Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 11
  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    04 Apr 2009
    Messaggi
    79,499
     Likes dati
    7
     Like avuti
    23,349
    Mentioned
    1413 Post(s)
    Tagged
    12 Thread(s)

    Predefinito la fermezza e l'ipocrisia

    Le fermezza e l'ipocrisia
    Sappiamo da tempo che l'immigrazione è il fenomeno che forse più inciderà sul futuro dell'Europa. Conteranno sia la quantità dei flussi migratori che la qualità delle risposte europee. In Italia sembriamo tuttora impreparati ad affrontare in modo razionale e convergente un fenomeno col quale conviviamo ormai da anni. Ci sono almeno tre temi su cui non c'è consenso nazionale e, per conseguenza, mancano codici di comportamento e pratiche comuni fra gli operatori delle principali istituzioni. Non c'è consenso, prima di tutto, su che cosa si debba intendere per «integrazione» degli immigrati. A parole, tutti la auspicano ma che cosa sia resta un mistero. Ad esempio, si può ridurla alla questione dei tempi per la concessione della cittadinanza? O ciò non significa partire dalla coda anziché dalla testa?

    Poiché nulla meglio delle micro-situazioni getta luce sui macro-fenomeni, si guardi a che cosa davvero intendono per «integrazione» certi operatori istituzionali. Ciò che succede, ormai da diversi anni, in molte scuole, durante le feste natalizie (e le inevitabili polemiche si infrangono contro muri di gomma) è rivelatore. Ci sono educatori (è inappropriato definirli diseducatori?) che hanno scelto di abolire il presepe e gli altri simboli natalizi, lanciando così agli immigrati non cristiani (ma anche ai piccoli italiani) il seguente messaggio: noi siamo un popolo senza tradizioni o, se le abbiamo, esse contano così poco ai nostri occhi che non abbiamo difficoltà a metterle da parte per rispetto delle vostre tradizioni. Intendendo così il rispetto reciproco e la «politica dell'integrazione», quegli educatori contribuiscono a preparare il terreno per futuri, probabilmente feroci, scontri di civiltà. E lasciamo da parte ciò che possiamo solo immaginare: cosa essi raccontino, sulle suddette tradizioni, nelle aule, ai piccoli italiani e stranieri.
    C'è poi, in secondo luogo, la questione dell'immigrazione islamica. Tipicamente (le critiche di Tito Boeri - 23 dicembre - e di altri, alle tesi di Giovanni Sartori - 20 dicembre - sulla difficoltà di integrare i musulmani, ne sono solo esempi), la posizione fino ad oggi dominante fra gli intellettuali liberal (e cioè politicamente corretti) è stata quella di negare l'esistenza del problema. Come se in tutti i Paesi europei, quale che sia la politica verso i musulmani, non si constati sempre la stessa situazione: ci sono, da un lato, i musulmani integrati, che vivono quietamente la loro fede, e non rappresentano per noi alcun pericolo (coloro che, a destra, ne negano l'esistenza facendo di tutta l'erba un fascio sono altrettanto dannosi dei suddetti liberal) ma ci sono anche, dall'altro, i tradizionalisti militanti, rumorosi e assai numerosi, più interessati ad occupare spazi territoriali per l'islam nella versione chiusa e oscurantista che a una qualsiasi forma di integrazione. E lascio qui deliberatamente da parte i jihadisti e i loro simpatizzanti. Salvo osservare che i confini che separano i tradizionalisti militanti contrari all'uso della violenza e i simpatizzanti del jihadismo sono fluidi, incerti e, probabilmente, attraversati spesso nei due sensi. Negare il problema è, francamente, da irresponsabili.
    Ultima, ma non per importanza, c’è la questione dell’immigrazione clandestina, che porta con sé anche i fenomeni legati allo sfruttamento da parte della criminalità organizzata (e il caso di Rosarno ne è un esempio). Non c’è nemmeno consenso nazionale sul fatto che i clandestini vadano respinti. Da un lato, ci sono settori (xenofobi in senso proprio) della società che non hanno interesse a tracciare una linea netta fra clandestini e regolari essendo essi contro tutti gli immigrati. Ma tracciare una linea netta non interessa, ovviamente, neanche ai fautori dell’accoglienza indiscriminata.

