Democratici di Sinistra è il nome di un partito della sinistra italiana ispirato ai valori del socialismo democratico, fondato il 13 febbraio 1998 dalla svolta del Partito Democratico della Sinistra che decise di aprirsi alle istanze del socialismo europeo e alle forze laburiste e cristiano-sociali.

L'attuale segretario nazionale è Piero Fassino.

Il partito aderisce alla Federazione dell'Ulivo e fa parte della coalizione del centrosinistra italiano, denominata L'Unione.

Storia
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Il passato
Il simbolo della Quercia apparve sulla scena politica italiana nel 1991, quando venne fondato il Partito Democratico della Sinistra (PDS), in seguito allo scioglimento del Partito Comunista Italiano. Invece dallo scioglimento del PCI,l'ala estrema diede invece origine al Partito della Rifondazione Comunista, che si è fatto continuatore della tradizione euro-comunista.

Primo segretario del PDS fu Achille Occhetto, dimessosi poi nel 1994 a causa della sconfitta alle elezioni politiche della coalizione di sinistra denominata "i Progressisti" (PDS, PRC, Verdi, Partito Socialista Italiano, Alleanza Democratica, La Rete e altri). Alla guida del partito gli successe Massimo D'Alema.

Nel 1995 il PDS partecipò alla fondazione della coalizione politica di centro-sinistra denominata L'Ulivo (PDS, Partito Popolare Italiano, Rinnovamento Italiano, Verdi e altri). Questo progetto politico, che vide, per la prima volta insieme, ex-democristiani ed ex-comunisti, portò, nel 1996, alla vittoria del centrosinistra, con l'elezione del cattolico Romano Prodi alla carica di presidente del Consiglio, che si contraddistinse per la definitiva adesione dell'Italia al progetto di moneta unica europea, l'euro.

Il PDS, nel '96, si classificò come primo partito italiano, con quasi 8 milioni di voti e il 21,1%.

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Nascono i DS: i Governi D'Alema
Nel 1998 Massimo D'Alema apre il partito ai contributi delle culture cristiano-sociale, socialista ed ambientalista: si organizza un congresso costitutivo nel quale si creano questi equilibri.

I delegati che provengono dal PDS rappresentano il 73%
Dalla Federazione Laburista di Valdo Spini e Giorgio Ruffolo (ex PSI) proviene l'8%
Dal Movimento dei Comunisti Unitari di Sergio Garavini e Famiano Crucianelli (ex PRC) il 6%
Dai Cristiano Sociali di Pierre Carniti ed Ermanno Gorrieri (ex DC) il 6%
Alla fondazione partecipano anche la Sinistra Repubblicana (o Repubblicani per l'Unità della Sinistra Democratica) di Giorgio Bogi (ex PRI) e alcune associazioni politiche come i Riformatori per l'Europa di Giorgio Benvenuto (ex-PSI) e Agire Solidale di Giuseppe Lumia.
Il partito, così, cambia nome in Democratici di Sinistra (DS), nel simbolo viene eliminato l'emblema del PCI ai piedi della quercia (stendardo con falce e martello) e, al suo posto, viene inserita una rosa.

Nello stesso anno D'Alema, dopo che Rifondazione aveva abbandonato il sostegno esterno al governo dell'Ulivo e operato una conseguente sfiducia al Governo Prodi, diviene il primo Presidente del Consiglio post-comunista, carica che manterrà sino al 2000.

Dal 1998 al 2001 i DS sono guidati dal riformista Walter Veltroni, che lascerà poi la segreteria per divenire sindaco di Roma.

Durante questo periodo, intanto, i DS si presentano alle elezioni europee del 1999, confermandosi come primo partito del centrosinistra con 5,3 milioni di voti e il 17,4%. Risultato che mantengono sostanzialmente anche alle regionali dell'anno seguente, quando, però, la coalizione dell'Ulivo racimola una sconfitta (perdendo in 8 regioni su 15) ed assistendo all'ascesa del centrodestra di Silvio Berlusconi, che nel frattempo aveva ritrovato accordi con la Lega Nord.

D'Alema, prendendo atto della sconfitta, si dimette da presidente del Consiglio, e il suo posto viene preso dall'ex-socialista Giuliano Amato, che guiderà il Governo fino alle nuove elezioni.

