Mi chiedo in che mondo vive Casini....


Retroscena/ Casini: prima il governissimo poi la guida del Centrodestra
Giovedí 23.03.2006

Francesco Rutelli ci ha provato, lanciando il suo appello a Pier Ferdinando Casini: se dopo le elezioni l'Udc vorrà venire con noi sarà il benvenuto. Ma il presidente della Camera non ha alcuna intenzione di rispondere alle sirene del presidente della Margherita. Secondo quanto risulta ad Affari, infatti, la strategia del leader centrista è quella di puntare alla guida del Centrodestra.

Ovviamente di un nuovo Centrodestra, che non sarà più emanazione del Cavaliere, superando di fatto il berlusconismo. E' chiaro che in questo scenario la competizione è tutta con Gianfranco Fini, che a costo di creare non pochi malcontenti all'interno di Alleanza Nazionale, sta sposando di giorno in giorno una politica sempre più moderata, proprio per accreditarsi agli occhi degli elettori della Casa delle Libertà come il possibile futuro leader della coalizione.

La partita è tutta aperta e molto dipenderà dall'esito elettorale e da quanto accadrà subito dopo il 10 aprile. Appunto, l'esito del voto. In caso di pareggio al Senato (ancora possibile) o di ingovernabilità a causa delle differenze nell'Unione, come detto, l'Udc non ha alcuna intenzione di offrirsi quale stampella al Professore. Proprio perché verrebbe meno l'ambizione di guidare il Polo.

Ma il presidente della Camera sarebbe propenso a un'azione comune del Centrodestra, esclusa ovviamente la Lega (che inevitabilmente si chiamerebbe fuori), al fine di garantire al Paese un governo stabile. Casini ha in mente quindi un sorta di esecutivo tecnico o di emergenza nazionale, sostenuto da Ds, Margherita, Mastella, Forza Italia, An e lo stesso Udc. Fuori la sinistra radicale e il Carroccio.

Ovviamente, il presidente del Consiglio non potrebbe essere Prodi, ma neanche un leader della Casa delle Libertà. A Palazzo Chigi andrebbe una personalità esterna, al di sopra delle parti, come Tommaso Padoa Schioppa o Mario Monti. In questo scenario anche il prossimo presidente della Repubblica verrebbe eletto con un'ampia maggioranza e grazie a un accordo bipartisan, senza escludere una rielezione, magari per due o tre anni, di Carlo Azeglio Ciampi.

Il governissimo non durerebbe però cinque anni, ma un tempo limitato, probabilmente un biennio, nel quale, oltre ai provvedimmenti sull'economia, il Parlamento rimetterebbe mano alla legge elettorale. Nel frattempo i due poli andrebbero incontro a una profonda ristrutturazione, con il partito democratico per quanto riguarda il Centrosinistra (difficilmente guidato da Prodi) e con il soggetto unico dei moderati. Ed è a quel punto che si vedrà chi tra Fini e Casini riuscirà ad assumere la leadership del Polo.