    Non ci sono solo troppi prelati e parroci che parlano ambiguamente di accoglienza senza mettere mai paletti (accoglienza verso chi? alcuni? tutti? Con quali criteri? Con quali risorse?). Ci sono anche operatori istituzionali che ci mettono del loro. Un certo numero di magistrati, ad esempio, ha deciso che il reato di clandestinità è in odore di incostituzionalità. Immaginiamo che la Corte costituzionale si pronunci domani con una sentenza favorevole alla tesi di quei magistrati. Bisognerebbe allora mandare a memoria la data di quella sentenza perché sarebbe una data storica, altrettanto importante di quelle dell’unificazione d’Italia e della Liberazione. Con una simile sentenza, la Corte stabilirebbe solennemente che ciò che abbiamo sempre creduto uno Stato non è tale, che la Repubblica italiana è una entità «non statale». Che cosa è infatti il reato di clandestinità? Nient’altro che la rivendicazione da parte di uno Stato del suo diritto sovrano al pieno controllo del territorio e dei suoi confini, della sua prerogativa a decidere chi può starci legalmente sopra e chi no. Se risultasse che una legge, regolarmente votata dal Parlamento, che stabilisce il reato di clandestinità, è incostituzionale, ne conseguirebbe che la Costituzione repubblicana nega allo Stato italiano il tratto fondante della statualità: la prerogativa del controllo territoriale. Né si può controbattere citando il trattato di Schengen, che consente ai cittadini d’Europa di circolare liberamente nei Paesi europei aderenti. Schengen, infatti, è frutto di un accordo volontario fra governi e, proprio per questo, non intacca il principio della sovranità territoriale.

    La questione dell’immigrazione ricorda quella del debito pubblico. Il debito venne accumulato durante la Prima Repubblica da una classe politica che sapeva benissimo di scaricare un peso immenso sulle spalle delle generazioni successive. In materia di immigrazione accade la stessa cosa: esiste un folto assortimento di politici superficiali, di xenofobi, di educatori scolastici, di intellettuali liberal, di preti (troppo) accoglienti, di magistrati democratici, e di altri, intento a fabbricare guai. Fatta salva la buona fede di alcuni, molti, probabilmente, pensano che se quei guai, come nel caso del debito, si manifestassero in tutta la loro gravità solo dopo un certo lasso di tempo, non avrebbe più senso prendersela con i responsabili.


    Angelo Panebianco
    08 gennaio 2010

    Le fermezza e l'ipocrisia - Corriere della Sera


    finalmente qualcuno comincia ad aprire gli occhi.
    quanto dovremo attendere perchè sinistrati vari e preti aprano i loro?

  2. #2
    Mangiare gli evasori!
    Data Registrazione
    19 Aug 2009
    Località
    ove Friedrich impazzì
    Messaggi
    16,555
     Likes dati
    77
     Like avuti
    1,106
    Mentioned
    9 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Rif: la fermezza e l'ipocrisia

    Panebianco, chi ? Quello che se non sbaglio esaltava la tortura ?

    Il Corriere con questi "giornalisti" fa ridere
    PEOPLE SMASH AUSTERITY

  3. #3
    radicalsocialismo.it
    Data Registrazione
    30 Nov 2009
    Località
    Milano
    Messaggi
    8,550
     Likes dati
    446
     Like avuti
    742
    Mentioned
    5 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: la fermezza e l'ipocrisia

    Citazione Originariamente Scritto da svicolone Visualizza Messaggio
    Le fermezza e l'ipocrisia
    Sappiamo da tempo che l'immigrazione è il fenomeno che forse più inciderà sul futuro dell'Europa. Conteranno sia la quantità dei flussi migratori che la qualità delle risposte europee. In Italia sembriamo tuttora impreparati ad affrontare in modo razionale e convergente un fenomeno col quale conviviamo ormai da anni. Ci sono almeno tre temi su cui non c'è consenso nazionale e, per conseguenza, mancano codici di comportamento e pratiche comuni fra gli operatori delle principali istituzioni. Non c'è consenso, prima di tutto, su che cosa si debba intendere per «integrazione» degli immigrati. A parole, tutti la auspicano ma che cosa sia resta un mistero. Ad esempio, si può ridurla alla questione dei tempi per la concessione della cittadinanza? O ciò non significa partire dalla coda anziché dalla testa?