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Il 2001 e la sconfitta elettorale
Segretario politico dal 2001 è Piero Fassino, che spinge ancora di più il partito nell'alveo della tradizione socialdemocratica, al punto da inserire nel simbolo del partito, il riferimento per esteso al "Partito del Socialismo Europeo".

Alle elezioni politiche del 13 maggio 2001, i DS sostengono, insieme a tutta la coalizione dell'Ulivo, la candidatura di Francesco Rutelli, sindaco uscente di Roma. Ma le elezioni vengono vinte da Silvio Berlusconi con la coalizione della Casa delle Libertà e il partito rimane all'opposizione.

I DS mantengono sostanzialmente la medesima consistenza elettorale degli appuntamenti precedenti: con 6,1 milioni di voti si attestano al 16,6%, alle spalle di Forza Italia, trainata dall'azione carismatica di Berlusconi, che diventa il primo partito italiano con quasi il 30%.

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Gli anni dell'opposizione
Intanto il governo diventa operativo. I DS, dall'opposizione, tentano di ripristinare in breve tempo la credibilità del centrosinistra evidenziando i "fallimenti" della politica di Berlusconi e della CdL. Ma, contemporaneamente, il partito lavora per la discesa in campo di una nuova leadership del centrosinistra, incarico che viene affidato - quasi in maniera naturale - a Romano Prodi, vicino alla Margherita, che nel frattempo è presidente della Commissione Europea.

Prodi, del resto, aveva già battuto Berlusconi alle elezioni politiche del 1996 e potrebbe essere l'uomo più adatto a ripetere l'impresa in futuro. Dallo stesso Prodi partono segnali di novità: il suo obiettivo è quello di creare una base forte e credibile che possa assicurare la stabilità ad un futuro governo di centrosinistra.

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Il progetto unitario dell'Ulivo
L'idea compie i suoi primi passi in occasione delle elezioni europee del 2004, quando Prodi propone a tutti gli alleati di presentarsi sotto un unico simbolo, il simbolo dell'Ulivo che è tanto caro al Professore e che - sostiene - "per gli italiani significa buon governo e cambiamento".

I DS aderiscono all'appello, insieme alla Margherita, allo SDI e al piccolo Movimento Repubblicani Europei. Da questa intesa, nasce la lista di "Uniti nell'Ulivo" che alle europee ottiene il 31% dei consensi, con l'obiettivo di dare una spinta riformista nel Parlamento europeo.

I DS, con 12 eurodeputati eletti, aderiscono al Partito Socialista Europeo (PSE).

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La "Fed" e la vittoria alle Regionali
I partiti della lista unitaria, intanto, si muovono e decidono di darsi una organizzazione federale, di dare ancora più concretezza al progetto dell'Ulivo delegando ad organi sovra-partitici le competenze specifiche di alcuni settori.

Così, a febbraio 2005, viene costituita la Federazione dell'Ulivo, brevemente chiamata anche Fed, all'interno della quale i DS contano 5 (compreso il segretario nazionale) dei 12 componenti della presidenza.

Intanto, in vista delle elezioni regionali che interessano 14 delle 20 regioni italiane e dell'appuntamento governativo del 2006, la coalizione di centrosinistra allarga i propri orizzonti e acquisisce la nuova denominazione de L'Unione, la quale si aggiudica una netta vittoria in 12 regioni su 14 (solo 2 regioni, Lombardia e Veneto, riconfermano le proprie giunte regionali di centrodestra).

I partiti della Fed decidono di presentarsi sotto il simbolo dell'Ulivo in 9 regioni, mentre concorrono autonomamente nelle altre 5: la Fed raccoglie un 34,2% (sulla base delle 9 regioni), mentre i DS sono al 17% (sulla base delle 5). In questa fase, i DS si trovano costretti ad accantonare il progetto unitario dopo un primo veto della Margherita alla presentazione della lista per le elezioni politiche del 2006.

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Il coinvolgimento alle Primarie
Tale provvisoria decisione di non presentare liste unitarie alle elezioni politiche spinge Romano Prodi a rilanciare la proposta delle elezioni primarie per scegliere "ufficialmente" il leader dell'Unione e dare stabilità all'eventuale nuova azione di governo.

Le primarie si svolgono il 16 ottobre 2005, attirando circa 4.300.000 elettori di centrosinistra. Sette i candidati: i DS, come gli altri partiti della Fed, sostengono lo stesso Prodi, che si impone con il 74,2% dei voti, ricevendo l'investitura di candidato premier della coalizione.

