... i ragazzotti di questo Forum e' sperabile che nel portafoglio tengano i preservativi ... anzi che i Bot o Cct ... nel qual caso sono esentati dal leggere l'articolo, che apparira' domani in edicola sulla Voce Repubblicana ...
Originariamente Scritto da calvin
l'editoriale della voce di domani, firmato da Giorgio La Malfa
di Giorgio La Malfa
È stato smentito ieri da molti esponenti del centrosinistra che l’aumento della tassazione sulle rendite fiscali possa riferirsi ai titoli di Stato. E ancor più è stato smentito che esso si applichi alle cedole già in circolazione. In particolare, ciò è avvenuto durante la trasmissione televisiva “Porta a Porta”, cui hanno assistito milioni di italiani che posseggono titoli di Stato.
”Il Sole 24 Ore” scrive in un articolo che vi sarebbe invece un piano “in fase di elaborazione” dell’Ulivo che prevede esattamente ciò che ieri veniva sdegnosamente negato, e cioè l’aumento dell’imposizione fiscale sui titoli di Stato. E non solo su quelli di nuova emissione, ma anche su quelli già in circolazione.
Del resto, se l’obiettivo è ricavare 2,5 miliardi di euro per finanziare la riduzione del cuneo fiscale – come ha dichiarato il Prof. Prodi – il solo modo per avvicinarsi a questa cifra è colpire tutti i titoli di Stato in circolazione, i vecchi come i nuovi.
Se così è, l’altra sera da Bruno Vespa, due esponenti del centrosinistra hanno detto una gravissima menzogna a milioni di italiani.
Nel merito, possiamo dire che l’aumento sulla tassazione dei titoli di Stato avrà conseguenze devastanti. Esso rappresenta in primo luogo una violazione dell’impegno assunto dallo Stato con i risparmiatori, all’atto dell’emissione dei titoli oggi in circolazione, di tassarli con una certa aliquota.
In secondo luogo, è probabile che il più alto prelievo fiscale sulle nuove emissioni debba essere compensato dall’offerta da parte dello Stato di un maggiore rendimento. In questo caso risulterebbero annullati gli effetti sul gettito previsti da Prodi. Questa è la ragione per la quale la sinistra sarà costretta a tassare i titoli già in circolazione.
Se lo farà, i risparmiatori non saranno protetti da un aumento dei rendimenti, ma subiranno una riduzione del valore capitale dei loro titoli. Subiranno così una vera imposta patrimoniale.
Quanto, infine, all’esenzione dei piccoli patrimoni, essa comporta l’introduzione della nominatività dei titoli di Stato. Se è l’idea portante per rilanciare l’economia del nostro paese, gli italiani sono avvertiti e faranno bene a pensare per chi e cosa votare il prossimo 9 e 10 aprile.




Rispondi Citando