    Poiché nulla meglio delle micro-situazioni getta luce sui macro-fenomeni, si guardi a che cosa davvero intendono per «integrazione» certi operatori istituzionali. Ciò che succede, ormai da diversi anni, in molte scuole, durante le feste natalizie (e le inevitabili polemiche si infrangono contro muri di gomma) è rivelatore. Ci sono educatori (è inappropriato definirli diseducatori?) che hanno scelto di abolire il presepe e gli altri simboli natalizi, lanciando così agli immigrati non cristiani (ma anche ai piccoli italiani) il seguente messaggio: noi siamo un popolo senza tradizioni o, se le abbiamo, esse contano così poco ai nostri occhi che non abbiamo difficoltà a metterle da parte per rispetto delle vostre tradizioni. Intendendo così il rispetto reciproco e la «politica dell'integrazione», quegli educatori contribuiscono a preparare il terreno per futuri, probabilmente feroci, scontri di civiltà. E lasciamo da parte ciò che possiamo solo immaginare: cosa essi raccontino, sulle suddette tradizioni, nelle aule, ai piccoli italiani e stranieri.
    C'è poi, in secondo luogo, la questione dell'immigrazione islamica. Tipicamente (le critiche di Tito Boeri - 23 dicembre - e di altri, alle tesi di Giovanni Sartori - 20 dicembre - sulla difficoltà di integrare i musulmani, ne sono solo esempi), la posizione fino ad oggi dominante fra gli intellettuali liberal (e cioè politicamente corretti) è stata quella di negare l'esistenza del problema. Come se in tutti i Paesi europei, quale che sia la politica verso i musulmani, non si constati sempre la stessa situazione: ci sono, da un lato, i musulmani integrati, che vivono quietamente la loro fede, e non rappresentano per noi alcun pericolo (coloro che, a destra, ne negano l'esistenza facendo di tutta l'erba un fascio sono altrettanto dannosi dei suddetti liberal) ma ci sono anche, dall'altro, i tradizionalisti militanti, rumorosi e assai numerosi, più interessati ad occupare spazi territoriali per l'islam nella versione chiusa e oscurantista che a una qualsiasi forma di integrazione. E lascio qui deliberatamente da parte i jihadisti e i loro simpatizzanti. Salvo osservare che i confini che separano i tradizionalisti militanti contrari all'uso della violenza e i simpatizzanti del jihadismo sono fluidi, incerti e, probabilmente, attraversati spesso nei due sensi. Negare il problema è, francamente, da irresponsabili.
    Ultima, ma non per importanza, c’è la questione dell’immigrazione clandestina, che porta con sé anche i fenomeni legati allo sfruttamento da parte della criminalità organizzata (e il caso di Rosarno ne è un esempio). Non c’è nemmeno consenso nazionale sul fatto che i clandestini vadano respinti. Da un lato, ci sono settori (xenofobi in senso proprio) della società che non hanno interesse a tracciare una linea netta fra clandestini e regolari essendo essi contro tutti gli immigrati. Ma tracciare una linea netta non interessa, ovviamente, neanche ai fautori dell’accoglienza indiscriminata.

    Non ci sono solo troppi prelati e parroci che parlano ambiguamente di accoglienza senza mettere mai paletti (accoglienza verso chi? alcuni? tutti? Con quali criteri? Con quali risorse?). Ci sono anche operatori istituzionali che ci mettono del loro. Un certo numero di magistrati, ad esempio, ha deciso che il reato di clandestinità è in odore di incostituzionalità. Immaginiamo che la Corte costituzionale si pronunci domani con una sentenza favorevole alla tesi di quei magistrati. Bisognerebbe allora mandare a memoria la data di quella sentenza perché sarebbe una data storica, altrettanto importante di quelle dell’unificazione d’Italia e della Liberazione. Con una simile sentenza, la Corte stabilirebbe solennemente che ciò che abbiamo sempre creduto uno Stato non è tale, che la Repubblica italiana è una entità «non statale». Che cosa è infatti il reato di clandestinità? Nient’altro che la rivendicazione da parte di uno Stato del suo diritto sovrano al pieno controllo del territorio e dei suoi confini, della sua prerogativa a decidere chi può starci legalmente sopra e chi no. Se risultasse che una legge, regolarmente votata dal Parlamento, che stabilisce il reato di clandestinità, è incostituzionale, ne conseguirebbe che la Costituzione repubblicana nega allo Stato italiano il tratto fondante della statualità: la prerogativa del controllo territoriale. Né si può controbattere citando il trattato di Schengen, che consente ai cittadini d’Europa di circolare liberamente nei Paesi europei aderenti. Schengen, infatti, è frutto di un accordo volontario fra governi e, proprio per questo, non intacca il principio della sovranità territoriale.