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Il rilancio della lista unitaria
La grande affluenza di cittadini alle elezioni primarie dell'Unione e l'ottima affermazione riscontrata da Prodi spingono la Margherita a riconsiderare il proprio no alla lista unitaria: lo stesso Rutelli propone all'assemblea nazionale del suo partito il progetto di creare una lista unitaria nella competizione per la Camera dei Deputati che abbia come fine ultimo la creazione di un nuovo grande soggetto unitario: il "Partito Democratico".

Quest'ultima proposta crea alcuni distinguo all'interno dei DS, che, però, la accettano all'unanimità. Il progetto, invece, non rientra più tra gli obiettivi dello Sdi, già impegnato nella costituzione di un soggetto alternativo d'ispirazione radicale.

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La vicenda Unipol
A partire dall'inizio del 2006, a seguito della pubblicazione da parte de "Il Giornale", di proprietà di Berlusconi, di stralci di intercettazioni telefoniche tra Giovanni Consorte e il segretario dei Ds Piero Fassino, alcuni esponenti del partito furono accusati di aver mantenuto un atteggiamento scorretto essendosi dichiarati apertamente a favore, durante l'estate del 2005, di una scalata alla Banca Nazionale del Lavoro lanciata dalla compagnia Unipol - riconducibile al settore delle cosiddette "cooperative rosse".

L'OPA di Unipol, infatti, si era nel frattempo rivelata parte di uno scandalo finanziario, ribattezzato con il nome di "Bancopoli", che portò alle dimissioni di Antonio Fazio e che era nato a seguito dell'individuazione di presunte irregolarità di altre OPA nel settore bancario.

Le intercettazioni pubblicate erano risultate irrilevanti ai fini giudiziari, e non erano neppure trascritte dalla magistratura. A seguito del clamore politico mediatico suscitato dalle stesse, Berlusconi rivelò di essere a conoscenza di fatti riguardanti l'implicazione dei Ds nella questione Unipol e si recò alla Procura di Roma per conferire con i pubblici ministeri. Berlusconi dichiarò, in seguito, che le proprie dichiarazioni erano attinenti a fatti non penalmente rilevanti.

Congressi
I Congresso - Torino, 13-16 gennaio 2000
II Congresso - Pesaro, 16-18 novembre 2001
III Congresso - Roma, 3-5 febbraio 2005
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Segretari
1991-1994 : Achille Occhetto (PDS)
1994-1998 : Massimo D'Alema (PDS)
1998-2001 : Walter Veltroni
dal 2001 : Piero Fassino
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Correnti
Corrente "La sinistra che unisce": vicina al segretario Fassino, propone un socialismo democratico non dimentico del passato, ma fortemente riformista e ulivista. In questa corrente (dove sono confluiti anche i socialisti di Valdo Spini e Giorgio Benvenuto) si possono distinguere due sottogruppi gruppi: I "dalemiani"ed I "bassoliniani".
Corrente "Cristiano-Sociali": molto simile alla corrente precedentemente descritta, essa deriva dal piccolo partito Cristiano-Sociale fondato nel 1994 da alcuni ex democristiani di sinistra.
Corrente "Sinistra Ecologista": propone un partito maggiormente impegnato sul tema dell'ambiente. Leader è Fulvia Bandoli.
Corrente "A sinistra per il Socialismo": corrente più di sinistra del partito. Il suo leader è Cesare Salvi. Propone un partito più marcatamente di sinistra ed è contraria all'integrazione nell'Ulivo e nella lista riformista.
Corrente "Una sinistra forte": altra corrente di sinistra. Non vuole l'integrazione nel partito democratico o riformista. Diversamente dalla corrente di Salvi che propone come modello il socialismo spagnolo, questa corrente è ideologicamente vicina all'idea di socialismo europeo oltre che, per molti aspetti, alla attuale linea politica di Rifondazione Comunista. I leader sono Fabio Mussi e Giovanni Berlinguer.
Corrente "Liberal": nell'ultimo congresso dei DS ha aderito alla mozione di Fassino, pur mantenendo caratteri propri. È erede della vecchia tradizione politica migliorista del PCI. Leader è Enrico Morando.
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Giornali e riviste
Aprile per la sinistra
Il Riformista
L'Unità