro tutto quello (comunità, storia, tradizioni, culture, etc) che impedisce la tendenza capitalista verso la mobilitazione totale nel lavoro.

    Del resto il linguaggio di Bertinotti già la dice lunga sul suo pensiero. Cosa significa riferirsi ad una "sinistra moderna", quando il problema è proprio che la sinistra aderisce a-criticamente alla modernità? Ci vuole al contrario una sinistra anti-moderna, in rottura con l'ideologia dominante, i suoi concetti e la sua nov-lingua.

  4. #4
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    Predefinito

    Bravo.

    Citazione Originariamente Scritto da orkonner
    "La libertà della persona non è una concessione all'avversario ma un concetto
    fondamentale per qualsiasi sinistra moderna" (Bertinotti)

    Ed io invece credo che per una vera rifondazione comunista, si deve procedere ad una critica radicale di quel che si significa questa famosa "libertà della persona".

    Secondo me è un concetto che va a significare la libertà del capitalista di mobilitare la forza di lavoro. Cioè questa "libertà" è in realtà una diffamazione lanciata contro tutto quello (comunità, storia, tradizioni, culture, etc) che impedisce la tendenza capitalista verso la mobilitazione totale nel lavoro.

    Del resto il linguaggio di Bertinotti già la dice lunga sul suo pensiero. Cosa significa riferirsi ad una "sinistra moderna", quando il problema è proprio che la sinistra aderisce a-criticamente alla modernità? Ci vuole al contrario una sinistra anti-moderna, in rottura con l'ideologia dominante, i suoi concetti e la sua nov-lingua.

 

 

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