    La questione dell’immigrazione ricorda quella del debito pubblico. Il debito venne accumulato durante la Prima Repubblica da una classe politica che sapeva benissimo di scaricare un peso immenso sulle spalle delle generazioni successive. In materia di immigrazione accade la stessa cosa: esiste un folto assortimento di politici superficiali, di xenofobi, di educatori scolastici, di intellettuali liberal, di preti (troppo) accoglienti, di magistrati democratici, e di altri, intento a fabbricare guai. Fatta salva la buona fede di alcuni, molti, probabilmente, pensano che se quei guai, come nel caso del debito, si manifestassero in tutta la loro gravità solo dopo un certo lasso di tempo, non avrebbe più senso prendersela con i responsabili.


    Angelo Panebianco
    08 gennaio 2010

    Le fermezza e l'ipocrisia - Corriere della Sera


    finalmente qualcuno comincia ad aprire gli occhi.
    quanto dovremo attendere perchè sinistrati vari e preti aprano i loro?
    Nemmeno una parolina sui trattamenti che vengono affibiati a questi extracomunitari e sulle motivazioni di tali reazioni?

    Panebianco, al calduccio di casa sua, sa perchè è successo o gli dispiace solo del Suv con i vetri rotti?

    Io spero che i DESTRI aprano gli occhi sulla xenofobia micidiale alimentata da alcuni politici.

    Prima che oltre agli occhi qualcuno gli apra qualcos'altro.

    m

  4. #4
    Blut und Boden
    Data Registrazione
    03 Apr 2009
    Località
    Lothlorien
    Messaggi
    74,936
     Likes dati
    2,836
     Like avuti
    10,459
    Mentioned
    218 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Rif: la fermezza e l'ipocrisia

    O che si tratti di cerchiobottismo?
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  5. #5
    email non funzionante
    Data Registrazione
    04 Apr 2009
    Messaggi
    79,499
     Likes dati
    7
     Like avuti
    23,349
    Mentioned
    1413 Post(s)
    Tagged
    12 Thread(s)

    Predefinito Rif: la fermezza e l'ipocrisia

    Citazione Originariamente Scritto da Rasputin Visualizza Messaggio
    Panebianco, chi ? Quello che se non sbaglio esaltava la tortura ?

    Il Corriere con questi "giornalisti" fa ridere
    forse sarebbe meglio commentare nel merito, se si ha qualcosa da dire.

    o preferisci bruciare i libri sgraditi?
    o costruire minareti in ogni piazza?

    p.s. ah, en passant, ti ringrazio di aver fatto la spia e di avermi fatto bannare.
    i bambini mocciosi che vigliaccamente corrono a frignare dalla maestra credevo fossero una razza estinta.
    tu hai dimostrato che avevo torto, sono ancora tra noi, i mocciosi col moccolo spioni.

  6. #6
    email non funzionante
    Data Registrazione
    04 Apr 2009
    Messaggi
    79,499
     Likes dati
    7
     Like avuti
    23,349
    Mentioned
    1413 Post(s)
    Tagged
    12 Thread(s)

    Predefinito Rif: la fermezza e l'ipocrisia

    Citazione Originariamente Scritto da Max69 Visualizza Messaggio
    Nemmeno una parolina sui trattamenti che vengono affibiati a questi extracomunitari e sulle motivazioni di tali reazioni?

    Panebianco, al calduccio di casa sua, sa perchè è successo o gli dispiace solo del Suv con i vetri rotti?

    Io spero che i DESTRI aprano gli occhi sulla xenofobia micidiale alimentata da alcuni politici.

    Prima che oltre agli occhi qualcuno gli apra qualcos'altro.

    m
    quindi preti, magistrati, maestri che sono i paladini dell'immigrazione senza se e senza ma sono nel giusto?

  7. #7
    Praticamente innocuo
    Data Registrazione
    07 Apr 2009
    Messaggi
    91,090
     Likes dati
    10,125
     Like avuti
    29,892
    Mentioned
    1779 Post(s)
    Tagged
    35 Thread(s)

    Predefinito Rif: la fermezza e l'ipocrisia

    Citazione Originariamente Scritto da Max69 Visualizza Messaggio
    Nemmeno una parolina sui trattamenti che vengono affibiati a questi extracomunitari e sulle motivazioni di tali reazioni?

    Panebianco, al calduccio di casa sua, sa perchè è successo o gli dispiace solo del Suv con i vetri rotti?

    Io spero che i DESTRI aprano gli occhi sulla xenofobia micidiale alimentata da alcuni politici.

    Prima che oltre agli occhi qualcuno gli apra qualcos'altro.

    m
    Vicino al SUV coi vetri rotti c'è l'auto di quello che fatica ad arrivare a fine mese e la usa per lavorare, rovesciata e presa a sprangate
    CENTINAIA DI AUTO ROVESCIATE NON HANNO ALCUNA GIUSTIFICAZIONE, E' INCIVILTA' E BASTA

    Sono stufo dei buonisti del cazzo, per cui quando si compiono azioni che nessun italiano compirebbe la colpa è di tutti tranne di chi le compie
    Far ragionare un idiota non è impossibile, è inutile

  8. #8
    BANNATO UNA VOLTA.
    Data Registrazione
    28 Oct 2009
    Messaggi
    908
     Likes dati
    0
     Like avuti
    4
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: la fermezza e l'ipocrisia

    Invece di sparare le solite cazzate per partito preso.... ve lo siete almeno letto ?

    Alcuni punti ... se leggete... danno da pensare... se ne siete capaci.
    La sola cosa necessaria, per la tranquillità del mondo,
    è che ogni bambino possa crescere felice.

    Capo Dan George, dei Salish

  9. #9
    Dai che non c'ho tempo
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    La Superba
    Messaggi
    10,689
     Likes dati
    185
     Like avuti
    483
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: la fermezza e l'ipocrisia

    Citazione Originariamente Scritto da Max69 Visualizza Messaggio
    Nemmeno una parolina sui trattamenti che vengono affibiati a questi extracomunitari e sulle motivazioni di tali reazioni?

    Panebianco, al calduccio di casa sua, sa perchè è successo o gli dispiace solo del Suv con i vetri rotti?

    Io spero che i DESTRI aprano gli occhi sulla xenofobia micidiale alimentata da alcuni politici.

    Prima che oltre agli occhi qualcuno gli apra qualcos'altro.

    m

    Non si tratta di Xenofobia, ma di capacità di accoglimento.
    Se si fanno entrare grandi quantità di persone si deve prendere atto che non le si potranno gestire e che vivranno di espedienti.
    E che questo creerà disordine, violenza, illegalità, sofferenza.
    Per tutti, Italiani e Non.

    Il SUV di Panebianco (come quello dei buonisti intellettuali) è comunque al sicuro, è della tua panda che parla.

    Comunque, visto che minacci, speriamo che al prossimo baccano fatto da gente entrata indiscriminatamente in Italia per eccesso di buonismo e menefreghismo, ti rompano la panda e ti aprano il culo.
    O ti aprano la panda e ti rompano il culo, come preferisci.
    Nulla alle spalle, dubbi sul futuro
    Oggi m'hanno incuXXto...ma con che austerità ragazzi! Roba da signori! Ho ringraziato e chiesto un'altro appuntamento.

  10. #10
    Mangiare gli evasori!
    Data Registrazione
    19 Aug 2009
    Località
    ove Friedrich impazzì
    Messaggi
    16,555
     Likes dati
    77
     Like avuti
    1,106
    Mentioned
    9 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Rif: la fermezza e l'ipocrisia

    Citazione Originariamente Scritto da svicolone Visualizza Messaggio
    forse sarebbe meglio commentare nel merito, se si ha qualcosa da dire.

    o preferisci bruciare i libri sgraditi?
    o costruire minareti in ogni piazza?

    p.s. ah, en passant, ti ringrazio di aver fatto la spia e di avermi fatto bannare.
    i bambini mocciosi che vigliaccamente corrono a frignare dalla maestra credevo fossero una razza estinta.
    tu hai dimostrato che avevo torto, sono ancora tra noi, i mocciosi col moccolo spioni.
    Non ti ho fatto bannare, avrò al massimo segnalato una tua oscenità.
    Io non segnalo molto, ma ci sono alcune cose rivoltanti su cui non soprassiedo.
    PEOPLE SMASH AUSTERITY

 

 
Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Aldo Moro, d'accordo con la linea della fermezza?
    Di Venom nel forum Il Termometro Politico
    Risposte: 13
    Ultimo Messaggio: 18-03-08, 22:10
  2. Ci voleva più fermezza del governo sulla liberalizzazione dei taxi.
    Di alessandro74 (POL) nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 21
    Ultimo Messaggio: 18-07-06, 15:02
  3. Islam, Saggezza e Fermezza nel momento attuale
    Di cariddeo nel forum Destra Radicale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 12-06-04, 15:05
  4. Bossi: «Fermezza, o l’orda ci cancella»
    Di Der Wehrwolf nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 20-03-02, 19:45
  5. Bossi:«Fermezza, o l’orda ci cancella!!!»
    Di Der Wehrwolf nel forum Destra Radicale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 20-03-02, 19:42

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito